{"id":12900,"date":"2009-10-30T00:00:00","date_gmt":"2009-10-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/luscita-di-scena-di-blair-e-lipotesi-dalema\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:40","slug":"luscita-di-scena-di-blair-e-lipotesi-dalema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/10\/luscita-di-scena-di-blair-e-lipotesi-dalema\/","title":{"rendered":"L\u2019uscita di scena di Blair e l\u2019ipotesi D\u2019Alema"},"content":{"rendered":"<p>I leader dei 27 danno otto giorni agli sherpa delle tre principali famiglie politiche europee (popolari, socialisti e liberali) per individuare le candidature a primo presidente permanente del Consiglio europeo e ad Alto rappresentante per la politica estera, due figure previste dal Trattato di Lisbona. Ma prima dell\u2019avvio della selezione, il Partito socialista europeo (Pse) d\u00e0 il benservito a Tony Blair, ex premier britannico, laburista, finora ritenuto il battistrada nella corsa alla guida del Vertice. <\/p>\n<p>Riuniti a Bruxelles il 29 e 30 ottobre, i leader dei 27 \u2013 per l\u2019Italia, assente per scarlattina il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, c\u2019\u00e8 il ministro degli esteri Franco Frattini &#8211; prendono tempo per le nomine, ma spianano la strada all\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona, venendo incontro alle richieste della Repubblica Ceca.<\/p>\n<p>Il Consiglio europeo trova, inoltre, un compromesso pi\u00f9 procedurale che sostanziale sul pacchetto di interventi per il clima, in vista del negoziato di Copenaghen sul \u2018dopo protocollo di Kyoto\u2019, e d\u00e0 indicazioni su come  affrontare l\u2019emergenza immigrazione.<\/p>\n<p><b>Nomine e deroghe<\/b><br \/>A sbloccare formalmente le consultazioni sulle nomine \u00e8 la concessione a Praga della deroga per l\u2019applicazione della Carta dei diritti fondamentali. Cos\u00ec, la via \u00e8 libera per l\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona: il presidente francese Nicolas Sarkozy spera sia cosa fatta entro il primo dicembre.<\/p>\n<p>A completare le ratifiche manca solo la firma del presidente ceco Vaclav Klaus: l\u2019Alta Corte di Praga si pronuncer\u00e0 il 3 novembre sul ricorso presentato da 17 senatori e avallato da Klaus. Ma il presidente s\u2019\u00e8 gi\u00e0 detto soddisfatto dell\u2019intesa di Bruxelles, con cui la Repubblica Ceca ottiene deroghe analoghe a quelle concesse, nel 2007, a Gran Bretagna e Polonia.<\/p>\n<p>E cos\u00ec l\u2019attenzione si sposta sul valzer dei nomi per i due nuovi posti Ue, il presidente permanente e il cosiddetto \u2018Mr. Pesc\u2019. Gli sherpa, cio\u00e8 i presidenti del Ppe Wilfried Martens (belga), del Pse Poul Nyrup Rasmussen (danese), coadiuvato dal premier spagnolo Jos\u00e8 Luis Zapatero, e dal liberale Olli Rehn (finlandese) devono definire in otto giorni una \u2018short list\u2019 da portare a un Vertice straordinario che potrebbe tenersi \u2013 \u00e8 un\u2019ipotesi &#8211; il 12 novembre.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: il Pse dichiara di puntare a \u2018Mr. Pesc\u2019 e silura, quindi, la candidatura di Blair a primo presidente permanente Ue  &#8211; secondo un sondaggio per il Daily Telegraph, del resto, non lo appoggiava neppure un britannico su tre. Salgono, invece, le quotazioni dell\u2019attuale ministro degli esteri britannico, il laburista David Milliband per il posto di capo della diplomazia europea e vicepresidente della Commissione (ma lui si schernisce, \u201cnon sono candidato\u201d).<\/p>\n<p>\u00c8 una sconfitta per Blair, che paga l\u2019essere un esponente del Paese pi\u00f9 euroscettico tra i Grandi dell\u2019Unione, l\u2019adesione quasi acritica e incondizionata alla guerra all\u2019Iraq del presidente Usa George W. Bush e anche l\u2019insoddisfacente performance come inviato speciale dell\u2019Ue per il Medio Oriente. Ma \u00e8 una sconfitta anche per l\u2019attuale premier britannico, Gordon Brown, rimasto solo a sostenere il suo predecessore e tagliato fuori dalle consultazioni della vigilia: cruciale quella, a Parigi, tra Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel.<\/p>\n<p>Ma l\u2019esclusione di Blair indebolisce anche il suo diretto rivale, il premier lussemburghese Claude Juncker. Cos\u00ec, i giochi paiono apertissimi: fra le alternative emerse, l\u2019ex cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel, l\u2019ex premier finlandese Paavo Lipponen o l\u2019ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, noto mediatore internazionale e Nobel per la Pace nel 2008. Continuano a circolare pure i nomi di Felipe Gonzalez, ex capo del governo spagnolo, e di Peter Balkenende, premier olandese. E il borsino dei candidati registra anche quotazioni per l\u2019ex premier irlandese Bertie Ahern, per il premier svedese Fredrik Reinfeldt e per l\u2019ex premier belga Guy Verhofstadt, quello, fra tutti i citati, che all\u2019Europa crede di pi\u00f9.