{"id":12300,"date":"2009-09-01T00:00:00","date_gmt":"2009-08-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-sol-levante-volta-pagina-anche-in-politica-estera\/"},"modified":"2017-11-03T15:38:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:38","slug":"il-sol-levante-volta-pagina-anche-in-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/il-sol-levante-volta-pagina-anche-in-politica-estera\/","title":{"rendered":"Il Sol Levante volta pagina, anche in politica estera"},"content":{"rendered":"<p>Con le elezioni di domenica scorsa \u00e8 iniziata in Giappone una nuova stagione politica. \u00c8 prevedibile un graduale riorientamento della politica estera nipponica verso l\u2019Asia orientale e una diminuzione della sua dipendenza militare da Washington. Si aprono inoltre nuove opportunit\u00e0 per l\u2019Europa. Dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni di dominio incontrastato del Partito Liberaldemocratico  (Ldp) di centro-destra, gli elettori giapponesi hanno dato un mandato forte e chiaro all\u2019opposizione di centro-sinistra rappresentata dal partito democratico (Dpj) e dai suoi alleati minori.<\/p>\n<p>Con 308 seggi, il Dpj \u00e8 diventato il primo partito della Camera Bassa (il ramo esecutivo della Dieta, il Parlamento nipponico), conseguendo la maggioranza assoluta dei seggi e triplicando i consensi ottenuti nelle ultime elezioni del 2005. In tutto l\u2019alleanza di centro-sinistra &#8211; il Dpj pi\u00f9 il Partito socialdemocratico (Sdp) e il Nuovo partito del popolo &#8211; ha ottenuto 318 seggi su 480, centrando l\u2019obiettivo dei due terzi dei deputati della Camera Bassa. Il Dpj controllava gi\u00e0, dal 2007, la Camera Alta del Parlamento nipponico che non ha per\u00f2 gli stessi poteri della Camera Bassa.<\/p>\n<p><b>Voglia di cambiamento<\/b><br \/>Yukyo Hatoyama, il leader del Dpj che ha portato il centro-sinistra per la prima volta alla guida del Giappone, non \u00e8 completamente nuovo alla politica. Anche lui, come i suoi predecessori liberaldemocratici, \u00e8 un figlio d\u2019arte. Il nonno, Ichiro Hatoyama, era stato uno dei padri fondatori del partito liberaldemocratico e pi\u00f9 volte ministro negli anni cinquanta. Nonostante ci\u00f2, Hatoyama \u00e8 percepito, dalla maggior parte dei giapponesi, come un volto nuovo e comunque al di fuori delle logiche ereditarie di potere che hanno tradizionalmente caratterizzato i vertici del Ldp. Per tale ragione, \u00e8 stato sostenuto da giovani, donne, ceto urbano, impiegati e piccoli imprenditori. Ma anche, e qui sta la vera svolta, da ceti tradizionalmente legati a filo doppio al partito liberaldemocratico: pensionati, contadini, liberi professionisti e grande industria, preoccupati del declino del Giappone e della grave crisi economica.<\/p>\n<p>Votando per il Dpj, gli elettori hanno dato un segnale chiaro di disaffezione nei confronti della burocrazia ministeriale e della classe politica conservatrice che, se da una parte hanno accompagnato l\u2019impetuoso sviluppo del dopoguerra, trasformando il Giappone nella seconda economia al mondo, oggi appaiono ai pi\u00f9 incapaci di affrontare le sfide che attendono il Giappone, prime tra tutte il rapido invecchiamento della popolazione e la crescita delle disuguaglianze. I compiti che attendono il nuovo primo ministro sono immani. Si tratta di far ripartire la locomotiva giapponese, che \u00e8 da tempo inceppata, attivando nuove dinamiche di crescita adeguate ai cambiamenti economici e politici globali degli ultimi anni.