{"id":12220,"date":"2009-08-10T00:00:00","date_gmt":"2009-08-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-russia-in-cerca-di-una-nuova-architettura-della-sicurezza-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:38:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:41","slug":"la-russia-in-cerca-di-una-nuova-architettura-della-sicurezza-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/08\/la-russia-in-cerca-di-una-nuova-architettura-della-sicurezza-europea\/","title":{"rendered":"La Russia in cerca di una nuova architettura della sicurezza europea"},"content":{"rendered":"<p>Mosca punta dichiaratamente a un cambiamento degli equilibri europei e a un riconoscimento esplicito del proprio status di potenza nel vecchio continente. \u00c8 quanto \u00e8 emerso in particolare dalla sessione 2009 dell\u2019<i>Annual Security Review Conference<\/i> (Asrc) dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa  (Osce), dove il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha proposto una revisione radicale della logica della sicurezza europea e della sua architettura istituzionale. Anche se Lavrov non ha fatto che sviluppare gli indirizzi gi\u00e0 indicati dal presidente russo Dimitri Medvedev in precedenti occasioni, il suo discorso ha rappresentato un evento significativo sul piano diplomatico, particolarmente dopo la crisi georgiana della scorsa estate, che ha assestato un duro colpo alla credibilit\u00e0 del concetto di sicurezza comune e cooperativa.<\/p>\n<p>La proposta esplicita infatti in sede multilaterale la percezione russa sulle minacce alla sicurezza e all\u2019ordine pan-europeo. Essa inoltre individua principi cardine per una nuova sicurezza in Europa che puntano chiaramente al superamento dell\u2019assetto attuale, mettendo in discussione il ruolo della Nato. Parallelamente all\u2019iniziativa multilaterale, il Cremlino ha per\u00f2 anche scelto di rilanciare direttamente il dialogo bilaterale con la nuova amministrazione americana, perno della politica globale russa e fattore imprescindibile per ogni negoziato di revisione della sicurezza europea. Il primo summit tra i due presidenti si \u00e8 infatti svolto a luglio  in un clima costruttivo, soprattutto in merito al controllo degli armamenti strategici, alla cooperazione antiterrorismo ed alla non-proliferazione, mentre chiare divergenze rimangono in tema di difesa antimissile e allargamento Nato.<\/p>\n<p><b>Obiettivi della proposta russa<\/b><br \/>La recente<i> d\u00e9marche  <\/i>ricalca essenzialmente le precedenti formulazioni delle proposte russe sulla nuova architettura della sicurezza europea, ma si colloca formalmente nel quadro Osce, stabilendo cos\u00ec un preciso collegamento con la dimensione paneuropea. Questa prospettiva, riecheggiando le storiche proposte di Gorbacev e di De Gaulle, si pone in alternativa alla strategia di cooptazione nelle strutture euroatlantiche seguita dai paesi occidentali nel quadro post-bipolare.<\/p>\n<p>Lavrov ha proposto un vero e proprio Trattato sulla Sicurezza in Europa, cio\u00e8 un accordo giuridicamente vincolante, incentrato su una serie di principi:<\/p>\n<p>1. rispetto della sovranit\u00e0, integrit\u00e0 territoriale, diritto internazionale e Carta delle Nazioni Unite;<br \/>2. divieto di minaccia o uso della forza, ricerca inclusiva di sicurezza comune e cooperativa e creazione di meccanismi per la prevenzione dei conflitti;<br \/>3. indivisibilit\u00e0 della sicurezza, che non pu\u00f2 essere garantita da strutture contrapposte e da linee di divisione ideologica; <br \/>4. garanzia di stabilit\u00e0 e pace in Europa attraverso strutture comuni ed inclusive;<br \/>5. controllo degli armamenti, cooperazione anti-terrorismo e altri aspetti di sicurezza rientranti nella dimensione economico-ambientale ed umana.<\/p>\n<p>L\u2019impianto complessivo del progetto mostra una certa attenzione per i  temi cari all\u2019occidente (terrorismo, dimensione economico-ambientale)  Allo stesso tempo, per\u00f2, pone l\u2019accento su altri principi &#8211; il rispetto della sovranit\u00e0, l\u2019indivisibilit\u00e0 della sicurezza \u2013 che offrono, agli occhi del Cremlino, una salvaguardia rispetto alla nozione di intervento umanitario, a un allargamento senza limiti della Nato e a una sua crescente proiezione regionale e globale.