{"id":12270,"date":"2009-08-22T00:00:00","date_gmt":"2009-08-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/afghanistan-linea-di-frontiera-della-democrazia\/"},"modified":"2021-10-27T10:36:15","modified_gmt":"2021-10-27T08:36:15","slug":"afghanistan-linea-di-frontiera-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/08\/afghanistan-linea-di-frontiera-della-democrazia\/","title":{"rendered":"Afghanistan, linea di frontiera della democrazia"},"content":{"rendered":"<p>Le recenti elezioni presidenziali e provinciali in Afghanistan sono state il secondo importante appuntamento elettorale dalla caduta dei talebani. La comunit\u00e0 internazionale con uno speciale gruppo di supporto delle Nazioni Unite ha lavorato per dare solidit\u00e0 ed efficacia al processo democratico. Solo il 10% dei 7.000 seggi previsti \u00e8 risultato inagibile, e le regole democratiche di \u201caccesso ai media\u201d sono state rispettate, seguendo persino le rigorose linee guida dell\u2019Osservatorio di Pavia. Da questo punto di vista il risultato \u00e8 considerevole. Ma l\u2019Afghanistan \u00e8 un paese che resiste alla modernit\u00e0, in cui lo strato di \u201cdemocrazia formale\u201d poggia su un corpo basato in larga parte su rapporti informali, spesso invisibili.<\/p>\n<p><b>Verso un nuovo equilibrio<\/b><br \/>\nL\u2019equilibro che scaturir\u00e0 da queste elezioni dipender\u00e0 in larga parte da tre fattori:<br \/>\n1. La mancanza di sicurezza che ha alienato una parte della popolazione. Sar\u00e0 questo ancora il problema chiave che dovr\u00e0 affrontare il prossimo esecutivo, insieme alla disillusione che l\u2019incapacit\u00e0 del governo di portare sviluppo ha creato fra gli afgani.<br \/>\n2. L\u2019atteggiamento della popolazione rurale che ha partecipato al voto seguendo in gran parte l\u2019appartenenza etnica e tribale: ne \u00e8 derivato un inasprimento del confronto politico con il rischio di crescenti contrapposizioni.<br \/>\n3. La concreta capacit\u00e0 del futuro governo di \u201cuscire\u201d da Kabul, riunendo il paese attorno ad un sentimento di unit\u00e0 nazionale. Gli ultimi sviluppi evidenziano il rischio di una frammentazione su base etnica, che i diversi livelli di sviluppo delle varie regioni del paese tendono ad accentuare. Le milizie talebane sono cresciute perch\u00e9 hanno offerto \u201clavoro\u201d ad una manovalanza di giovani (la met\u00e0 degli oltre 30 milioni di afgani ha meno di 18 anni) non raggiunta e in alcuni casi neanche sfiorata dallo sviluppo.<\/p>\n<p>Oggi, dopo otto anni di presenza continuativa internazionale nel paese, anche i pi\u00f9 convinti sostenitori dell\u2019opzione militare, sono persuasi che la sicurezza \u00e8 solo condizione \u201cnecessaria ma non sufficiente\u201d. Lo sviluppo economico e l\u2019educazione formale e informale sono per loro natura pi\u00f9 lenti e difficili da costruire, ma sono <i>conditio sine qua non <\/i>per la ricostruzione dell\u2019Afghanistan, la risoluzione dei problemi delle aree tribali del Pakistan e in definitiva per un contrasto efficace al terrorismo regionale e internazionale.Qualunque governo scaturir\u00e0 dalle elezioni sar\u00e0 giudicato dalla capacit\u00e0 di usare la leva dello sviluppo economico e di promuovere valori condivisi attraverso l\u2019istruzione e la formazione.<\/p>\n<p><b>La politica degli inviati speciali<\/b><br \/>\nLa nomina di Richard Holbrooke a \u201cinviato speciale\u201d Usa per l\u2019Afghanistan e il Pakistan (Af-Pak), un ruolo pi\u00f9 snello di quelli tradizionali della politica internazionale, ha spinto molti altri paesi a fare altrettanto. Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha prontamente nominato l\u2019ambasciatore Attilio Massimo Iannucci. Francesi, inglesi e canadesi hanno fatto altrettanto e il club degli inviati \u00e8 cresciuto sino a 25 membri. Al di l\u00e0 del numero, se si guarda alle questioni da un punto di vista regionale si coglie un elemento di innovazione che, se ben usato, potrebbe fornire inedite soluzioni.<\/p>\n<p>Nei giorni delle elezioni Iannucci, Holbrooke e il francese Mariani erano presenti nella regione. L\u2019attitudine pragmatica del gruppo di lavoro degli \u201cinviati speciali\u201d \u00e8 espressa in una recente dichiarazione di Holbrooke a Islamabad:<br \/>\n\u201c\u2026la maggioranza di chi combatte nei ranghi dei talebani non ha una motivazione ideologica, combattono per altre ragioni, per una pistola o danaro, perch\u00e9 non hanno un lavoro o per un\u2019ingiustizia commessa contro di loro da, forse, un poliziotto corrotto\u201d.<\/p>\n<p>Riunire un tavolo di coordinamento degli \u201cinviati speciali\u201d disposti a discutere con franchezza e senza reticenze pu\u00f2 fa saltare il tappo delle convenzioni diplomatiche, facilitando la ricerca di strategie comuni non solo su Afghanistan, ma anche sul Pakistan: \u00e8 un ottimo strumento per ricostituire una visione d\u2019insieme e forse anche per creare opportunit\u00e0 di dialogo.<\/p>\n<p>La prospettiva Af-Pak sar\u00e0 tanto pi\u00f9 utile quanto pi\u00f9 servir\u00e0 a promuovere concreti progetti transfrontalieri. L\u2019idea di sviluppare forme di sostegno e di sviluppo alla formazione e all\u2019economia su tutta la fascia abitata dalla popolazione Pashtun, dall\u2019una e dall\u2019altra parte della frontiera, risponde all\u2019esigenza di entrambi i paesi di stabilizzare comunit\u00e0 che dell\u2019intervento internazionale hanno percepito finora solo la dimensione militare. Da questo punto di vista l\u2019Italia, con la cancellazione del debito di 80 milioni di euro e con la disponibilit\u00e0 di un credito allo sviluppo per altri 80 milioni, pu\u00f2 tracciare una strada.<\/p>\n<p><b>La nuova fase politica e la presenza internazionale<\/b><br \/>\nLa nuova fase politica che scaturir\u00e0 dalle elezioni offre l\u2019opportunit\u00e0 di un\u2019analisi dell\u2019operato della comunit\u00e0 internazionale e dell\u2019Italia. Il prossimo governo afgano dovr\u00e0 risalire la china di una profonda disillusione dell\u2019opinione pubblica afgana. La mancanza di capacit\u00e0 amministrativa e di governo ha favorito la rinascita dei talebani. L\u2019esperienza dello Swat, in Pakistan, fino a qualche tempo fa una delle zone pi\u00f9 tranquille del paese, ma di cui i talebani erano poi riusciti a prendere il controllo, \u00e8 emblematica della rapidit\u00e0 con cui i fenomeni degenerativi possono annullare i successi conseguiti.<\/p>\n<p>L\u2019Afghanistan, come anche il Pakistan, sono aree in cui, contrariamente ai luoghi comuni, l\u2019evoluzione in un senso o nell\u2019altro &#8211; verso lo sviluppo o la degenerazione &#8211; pu\u00f2 essere estremamente rapida. Qualunque strategia deve quindi svilupparsi lungo una rotta precisa, ma va continuamente corretta e adattata.<\/p>\n<p>La missione militare della Nato in Afghanistan (Isaf) ha raggiunto l\u2019apice, per quantit\u00e0 di uomini e mezzi, in corrispondenza della tornata elettorale. Ci\u00f2 ha certamente favorito un risultato elettorale al di sopra delle aspettative piuttosto fosche della vigilia. Ma \u00e8 anche evidente che la politica per la sicurezza e la ricostruzione seguita fin qui, che \u00e8 imperniata sulle squadre provinciali di ricostruzione (<i>Provincial reconstruction teams<\/i>, Prt), non \u00e8 ulteriormente estendibile. Anche i vertici della Nato ammettono che sar\u00e0 piuttosto necessario un ulteriore aumento delle truppe afgane.