<\/p>\n<p><b>La promessa di fermare il declino<\/b><br \/>Nel secondo trimestre dell\u2019anno il Pil \u00e8 cresciuto dello 0,3%, ma i dati sulla disoccupazione resi noti due giorni prima delle elezioni hanno contribuito al gi\u00e0 annunciato successo del Dpj. I senza lavoro sono saliti a luglio a 3,5 milioni, il 5,7% &#8211; contro il 5,4% di giugno. Si tratta di un aumento del 40% rispetto a un anno fa. Il debito pubblico \u00e8 vicino al 200% del Pil e le esportazioni sono calate, su base annua, del 36,5%. L\u2019inflazione <i>core <\/i>(esclusi gli alimenti deperibili) \u00e8 intanto calata del 2,2% su base annua, una deflazione record per un paese che negli ultimi anni si era comunque abituato a una crescita dei prezzi negativa.<\/p>\n<p>Sono stati l\u2019impatto della crisi e la crescita delle disuguaglianze a scuotere le certezze della classe media nipponica, contribuendo alla schiacciante vittoria del partito democratico. La promessa del Pdj di rilanciare l\u2019economia sostenendo il reddito dei consumatori sembra aver fatto presa sugli elettori. Nel manifesto elettorale del Pdj ci sono una serie di promesse che vanno dai 312,000 yen (circa 2,345 euro) annui per ogni figlio, scuole superiori gratis, autostrade senza pedaggio, meno tasse sulla benzina e per le piccole imprese, un aumento del salario minimo e il divieto di lavoro temporaneo nel settore manifatturiero. L\u2019obiettivo \u00e8 di rilanciare i consumi per far ripartire la crescita.<\/p>\n<p>Alle paure del declino domestico si sommano, inoltre, le preoccupazioni per un ruolo sempre pi\u00f9 marginale del Giappone in Asia e nel mondo. E per l\u2019ascesa di una Cina sempre pi\u00f9 potente sul piano economico e militare. Nel suo <a href= \"http:\/\/www.meti.go.jp\/english\/report\/downloadfiles\/2009WhitePaper\/summary.pdf\" target= \"blank\"><b><u> libro bianco sull\u2019economia internazionale e il commercio<\/u><\/b><\/a> pubblicato lo scorso giugno, il Ministro dell\u2019economia, commercio e industria (Meti) riconosce che a Cina sta rimpiazzando il Giappone come seconda potenza economica mondiale. Ma mentre i liberaldemocratici hanno puntato sulla minaccia cinese per far presa sugli elettori, la strategia di Hatoyama in campagna elettorale \u00e8 stata quella, invece, di sostenere un riavvicinamento al resto dell\u2019Asia, soprattutto alla Cina e alla Corea del Sud, rispettivamente primo e terzo partner commerciale di Tokyo. Oltre a una maggiore attenzione verso i vicini asiatici, il nuovo governo fa presagire importanti cambiamenti nella politica estera del Giappone. A cominciare dall\u2019alleanza con gli Stati Uniti, un caposaldo della politica estera del partito liberaldemocratico per oltre cinquant\u2019anni che potrebbe essere ora ridiscussa dal nuovo governo.<\/p>\n<p><b>Verso una nuova strategia di politica estera<\/b><br \/>In un articolo in uscita sul numero di settembre del mensile giapponese Voice \u2013 e ripreso poco prima delle elezioni in un <a href= \"http:\/\/www.nytimes.com\/2009\/08\/27\/opinion\/27iht-edhatoyama.html?_r=2&#038;pagewanted=1&#038;ref=global\" target= \"blank\"><b><u> editoriale<\/u><\/b><\/a> dell\u2019<i>International Herald Tribune<\/i>, Hatoyama, leader del partito democratico e prossimo primo ministro giapponese, accusa apertamente il fondamentalismo di mercato e la globalizzazione in stile americano. Nell\u2019articolo trapela la convinzione di un esaurimento dell\u2019egemonia Usa in un mondo multipolare e l\u2019idea che il Giappone debba farsi promotore di un\u2019accelerazione del processo di integrazione con i paesi dell\u2019Asia orientale fino alla creazione di una moneta comune.<\/p>\n<p>Non siamo in presenza di un cambio di alleanze, ma di strategia. L\u2019alleanza militare Tokyo-Washington non \u00e8 in discussione. Il Giappone cercher\u00e0 per\u00f2, gradualmente, di diminuire la propria dipendenza, soprattutto militare, dagli Stati Uniti. Un\u2019analoga direzione intraprese la Corea del Sud sotto la presidenza di Roh Moo-hyun (2003-2008).