{"id":12950,"date":"2009-11-03T00:00:00","date_gmt":"2009-11-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-nellasse-tra-mosca-e-pechino\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:39","slug":"litalia-nellasse-tra-mosca-e-pechino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/litalia-nellasse-tra-mosca-e-pechino\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia nell\u2019asse tra Mosca e Pechino"},"content":{"rendered":"<p>A  due decenni dalla caduta del Muro di Berlino, le speranze di assistere ad un\u2019evoluzione del quadro politico russo in senso occidentale vanno affievolendosi, ad onta della liberalizzazione promossa da  Gorbaciov nella seconda met\u00e0 degli anni ottanta. Al contrario, si assiste da qualche tempo ad un intensificarsi dei contatti tra la Russia e la Cina. La leadership moscovita guarda con interesse alla capacit\u00e0 del vicino asiatico di esercitare un ferreo controllo sulla societ\u00e0 civile, mantenendo tassi impressionanti di crescita economica.<\/p>\n<p><b>Asimmetrie strutturali <\/b><br \/>L\u2019ingresso nei grandi circuiti del commercio  internazionale \u00e8 avvenuto in maniera divergente nei due Paesi: caotico e segnato da disfunzioni nel gigante slavo, incisivo e produttivo nel sistema cinese, che, seppur formalmente legato all\u2019ideologia comunista, \u00e8 riuscito ad inserirsi efficacemente nei processi di globalizzazione. Questo spiega perch\u00e9 da qualche tempo si assiste ad un avvicinamento progressivo tra Mosca e Pechino, dettato non solo dalla comune esigenza di contrastare la superpotenza americana, ma anche dal desiderio del Cremlino di emulare il mix di autoritarismo ed efficienza economica realizzato dalla Cina. I livelli di corruzione, decisamente pi\u00f9 alti in Russia che in Cina, hanno recentemente indotto alcune societ\u00e0 occidentali a spostare la propria presenza dal paese ex sovietico a quello cinese Dal punto di vista  infrastrutturale (strade, aeroporti, centrali elettriche) il ritardo di Mosca nei confronti della Cina risulta infatti vistoso, per non parlare del degrado demografico e sociale, che rischia di minare irreversibilmente ogni prospettiva di crescita russa.<\/p>\n<p>La diversa reazione dei due paesi alla crisi finanziaria ha ulteriormente evidenziato questo divario: si prevede che nel 2009 l\u2019economia russa  subir\u00e0 una contrazione di circa l\u20198%, mentre quella cinese dovrebbe crescere di oltre il 7%. Il comparto manifatturiero, duramente colpito dalla crisi in Russia, ha mostrato invece grande vitalit\u00e0 in Cina.<\/p>\n<p><b>Il problema democratico<\/b><br \/>Le elezioni regionali recentemente svoltesi in Russia hanno confermato le tendenze autoritarie del partito dominante, Russia Unita. Alcuni esponenti liberali (non rappresentati all\u2019interno della Duma) paventano il ritorno a  un regime a partito unico. La crescente commistione tra il partito del Presidente Putin (Russia Unita) e la struttura di governo confermano queste preoccupazioni. Ci\u00f2 nonostante,  in Russia la dialettica politica rimane pi\u00f9 vivace che in Cina, dove le libert\u00e0 di espressione sono ridotte al minimo. <\/p>\n<p> Queste non trascurabili zone d\u2019ombra sul rispetto dei principi democratici e dei diritti umani non impediscono a paesi europei di consolidata tradizione democratica, quali l\u2019Olanda e la Germania, di coltivare crescenti  relazioni economiche con Mosca. Per il cancelliere tedesco Angela Merkel i processi di stabilit\u00e0 in Europa devono essere portati avanti <i>con <\/i>la Russia, e non <i>senza <\/i>di essa, e la nuova  alleanza di governo tra Cdu, Csu e Fdp non sembra orientata a cambiare questa impostazione. Per Berlino la partnership economica con la Russia ha un carattere \u201dstrategico\u201d, ed obbedisce non solo alle esigenze del mondo imprenditoriale (interessato a coltivare un mercato di esportazione estremamente ricettivo), ma anche ad una pi\u00f9 ampia strategia politica seguita dai due paesi.<\/p>\n<p><b>Le opportunit\u00e0 dell\u2019Italia<\/b><br \/>La recente missione del Presidente del Consiglio italiano in Russia va collocata in questo contesto. Mentre il processo di integrazione europea segna il passo, lasciando il posto ad una mera collaborazione intergovernativa tra i ventisette paesi membri, lo spazio europeo sembra caratterizzato da una competizione crescente tra i principali attori, sempre meno ossequiosi della prassi comunitaria. Le recenti decisioni in tema di politiche economiche di Francia e Germania ne sono una testimonianza.<\/p>\n<p>In questo quadro la volont\u00e0 italiana di consolidare i legami economici con la Russia appare giustificata dalle  indiscusse complementariet\u00e0 strutturali con quel paese, dall\u2019importanza di quel mercato e dai \u201critorni\u201d che ne derivano per l\u2019industria nazionale. Sarebbe auspicabile, tuttavia, che tali orientamenti fossero il risultato di una maggiore condivisione nella compagine di  governo. L\u2019azione del governo italiano ha indiscutibili vantaggi, anche alla luce della crescente volont\u00e0 del Cremlino di avvalersi degli apporti tecnologici dell\u2019Italia. Si tratta per\u00f2 di capire come l\u2019articolata interazione tra l\u2019Europa e la Russia potr\u00e0 svilupparsi sotto il profilo economico e politico, mentre si assiste a un avvicinamento tra Mosca e Pechino. Il perseguimento di comuni obiettivi strategici, dovr\u00e0 infatti inevitabilmente fare i conti con le profonde differenze esistenti tra l\u2019Europa, la Russia e la Cina.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1278\" target= \"blank\"><b><u>L&#8217;ascesa del Bric e gli assetti militari globali <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A due decenni dalla caduta del Muro di Berlino, le speranze di assistere ad un\u2019evoluzione del quadro politico russo in senso occidentale vanno affievolendosi, ad onta della liberalizzazione promossa da Gorbaciov nella seconda met\u00e0 degli anni ottanta. Al contrario, si assiste da qualche tempo ad un intensificarsi dei contatti tra la Russia e la Cina. 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