<\/p>\n<p><b>La mancanza di regia<\/b><br \/>\nDal punto di vista degli interventi internazionali di cooperazione allo sviluppo, il tratto comune \u00e8 stata la mancanza di una vera regia. Dopo gli iniziali successi ottenuti con la riapertura delle scuole e il disarmo delle milizie, gli interventi non hanno avuto la necessaria continuit\u00e0, non essendosi coagulato il consenso necessario a sostenerli. I bisogni reali della popolazione sono stati spesso trascurati. La comunit\u00e0 internazionale ha lavorato contemporaneamente su un\u2019ampissima gamma di settori di attivit\u00e0 con un\u2019inevitabile dispersione di risorse.<\/p>\n<p>La mancanza di regia \u00e8 in parte dovuta anche all\u2019enorme quantit\u00e0 di attori impegnati nelle varie attivit\u00e0 di ricostruzione che ha dato luogo, persino all\u2019interno dei singoli paesi, a confusione e sovrapposizioni di ruolo. Inoltre il rapido \u201cturn-over\u201d dei cooperanti, spesso anche meno di sei mesi in alcuni settori di punta, come appunto i Prt, ha impedito lo sviluppo di attivit\u00e0 che richiedono continuit\u00e0. Gli interlocutori afgani, a livello sia delle amministrazioni centrali che di quelle periferiche, ne hanno tratto una sensazione di instabilit\u00e0 che ne ha scoraggiato l\u2019impegno.<\/p>\n<p>La mancanza di sicurezza ha ulteriormente allontanato la comunit\u00e0 internazionale residente in Afghanistan dalla vita quotidiana degli afgani e ci\u00f2 le ha fatto perdere il polso della situazione. \u00c8 vitale da questo punto di vista, che tutte le istituzioni internazionali e nazionali, comprese quelle italiane, mostrino una maggiore capacit\u00e0 di \u201cascolto\u201d del paese reale in modo che quest\u2019ultimo possa a sua volta percepire il valore della presenza internazionale.<\/p>\n<p><b>L\u2019importante contributo dell\u2019Italia<\/b><br \/>\nIl tasso di disoccupazione e di analfabetismo \u00e8 l\u2019indice di un\u2019emergenza a cui va rapidamente data una risposta, perch\u00e9 la propaganda talebana ha dimostrato di sapersi alimentare proprio dall\u2019incapacit\u00e0 di portare rapidamente sviluppo nelle aree remote della frontiera tra Afghanistan e Pakistan. L\u2019Italia ha accumulato esperienza e conoscenza in alcune delle zone pi\u00f9 difficili sia dell\u2019Afghanistan che del Pakistan. Le due missioni archeologiche permanenti a Gazni, in Afghanistan e a Saidu Sharif, nello Swat in Pakistan, insieme ai numerosi studi antropologici e storici, costituiscono un prezioso <i>corpus<\/i> di rapporti e di conoscenza per lanciare inediti progetti di formazione proprio nelle zone a cavallo della frontiera. Sarebbe questo un contributo importante da parte italiana alla ripresa e allo sviluppo dell\u2019Afghanistan in una fase in cui, dopo le elezioni, si aprono nuove importanti opportunit\u00e0 che gli afgani possono per\u00f2 mettere a frutto solo con il sostegno della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>M. Arpino: <a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1221\" target=\"blank\"><b><u> Afghanistan tra guerra e politica<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le recenti elezioni presidenziali e provinciali in Afghanistan sono state il secondo importante appuntamento elettorale dalla caduta dei talebani. La comunit\u00e0 internazionale con uno speciale gruppo di supporto delle Nazioni Unite ha lavorato per dare solidit\u00e0 ed efficacia al processo democratico. 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