{"id":12660,"date":"2009-10-03T00:00:00","date_gmt":"2009-10-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-mano-tesa-degli-usa-e-la-riforma-del-sistema-militare-russo\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:43","slug":"la-mano-tesa-degli-usa-e-la-riforma-del-sistema-militare-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/10\/la-mano-tesa-degli-usa-e-la-riforma-del-sistema-militare-russo\/","title":{"rendered":"La mano tesa degli Usa e la riforma del sistema militare russo"},"content":{"rendered":"<p>La politica di dialogo con la Russia avviata dal presidente Obama e culminata nella decisione di abbandonare la costruzione dello scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca potrebbe avere significative ripercussioni sul sistema militare e dell\u2019industria della difesa russi. Il nuovo clima instauratosi tra Obama e Medvedev indica che la fase della contrapposizione \u00e8 definitivamente archiviata. Anche la rivalit\u00e0 tra Russia e Nato potrebbe attenuarsi, facilitando una gestione concertata dei problemi di sicurezza in Europa.<\/p>\n<p><b>Riforma vs. Dottrina<\/b><br \/>La tendenza a non considerare pi\u00f9 la controparte come la principale minaccia alla propria sicurezza nazionale pu\u00f2 avere effetti non irrilevanti sulle prospettive di riforma, modernizzazione e sviluppo del settore militare russo. Per oltre cinquant\u2019anni, infatti, i meccanismi bellici di Mosca sono stati gestiti e plasmati in funzione sostanzialmente anti-americana e anti-Nato; abbandonare, anche se gradualmente, tale approccio, implica una sostanziale ridefinizione delle priorit\u00e0 tattiche e strategiche del comparto militare russo.<\/p>\n<p>Alcune di queste trasformazioni sono gi\u00e0 in atto, e la principale tra esse \u00e8 la riforma delle forze armate che dovrebbe iniziare il prossimo dicembre sotto la spinta modernizzatrice del ministro della Difesa Anatoliy Serdyukov. La <i>ratio<\/i> della riforma poggia su alcuni assunti strategici fondamentali, tra cui la convinzione che la Nato non rappresenti pi\u00f9 la principale minaccia futura e che nei prossimi anni la Russia non si trover\u00e0 coinvolta nei grandi conflitti armati tipici del secolo scorso. L\u2019obiettivo della riforma \u00e8 la creazione di un forza armata in grado di rispondere alle esigenze belliche del post-guerra fredda, che richiedono capacit\u00e0 di sostenere sforzi militari di scala ridotta ma su pi\u00f9 fronti, probabilmente nell\u2019ambito di <i>counter-insurgency operations <\/i>ed in condizioni di <i>asymmetric warfare<\/i>.<\/p>\n<p>Attualmente gli obiettivi della riforma sono oggetto di contrasto tra l\u2019ala riformatrice capeggiata dal ministro Serdyukov (e spalleggiata, almeno ufficialmente, dal Presidente Medvedev) ed una fazione che raccoglie attorno alla figura dell&#8217;ex Capo di Stato Maggiore Yury Baluyevsky buona parte dell\u2019<i>establishment<\/i> militare russo. Gli alti gradi dell\u2019esercito, estremamente preoccupati dai sostanziali tagli alle forze armate (ed in particolare al corpo ufficiali) previsti dal piano di riforma, sostengono la posizione di Baluyevsky in seno al gruppo di lavoro del Consiglio di Sicurezza incaricato di elaborare la dottrina militare russa per il 21\u00b0 secolo.<\/p>\n<p>Facendo leva anche sull\u2019intransigenza americana a favore dello scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca, gli oppositori della riforma sono riusciti per lungo tempo a presentare la competizione con la Nato, l&#8217;impiego legittimo di forze nucleari come strumento strategico di dissuasione e la centralit\u00e0 della guerra su larga scala, come i cardini dell\u2019approccio militare russo. Tuttavia, la riapertura del dialogo tra Mosca e Washington (esemplificato dalla scelta di Obama di abbandonare lo scudo) potrebbe sconfessare radicalmente gli assunti di quanti stanno rielaborando la dottrina militare, liberando il processo di riforma da quegli ostacoli intestini che ancora ne minano la realizzazione.<\/p>\n<p><b>Verso il potenziamento dell\u2019<i>export-led<\/i><\/b><br \/>Se il clima di distensione bilaterale dovesse facilitare l\u2019attuazione della riforma, questa potrebbe avere rilevanti implicazioni sulla struttura dell\u2019intero mercato della difesa russo. Infatti, la drastica riduzione numerica delle forze armate prevista dal piano di Serdyukov (tagli per 400.000 unit\u00e0 ad un esercito che attualmente ne conta 1.400.000) comporter\u00e0 molto probabilmente una contrazione (quantomeno numerica) della domanda interna di forniture ed equipaggiamenti militari. Per far fronte a questa nuova situazione, il settore della difesa dovrebbe intraprendere un ampio processo di trasformazione atto a bilanciare la riduzione della commesse nazionali attraverso una strategia pi\u00f9 aggressiva in materia di esportazioni.