<\/p>\n<p>I russi sostengono, infatti, l\u2019incompatibilit\u00e0 della Nato e del suo orientamento <i>out-of-area<\/i> con il nuovo modello di sicurezza europea che essi propugnano. La mera presenza di un\u2019alleanza militare, sostengono, crea una nuova linea di divisione e minaccia la stabilit\u00e0 regionale: una contraddizione rispetto all\u2019indivisibilit\u00e0 della sicurezza comune. D\u2019altronde, il rifiuto russo di istituzioni a composizione esclusiva, che si assumano in proprio la gestione delle crisi, si estende anche alla potenziale evoluzione della politica di sicurezza e difesa dell\u2019Ue verso forme di difesa collettiva. In definitiva, Mosca vede nel nuovo Trattato che propone di adottare nell\u2019ambito dell\u2019Osce uno strumento per porre dei vincoli ad attori multilaterali su cui non pu\u00f2 esercitare un controllo.<\/p>\n<p><b>L\u2019impatto sull\u2019architettura paneuropea<\/b><br \/>Il Trattato proposto si pone in continuit\u00e0 con la nozione di sicurezza Osce, pur accentuandone alcuni aspetti in una interpretazione strumentale. L\u2019architettura attuale della sicurezza europea poggia infatti sui principi contenuti nell\u2019Atto finale di Helsinki del 1975 e nella Carta di Parigi del 1990: indivisibilit\u00e0 della sicurezza comune; cooperazione inclusiva; natura multidimensionale della sicurezza, che include aspetti militari, umani ed economico-ambientali. <\/p>\n<p>L\u2019Osce e la sua antesignana Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Csce) hanno svolto un ruolo prezioso come forum negoziale flessibile ed inclusivo (comprendente gli Stati membri della Nato, quelli del Patto di Varsavia e i neutrali), producendo risultati apprezzabili al tempo della distensione e nella transizione degli anni \u201990. Tuttavia, il processo multilaterale si \u00e8 successivamente arenato a causa dell\u2019asimmetria nelle relazioni militari e con il mutamento del quadro politico dovuto al  duplice allargamento della Nato e dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Alla base della proposta russa c\u2019\u00e8 un rifiuto della sistemazione emersa dalla fine della Guerra Fredda. Mosca rifiuta infatti di considerare le istituzioni atlantiche come strutture comuni \u201cdall\u2019Atlantico agli Urali\u201d in cui negoziare la sicurezza, considerandole invece come un fattore di divisione e una minaccia geopolitica. Chiede pertanto di creare uno strumento che riorganizzi la natura della sicurezza comune e la sua architettura istituzionale, data l\u2019inadeguatezza della soluzione attuale, enfatizzando un\u2019interpretazione del principio dell\u2019indivisibilit\u00e0 confacente con l\u2019equilibrio delle forze desiderato.<\/p>\n<p>La posizione di Mosca dovrebbe essere interpretata dalle capitali \u201cad Ovest di Vienna\u201d come espressione di un complesso di in-sicurezza che la politica occidentale ha contribuito a creare e che rischia di innescare una spirale da \u201cnuova Guerra Fredda\u201d. Allo stesso tempo, per\u00f2, il progetto, se non meglio qualificato, aprirebbe surrettiziamente la strada ad una situazione di relativo predominio militare russo sul continente.<\/p>\n<p><b>Un cuneo nei rapporti Usa-Europa?<\/b><br \/>La proposta russa, nonostante la mancanza di un documento formale, costituisce un\u2019evoluzione importante della posizione del Cremlino sull\u2019equilibrio europeo, l\u2019allargamento della Nato e il processo negoziale Osce. Nell\u2019ottica russa l\u2019Osce rappresenta la sede pi\u00f9 idonea per affrontare il negoziato sulla ridefinizione dell\u2019architettura di sicurezza europea a scapito del Consiglio Nato-Russia, in crisi profonda dopo il conflitto georgiano. In ambito Osce Mosca  pu\u00f2 contare  sull\u2019appoggio dei paesi della Comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti (Csi), in cui ha un ruolo predominante, e pu\u00f2 fare leva su principi