{"id":12240,"date":"2009-08-19T00:00:00","date_gmt":"2009-08-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-via-dellue-al-gas-del-caspio\/"},"modified":"2017-11-03T15:38:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:40","slug":"la-via-dellue-al-gas-del-caspio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/08\/la-via-dellue-al-gas-del-caspio\/","title":{"rendered":"La via dell\u2019Ue al gas del Caspio"},"content":{"rendered":"<p>Il costante aumento della domanda di gas nell\u2019Ue e le ripetute crisi russo-ucraine degli ultimi anni hanno spinto la Commissione europea ad elaborare un progetto per la costituzione di un consorzio di imprese europee, il <i>Caspian Gas Development Corporation <\/i>(Cdc), per l\u2019acquisto del gas dalla regione del Mar Caspio.<\/p>\n<p>Fin dalla prima met\u00e0 degli anni novanta la regione del Caspio ha attirato l\u2019attenzione dei principali gruppi energetici mondiali, che hanno fatto notevoli investimenti nelle repubbliche centroasiatiche &#8211; gli \u201c<i>Stan States<\/i>\u201d &#8211; per sviluppare la produzione prima del petrolio e successivamente del gas. Si stima che la regione, senza considerare Russia e Iran, detenga il 3,3% delle riserve mondiali di gas ed il 3,8% di quelle petrolifere. Sebbene finora i maggiori investimenti siano stati effettuati in Azerbajian e Kazakhistan, il Paese con le maggiori potenzialit\u00e0 per il gas risulta essere il Turkmenistan. Infatti il governo di Ashgabat, pur detenendo l\u20191,5% delle riserve mondiali di gas, fino al 2007 non aveva avviato progetti per la piena utilizzazione delle proprie risorse, lasciando molti giacimenti inesplorati. Tale approccio \u00e8 stato in parte superato dagli accordi sulla fornitura di gas siglati nel corso degli ultimi due anni con Russia (50 miliardi di metri cubi di gas) e Cina (30-40 miliardi di metri cubi).<\/p>\n<p><b>Struttura ed obiettivi del consorzio europeo<\/b><br \/>L\u2019obiettivo primario del consorzio consiste nell\u2019aggregazione di pi\u00f9 compagnie europee interessate all\u2019acquisto di gas estratto o nel Caspio o in Russia, ma da produttori indipendenti, con lo scopo di rivenderlo all\u2019interno dell\u2019Ue. Quest\u2019ultima potr\u00e0 cos\u00ec avere a disposizione un maggior quantitativo di gas e allo stesso tempo differenziare le proprie fonti di approvvigionamento. <\/p>\n<p>Il Cdc non potr\u00e0 avere l\u2019esclusiva sull\u2019acquisto del gas dalla regione del Caspio e dovr\u00e0 essere indipendente rispetto ai progetti di gasdotti quali Itgi-Poseidon, Nabucco, Tap e White Stream, che collegheranno la regione con l\u2019Ue. Tuttavia la Commissione sembra orientata a permettere al Cdc, qualora lo ritenesse necessario, di investire anche nelle infrastrutture di trasporto del gas, ma nei soli paesi produttori. <\/p>\n<p>Il progetto prevede che il Cdc si impegni a stipulare contratti con i paesi produttori per l\u2019acquisto di quantitativi di gas sufficienti a finanziare l\u2019esplorazione di nuovi giacimenti nell\u2019area. Inoltre dovr\u00e0 garantire l\u2019approvvigionamento nel lungo periodo da tali paesi, al fine di permettere il finanziamento e lo sviluppo delle reti di trasporto e di stoccaggio del gas.<\/p>\n<p>L\u2019assetto societario dovrebbe consistere in un consorzio costituito da massimo 4-5 imprese. Sebbene la Commissione sia propensa a vietare la partecipazione alle compagnie di gas i cui investimenti nell\u2019area superano una determinata soglia ancora da definire, non sono previsti dei veri e propri limiti riguardo alla tipologia di imprese che possono essere coinvolte (banche di investimento, compagnie energetiche, istituzioni finanziarie internazionali, etc.).<\/p>\n<p><b>I sospetti della Russia e le ambizioni della Turchia <\/b><br \/>La Russia considera la costituzione di questo consorzio come una manovra per diminuire il ruolo di Gazprom, il suo monopolista del gas, nel mercato europeo, e come una minaccia ai propri interessi nell\u2019area. La Russia \u00e8 infatti il primo fornitore di gas dell\u2019Ue, nonch\u00e9 il maggiore acquirente del gas estratto nel Caspio. Grazie alla recente acquisizione della compagnia petrolifera serba Nis, Gazprom ha peraltro ottenuto l\u2019accesso ai principali mercati del gas dell\u2019ex-Jugoslavia, gettando le basi per un futuro controllo anche del pi\u00f9 ampio mercato dell\u2019Europa sudorientale. Ci\u00f2 non preclude la realizzazione del corridoio meridionale del gas (<i>southern gas corridor<\/i>), un insieme di infrastrutture di trasporto del gas dal Caspio all\u2019Ue ritenute prioritarie dalla Commissione per il completamento del mercato europeo, ma potrebbe diminuirne l\u2019importanza.