{"id":12620,"date":"2009-10-01T00:00:00","date_gmt":"2009-09-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/perche-gli-usa-hanno-rinunciato-allo-scudo-antimissile-in-polonia-e-repubblica-ceca\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:44","slug":"perche-gli-usa-hanno-rinunciato-allo-scudo-antimissile-in-polonia-e-repubblica-ceca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/10\/perche-gli-usa-hanno-rinunciato-allo-scudo-antimissile-in-polonia-e-repubblica-ceca\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 gli Usa hanno rinunciato allo scudo antimissile in Polonia e Repubblica Ceca"},"content":{"rendered":"<p>Il recente annuncio del presidente degli Stati Uniti relativo all\u2019abbandono del progetto di installazione di uno \u201cscudo antimissile\u201d &#8211;  composto da  <i>Ground Based Interceptors <\/i>(Gbi) e radar &#8211; in Polonia e Repubblica Ceca, lascia aperto il vecchio interrogativo sulle reali motivazioni  di quel progetto e ne apre di nuovi sull\u2019attuale strategia della Casa Bianca. Nonostante l\u2019intento dichiarato dello scudo fosse di fronteggiare un\u2019eventuale minaccia iraniana, il progetto deciso nel 2007 da Bush aveva creato tensioni con Mosca, rischiando di ostacolare, tra l\u2019altro, il raggiungimento del nuovo accordo tra americani e russi sulla riduzione degli arsenali nucleari strategici. <\/p>\n<p><b>L\u2019alibi dei motivi \u201ctecnici\u201d<\/b><br \/>La decisione  di rinunciare al progetto \u00e8 stata presa, ufficialmente, per motivi tecnico-militari. Per il prossimo futuro, si \u00e8 affermato, l\u2019Iran non sembra in grado di sviluppare  le  capacit\u00e0 per il lancio di missili (nucleari o meno) a lunga gittata. Quindi non vi sarebbe un  pericolo reale ed imminente per i paesi dell\u2019Europa centrale e occidentale. Poich\u00e9 nei prossimi anni, invece, i missili iraniani potranno minacciare solo paesi relativamente vicini come la Turchia o quelli dei Balcani, \u00e8 pi\u00f9 funzionale pensare ad un sistema antimissile meno potente, basato sullo Standard Missile3 (SM3), e installato sulle navi Aegis della flotta Usa del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Questa spiegazione ha aspetti non chiari e solleva nuovi interrogativi. In primo luogo, il nuovo sistema, basato su sette navi Aegis dislocate in vari punti del Mediterraneo, non sar\u00e0 pienamente operativo prima del 2015: ma secondo le previsioni fatte dalla precedente amministrazione Usa &#8211; di cui, per inciso, faceva parte lo stesso segretario alla Difesa, Robert Gates, che si \u00e8 fatto promotore del cambio di strategia &#8211; per quella data gli iraniani dovrebbero appunto poter disporre di missili a lunga gittata.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, improvvisamente e proprio intorno a  quella data, si individui un pericolo maggiore nei missili iraniani a medio raggio (gli attuali Sejil2 a combustibile solido o gli Shahab3, con una portata di circa 2000 km) non \u00e8 stato sufficientemente chiarito. E comunque, perch\u00e9 non mantenere contemporaneamente il precedente programma Gbi?<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Obama ha fino ad ora risposto al quesito sostenendo che si tratta di ragioni prevalentemente economiche. Ma l\u2019amministrazione ha anche fatto sapere che, in realt\u00e0, se si vorr\u00e0 proteggere efficacemente tutta l\u2019Europa, gli SM3 attuali dovranno essere sostituiti entro il 2018 da una nuova generazione di missili, gli SM3 Block Iia, alcuni dei quali basati a terra, preferibilmente in Turchia e\/o in Europa centrale, con tutti i problemi che ci\u00f2 comporterebbe. Il costo di una tale operazione, secondo un recente documento del Congresso, \u00e8 pi\u00f9 o meno il doppio del programma Gbi! La  possibile spiegazione di queste incongruenze si pu\u00f2 forse trovare tra le motivazioni che erano alla base del precedente programma Gbi. <\/p>\n<p>  <b>Le vere motivazioni politiche <\/b><br \/>All\u2019epoca di Bush si sosteneva che, in vista della possibilit\u00e0 che l\u2019Iran