{"id":12760,"date":"2009-10-15T00:00:00","date_gmt":"2009-10-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/e-davvero-il-momento-di-tony-blair\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:42","slug":"e-davvero-il-momento-di-tony-blair","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/10\/e-davvero-il-momento-di-tony-blair\/","title":{"rendered":"\u00c8 davvero il momento di Tony Blair?"},"content":{"rendered":"<p>\u201cTieni duro, Vaclav!\u201d: l\u2019incitamento al presidente della Repubblica ceca Vaclav Klaus, euroscettico convinto, potrebbe paradossalmente divenire il nuovo slogan degli euroentusiasti. Se Klaus dovesse infatti superare le sue esitazioni e firmare la ratifica del Trattato di Lisbona &#8211; consentendone cos\u00ec l\u2019entrata in vigore &#8211; all\u2019Unione europea verrebbe  a mancare ogni alibi: ci\u00f2 renderebbe drammaticamente palese la mancanza di volont\u00e0 di dare nuovo impulso al processo di integrazione. Se Klaus, invece, non firmasse, qualcuno afferma che la crisi che ne conseguirebbe potrebbe causare scossoni magari anche salutari per l&#8217;Ue, innescando \u2018scatti in avanti\u2019 dei paesi che storicamente hanno guidato il progetto europeo.<\/p>\n<p>Per il momento, comunque a Praga il \u2018fattore K\u2019 resiste. L\u2019Alta Corte ceca si riunir\u00e0 a Brno il 27 ottobre per avviare l\u2019esame del ricorso contro il Trattato di Lisbona presentato da 17 senatori.  Klaus si rifiuta di garantire la firma alla ratifica anche se i giudici dovessero respingere il ricorso. La stasi ceca sta gi\u00e0 avendo qualche riflesso sull\u2019Ue: il Vertice di fine ottobre, ad esempio, non potr\u00e0 sciogliere i nodi delle nomine dei membri della nuova Commissione europea, del presidente stabile del Consiglio europeo e del Signor \u2018politica estera\u2019, tutte dipendenti dall\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona.<\/p>\n<p><b>Lo spettro dei conservatori inglesi<\/b><br \/>Dopo il s\u00ec nel referendum irlandese del 2 ottobre e la firma del presidente polacco Lech Kaczynsky, il presidente ceco resta l\u2019unico dei 27 leader Ue a non avere perfezionato, nonostante il voto favorevole del parlamento nazionale, la procedura di ratifica. Se non lo facesse entro maggio 2010, i conservatori inglesi, probabili vincitori delle elezioni politiche della prossima primavera, gi\u00e0 promettono  di sottoporre il varo del Trattato ad un ennesimo, e probabilmente esiziale, referendum nazionale. <\/p>\n<p>Lo scenario pi\u00f9 verosimile \u00e8 tuttavia che Klaus giunga alla firma entro l\u2019autunno, facendo entrare in vigore il Trattato di Lisbona senza, tuttavia, che i cittadini europei percepiscano veri cambiamenti, fatta eccezione per le nuove nomine, che potrebbero essere discusse in un Vertice straordinario convocato dalla presidenza di turno svedese. Del resto, basta ripercorrere le principali novit\u00e0 previste dal Trattato di Lisbona per capire che esse non avranno, nell\u2019immediato, un forte impatto sulla vita quotidiana degli europei. Il nuovo testo ha l\u2019obiettivo, tra l\u2019altro, di adattare il funzionamento della vecchia Ue &#8211;  nata a 12 e pensata al massimo a 15 &#8211; a un\u2019Unione che ha ormai 27 membri, destinati a loro volta ad aumentare. Firmando la ratifica, il presidente polacco Kaczynski, ha detto, ad esempio, che l\u2019Ue deve restare aperta ad ulteriori allargamenti, fino alla Georgia.<\/p>\n<p>I leader pi\u00f9 restii alla ratifica sottolineano, a ogni occasione, che il nuovo Trattato costituisce \u201cun passo in avanti\u201d, ma che \u201cl\u2019Ue resta un\u2019Unione di Stati nazionali\u201d sovrani e gelosi della propria sovranit\u00e0. Parole che cozzano un po\u2019 con quelle d\u2019augurio e speranza del messaggio inviato al collega polacco dal presidente italiano Giorgio Napoletano, secondo cui l\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona \u201cpotr\u00e0 assicurare lo sviluppo dell\u2019Unione e una maggiore solidariet\u00e0 tra gli Stati e i Popoli d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p><b>Un\u2019Unione pi\u00f9 forte<\/b><br \/>Ricordiamo, dunque, le novit\u00e0: <br \/>&#8211; il Parlamento europeo rafforza il suo ruolo e potr\u00e0 dire la sua, tramite il processo di codecisione con il Consiglio dei Ministri dell\u2019Ue, su nuove importanti materie, come