{"id":12630,"date":"2009-10-01T00:00:00","date_gmt":"2009-09-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-alla-prova-del-negoziato-con-liran\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:45","slug":"obama-alla-prova-del-negoziato-con-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/10\/obama-alla-prova-del-negoziato-con-liran\/","title":{"rendered":"Obama alla prova del negoziato con l&#8217;Iran"},"content":{"rendered":"<p>Da quando nel 2003 si \u00e8 aperto il contenzioso sul programma nucleare iraniano, ampiamente ritenuto avere una segreta destinazione militare, i rapporti con il paese non sono mai stati cos\u00ec critici. Le aspettative che gli incontri di Ginevra tra i rappresentanti del cosiddetto 5+1 \u2013 Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti pi\u00f9 la Germania \u2013 e una delegazione dell\u2019Iran facciano luce sulle sempre pi\u00f9 sospette ambizioni nucleari di quest\u2019ultimo, sono scarse.<\/p>\n<p><b>Israele e la minaccia nucleare <\/b><br \/>La recente scoperta  di un nuovo sito industriale segreto per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio presso Qom, il pi\u00f9 importante centro culturale dell\u2019Iran sciita, ha scosso la comunit\u00e0 internazionale. L\u2019arricchimento dell\u2019uranio \u00e8 considerato la parte pi\u00f9 sensibile di un programma nucleare perch\u00e9 \u00e8 facilmente convertibile ad usi militari. L\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea) ha da tempo accertato che l\u2019Iran dispone di sufficiente uranio arricchito per costruire il \u2018cuore\u2019 fissile di un ordigno atomico, a patto che l\u2019uranio venga sottoposto a ulteriori processi di arricchimento (un\u2019operazione tecnica relativamente semplice, difficile per\u00f2 da occultare agli ispettori Onu).<\/p>\n<p>L\u2019Iran ha fatto progressi anche nello sviluppo di missili balistici a corto e medio raggio, il secondo dei passaggi fondamentali verso una piena capacit\u00e0 nucleare. Sul terzo, la miniaturizzazione dell\u2019uranio in una testata, le valutazioni dei servizi di intelligence occidentali divergono (in una strana riedizione di quanto \u00e8 successo prima della guerra in Iraq, ma a parti rovesciate, gli americani sono molto pi\u00f9 cauti rispetto a israeliani, tedeschi, britannici e francesi).<\/p>\n<p>Israele \u00e8 a portata dei missili balistici iraniani e si sente vulnerabile. \u00c8 dubbio se la leadership israeliana creda davvero alla sua propaganda secondo la quale l\u2019Iran non vede l\u2019ora di sganciare una bomba H su Tel Aviv. \u00c8 per\u00f2 certo che gli israeliani sono atterriti dall\u2019ipotesi di perdere la supremazia nucleare nel Medio Oriente\/Golfo a favore di un governo a loro ostile. L\u2019amministrazione americana ha promesso che, in mancanza di una risposta adeguata all\u2019<i>overture <\/i>di Obama, cercher\u00e0 di \u201csoffocare\u201d (<i>cripple<\/i>) l\u2019Iran per mezzo di sanzioni.<\/p>\n<p><b>Il potere negoziale dell\u2019Iran <\/b><br \/>I negoziati non ripartono dunque sotto i migliori auspici. Gli Usa chiederanno in primo luogo che il centro di Qom venga aperto al pi\u00f9 presto \u2013 nel giro di poche settimane al massimo \u2013 agli ispettori dell\u2019Aiea.  In secondo luogo, premeranno perch\u00e9 l\u2019Iran garantisca che non esistono altre istallazioni non dichiarate. Infine, gli Usa cercheranno di stabilire se esistono le condizioni perch\u00e9 l\u2019Iran accetti di discutere questioni finora off-limits, in particolare il rafforzamento dei poteri di ispezione dell\u2019Aiea.<\/p>\n<p>Gli iraniani, dal canto loro, hanno ribadito una volta di pi\u00f9 che non intendono discutere il dossier nucleare, motivando la loro presenza a Ginevra con l\u2019intenzione di affrontare con i 5+1 questioni legate alla sicurezza regionale (incluse misure di non-proliferazione e disarmo). Hanno per\u00f2 anche fatto sapere che intendono consentire all\u2019Aiea di ispezionare l\u2019impianto di Qom, anche se sono rimasti vaghi sui tempi (che sono cruciali, perch\u00e9 potrebbero essere lunghi abbastanza da permettere la rimozione di prove compromettenti). Per il resto, l\u2019Iran insister\u00e0 sul fatto che le risoluzioni Onu che chiedono maggiore trasparenza sono prive di base legale, ma non escluder\u00e0 che in  futuro si possa raggiungere un\u2019intesa anche su questo. A condizione, tuttavia, che l\u2019intesa non sia presentata come una concessione, ma come parte di un accordo pi\u00f9 ampio e, soprattutto, tra pari.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019enorme pressione internazionale, il regime iraniano si sente ancora in una posizione di vantaggio. In sei anni di negoziati \u2013 prima con i tre europei per conto dell\u2019Ue, poi con i 5+1 \u2013 le sue posizioni non sono arretrate di un pollice. Gli Usa, invece, hanno finalmente accettato di partecipare ai colloqui senza porre precondizioni e, cosa pi\u00f9 importante, sembrano aver rinunciato alla pretesa che l\u2019Iran congeli del tutto l\u2019arricchimento dell\u2019uranio.