{"id":12260,"date":"2009-08-20T00:00:00","date_gmt":"2009-08-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lautunno-caldo-di-obama-in-vista-di-copenhagen\/"},"modified":"2017-11-03T15:38:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:39","slug":"lautunno-caldo-di-obama-in-vista-di-copenhagen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/08\/lautunno-caldo-di-obama-in-vista-di-copenhagen\/","title":{"rendered":"L\u2019autunno caldo di Obama in vista di Copenhagen"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 un autunno caldo per Obama anche sul fronte della politica ambientale. Il pacchetto di riforme su energia e ambiente promosse dalla Casa Bianca e gi\u00e0 approvate dalla Camera approder\u00e0 infatti al Senato, dove l\u2019esito \u00e8 tutt\u2019altro che scontato.  Quel che \u00e8 certo \u00e8 che la decisione del Senato \u2013 e del Congresso nel suo insieme &#8211; avr\u00e0 importanti implicazioni sia a livello transatlantico che a livello globale.Un voto affermativo potrebbe infatti dare un impulso importante, se non decisivo, ai difficili negoziati che si svolgeranno a dicembre a Copenhagen nell\u2019ambito della conferenza Onu sul cambiamento climatico. Se invece il pacchetto fosse alla fine respinto o fortemente annacquato anche le prospettive della conferenza di Copenhagen, su cui puntano in modo particolare gli europei, si farebbero assai pi\u00f9 fosche.<\/p>\n<p>Il 26 giugno 2009, la Camera dei rappresentanti americana ha approvato con un voto sul filo di lana l\u2019<i>American Clean Energy and Security<\/i> (Aces) Act, un <a href= \"http:\/\/pdf.wri.org\/wri_summary_of_aces_0731.pdf\" target= \"blank\"><b><u> ampio pacchetto legislativo<\/u><\/b><\/a> di riforme energetiche e regolamentazioni ambientali. Uno degli obiettivi chiave del pacchetto \u00e8 che le fonti energetiche rinnovabili (eoliche, solari, idrocinetiche, geotermiche ecc.) forniscano il 20% della produzione energetica nazionale entro il 2020. Al tempo stesso, il testo prevede il rinnovamento dell\u2019impianto nazionale di trasmissione elettrica e il lancio di nuovi progetti per ridurre la dispersione di energia nel processo di distribuzione dell\u2019elettricit\u00e0; elettricit\u00e0 che verr\u00e0 anche utilizzata per i veicoli ibridi. L\u2019Aces mira anche a migliorare l\u2019efficienza energetica di edifici pubblici e privati, sistemi di trasporto e impianti industriali. Il provvedimento contiene anche misure di sostegno allo sviluppo di centrali elettriche in grado di catturare l\u2019anidride carbonica emessa.<\/p>\n<p><b>Prime crepe alla Camera<\/b><br \/>La misura pi\u00f9 controversa dell\u2019intero testo legge \u00e8 per\u00f2 la fissazione di un tetto alle emissioni di anidride carbonica. Viene stabilito infatti che entro il 2020 le emissioni di CO2 dell\u2019intera economia americana dovranno essere ridotte del 17% rispetto ai livelli del 2005, lasciando ad ogni impresa la libert\u00e0 di acquistare o vendere permessi di emissione a seconda della propria capacit\u00e0 di rinnovarsi (questo \u00e8 il principio base del sistema \u201c<i>cap and trade<\/i>\u201d, <a href= \"http:\/\/www.pewclimate.org\/EU-ETS-history\" target= \"blank\"><b><u> gi\u00e0 operativo nell\u2019Ue<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p>L\u2019idea di imporre un prezzo alle emissioni di anidride carbonica, in modo da internalizzare nei prezzi di mercato l\u2019esternalit\u00e0 negativa dei gas a effetto serra, \u00e8 per\u00f2 scarsamente popolare. \u00c8 stato proprio il timore di aumenti delle bollette elettriche e dei costi operativi delle centrali a carbone a dissuadere ben quaranta democratici dal votare a favore del provvedimento alla Camera lo scorso giugno.