{"id":12350,"date":"2009-09-03T00:00:00","date_gmt":"2009-09-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-corsa-al-gas-e-la-strategia-tous-azimuts-della-turchia\/"},"modified":"2017-11-03T15:38:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:38","slug":"la-corsa-al-gas-e-la-strategia-tous-azimuts-della-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/la-corsa-al-gas-e-la-strategia-tous-azimuts-della-turchia\/","title":{"rendered":"La corsa al gas e la strategia <i>tous azimuts <\/i>della Turchia"},"content":{"rendered":"<p>Nemmeno un mese dopo l\u2019inaspettato buon esito del vertice del consorzio internazionale Nabucco, che \u00e8 riuscito nell\u2019impresa di garantire circa met\u00e0 del gas necessario per rendere la pipeline operativa, un nuovo accordo \u00e8 stato firmato ad Ankara. Il tema in discussione era il medesimo, ma diversi i partecipanti. Gioved\u00ec 6 agosto, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha infatto dato il via libera al passaggio in acque territoriali turche della pipeline South Stream, una joint-venture tra Gazporm e Eni che dovrebbe trasportare il gas russo in Bulgaria, tagliando definitivamente fuori dai giochi problematici paesi di transito tra la Russia e l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>L\u2019accordo ha messo a nudo, per chi nutrisse ancora dei dubbi, la spregiudicata strategia del governo turco in materia di gas naturale. Il paese sembra infatti determinato a ricevere la maggior quantit\u00e0 di gas possibile, indipendentemente dal paese di provenienza. Parte di questa \u2018corsa al gas\u2019 \u00e8 certamente giustificabile da bisogni domestici. Il consumo interno \u00e8 infatti decuplicato dal 1990 al 2006, spinto verso l\u2019alto sia da un Pil in crescita media annua del 4,5% sia da un aggressivo processo di \u2018gasificazione\u2019 dell\u2019approvvigionamento energetico promosso dal colosso nazionalizzato Bota&#351;.<\/p>\n<p><b>Una strategia a 360\u00b0<\/b><br \/>Un ragionamento in puri termini economici non riesce tuttavia a cogliere appieno la strategia turca. \u00c8 infatti chiaro che il governo guidato da Erdogan coltiva l\u2019ambizione di divenire presto un \u2018hub del gas\u2019, sfruttando politicamente la sua posizione geografica di ponte tra paesi produttori e consumatori nel sistema regionale di commercio del gas.<\/p>\n<p>I dettagli dell\u2019ultimo accordo su South Stream lasciano percepire piuttosto questa prospettiva. La Turchia ha infatti ottenuto la creazione di un consorzio per la costruzione di una nuova pipeline che attraverser\u00e0 la penisola anatolica dal mar Nero al Mediterraneo per  poi rivendere il gas a Cipro e Israele. Inoltre, la Russia ha promesso di fornire assistenza tecnica per la costruzione di centrali nucleari che ridurranno il fabbisogno turco di gas e renderanno possibili ulteriori re-esportazioni.<\/p>\n<p>Indubbiamente, le cose sono finora andate nella giusta direzione per la Turchia. La partecipazione sia a Nabucco che a South Stream \u00e8 gi\u00e0 un grande successo diplomatico, soprattutto alla luce della forte animosit\u00e0 tra i due consorzi. Inoltre, nonostante diversi esperti abbiano ripetutamente sottolineato il carattere alternativo delle due pipeline, lo stadio avanzato dei due progetti rende il completamento di entrambi uno scenario realistico. Ci\u00f2 consentirebbe alla Turchia di ricevere, a partire dal 2015, non meno di 94 miliardi di metri cubi di gas all\u2019anno, ovvero circa un quinto dell\u2019intero consumo dell\u2019Ue nel 2007.<\/p>\n<p><b>Sguardo ad est<\/b><br \/>Il governo di Erdogan si \u00e8 anche candidato a diventare la porta di accesso per le importazioni europee di gas dall\u2019Iran. Quest\u2019ultimo ha a lungo sondato diverse alternative per la costruzione di pipeline verso l\u2019Europa e le pressioni dovute a una popolazione in crescita, un\u2019elevata disoccupazione giovanile e un bilancio in forte deficit rendono sempre pi\u00f9 impellente la necessit\u00e0 di monetizzare le proprie risorse naturali. Un importante passo in questa direzione \u00e8 stato compiuto nel 2001 con la costruzione della pipeline Iran-Turchia, che trasporta 30 milioni di metri cubi di gas dalla citt\u00e0 nord-orientale di Tabriz in Iran verso Ankara. Il potenziale del paese \u00e8 tuttavia di gran lunga maggiore ed \u00e8 per questo motivo che il governo turco sta seguendo da vicino i recenti sviluppi della politica interna iraniana, oggetto principale di discussione durante la visita del presidente americano Obama nel paese. Nel caso le sanzioni e l\u2019informale veto americano allo sfruttamento del gas iraniano siano sospesi, la Turchia, oltre a rappresentare la pi\u00f9 naturale via di transito verso l\u2019Europa, si troverebbe politicamente in pole position per attingere grandi riserve di gas al mondo (l\u2019Iran \u00e8 infatti secondo solo alla Russia).