<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato, c\u2019\u00e8 da aspettarsi una richiesta di revisione dello <i>Status of Force Agreement<\/i> (Sofa), l\u2019accordo  che regola la presenza militare statunitense in Giappone, inclusa l\u2019annosa questione del gi\u00e0 concordato ridislocamento delle forze Usa a Okinawa.  \u00c8 inoltre molto probabile che a gennaio la missione nell\u2019Oceano Indiano a supporto della coalizione in Afghanistan non sar\u00e0 rinnovata dalla nuova Camera Bassa a maggioranza democratica, nonostante il prevedibile ostruzionismo del partito liberaldemocratico che ha sempre sostenuto la missione, ma che con soli 119 seggi non sar\u00e0 in grado di bloccare una tale decisione.<\/p>\n<p>Se Washington ha preso atto con una certa preoccupazione della sconfitta del partito liberaldemocratico, sapendo che in futuro potrebbe avere meno influenza su Tokyo, a gioire dell\u2019elezione di Hatoyama sono le capitali asiatiche, prime fra tutte Pechino e Seul.<\/p>\n<p>Saranno soprattutto le relazioni sino-giapponesi a beneficiare del cambio della guardia a Tokyo. La Cina \u00e8 oggi di gran lunga il primo partner commerciale del Giappone, con un interscambio che a fine 2008 si aggirava sui 27,800 miliardi di yen (circa 209 miliardi di euro), seguita da Stati Uniti (22,300 miliardi di yen), Corea del Sud (9,200) Taiwan (7,000) e Australia (6,700). \u00c8 prevedibile che il nuovo governo giapponese continui \u2013 e intensifichi ulteriormente \u2013 i passi diplomatici per la riconciliazione con il grande vicino gi\u00e0 avviati dai suoi predecessori e che aumentino, inoltre, le visite di stato nipponiche in Cina. Ma a trarre beneficio dall\u2019elezione di Hatoyama potrebbe essere anche Bruxelles.<\/p>\n<p><b>Un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019Europa<\/b><br \/>Con Hatoyama al potere, si aprono infatti nuovi spazi di manovra per l\u2019Europa in Giappone e, pi\u00f9 in generale, in Asia orientale. C\u2019\u00e8 da attendersi qualcosa di simile a ci\u00f2 che successe in Corea del Sud con l\u2019elezione di un presidente di centro-sinistra come Roh Moo-hyun nel 2003. Uno dei primi passi di Roh Moo-hyun fu di aprire all\u2019Europa, siglando un accordo sullo sviluppo congiunto di Galileo, il sistema satellitare europeo, nonostante la ferma opposizione di Washington.<\/p>\n<p>Il Giappone ha finora declinato i continui inviti della Commissione europea e degli stati membri di partecipare al progetto Galileo, per motivi prettamente politici. Nonostante gli specialisti giapponesi riconoscano la superiorit\u00e0 tecnologica del sistema satellitare europeo, la ferma opposizione degli Stati Uniti e il filo-americanismo del partito liberaldemocratico hanno impedito qualsiasi discussione al riguardo. Con il nuovo governo di centro-sinistra a Tokyo, si aprono pertanto nuove opportunit\u00e0 per l\u2019Europa. Sta ora alle cancellerie europee trarre profitto dalla svolta storica maturata a Oriente. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le elezioni di domenica scorsa \u00e8 iniziata in Giappone una nuova stagione politica. \u00c8 prevedibile un graduale riorientamento della politica estera nipponica verso l\u2019Asia orientale e una diminuzione della sua dipendenza militare da Washington. Si aprono inoltre nuove opportunit\u00e0 per l\u2019Europa. Dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni di dominio incontrastato del Partito Liberaldemocratico (Ldp) di centro-destra, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,85,117],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12300"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12300"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63719,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12300\/revisions\/63719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}