<\/p>\n<p><b>La difficile aritmetica del Senato<\/b><br \/>Le divisioni fra i democratici potrebbero rivelarsi anche pi\u00f9 serie al Senato dove i vari interessi regionali vengono spesso amplificati. I senatori democratici degli stati che producono carbone faranno di certo pesare le loro istanze a protezione dell\u2019economia locale. Inoltre, dato che servono 60 voti su 100 per bloccare lo scontato ostruzionismo (\u201c<i>filibustering<\/i>\u201d) repubblicano, tutti i democratici ed entrambi i senatori indipendenti dovrebbero votare in modo compatto, un evento piuttosto raro. Per il momento, pare che vi siano solo 44 s\u00ec (certi o altamente probabili); <a href= \"http:\/\/www.fivethirtyeight.com\/2009\/07\/how-can-climate-bill-get-to-60-votes.html\" target= \"blank\"><b><u> altri 6 sono considerati \u201cpossibili\u201d<\/u><\/b><\/a>. Il che significa che Obama deve assicurarsi altri  dieci voti per ottenere l\u2019approvazione della riforma per cui si \u00e8 tanto speso nei mesi scorsi. Dato che solo due repubblicani si sono detti possibilisti e gli altri dieci democratici appaiono esitanti, l\u2019impresa sar\u00e0 ardua.<\/p>\n<p>Ma anche il partito repubblicano \u00e8 diviso al suo interno. Da una parte vi \u00e8 infatti chi ancora mette in dubbio che l\u2019uomo sia responsabile del cambiamento climatico. Dall\u2019altra, un numero crescente di senatori, tra i quali lo stesso ex-candidato alla presidenza John McCain, riconoscono la gravit\u00e0 del contributo umano al surriscaldamento globale e si dicono pronti a lavorare per fermarlo. L\u2019unico elemento che accomuna i due gruppi \u00e8 l\u2019opposizione al testo proposto dai democratici, considerato inutile dagli uni e troppo radicale dagli altri.<\/p>\n<p><b>I democratici in cerca di una strategia<\/b><br \/>I democratici potrebbero cercare di sfruttare a loro vantaggio le divisioni repubblicane. Possono a tal fine seguire tre strategie. La prima \u00e8 quella di accogliere la richiesta repubblicana di inserire nel provvedimento pi\u00f9 incentivi per l\u2019energia nucleare. Questa mossa potrebbe per\u00f2 alienare alcuni voti democratici, e non \u00e8 detto che riesca a convincere un numero significativo di repubblicani; a conti fatti, il gioco potrebbe non valere la candela.<\/p>\n<p>Una strategia alternativa, sostenuta da alcuni studiosi progressisti americani, \u00e8 quella di puntare sui giacimenti di gas naturale appena scoperti in stati come l\u2019Arkansas, la Louisiana, il North Dakota, e l\u2019Ohio. Il gas naturale emette met\u00e0 della CO2 rilasciata dal carbone nella generazione elettrica, e un terzo della CO2 prodotta dalla combustione di benzina. Si tratterebbe di introdurre incentivi all\u2019utilizzazione dei nuovi giacimenti gasiferi con l\u2019obiettivo di conquistare il consenso di almeno quattro senatori democratici provenienti da stati ricchi di gas, che potrebbero presentare ai loro elettori un voto favorevole come un aiuto all\u2019economia locale.<\/p>\n<p>Una terza strategia, a cui per\u00f2 i leader democratici si dicono per ora contrari, \u00e8 di scorporare il tetto alle emissioni dal progetto di legge, tentando di realizzare la riduzione delle emissioni di CO2 unicamente attraverso le misure di efficienza energetica. Tale mossa potrebbe aiutare alcuni democratici indecisi ad accettare le altre riforme, e rimanderebbe la questione pi\u00f9 rovente al periodo post-Copenhagen. Sarebbe per\u00f2 una notevole battuta d\u2019arresto per il movimento riformista democratico. Si tratterebbe infatti, a ben vedere, di una concessione equivalente a quella, preannunciata di recente da Obama, di eliminare l\u2019opzione pubblica dalla riforma sanitaria. Fissare un prezzo per l\u2019emissione di anidride carbonica \u00e8 infatti essenziale per ristrutturare gli incentivi economici del settore privato e favorire cos\u00ec la transizione ad un\u2019economia pulita.