<\/p>\n<p><b>Variabile armena<\/b><br \/>Perfino i tentativi di riavvicinamento della Turchia all\u2019Armenia, sebbene ufficialmente giustificati dalla politica del \u2018nessun problema con i vicini\u2019 teorizzata dall\u2019abile ministro degli esteri Ahmet Davutoglu, vanno almeno parzialmente letti alla luce degli ultimi sviluppi sul fronte energetico. Erdogan e il suo partito, l\u2019Akp, hanno infatti dimostrato di avere una visione di lungo periodo per il futuro del paese e, dato il prolungato periodo di instabilit\u00e0 politica in Georgia, non vogliono escludere a priori un possibile percorso alternativo per gli idrocarburi del Caspio. Per questa ragione Erdogan rifiuta di separare la riconciliazione con il vicino orientale dalla risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh, che finalmente porterebbe stabilit\u00e0 nella regione e buoni rapporti tra l\u2019Armenia e un Azerbaigian sempre pi\u00f9 ricco di petrolio e gas.<\/p>\n<p>Buone relazioni con l\u2019Armenia sono inoltre funzionali alla piena riuscita dei piani turchi. Il miglioramento della reputazione del paese che risulterebbe dall\u2019ammissione del genocidio contro la popolazione armena all\u2019inizio della prima guerra mondiale, e comunque da una pi\u00f9 matura elaborazione del proprio passato, potrebbe infatti essere decisivo nelle complesse interazioni che determineranno il risultato di questa ambiziosa strategia.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che s\u2019instauri un rapporto di fiducia tra la leadership turca e i governi europei: l\u2019Europa deve poter contare sulla Turchia come partner affidabile in grado di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di gas. Allo stato attuale delle cose, l\u2019ingresso del paese nell\u2019Unione europea appare alquanto remoto; anche per questo \u00e8 improbabile che l\u2019Ue accetti un ruolo tanto cruciale della Turchia nel sistema di approvvigionamento del gas. A meno che l\u2019Europa non sia sicura che la Turchia si comporter\u00e0 diversamente da Russia, Ucraina o Bielorussia. Questa \u00e8 la vera sfida che Erdogan e i suoi devono ora affrontare. Il mese scorso l\u2019Ue ha rifiutato il piano turco che prevede l\u2019acquisto del 15% del gas della pipeline Nabucco: un segno che i negoziatori europei non sono ancora del tutto convinti delle intenzioni turche.<\/p>\n<p>Erdogan e l\u2019Akp sono stati finora molto bravi a muoversi sul grande scacchiere delle pipeline eurasiatiche. La parte pi\u00f9 difficile deve per\u00f2 ancora arrivare. La diplomazia turca ha dimostrato grande capacit\u00e0 quando erano necessari pragmatismo e scaltrezza, ma la sua abilit\u00e0 deve essere messa alla prova nel nuovo orizzonte della politica europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A. Dai Pra: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1224\" target= \"blank\"><b><u>La via dell\u2019Ue al gas del Caspio<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>A. Marrone: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1220\" target= \"blank\"><b><u> Nabucco e South Stream: complementari o in competizione?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Macchia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1141\" target= \"blank\"><b><u> Un argine Turchia-Ue contro il monopolio russo dell&#8217;energia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nemmeno un mese dopo l\u2019inaspettato buon esito del vertice del consorzio internazionale Nabucco, che \u00e8 riuscito nell\u2019impresa di garantire circa met\u00e0 del gas necessario per rendere la pipeline operativa, un nuovo accordo \u00e8 stato firmato ad Ankara. Il tema in discussione era il medesimo, ma diversi i partecipanti. 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