<\/p>\n<p>I giochi per il presidente del Consiglio Europeo si intrecciano con quelli per &#8216;Mr Pesc&#8217;: se il socialisti puntano al \u2018ministro degli esteri\u2019 europeo, non potranno avere il presidente; e i due ruoli dovranno andare a personalit\u00e0 di nazionalit\u00e0 diverse. Con Milliband, c\u2019\u00e8 in corsa il ministro degli esteri svedese Carl Bildt, ma anche lo sherpa Rehn, commissario Ue all\u2019allargamento, l\u2019ex commissario Chris Patten, britannico, e gli ex ministri degli esteri francese Michel Barnier e austriaco Ursula Plassnik.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non avrebbe finora avanzato proprie candidature, ma Frattini, rispondendo a domande sull\u2019ipotesi di Massimo D\u2019Alema \u201cAlto rappresentante per la Pesc\u201d, risponde: \u201cnon voglio partecipare al totonomine, ma l\u2019Italia giocher\u00e0 la sua partita istituzionale e valuter\u00e0 tutti i nomi che saranno presentati.\u201d D\u2019Alema viene definito \u201cun eccellente candidato tra altri eccellenti candidati\u201d dal capogruppo dei Socialisti e Democratici al PE, Martin Schultz. Mentre la Spagna si attende che sia l\u2019Italia, eventualmente, a candidarlo. <\/p>\n<p> <b>La dubbia coesione sul clima<\/b><br \/>La Ue si presenter\u00e0 alla trattativa di Copenaghen pronta a versare la propria parte del pacchetto di aiuti ai Paesi pi\u00f9 poveri da 100 miliardi di dollari l\u2019anno per il periodo dal 2013 al 2020. L\u2019entit\u00e0 della quota europea sar\u00e0, per\u00f2, precisata solo dopo che altri partner internazionali, in particolare gli Stati Uniti, avranno a loro volta assunto impegni comparabili.<\/p>\n<p>Anche per gli aiuti del cosiddetto \u2018fast treck\u2019, cio\u00e8 del periodo 2010-2013, c\u2019\u00e8 un compromesso: il contributo europeo previsto, dai cinque ai sette miliardi di euro l\u2019anno, sar\u00e0 in parte dato sulla base di un meccanismo volontario; e un gruppo di lavoro ad hoc presenter\u00e0 proposte di riparto dello sforzo fra i 27, in modo da tenere conto delle richieste dei Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est, i \u2018poveri\u2019 fra i \u2018ricchi\u2019 dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Il Vertice di Bruxelles non ha quindi portato a decisioni dettagliate, ma ha evitato \u2018rotture\u2019. Il presidente della Commissione europea Jos\u00e8 Manuel Barroso e il presidente di turno svedese Reinfeldt si sentono di affermare che i 27 si presentano a Copenaghen \u201cpi\u00f9 forti\u201d.Al di l\u00e0 del persistere di differenze con la Polonia e i Paesi dell\u2019Est che si riconoscono nella posizione di Varsavia \u2013 otto in tutto -, non sarebbe stato effettivamente prudente, per i 27, mettere sul tavolo con tanto anticipo cifre che altri Paesi potrebbero considerare una base di partenza per giocare al rialzo.<\/p>\n<p>Il Vertice europeo del 10 e 11 dicembre, che chiuder\u00e0 di fatto il semestre di presidenza svedese del Consiglio dell\u2019Ue, \u00e8 il pi\u00f9 adatto, per la sua data, a definire nei dettagli la posizione da presentare nel forcing finale del negoziato climatico. La linea emersa \u00e8 che \u201cognuno deve fare la sua parte\u201d \u2013 parole di Frattini &#8211; e che, quindi, l\u2019Ue non deve uscire allo scoperto per prima.<\/p>\n<p>Il calendario di avvicinamento alla trattativa di Copenaghen prevede, la prossima settimana, dal 2 al 7 novembre, negoziati a Barcellona in sede Onu; poi, un intreccio di trattative bilaterali e regionali, fra cui una possibile riunione straordinaria del Consiglio Ambiente Ue verso la fine di novembre; infine, dal 7 al 18 dicembre, la vera e propria Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite nella capitale danese.<\/p>\n<p>A Bruxelles si \u00e8 anche parlato di immigrazione nel Mediterraneo: l\u2019Ue vuole rafforzare Frontex, l\u2019agenzia di pattugliamento delle coste, fissando, fra l\u2019altro, regole di ingaggio chiare per le operazioni in mare congiunte e il noleggio regolare dei voli di rimpatrio dei clandestini; intensificare il dialogo con la Libia e mostrare \u201csolidariet\u00e0 tangibile ed efficace\u201d ai paesi \u201cche subiscono particolare pressione\u201d (fra questi, l\u2019Italia). L\u2019Agenzia europea per l\u2019asilo, proposta dall\u2019Italia, vedr\u00e0 la luce \u201centro il 2009\u201d.<\/p>\n<p>Vedi Anche:<\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Europa della Quadriga <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1276\" target= \"blank\"><b><u>\u00c8 davvero il momento di Tony Blair?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I leader dei 27 danno otto giorni agli sherpa delle tre principali famiglie politiche europee (popolari, socialisti e liberali) per individuare le candidature a primo presidente permanente del Consiglio europeo e ad Alto rappresentante per la politica estera, due figure previste dal Trattato di Lisbona. 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