{"id":1120,"date":"2006-05-02T00:00:00","date_gmt":"2006-05-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-modello-politico-islamista-segna-il-fallimento-di-al-qaida\/"},"modified":"2017-11-03T15:44:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:44:03","slug":"il-modello-politico-islamista-segna-il-fallimento-di-al-qaida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/05\/il-modello-politico-islamista-segna-il-fallimento-di-al-qaida\/","title":{"rendered":"Il modello politico islamista segna il fallimento di al-Qa&#8217;ida"},"content":{"rendered":"<p>Di recente al-Qa&#8217;ida si \u00e8  manifestata pi\u00f9 volte, con messaggi dai suoi leader principali (Zawahiri, Bin Laden e Zarqawi) e, forse, con gli attentati del Sinai e di Nassiriya.  Tutti questi messaggi a distanza ravvicinata suggeriscono un bisogno di ribadire all&#8217;audience musulmana le &#8220;ragioni&#8221; di al-Qa&#8217;ida, mentre nel mondo arabo si afferma un modello d&#8217;azione politica islamica diverso e opposto. Al modello di al-Qa&#8217;ida, che cerca di  imporre con le armi ai musulmani stessi la propria visione del mondo, fondata sulla restaurazione d&#8217;un preteso ordine globale islamico, mai esistito e oppressivo, si contrappone infatti, con crescente successo nel mondo arabo un altro modello: quello dei partiti islamisti riformisti che, dal Marocco all&#8217;Egitto, offrono per via elettorale una proposta politica articolata, ispirata all&#8217;interpretazione dei principi islamici e specifica per i singoli paesi.<\/p>\n<p>Ai primi di marzo 2006 i leader di Hamas hanno rinviato al mittente un messaggio di Ayman Zawahiri (il numero due ed ideologo di al-Qa&#8217;ida) che pretendeva di dettare la linea  al movimento islamista palestinese vittorioso nelle elezioni di gennaio. Non si \u00e8 trattato di uno strappo improvviso, n\u00e9 d&#8217;un battibecco interno tra un partner junior improvvisamente famoso e un partner senior che rivendica la propria primazia. Hamas e al-Qa&#8217;ida non appartengono alla stessa famiglia, bens\u00ec rappresentano due visioni islamiche e due strategie politiche diverse, contrapposte e  in competizione per la conquista &#8220;del cuore e delle menti&#8221; dei  musulmani che credono che per i mali politici e morali della societ\u00e0 &#8220;l&#8217;islam \u00e8 la soluzione&#8221;.<\/p>\n<p> <b>I partiti islamisti<\/b><br \/>Con questo slogan elettorale Hamas e tutti gli altri partiti islamisti arabi sunniti affiliati ai Fratelli musulmani registrano un crescente successo elettorale, come partiti (in Algeria, Iraq, Giordania, Libano, Marocco, Palestina,  Yemen), o come indipendenti (Egitto, Kuwait, Arabia Saudita). Tutti questi partiti sono rimasti socialmente conservatori, ma avanzano concrete proposte di riforma (come ad esempio l&#8217;Iniziativa per la democrazia del 2004 dei Fratelli egiziani) e hanno adottato pratiche politiche sempre pi\u00f9 democratiche. E&#8217; simile anche l&#8217;evoluzione dei partiti islamisti sciiti in Libano, Bahrein e Iraq (al-Da&#8217;wa). Il successo (relativo) dei partiti islamisti \u00e8 perci\u00f2 il successo d&#8217;un&#8217;offerta politica a tutto campo -dal sostegno alle imprese coniugato alla solidariet\u00e0 sociale, ad una riforma delle istituzioni politiche verso il parlamentarismo costituzionale democratico (contro l&#8217;accentramento dei poteri nei monarchi-presidenti)- in paesi  soffocati da regimi inamovibili o in