funzionali ai propri obiettivi. Il concetto della non-divisibilit\u00e0 della sicurezza consente, infatti, di caratterizzare il ruolo della Nato come anacronistico, mentre l\u2019enfasi sul carattere multilaterale dei negoziati sul nuovo assetto della sicurezza europea d\u00e0 legittimit\u00e0 alla posizione russa. Inoltre, l\u2019ambito e il merito della proposta di Trattato consentono a Mosca di presentarsi come co-garante, assieme a Washington, della sicurezza pan-europea in termini di virtuale parit\u00e0, relegando un\u2019Ue \u201cpotenza civile\u201d &#8211; separata dalla struttura Nato &#8211; in una posizione subalterna. Si tratta di un tentativo di <i>divide et impera <\/i>nei confronti della comunit\u00e0 euroatlantica, considerata semplice corollario dell\u2019egemonia americana.<\/p>\n<p>In uno sforzo di mediazione, la Presidenza ellenica dell\u2019Osce ha lanciato, un\u2019iniziativa informale di dialogo sugli aspetti politico-militari della sicurezza battezzata \u201cprocesso di Corfu\u201d.  In una prima riunione informale svoltasi il 28 giugno nell\u2019isola ionica i ministri degli Esteri hanno riaffermato l\u2019importanza della Piattaforma per la Sicurezza Cooperativa per l\u2019indivisibilit\u00e0 della sicurezza. Tuttavia, il Presidente Bakoyannis ha sottolineato la complementariet\u00e0 di altre organizzazioni all\u2019interno del quadro attualmente esistente, in linea con le posizioni occidentali. All\u2019interno di tale quadro multilaterale si sono infine inseriti gli importanti sviluppi intervenuti a livello bilaterale, in seguito al Vertice russo-americano di Mosca del 6-8 luglio, che consentono di ipotizzare uno spazio per il compromesso in un clima di cauta fiducia. <\/p>\n<p>Dal recente summit emerge infatti l\u2019avvio di una nuova fase dei rapporti bilaterali, concretizzata soprattutto dal rilancio del negoziato sulle armi strategiche (che migliora quanto conseguito con il Trattato Sort ai tempi delle presidenze Putin e Bush) e dalla concessione dello spazio aereo russo per il transito delle truppe americane verso l\u2019Afghanistan. Se la sfera globale delle relazioni russo-americane appare aver registrato gli sviluppi pi\u00f9 promettenti, a livello regionale invece le divergenze di fondo permangono. Su altre questioni &#8211; allargamento Nato,  installazioni della difesa antimissilistica in Polonia e Repubblica Ceca,  status del Trattato sulle forze convenzionali in Europa (Cfe) &#8211; lo stallo permane.<\/p>\n<p>Il futuro assetto della sicurezza pan-europea rimane dunque una questione aperta, in cui aspetti globali e regionali, da un lato, bilaterali e multilaterali, dall\u2019altro, si intrecciano. In gioco non vi sono solo le relazioni tra l\u2019Occidente euroatlantico e la Russia, ma anche il ruolo dell\u2019Ue nel proprio spazio geopolitico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1209\" target= \"blank\"><b><u> Le ambizioni frustrate del riarmo russo <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Giusti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1181\" target= \"blank\"><b><u> In vista del vertice Obama-Medvedev la Russia rilancia il multipolarismo<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Guido Lenzi: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=987\" target= \"blank\"><b><u> Una strada paneuropea per reintegrare la Russia <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mosca punta dichiaratamente a un cambiamento degli equilibri europei e a un riconoscimento esplicito del proprio status di potenza nel vecchio continente. \u00c8 quanto \u00e8 emerso in particolare dalla sessione 2009 dell\u2019Annual Security Review Conference (Asrc) dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), dove il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha proposto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12220"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12220"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62833,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12220\/revisions\/62833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}