{"id":12520,"date":"2009-09-21T00:00:00","date_gmt":"2009-09-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/limpegno-in-afghanistan-e-la-conventio-ad-excludendum-contro-litalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:46","slug":"limpegno-in-afghanistan-e-la-conventio-ad-excludendum-contro-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/limpegno-in-afghanistan-e-la-conventio-ad-excludendum-contro-litalia\/","title":{"rendered":"L&#8217;impegno in Afghanistan e la <i>conventio ad excludendum <\/i>contro l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Tre giorni prima del tragico attentato terroristico di Kabul del 17 settembre, nel quale hanno perso la vita sei paracadutisti della Folgore e 15 civili afghani, il ministro degli esteri Franco Frattini aveva lamentato, in una polemica intervista al , il tentativo di escludere l\u2019Italia dalla gestione di una serie di dossier che vanno dalla Russia all\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Il ministro ha sostenuto che \u00e8 in atto una campagna che, facendo leva sugli attacchi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mira a screditare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e a tenerla ai margini di alcuni importanti processi  diplomatici. Frattini ha in particolare espresso disappunto per un\u2019iniziativa assunta dai primi ministri di Francia, Germania e Gran Bretagna: la lettera con cui il 9 settembre i tre hanno chiesto al segretario generale dell\u2019Onu Ban Ki-Moon la convocazione di una conferenza internazionale di alto livello sul futuro dell\u2019Afghanistan. I ministri degli esteri dell\u2019Unione europea avevano infatti concordemente deciso, in una riunione svoltasi pochi giorni prima a Stoccolma, che la richiesta della conferenza internazionale dovesse configurarsi come un\u2019iniziativa dell\u2019Ue. Essendo l\u2019Italia il quarto paese per numero di soldati impegnati in Afghanistan (3200), soprattutto la sua esclusione dall\u2019iniziativa \u2013 sottolinea Frattini \u2013 risulta ingiustificata.<\/p>\n<p> <b>Un&#8217;altalena di inclusioni ed esclusioni<\/b><br \/>Il rapporto dell\u2019Italia con Francia, Gran Bretagna e Germania \u00e8  sempre stato caratterizzato da un\u2019altalena di inclusioni ed esclusioni, spesso pi\u00f9 funzionali al riequilibrio dei rapporti di forza tra i tre paesi che all\u2019effettiva valorizzazione del ruolo italiano. Quando l\u2019asse tra Parigi e Berlino si consolida troppo,  Londra tende a riaprire i canali con Roma per ottenere un bilanciamento. Quando l\u2019intesa tra Londra e Parigi tende a marginalizzare la Germania, per uscire dall\u2019angolo Berlino rispolvera il rapporto con il suo pi\u00f9 naturale alleato europeista, l\u2019Italia. E cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In non poche occasioni, tuttavia, l\u2019Italia \u00e8 riuscita ad inserirsi nelle dinamiche tra i tre grandi valorizzando al meglio il pi\u00f9 ampio quadro dell\u2019Unione europea e il suo attivo contributo al processo d\u2019integrazione (come nel caso dell\u2019entrata nell\u2019euro), sfruttando la sua forte proiezione mediterranea e la grande professionalit\u00e0 degli uomini impegnati in missioni di pace dal valore strategico per tutta l\u2019Unione europea, come quelle nei Balcani occidentali e nel Libano meridionale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha svolto un ruolo di punta nel Gruppo di contatto per i Balcani (con Usa, Russia, Francia, Gran Bretagna, Germania) che ha affrontato, fra l&#8217;altro, la cruciale partita dell\u2019indipendenza del Kosovo; ha rilanciato il suo profilo presso le Nazioni Unite assumendo la leadership della missione Unifil II nel Libano meridionale; ha consolidato il rapporto con Washington fornendo un notevole contributo di uomini e mezzi in Afghanistan. Non \u00e8 detto, tuttavia, che tutto questo sia sufficiente a garantire una presenza negli<i> inner circles <\/i>della politica internazionale. Credibilit\u00e0 nazionale e iniziativa politica sono due aspetti che vanno costantemente riaffermati. <\/p>\n<p> <b>La sponda americana<\/b><br \/>Nonostante le forti tensioni e scollamenti dovuti alla crisi finanziaria, nel corso dell\u2019ultimo anno la <i>conventio ad escludendum <\/i>tra i tre grandi paesi europei sembra aver trovato una sponda in alcuni atteggiamenti della nuova amministrazione americana. Obama sembra infatti coltivare un rapporto privilegiato con Londra, Parigi e Berlino. Questa scelta finisce per condizionare anche i rapporti all\u2019interno della Nato. Il rientro della Francia nel comando integrato dell&#8217;alleanza avvenuto la scorsa primavera \u2013 una decisione importante  pi\u00f9 sul piano politico che su quello militare (la Francia ha infatti partecipato a tutte le missioni Nato, detenendone a volte anche il comando) \u2013 ha contribuito al rafforzamento del rapporto tra Parigi e Washington.