<\/p>\n<p>Nei decenni passati Mosca si \u00e8 contraddistinta per l\u2019intensa attivit\u00e0 di esportazione nel settore degli armamenti. Tuttavia, in particolare durante la Guerra Fredda, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Unione Sovietica \u00e8 stata mossa principalmente da obiettivi politici (mantenimento, se non allargamento, della propria sfera d\u2019influenza) piuttosto che puramente economici e <i>market-oriented<\/i>. Oggi la Russia \u00e8 il secondo esportatore mondiale di armi, alle spalle degli Stati Uniti e ben distanziato da leader europei come Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia: sebbene i dati disponibili mostrino un sostanziale declino delle esportazioni dal 2004 al 2007, un trend di ripresa caratterizza il biennio 2008-09.<\/p>\n<p>Sviluppi recenti evidenziano una crescente intraprendenza di Mosca verso mercati storicamente legati alle esportazioni americane: il contratto in fase di definizione con l\u2019Arabia Saudita, storico partner di Washington in materia di armamenti, rappresenta al meglio la crescente propensione del Cremlino verso l\u2019esterno. Oltre al contratto da 2 miliardi di dollari con Riyhad, Mosca sta incrementando notevolmente le proprie esportazioni verso partner storici quali Siria, India e Venezuela. La trasformazione radicale delle forze armate non dovrebbe far altro che rafforzare tale tendenza.<\/p>\n<p><b>Alla ricerca del valore aggiunto<\/b><br \/>Per poter essere competitiva verso l\u2019esterno, ed in particolare per accrescere la propria presenza su mercati storicamente dominati da attori occidentali, l\u2019industria della difesa russa dovr\u00e0  compiere alcune scelte strategiche di ampio respiro. \u00c8 probabile  che vengano fatte importanti scelte di investimento verso settori specifici, aprendo il mercato russo alle importazioni. Cos\u00ec come previsto per le forze armate, anche l\u2019industria degli armamenti dovr\u00e0 affrontare un percorso di riforma che miri a raggiungere punte di eccellenza in alcuni settori, cercando di riorientare la  produzione industriale verso comparti di nicchia funzionali alle crescenti esigenze di esportazione, anche verso paesi ad alti livelli tecnologici come alcuni membri Nato.<\/p>\n<p>Alcune scelte strategiche sembrano andarsi delineando. Sebbene ad inizio settembre il primo Ministro Vladimir Putin abbia pubblicamente manifestato la propria insofferenza nei confronti di un settore aerospaziale in preoccupante difficolt\u00e0 economica e tecnologica (i ritardi nella messa appunto dei missili Bulava  rappresentano soltanto la punta di un iceberg), negli stessi giorni il governo russo ha incrementato la partecipazione statale al gruppo di aziende aeronautiche e aerospaziali <i>United Aircraft Group <\/i>per una valore di 200 milioni di dollari pagati in contanti. La priorit\u00e0 attribuita dal Cremlino al comparto aeronautico potrebbe aumentare le porosit\u00e0 del mercato russo in altri settori. A conferma di ci\u00f2, per la prima volta nella sua storia Mosca comprer\u00e0 equipaggiamenti militari da un paese membro della Nato, la Francia, con la quale il Cremlino ha sottoscritto un contratto da un miliardo di dollari per la fornitura della nave porta elicotteri classe Mistral. Al contempo, Mosca ha avviato negoziati con il governo olandese per l\u2019acquisizione di una serie di navi anfibie da trasporto per rimpiazzare alcune unit\u00e0 obsolete a disposizione della marina russa.<\/p>\n<p>Da queste recenti evoluzioni emerge che , in linea con le scelte assunte dal Ministro della Difesa Serdyukov, anche l\u2019industria della difesa debba orientare la propria attivit\u00e0 verso una specializzazione che permetta alla Russia di ritagliarsi un proprio spazio di eccellenza nel mercato globale, pur rimanendo funzionale alle principali necessit\u00e0 delle forze armate nazionali alle prese con le nuove esigenze belliche figlie delle sfide del 21\u00b0 secolo. Secondo tali tendenze, non sembra sbagliato aspettarsi una crescente interdipendenza tra i mercati della difesa dei paesi occidentali e quello russo. Interdipendenza che dovr\u00e0 tuttavia confrontarsi continuamente con la volont\u00e0 politica di collaborazione tra le parti e, soprattutto, con la capacit\u00e0 dell\u2019industria russa di intercettare le crescenti richieste provenienti dal mercato globale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>F. Dani: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1262\" target= \"blank\"><b><u> Perch\u00e9 gli Usa hanno rinunciato allo scudo antimissile in Polonia e Repubblica Ceca<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Bonzanni: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1265\" target= \"blank\"><b><u>Le sanzioni all\u2019Iran e il ruolo chiave della Russia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1209\" target= \"blank\"><b><u>Le ambizioni frustrate del riarmo russo<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica di dialogo con la Russia avviata dal presidente Obama e culminata nella decisione di abbandonare la costruzione dello scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca potrebbe avere significative ripercussioni sul sistema militare e dell\u2019industria della difesa russi. 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