<\/p>\n<p>Il governo iraniano ha due ragioni per essere ottimista. In primo luogo, la svolta autoritaria seguita alle contestatissime elezioni di giugno ha dato maggiore libert\u00e0 d\u2019azione alla fazione pi\u00f9 favorevole allo scontro con gli americani. In secondo luogo, l\u2019Iran conta sulle resistenze di Russia e Cina alle pressioni occidentali. N\u00e9 Russia n\u00e9 Cina sono entusiaste all\u2019idea di un Iran nucleare, ma entrambe ritengono che la minaccia non sia imminente. Pi\u00f9 importante, per loro, \u00e8 contenere l\u2019influenza americana nella regione, cui l\u2019Iran pone un argine. Ci\u00f2 vale soprattutto per la Russia, che \u00e8 determinata ad allentare la pressione americana sul Caucaso e in Asia centrale. Per la Cina, l\u2019Iran rappresenta la porta d\u2019accesso a  enormi fonti di idrocarburi, di cui \u00e8 notoriamente affamata. Oggi le forniture dall\u2019Iran coprono il 15% circa delle importazioni energetiche cinesi, e il trend \u00e8 in crescita: alienarsi del tutto l\u2019Iran non \u00e8 un\u2019opzione a costo zero.<\/p>\n<p><b>Ipotesi sanzioni<\/b><br \/>Se l\u2019Iran non dovesse compiere qualche passo sostanziale, gli Usa chiederanno agli altri membri del 5+1 di inasprire le sanzioni. Il sostegno degli europei \u00e8 certo. Mosca e Pechino potrebbero dare luce verde ad un irrigidimento ulteriore di sanzioni mirate, adottate dal Consiglio di sicurezza (si tratta soprattutto di restrizioni finanziarie e all\u2019esportazioni di tecnologie nucleari in Iran). Ma l\u2019Onu in questa vicenda gioca un ruolo di facciata. Gli Usa puntano ad un embargo di fatto sulle esportazioni di benzina in Iran.<\/p>\n<p>La misura potrebbe davvero mettere in difficolt\u00e0 il governo iraniano. Decenni di investimenti insufficienti hanno minato le capacit\u00e0 di raffinazione dell\u2019Iran, col risultato che uno dei maggiori produttori di idrocarburi al mondo \u00e8 un importatore netto di benzina. Se il mercato dei prodotti raffinati dovesse chiudersi, il malcontento popolare potrebbe espandersi oltre le fasce della popolazione a cui il regime clericale \u00e8 gi\u00e0 inviso. Questo almeno \u00e8 il calcolo degli americani.<\/p>\n<p>Per attuare un embargo sui raffinati gli Usa dovrebbero fare pressione su un gran numero di compagnie e governi amici (come gli Emirati Arabi Uniti), correndo il rischio di generare altre frizioni. Ma soprattutto dovrebbero ottenere la collaborazione di russi e cinesi. I primi sono potenzialmente in grado \u2013 o in modo autonomo o attraverso l\u2019Azerbaigian e il Turkmenistan -, di rifornire gli iraniani senza che gli Usa possano farci nulla. I cinesi stanno gi\u00e0 esportando benzina in Iran, anche se su scala ridotta.  Mosca \u00e8 in una posizione delicata, perch\u00e9 in qualche modo sente di avere per la prima volta da vent\u2019anni un margine di influenza sugli Usa e non vuole rischiare di \u2018sprecare\u2019 l\u2019occasione. La decisione di Obama di cancellare il piano di istallazione di difese missilistiche in Polonia e Repubblica ceca \u2013 che la Russia ha sempre considerato una minaccia diretta al suo deterrente nucleare \u2013 \u00e8 un segnale che gli Usa sono disposti a fare concessioni concrete. I russi dovranno ponderare con attenzione i pro e i contro di non ricambiare in qualche modo. Se Mosca fa un passo avanti, la Cina potrebbe seguirla per non restare isolata, anche se questo non \u00e8 affatto scontato.<\/p>\n<p>Se anche la campagna di persuasione americana fosse coronata da successo e fosse imposto un embargo sulle esportazioni in Iran di raffinati, vigilarne sull\u2019attuazione sarebbe  estremamente dispendioso e complesso. Invece di cedere, l\u2019Iran potrebbe optare per una strategia di resistenza, accelerando  il programma nucleare. Pi\u00f9 l\u2019Iran si avviciner\u00e0 alla soglia, pi\u00f9 Israele si sentir\u00e0 minacciato. L\u2019ipotesi di un attacco militare \u2018punitivo\u2019 (lo stesso segretario alla difesa Usa, Gates, ha riconosciuto che al massimo si potrebbe rallentare, ma non bloccare, il programma nucleare iraniano) si rafforzerebbe. Parlare di un attacco militare \u00e8 per\u00f2 prematuro. Nonostante l\u2019opzione sia da sempre  \u2018sul tavolo\u2019 del presidente Usa, gli americani, e probabilmente anche gli israeliani, la considerano ancora perdente.<\/p>\n<p>Per rompere il circolo vizioso serviranno scelte coraggiose e concessioni importanti. E potrebbero non bastare se il regime iraniano giungesse a concepire lo scontro con l\u2019Occidente come funzionale alla sua sopravvivenza. La crisi iraniana sembra indirizzata verso una situazione<i> lose-lose<\/i>: tanti sconfitti e nessun vincitore.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Aliboni: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1228\" target= \"blank\"><b><u>Un ombrello nucleare Usa sul Golfo?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Redaelli: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1169\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Iran dall\u2019apatia all\u2019entusiasmo alla rabbia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p> N. Pedde: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1178\" target= \"blank\"><b><u>La crisi in Iran e le lenti distorte dell&#8217;Occidente<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Alcaro: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1167\" target= \"blank\"><b><u> L\u2019Iran, Obama e la lezione europea<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando nel 2003 si \u00e8 aperto il contenzioso sul programma nucleare iraniano, ampiamente ritenuto avere una segreta destinazione militare, i rapporti con il paese non sono mai stati cos\u00ec critici. 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