<\/p>\n<p>Un ruolo centrale sar\u00e0 ricoperto dalla Turchia, sul cui territorio dovrebbe transitare il gas estratto nel Caspio e successivamente importato nell\u2019Ue. La Turchia non accetta di essere solo un paese di transito:  mira a divenire un hub regionale tramite l\u2019acquisto diretto del gas dai paesi produttori e la successiva rivendita ai paesi Ue. La domanda di gas in Turchia sta crescendo a ritmi elevati ed \u00e8 probabile che il gas avr\u00e0 un ruolo sempre pi\u00f9 importante nel mix energetico del paese. I difficili rapporti della Turchia con l\u2019Azebaijan sono per\u00f2 un ostacolo non da poco. Il governo di Baku ha infatti dichiarato di non essere disposto a vendere gas al Cdc proprio a causa dei problemi diplomatici con la Turchia, lasciando comunque aperta la possibilit\u00e0 di far transitare sul proprio territorio il gas estratto negli altri paesi dell\u2019area e venduto all\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Dubbi sulla realizzabilit\u00e0 del progetto<\/b><br \/>Un ulteriore problema \u00e8 rappresentato dai quantitativi di gas che le compagnie europee del Cdc sarebbero interessate ad acquistare dai paesi dell\u2019area. Infatti molti analisti ritengono che tali quantitativi siano insufficienti per convincere i paesi del Caspio ad invertire la rotta delle proprie esportazioni di gas dalla Russia e dalla Cina verso l\u2019Ue. Attualmente l\u201988% del gas estratto in Kazakhistan, Uzbekistan e Turkmenistan (il Paese con il maggior numero di riserve di gas inesplorate) \u00e8 esportato in Russia, mentre, come si \u00e8 detto, la Cina a breve inizier\u00e0 ad importare 30-40 miliardi di metri cubi di gas dal Turkmenistan.<\/p>\n<p>Inoltre molti funzionari della Commissione europea si mostrano scettici per quanto riguarda il rispetto della legislazione anti-trust da parte del consorzio. Il Cdc potrebbe aumentare la quantit\u00e0 di gas importato in Europa e facilitare l\u2019accesso degli operatori a nuove forniture di gas, ma alcuni funzionari sottolineano che il consorzio potrebbe inficiare la competizione sul mercato europeo: potrebbe determinarsi un abuso di posizione dominante che  violerebbe la normativa anti-trust.<\/p>\n<p>Contrari alla costituzione di tale consorzio sarebbero anche i principali gruppi energetici, europei e non. La Cdc non avrebbe l\u2019esclusiva sul gas del Caspio, ma i principali gruppi mondiali attivi nell\u2019area preferiscono, in ogni caso, avere a che fare con una pluralit\u00e0 di possibili acquirenti piuttosto che con uno solo, che avrebbe un maggiore potere contrattuale. Alcuni gruppi energetici stanno quindi considerando la possibilit\u00e0 di esportare il gas prodotto nell\u2019area non ai paesi Ue, ma a quelli del Medioriente bisognosi di gas, o a quelli dell\u2019Estremo Oriente.<\/p>\n<p><b>Sei mesi decisivi<\/b><br \/>La realizzazione del Cdc potrebbe aumentare la sicurezza energetica dell\u2019Ue, favorendo l\u2019importazione di gas in Europa. Il Commissario europeo all\u2019energia Andris Piebalgs si \u00e8 sempre detto convinto della fattibilit\u00e0 del progetto. Tuttavia gli ostacoli alla sua costituzione sono tutt\u2019altro che trascurabili. Da un lato gli aspetti geopolitici (l\u2019irritazione della Russia e i problemi diplomatici fra Turchia e Azebaijan) e dall\u2019altro le questioni meramente tecniche (il rispetto della legislazione anti-trust e gli scarsi quantitativi di gas che il Cds potrebbe acquistare) sollevano seri dubbi sull\u2019effettiva realizzabilit\u00e0 del progetto. I prossimi mesi saranno cruciali. I negoziati russo-ucraini per i pagamenti delle forniture di gas, l\u2019attivismo cinese e russo per strappare nuovi contratti di fornitura di gas, le velleit\u00e0 turche di divenire un hub energetico regionale: tutto sembra indicare che l\u2019Ue ha al massimo sei mesi per decidere se realizzare o meno il consorzio.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A. Marrone:   <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1220\" target= \"blank\"><b><u> Nabucco e South Stream: complementari o in competizione?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Macchia: \t<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1141\" target= \"blank\"><b><u> Un argine Turchia-Ue contro il monopolio russo dell&#8217;energia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il costante aumento della domanda di gas nell\u2019Ue e le ripetute crisi russo-ucraine degli ultimi anni hanno spinto la Commissione europea ad elaborare un progetto per la costituzione di un consorzio di imprese europee, il Caspian Gas Development Corporation (Cdc), per l\u2019acquisto del gas dalla regione del Mar Caspio. 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