si dotasse  in tempi relativamente brevi di missili a lunga gittata &#8211; o comunque con una portata di  3000 Km e oltre -, fosse necessario approntare  un sistema antimissile adeguato,  il Gbi appunto. E si aggiungeva che tale sistema dovesse essere installato in Paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca per  un\u2019esigenza squisitamente tecnica: per avere la certezza che quei missili antimissile colpiscano il loro bersaglio occorre infatti che si trovino ad una adeguata distanza dal punto di partenza del missile nemico, dal momento che \u00e8 praticamente impossibile colpirlo nella fase iniziale della sua traiettoria. Tale fu infatti, tra l\u2019altro, la risposta del generale del Pentagono responsabile dello scudo antimissili ad una domanda postagli durante un seminario  a porte chiuse  svoltosi su questo tema, nel 2007, a Washington. <\/p>\n<p>Nel corso di successive conversazioni riservate, \u00e8 stato possibile  chiedere al generale perch\u00e9, allora, non erano state prese in considerazione per l\u2019installazione del sistema aree come la Grecia o l\u2019Italia meridionale, pi\u00f9 vicine all\u2019ipotizzato luogo del lancio, ma sufficientemente lontane da garantire un adeguato funzionamento del sistema (la Turchia era stata esplicitamente esclusa dal generale perch\u00e9, appunto, troppo vicina). A questa domanda non fu data risposta. <\/p>\n<p>Se si prende per buona la spiegazione tecnica della progettata dislocazione dello scudo antimissili in Polonia e Repubblica Ceca, cos\u00ec come la spiegazione tecnica del mutamento di strategia attuale apparentemente dovuto ad una diversa valutazione delle capacit\u00e0 missilistiche dell\u2019Iran, resta quindi  da chiedersi:  \u00e8 possibile che per quasi cinque anni questa valutazione sia stata cos\u00ec clamorosamente errata? Perch\u00e9, inoltre, nel progettare lo scudo antimissili, non si \u00e8 almeno pensato a soluzioni tecnicamente  pi\u00f9 idonee, come quella di installare i missili  in Grecia o in Italia meridionale?<\/p>\n<p>La spiegazione pi\u00f9 logica di queste incongruenze \u00e8 certo quella accennata sopra:  la scelta iniziale della Polonia e della Repubblica Ceca  aveva soprattutto un motivo politico, riguardante, come  \u00e8 stato sottolineato da molti osservatori e in primo luogo dai russi, la delicata situazione dello scacchiere est-europeo; e anche la recente decisione di Obama  \u00e8 collegata a queste problematiche, essendo destinata ad allentare le tensioni con  la Russia in un nuovo spirito multilateralista. Certo, \u00e8 anche possibile che gli Usa, a suo tempo, abbiano  effettivamente sondato Grecia e Italia in merito alla disponibilit\u00e0 ad ospitare lo scudo antimissili, e ne abbiano ricevuto risposte politico-diplomatiche negative: anche questo sarebbe estremamente interessante sapere. <\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>S. Raffaelli: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1215\" target= \"blank\"><b><u>Il nuovo scudo antimissile di Obama<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1209\" target= \"blank\"><b><u>Le ambizioni frustrate del riarmo russo<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>M. Dav\u00ec: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1222\" target= \"blank\"><b><u> La Russia in cerca di una nuova architettura della sicurezza europea<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente annuncio del presidente degli Stati Uniti relativo all\u2019abbandono del progetto di installazione di uno \u201cscudo antimissile\u201d &#8211; composto da Ground Based Interceptors (Gbi) e radar &#8211; in Polonia e Repubblica Ceca, lascia aperto il vecchio interrogativo sulle reali motivazioni di quel progetto e ne apre di nuovi sull\u2019attuale strategia della Casa Bianca. Nonostante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12620"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61739,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12620\/revisions\/61739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}