costruzione (Iraq, Libano, Palestina). <\/p>\n<p><b>La competizione tra al-Qa&#8217;ida e gli islamisti<\/b><br \/>Il progetto politico di al-Qa&#8217;ida \u00e8 invece nebuloso: la restaurazione d&#8217;un indefinito meta-Stato Islamico che assicura il riscatto escatologico, non politico. Chiara per\u00f2 la strategia di al-Qa&#8217;ida e dei movimenti apparentati: il jihad per abbattere il &#8220;nemico vicino&#8221; (gli attuali regimi musulmani e Israele), con il terrorismo contro &#8220;il nemico lontano&#8221; (l&#8217;Occidente giudaico-cristiano) e la scomunica (che condanna a morte) contro i musulmani che collaborano col nemico, rifiutando l&#8217;invito ad unirsi al jihad. E tra i musulmani collaborazionisti, secondo al-Zawahiri, possono essere iscritti anche i partiti islamisti.<\/p>\n<p>La visione politica (come quella dottrinaria) di al-Qa&#8217;ida \u00e8 dunque oggettivamente contrapposta a quella degli islamisti. In questo quadro i recenti messaggi di al-Qa&#8217;ida rappresentano il rinnovo dell&#8217;esortazione al jihad rivolto agli islamisti, ma anche uno sforzo di propaganda di al-Qai&#8217;da messa in difficolt\u00e0 dall&#8217;ascesa degli islamisti (non a caso  i diretti destinatari palestinesi e sudanesi hanno pubblicamente respinto anche il  messaggio di Bin Laden) e dalla  formazione del primo governo iracheno eletto. <\/p>\n<p><b>L&#8217;opzione islamista<\/b><br \/>La competizione oggettiva tra islamisti e jihadisti \u00e8 ben compresa da alcuni regimi arabi, ad esempio in Marocco, Algeria, Giordania e persino in Arabia Saudita, dove si offre agli islamisti uno spazio controllato per contrastare l&#8217;appeal dei jihadisti. L&#8217;ascesa del modello islamista sembra invece meno ben compresa in Europa, dove all&#8217;influenza della visione prevalente negli Usa (che dopo l&#8217;11\/9 ha accomunato ad al-Qa&#8217;ida tutte le manifestazioni dell&#8217;islam politico), si somma l&#8217;influenza delle elite di quei paesi arabi come l&#8217;Egitto (dove gli islamisti godono di un consenso tale da renderne difficile il controllo mantenendo le apparenze della democratizzazione) o come la Libia e la Tunisia, dove il regime non ammette dissensi. <\/p>\n<p><i>Consigliere scientifico dello Iai e associato di Storia contemporanea del mondo arabo, Facolt\u00e0 di Studi Orientali, Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza&#8221;<\/i><\/p>\n<p><b>Per saperne di pi\u00f9<\/b><br \/><a href= \"http:\/\/www.laterza.it\/scheda_libro.asp?isbn=8842078913\" target= \"blank\"><u>Gilles Kepel, <i>Fitna. Guerra nel cuore dell\u2019Islam<\/i>, Economica Laterza, 2006<\/u><\/a> <\/p>\n<p>\t<a href= \"http:\/\/www.cambridge.org\/catalogue\/catalogue.asp?isbn=0521791405\" target= \"blank\"><u>Fawas A. Gerges, <i>The Far Enemy. Why Jihad Went Global<\/i>, Cambridge University Press, 2006<\/u><\/a> <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=110\"><u>Risultati elettorali partiti islamisti<\/u><\/a> <\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.francoangeli.it\/Ricerca\/Scheda_Libro.asp?ID=3002&#038;Tipo=Libro\" target= \"blank\"> <u>Laura Guazzone (a cura di), , Franco Angeli, 1995<\/u><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente al-Qa&#8217;ida si \u00e8 manifestata pi\u00f9 volte, con messaggi dai suoi leader principali (Zawahiri, Bin Laden e Zarqawi) e, forse, con gli attentati del Sinai e di Nassiriya. 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