{"id":1260,"date":"2006-05-17T00:00:00","date_gmt":"2006-05-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ce-qualche-nuovo-lungimirante-giorgio-napolitano-in-italia\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:30","slug":"ce-qualche-nuovo-lungimirante-giorgio-napolitano-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/05\/ce-qualche-nuovo-lungimirante-giorgio-napolitano-in-italia\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 qualche nuovo lungimirante Giorgio Napolitano in Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Parlando delle formazione del nuovo governo italiano, il settimanale politico americano The New Republic ha scritto che \u201cProdi dovr\u00e0 fare l\u2019equivalente politico di camminare sull\u2019acqua\u201d. La politica estera e le vicende internazionali sono notoriamente candidate a costituire quegli inciampi che possono portare l\u2019equivalente del Ges\u00f9 di Nazareth a ritrovarsi con l\u2019acqua al collo. E, per restare in metafora, il maggior rischio per lui \u00e8 che per metterlo in tale incomoda posizione gli vengano rinfacciate le sacre scritture, sia bibliche che neotestamentarie, che sarebbe come dire il testo costituzionale e il programma elettorale rispettivamente.<\/p>\n<p>Ora, da sempre i testi sacri hanno mostrato una certa tendenza a essere fonte di divisione pi\u00f9 che di unione: storicamente e, oggi, politicamente. E questo tanto pi\u00f9 quanto ci si attiene alla lettera delle scritture, lettera sempre parziale, per versetti o paragrafi, senza vedere, o voler vedere, l\u2019insieme del testo, il suo contesto storico e soprattutto il suo spirito.<\/p>\n<p><b>Linee-guida coerenti<\/b><br \/>Storicamente per l\u2019opera di fede, attualmente per l\u2019opera di governo, che affronta quotidianamente una realt\u00e0 in mutamento, i testi devono ispirare ma non possono esaurire. Il contesto e lo spirito della politica estera del centro-sinistra dovrebbero essere chiari: ricostituire il ruolo internazionale dell\u2019Italia sulla base della Triplice che lo ha guidato nell\u2019ultimo mezzo secolo, in modo abbastanza equilibrato ai fini delle relazioni con gli \u201caltri\u201d, e complessivamente vincente ai fini degli interessi propri: 1) ruolo da protagonista dell\u2019integrazione in Europa; 2) fattore di sicurezza e partecipe di crescita nel sistema occidentale (Alleanza atlantica e G8); 3) promotore di regole multilaterali e di sviluppo nel mondo. Non sono le beatitudini, ma sono linee-guida abbastanza coerenti.<\/p>\n<p>Restano da definire i discepoli, cio\u00e8 la classe di governo. E qui sta forse il problema oggi pi\u00f9 difficile. Quando la suddetta politica estera prese le mosse, il problema si poneva essenzialmente in termini di \u201ccollocazione\u201d internazionale del Paese (chi ha i capelli grigi ricorder\u00e0 il ricorrere della parola), che era poi la condivisione, o almeno l\u2019accettazione, della Triplice da parte delle principali forze politiche del Parlamento, in particolare di quelle che facevano parte o erano destinate a far parte della maggioranza. Successivamente e subordinatamente alla soluzione di questo problema, venne l\u2019azione.<\/p>\n<p><b>Resistenze interne<\/b><br \/>Ora, quando a presiedere la Camera dei Deputati fu eletto Pietro Ingrao \u2013 precedente largamente citato in occasione dell\u2019elezione alla stesso soglio di Fausto Bertinotti \u2013 nel partito comunista si stavano da tempo muovendo alcuni personaggi lungimiranti per costruire una nuova rete di relazioni europee e internazionali da questa parte della cortina di ferro, dove, per dirla con il Segretario, ci si sentiva pi\u00f9 sicuri.<\/p>\n<p>C\u2019era Giorgio Amendola che parlava francese, c\u2019era Sergio Segre che parlava tedesco, c\u2019era Giorgio Napolitano che parlava inglese e che nel \u201978 tenne una lezione in un\u2019universit\u00e0 americana \u2013 altro fatto molto menzionato in occasione dell\u2019elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Questi personaggi si trovarono di fronte molte resistenze da superare: Napolitano per esempio non pot\u00e9 tenere prima quella lezione perch\u00e9 il governo statunitense non gli dava il visto di ingresso. Ma assai maggiori furono le resistenze, gli ostacoli e le accuse che agirono alle loro spalle, per fermarli e per screditarli. Essi prevalsero non di meno, anche se a fatica \u2013 basti ricordare il no allo SME anticamera dell\u2019euro, il no agli euromissili, che contribuirono alla fine della guerra fredda, e il no a far parte della forza ONU nel Sinai, che vennero tutti dal PCI alla fine degli anni \u201970, con l\u2019eccezione dell\u2019indipendente Altiero Spinelli, di cui si celebra in questi giorni il ventennale della morte.<\/p>\n<p>La politica estera italiana acquist\u00f2 in tal modo quella maggiore consistenza che deriva ad ogni politica estera dal pi\u00f9 largo consenso interno, nel momento stesso in cui la sinistra usciva dall\u2019isolamento e acquistava a sua volta voce in capitolo nella formazione e conduzione dell\u2019azione \u2013 non pi\u00f9 solo collocazione \u2013 internazionale del Paese.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 ora di sapere se vi sono questi personaggi nella sinistra del centro-sinistra e se sono pronti e capaci di venire avanti, sapendo che ancora una volta saranno le loro schiene a essere a rischio, pi\u00f9 che i loro petti, ma sapendo anche che probabilmente si dimostreranno di nuovo lungimiranti. E vincenti.<\/p>\n<p><i> Cesare Merlini \u00e8 Vice Presidente Esecutivo, Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlando delle formazione del nuovo governo italiano, il settimanale politico americano The New Republic ha scritto che \u201cProdi dovr\u00e0 fare l\u2019equivalente politico di camminare sull\u2019acqua\u201d. La politica estera e le vicende internazionali sono notoriamente candidate a costituire quegli inciampi che possono portare l\u2019equivalente del Ges\u00f9 di Nazareth a ritrovarsi con l\u2019acqua al collo. 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