{"id":12310,"date":"2009-09-01T00:00:00","date_gmt":"2009-08-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/un-passo-avanti-verso-lintegrazione-del-mercato-europeo-della-difesa\/"},"modified":"2017-11-03T15:38:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:39","slug":"un-passo-avanti-verso-lintegrazione-del-mercato-europeo-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/un-passo-avanti-verso-lintegrazione-del-mercato-europeo-della-difesa\/","title":{"rendered":"Un passo avanti verso l\u2019integrazione del mercato europeo della difesa"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 scattata in tutti gli Stati membri dell\u2019Unione la corsa contro il tempo per recepire nelle normative nazionali la Direttiva europea sugli appalti pubblici nel settore della difesa e della sicurezza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunit\u00e0 europee del 20 agosto. Entro due anni l\u2019acquisto di equipaggiamenti militari o destinati alla sicurezza (questi ultimi limitatamente ai casi in cui vi sono informazioni non divulgabili) dovr\u00e0 avvenire con procedure omogenee e trasparenti. Seppure con le necessarie cautele il mercato europeo favorir\u00e0 una maggiore competizione fra le imprese e limiter\u00e0 la pratica del sostegno statale, pi\u00f9 o meno mascherato, che ancora oggi caratterizza molti mercati nazionali.<\/p>\n<p><b>Vincoli molto stretti per assicurare la necessaria omogeneit\u00e0<\/b><br \/>Essendo una direttiva molto dettagliata e articolata (79 punti di premessa, 75 articoli con innumerevoli commi, 8 allegati), il recepimento a livello nazionale dovr\u00e0 avvenire sulla base di vincoli molto stretti e avr\u00e0 pertanto un adeguato livello di omogeneit\u00e0 fra i 27 paesi europei.<\/p>\n<p>Gran parte delle acquisizioni dirette delle Forze Armate ricadr\u00e0 sotto questa nuova normativa, riducendo drasticamente l\u2019utilizzo, peraltro limitato, della Direttiva sugli appalti pubblici che rester\u00e0 come riferimento per gli acquisti di prodotti civili (come \u00e8, peraltro, nella sua natura). Continueranno, invece, ad essere gestiti in modo autonomo i programmi internazionali di cooperazione sia a livello europeo sia transatlantico (gestiti dalle agenzie Occar, Eda e Nato).<\/p>\n<p>Il quadro europeo \u00e8 completato dalla precedente Comunicazione interpretativa della Commissione europea sui criteri di utilizzo delle deroghe consentite dall\u2019articolo 296 del Trattato istitutivo della Comunit\u00e0 europea, pubblicata nel dicembre 2006 e recentemente recepita in una specifica Direttiva del Presidente del Consiglio. In questi ultimi cinquant\u2019anni gli Stati membri vi hanno fatto ampio ricorso, di fatto escludendo il settore militare dal mercato unico europeo.<\/p>\n<p><b>Un mercato integrato per affrontare la sfida della competizione globale<\/b><br \/>La nuova legislazione europea scaturisce anche dai ripetuti interventi sanzionatori della Corte di Giustizia europea, ma, soprattutto, della diffusa consapevolezza che solo un mercato europeo integrato pu\u00f2 consentire alle imprese europee di  rafforzarsi e affrontare la sfida della competizione globale. I mercati nazionali europei, anche quelli pi\u00f9 grandi, sono ormai insufficienti per consentire ai grandi gruppi transnazionali di svilupparsi e di razionalizzare le loro capacit\u00e0 produttive e tecnologiche. A questo obiettivo devono, per\u00f2, puntare nel loro stesso interesse e in quello delle Forze Armate europee, loro principali clienti. Un\u2019Europa della difesa senza una sua base tecnologica e industriale, semplicemente non pu\u00f2 esistere. Per questo bisogna salvaguardare strategicamente il settore dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, fino ad ora, lo hanno fatto solo alcuni grandi paesi (e limitatamente l\u2019Italia). In futuro bisogner\u00e0 integrare questo impegno nazionale in un comune impegno europeo. Sar\u00e0 un processo lungo e richieder\u00e0, insieme, coraggio e prudenza, ma soprattutto adeguate risorse. <\/p>\n<p>Un vero mercato europeo non si raggiunger\u00e0 solo grazie a misure regolamentari, ma richieder\u00e0 la crescita di una dimensione europea della domanda. Oggi la vera sfida europea si sposta su due fronti: la capacit\u00e0 delle Forze Armate di esprimere requisiti comuni, legati alle loro vere esigenze e non a logiche \u201cprotezionistiche\u201d, e la capacit\u00e0 dei governi e delle istituzioni europee di operare coerentemente su pi\u00f9 livelli:<br \/>&#8211; mantenere gli impegni nazionali nel campo della ricerca in modo da assicurare la continuit\u00e0 della crescita tecnologica;<br \/>&#8211; assegnare maggiori risorse a nuovi programmi di ricerca e sviluppo europei, anche utilizzando fondi europei oggi troppo spesso impiegati in logiche \u201cassistenzialistiche\u201d a favore di settori economici non competitivi (soprattutto l\u2019agricoltura);<br \/>&#8211; assicurare un adeguato volume di risorse per favorire l\u2019ammodernamento degli equipaggiamenti europei e dare il necessario sbocco alle attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p> \t.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 scattata in tutti gli Stati membri dell\u2019Unione la corsa contro il tempo per recepire nelle normative nazionali la Direttiva europea sugli appalti pubblici nel settore della difesa e della sicurezza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunit\u00e0 europee del 20 agosto. 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