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel marzo scorso, all\u2019indomani della nomina da parte di Obama di Richard Holbrooke a inviato personale per l\u2019Afghanistan e il Pakistan in un articolo su questa rivista Stefano Silvestri aveva messo in guardia dai rischi di \u201cpericolosa marginalit\u00e0\u201d che l\u2019Italia correva a causa dell\u2019attivismo politico e diplomatico di Gran Bretagna, Francia e Germania nell\u2019area cosiddetta AfPak (Afghanistan\u2013Pakistan), che con la nuova amministrazione \u00e8 diventata la priorit\u00e0 strategica americana.<\/p>\n<p><b>Il rilancio italiano<\/b><br \/>A distanza di pochi mesi, siamo ad un altro snodo cruciale per il futuro dell\u2019Afghanistan, sia dal punto di vista politico che militare. La riunione dei ministri degli esteri del G8 che Frattini presieder\u00e0 tra qualche giorno a New York e nella quale presenter\u00e0 una proposta dettagliata per una conferenza internazionale a Kabul, potr\u00e0 rappresentare un\u2019importante occasione per rilanciare il ruolo dell&#8217;Italia, sventando le manovre di quanti la vorrebbero ai margini.<\/p>\n<p>Obama ha recentemente dichiarato che non intende investire nuove risorse in Afghanistan finch\u00e9 non sar\u00e0 chiaramente definita una pi\u00f9 convincente e incisiva strategia politica e militare. Ci\u00f2 indica appunto che si \u00e8 in una fase nuova in cui \u00e8 richiesto uno sforzo comune per ridefinire obiettivi e strumenti dell&#8217;impegno in Afghanistan.  Al di l\u00e0 delle polemiche e delle recriminazioni, l\u2019Italia pu\u00f2 dare un contributo importante a questo processo di revisione strategica che non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile. Sar\u00e0 questo, fra l&#8217;altro, uno dei modi per onorare la memoria dei sei soldati italiani caduti pochi giorni fa e per ridare qualche prospettiva, ancorch\u00e9 lontana, di stabilit\u00e0 a quella tormentata regione.<\/p>\n<p><i>Raffaello Matarazzo \u00e8 ricercatore dello Iai e caporedattore di AffarInternazionali<\/i>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.esteri.it\/MAE\/IT\/Sala_Stampa\/ArchivioNotizie\/Interviste\/2009\/09\/20090915_FrattiniFinancialTimes.htm?LANG=IT\" target= \"blank\"><b><u> Il Ministro Frattini intervistato dal  (versione originale)<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Silvestri:   <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1083\" target= \"blank\"><b><u> Nella tormenta afghana<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>  M. Arpino: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1221\u201d target= \"blank\"><b><u> Afghanistan tra guerra e politica<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>F. Prizzi: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1250\" target= \"blank\"><b><u> Afghanistan, il tempo sta scadendo<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1240\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Italia, la crisi e le opportunit\u00e0 dell\u2019effetto Obama<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre giorni prima del tragico attentato terroristico di Kabul del 17 settembre, nel quale hanno perso la vita sei paracadutisti della Folgore e 15 civili afghani, il ministro degli esteri Franco Frattini aveva lamentato, in una polemica intervista al , il tentativo di escludere l\u2019Italia dalla gestione di una serie di dossier che vanno dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[68,119,96,120],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12520"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12520"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63625,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12520\/revisions\/63625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}