giustizia, immigrazione, trattati internazionali; <br \/>&#8211; in ben 45 settori, il sistema di voto esclude il potere di veto, ovvero non impone che le decisioni vengano assunte all\u2019unanimit\u00e0, mentre lo mantiene in aree chiave come fiscalit\u00e0 e difesa. Il Trattato introduce inoltre, progressivamente fino al 2017, un meccanismo di voto a doppia maggioranza: ponderata dei Paesi e assoluta della popolazione. Per la prima volta, i Parlamenti nazionali compaiono nella mappa istituzionale dell\u2019Unione europea, con una funzione di verifica del principio di sussidiariet\u00e0 (se sia cio\u00e8 meglio trattare una materia a livello europeo o nazionale); <br \/>&#8211; il potere d\u2019iniziativa legislativa non sar\u00e0 pi\u00f9 esclusivo appannaggio della Commissione europea, perch\u00e9 i cittadini potranno lanciare un\u2019iniziativa legislativa se saranno in grado di raggiungere un milione di firme raccolte in diversi paesi; <br \/>&#8211; cambiano i criteri di composizione della Commissione e del Parlamento europeo; <br \/>l\u2019Ue acquisisce una personalit\u00e0 giuridica e viene introdotta una \u201cclausola d\u2019uscita\u201d dall\u2019Unione.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 pi\u00f9 attese e simbolicamente pi\u00f9 rilevanti sono quelle del presidente stabile del Consiglio europeo e del \u201cnuovo\u201d Alto rappresentante per la politica estera. Il primo presieder\u00e0 le riunioni dei capi di Stato o di governo dei 27 e  avr\u00e0 un mandato di due anni e mezzo rinnovabili, superando cos\u00ec, la mancanza di continuit\u00e0 determinata dalla rotazione semestrale delle presidenze. Il secondo \u00e8 una sorta di \u2018ministro degli esteri\u2019, che sar\u00e0 anche vice-presidente della Commissione e riunir\u00e0 finalmente in una sola figura i poteri del commissario alle relazioni esterne e quelli dell\u2019Alto rappresentante per la politica estera e di difesa gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>Come era inevitabile, a Bruxelles e nelle capitali si \u00e8 gi\u00e0 scatenato il \u2018toto-nomine\u2019, con la candidatura forte, per la presidenza dell\u2019Ue di Tony Blair, laburista britannico, eurotiepido , e molto vicino al presidente Usa George Bush nel cruciale passaggio della  guerra in Iraq. Sarebbe davvero singolare se l\u2019Unione non riuscisse a darsi un \u2018testimonial\u2019 pi\u00f9 rappresentativo di quello di un politico mai distintosi per europeismo, ormai marginale in patria &#8211; specie in caso di vittoria dei conservatori &#8211; e interprete di un atlantismo che sa pi\u00f9 d\u2019acquiescenza agli Stati Uniti che di paritario confronto fra alleati.<\/p>\n<p>L\u2019insoddisfazione per questa Europa \u201cibrida, ermafrodita, istituzionale e inter-governativa\u201d &#8211; la definizione \u00e8 di Giuliano Amato, ospite tempo fa di un Colloquio Spinelli &#8211; non deve tuttavia fare passare in secondo piano elementi positivi: che l\u2019Unione non si sarebbe fatta tutta in una volta sola lo aveva gi\u00e0 previsto il ministro degli esteri francese Robert Schuman nella lettera del 9 maggio 1950, da cui prese avvio il processo d\u2019integrazione; e il percorso compiuto fino ad oggi \u00e8 comunque stato, a parit\u00e0 di tempo decorso, maggiore di quello compiuto dagli Stati Uniti d\u2019America nei loro primi sessant\u2019anni di vita.  Per non fermarsi proprio ora, tuttavia, \u00e8 necessario scegliere leader non di facciata e che siano all\u2019altezza della sfida. Che rimane, comunque, tutta in salita ed estremamente ambiziosa. <\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Tosato: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1268\" target= \"blank\"><b><u>Se la Corte tedesca chiede pi\u00f9 democrazia in Europa<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1267\" target= \"blank\"><b><u> Il Trattato di Lisbona a un uomo dalla meta<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>M. Bothe: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1225\" target= \"blank\"><b><u> Integrazione europea e patriottismo parlamentare <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTieni duro, Vaclav!\u201d: l\u2019incitamento al presidente della Repubblica ceca Vaclav Klaus, euroscettico convinto, potrebbe paradossalmente divenire il nuovo slogan degli euroentusiasti. 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