{"id":1190,"date":"2006-05-10T00:00:00","date_gmt":"2006-05-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/per-prodi-il-doppio-obiettivo-di-risanamento-e-crescita\/"},"modified":"2017-11-03T15:44:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:44:02","slug":"per-prodi-il-doppio-obiettivo-di-risanamento-e-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/05\/per-prodi-il-doppio-obiettivo-di-risanamento-e-crescita\/","title":{"rendered":"Per Prodi il doppio obiettivo di risanamento e crescita"},"content":{"rendered":"<p>La politica economica del nuovo governo si trover\u00e0 a navigare tra la Scilla del risanamento della finanza pubblica e il Cariddi della mancata crescita. Senza crescita nessun duraturo risanamento \u00e8 possibile. Senza risanamento non si troveranno risorse per la crescita. Basta guardare all\u2019esperienze di decine di paesi in giro per il mondo, in Europa e altrove, per convincersene. La chiave del successo sta in quella che si chiama \u201csostenibilita\u2019 del debito\u201d. Il debito rispetto al prodotto deve scendere e ci\u00f2 non \u00e8 possibile in assenza di crescita.<\/p>\n<p>La scommessa in Italia si vince con quattro principi guida: a) misure di breve periodo sono inefficaci e controproducenti se lo spazio che creano non viene utilizzato per  avviare misure strutturali, che danno per\u00f2 benefici nel lungo periodo; b) occorrer\u00e0 coniugare misure finanziarie con misure volte a rinvigorire l\u2019economia reale e il sistema industriale;  c)  bisogner\u00e0 recuperare un rapporto positivo e costruttivo con l\u2019Europa d) dovremo convincere i mercati della fattibilit\u00e0 di una politica economica che dar\u00e0 i suoi frutti solo nel medio periodo.<\/p>\n<p><b> Tagliare il cuneo fiscale e contributivo <\/b><br \/>C\u2019\u00e8 un diffuso accordo sul fatto che i problemi della crescita e della competitivit\u00e0 dell\u2019Italia hanno radici strutturali. Ma occorre definire una strategia che leghi il breve al lungo periodo, visto anche che negli ultimi cinque anni la competitivit\u00e0 italiana si \u00e8 deteriorata, non solo nei confronti della Cina, ma anche e, non poco, nei confronti dei partners europei.<\/p>\n<p>Prodi ha annunciato un taglio consistente del cuneo fiscale e contributivo. Si tratta di un provvedimento che pu\u00f2 avere gli effetti positivi di una svalutazione reale. Ma, rispetto a una svalutazione pura, si tratta di una misura che pu\u00f2 essere modulata nelle sue componenti e avrebbe il vantaggio di potere essere indirizzata verso settori che ne beneficerebbero di pi\u00f9. Come utilizzare  gli spazi del taglio dovrebbe essere discusso con i sindacati e le imprese per evitare che tali benefici vadano dispersi subito. Le contropartite per il sindacato si avranno soprattutto nel medio periodo, valutabili in termini di occupazione e di aumenti salariali in futuro. Se lo \u201cspirito del 1992 \u201c (quello della politica dei redditi fortemente voluta da Ciampi) c\u2019\u00e8 ancora dovrebbe essere messo in campo subito.<\/p>\n<p><b>  Favorire la crescita dimensionale delle imprese italiane <\/b><br \/>Per non disperdere i benefici di una svalutazione, come accadeva negli anni prima dell\u2019euro, occorre recuperare un rapporto con la crescita che li consolidi. Bisogna determinare una crescita dimensionale delle imprese, senza le quali  non si investe in ricerca, non ci si internazionalizza e non si esporta: insomma, non si compete sui mercati globali. Occorre anche far crescere il numero di imprese in grado di \u201candare nel mondo\u201d. Ci si dimentica troppo spesso che la grande maggioranza delle nostre piccole e medie imprese (Pmi) vende solo sul proprio mercato locale.<\/p>\n<p>Ci vuole una politica che semplifichi la distribuzione degli incentivi alle imprese, avvii le liberalizzazioni dei mercati dei prodotti e dei servizi, che servono a fare ricerca e innovazione nell\u2019economia dell\u2019informazione. Ci\u00f2 deve avvenire avendo chiaro in mente quali sono le sfide di pi\u00f9 lungo periodo per il nostro sistema produttivo. Ma anche prefigurando dove sar\u00e0 e dove vorremmo che fosse l\u2019industria italiana tra dieci o quindici anni sapendo che, nel frattempo, il sistema globale sar\u00e0 cambiato profondamente.<\/p>\n<p> <b> Il sentiero strettissimo per riconquistare l\u2019Europa <\/b><br \/>Resta poi il problema del rapporto con l\u2019Europa e i mercati. E\u2019  possibile che tra qualche settimana le agenzie di rating decidano per un \u201cdowngrading\u201d dell\u2019Italia. Cos\u00ec come \u00e8 possibile che, una volta controllato lo stato della finanza pubblica, la Commissione  Europea insista per una procedura di deficit eccessivo.<\/p>\n<p>Tocca al nuovo governo la responsabilit\u00e0 di riconquistare la fiducia di mercati e istituzioni internazionali. Sar\u00e0 giunto allora il momento di definire un piano di rientro che permetta di invertire la tendenza alla crescita del debito rispetto al Pil. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 facile con un surplus primario che \u00e8 passato dal 5 per cento del 2000 allo zero di oggi. Inoltre, vista la tendenza al rialzo dei tassi di interesse sui mercati internazionali, ci sono poche speranze di conquistare un dividendo di fiducia (come quello che ottenne l\u2019Italia dai mercati nel 1996 e nel 1997, quando si decise di prendere il treno della moneta unica).<\/p>\n<p>Il percorso strettissimo richiede di ottenere dall\u2019Europa un orizzonte temporale pi\u00f9 lungo, in cambio di misure credibili dal lato del taglio della spesa corrente; una ripresa delle privatizzazioni, che necessita anche di un confronto con gli enti locali; una riconsiderazione (ma semplice e senza ripensamenti) dell\u2018imposizione sulle \u201crendite\u201d, che ci allinei a quanto avviene in Europa; un confronto chiaro e continuo (magari con pi\u00f9 frequenza del normale per evitare di perdere la concentrazione) con le istituzioni internazionali di sorveglianza. Forse allora, potremmo anche chiedere all\u2019Europa di considerare che alcune spese, per istruzione, ricerca e infrastrutture, sono necessarie alla crescita e quindi alla stabilizzazione del debito, in ossequio a quanto prevede il Patto di stabilit\u00e0 riformato.<\/p>\n<p>Questa  linea di politica economica dovrebbe essere inserita chiaramente nel prossimo  Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) che, come la revisione della Strategia di Lisbona richiede, dovrebbe rappresentare il contributo nazionale alla strategia medesima, coniugando aggiustamento finanziario e politiche  strutturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica economica del nuovo governo si trover\u00e0 a navigare tra la Scilla del risanamento della finanza pubblica e il Cariddi della mancata crescita. Senza crescita nessun duraturo risanamento \u00e8 possibile. Senza risanamento non si troveranno risorse per la crescita. Basta guardare all\u2019esperienze di decine di paesi in giro per il mondo, in Europa e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1190"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1190"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67096,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1190\/revisions\/67096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}