<\/p>\n<p><b>Cooperazione transatlantica a rischio<\/b><br \/>L\u2019abbandono del cosiddetto \u201c<i>cap and trade<\/i>\u201d (il sistema di compravendita di emissioni previsto dal testo di legge) sarebbe un duro colpo per la cooperazione transatlantica in vista di un trattato globale sul cambiamento climatico. Non solo, infatti, si allontanerebbe la prospettiva di un mercato mondiale delle emissioni (che contribuirebbe ad aumentarne l\u2019efficienza), ma la cooperazione tra Usa e Ue verrebbe seriamente ostacolata su molte altre questioni. Il testo attuale dell\u2019Aces prevede, fra l\u2019altro, che parte dei fondi derivanti dalla messa all\u2019asta dei permessi di emissione venga destinata ad attivit\u00e0 quali la riduzione della deforestazione nei paesi tropicali, l\u2019aiuto ai paesi pi\u00f9 poveri per affrontare le conseguenze nefaste del cambiamento climatico (come il propagarsi della malaria a zone finora immuni), e i trasferimenti di tecnologia alle economie emergenti per favorirne una crescita sostenibile.<\/p>\n<p>Queste politiche di cooperazione allo sviluppo sono di fondamentale importanza per costruire un  \u201cponte transatlantico\u201d verso un nuovo accordo internazionale sull\u2019ambiente dopo anni di incomprensioni ideologiche durante la presidenza Bush \u2013 come auspicato di recente, fra gli altri, da William Antholis della Brookings Institution.<\/p>\n<p>Nonostante il cambio di rotta impresso da Obama, rimangono alcune frizioni tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Gli americani, ad esempio, sono restii a porre un tetto alle emissioni equivalente a quello europeo. Alcuni europei (francesi <i>in primis<\/i>), dal canto loro, si sono detti pronti ad adottare dazi doganali punitivi nei confronti delle nazioni che non regolamenteranno le loro emissioni di CO2, compresi gli Stati Uniti, mentre Obama ha escluso l\u2019adozione di misure protezionistiche.<\/p>\n<p>Se il Senato americano approvasse una versione annacquata dell\u2019Aces &#8211; soprattutto se rinunciasse a fissare un tetto alle emissioni di anidride carbonica &#8211; metterebbe a serio rischio la cooperazione transatlantica proprio a poche settimane dall\u2019importante appuntamento di Copenhagen. C\u2019\u00e8 da augurarsi che i democratici americani trovino i numeri per far passare una riforma coraggiosa. Potrebbe essere la svolta in grado di aprire la strada a un nuovo trattato per il contrasto al cambiamento climatico che possa rimediare all\u2019insuccesso di Kyoto.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>Center for American Progress: <a href= \"http:\/\/www.americanprogress.org\/issues\/2009\/02\/grid_101.html\" target= \"blank\"><b><u> A National Clean-Energy Smart Grid 101<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.wri.org\/publication\/ccs-guidelines\" target= \"blank\"><b><u> Guidelines for Carbon Dioxide Capture, Transport, and Storage<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Center for American Progress: <a href= \"http:\/\/www.americanprogress.org\/issues\/2009\/08\/bridge_fuel.html\" target= \"blank\"><b><u> Natural Gas: A Bridge Fuel for the 21st Century<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.bloomberg.com\/apps\/news?pid=20601087&#038;sid=ah3CTKEw4HQc\" target= \"blank\"><b><u> Climate Change Measure Should Be Set Aside, U.S. Senators Say<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Brookings Institution: <a href= \"http:\/\/www.brookings.edu\/speeches\/2009\/0610_climate_antholis.aspx\" target= \"blank\"><b><u> The Good, the Bad, and the Ugly: EU-U.S. Cooperation on Climate Change<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 un autunno caldo per Obama anche sul fronte della politica ambientale. Il pacchetto di riforme su energia e ambiente promosse dalla Casa Bianca e gi\u00e0 approvate dalla Camera approder\u00e0 infatti al Senato, dove l\u2019esito \u00e8 tutt\u2019altro che scontato. 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