{"id":13040,"date":"2009-11-10T00:00:00","date_gmt":"2009-11-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-la-turchia-si-allontana-dallue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:32","slug":"se-la-turchia-si-allontana-dallue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/se-la-turchia-si-allontana-dallue\/","title":{"rendered":"Se la Turchia si allontana dall\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il recente rapporto della Commissione europea sullo stato di avanzamento del processo di adesione all\u2019Unione europea ha confermato la condizione di limbo nella quale versa la candidatura della Turchia. Il rapporto ha dato luce verde per Croazia ed Islanda, (che probabilmente accederanno gi\u00e0 nel 2012), ha approvato l\u2019avvio dei negoziati con la Macedonia (per molti Stati Fyrom), ha dato segnali di  apertura  a tutti i Paesi dei Balcani, a partire dalla Serbia. Ma la Turchia sembra rimanere sospesa.<\/p>\n<p><b>Il nodo del rispetto dei diritti umani<\/b><br \/>Secondo la Commissione, il cammino di riforme intrapreso da Ankara va nella giusta direzione, ma procede a rilento su troppi <i>volet<\/i>, soprattutto nei capitoli relativi al rispetto dei diritti umani e della protezione delle minoranze e alla normalizzazione dei rapporti con la Repubblica di Cipro. Il governo turco ha sottolineato le divergenze che emergono tra il rapporto della Commissione, che contiene luci e ombre, e la rigidit\u00e0 che persiste in alcune capitali europee contro l\u2019accesso della Turchia. Oltre al ritardo su alcuni capitoli di riforma,  altre motivazioni sembrano infatti inficiare l\u2019avvicinamento tra l\u2019Europa e la Turchia.<\/p>\n<p><i>La motivazione religiosa<\/i>. La Turchia viene avvertita da una parte della classe politica e dell\u2019opinione pubblica europea come l\u2019\u201deccezione musulmana\u201d in un\u2019Europa cristiana. Ma se si intende considerare l\u2019Unione europea una \u201ccasa comune\u201d laica, allora \u00e8 opportuno ricordare che la Turchia rimane uno dei pochi paesi a maggioranza musulmana dove la separazione tra Stato e religione esiste davvero. Il partito islamico-moderato di governo, Giustizia e Sviluppo (Akp), ha finora rispettato il principio della laicit\u00e0 cos\u00ec come imposto dalla Carta costituzionale (articolo 2) ed ha avviato una (seppur timida) politica del dialogo con le minoranze religiose, come sottolineato dalla stessa Commissione nel rapporto.<\/p>\n<p><i>La motivazione geografica<\/i>. La Turchia non \u00e8 Europa, tuonano i detrattori dell\u2019ingresso di Ankara nell\u2019Ue. Ma a questa tesi si oppone l\u2019evidenza dettata dalla collocazione geografica della Repubblica di Cipro, divenuta membro dell\u2019Ue nel 2004. Cipro si trova nel Mar Mediterraneo orientale, al largo delle coste della Turchia, della Siria e del Libano. Evidentemente, non \u00e8 la geografia la determinante dell\u2019impasse turca.<\/p>\n<p><i>La motivazione economica<\/i>. La Turchia \u00e8 davvero un paese vittima del sottosviluppo, povero e abitato da milioni di cittadini pronti ad invadere l\u2019Europa? Anzitutto, la Repubblica turca \u00e8 la diciassettesima economia del mondo e la settima a livello europeo, con un mercato interno in forte espansione e un prodotto interno lordo che dal 2005 al 2008 \u00e8 cresciuto, in termini reali, del 5,1%. In secondo luogo, il rapporto della Commissione definisce la Turchia \u201cuna economia di mercato funzionante [\u2026] in grado di far fronte alla pressione competitiva e alle forze di mercato presenti all\u2019interno dell\u2019Unione nel medio periodo\u201d (<i>Communication from the Commission to the Council and the European Parliament &#8220;Enlargement Strategy and Main Challenges 2009-2010, Conclusions on Turkey<\/i>). <br \/>In terzo luogo, \u00e8 significativo notare che, nel 2007, il livello medio del reddito pro-capite annuale attribuito ad un cittadino turco superava di gran lunga il reddito annuale percepito mediamente dagli abitanti di Romania e Bulgaria, paesi entrati nell\u2019Unione europea proprio nel 2007. Infine, il timore dell\u2019invasione di milioni di lavoratori turchi nei mercati dei paesi membri, in grado di rubare il lavoro a cittadini dei paesi di destinazione, ricalca la paura dell\u2019\u201didraulico polacco\u201d paventata allorch\u00e9 la Polonia si apprestava ad entrare nell\u2019Unione nel 2004. Un timore che si \u00e8 rivelato in larga parte infondato. Anche in caso di adesione della Turchia gli Stati membri, infatti, potrebbero decidere di porre una riserva (clausola di opt-out) riguardante la libera circolazione di cittadini e lavoratori turchi, regolandone di fatto l\u2019ingresso nel territorio nazionale.<\/p>\n<p><i>La motivazione politica<\/i>. Diversi analisti politici concordano sul fatto che il peso demografico della Turchia andr\u00e0 a sminuire l\u2019importanza delle potenze europee in seno alle istituzioni comunitarie, in particolar modo all\u2019interno del Consiglio dell\u2019Unione europea. Per le decisioni prese dal Consiglio nelle materie in cui non \u00e8 richiesta l\u2019unanimit\u00e0, contano i singoli voti di ciascun paese membro, ripartiti in base alla popolazione nazionale. La Turchia, con una popolazione attuale superiore ai 75 milioni di abitanti, potr\u00e0 certamente far sentire la sua voce a Bruxelles. Ankara avrebbe diritto verosimilmente allo stesso numero di voti concesso a Germania, Francia, Italia e Regno Unito e diventerebbe cos\u00ec un <i>par in parem <\/i>tra i grandi attori europei. Se si ragiona in termini di interesse nazionale, appare questa la motivazione pi\u00f9 credibile per un no alla Turchia in Europa. Tuttavia, solo Parigi e Berlino praticano una ferma opposizione, mentre Londra e Roma sono importanti sostenitori della candidatura turca. <br \/>In realt\u00e0 non \u00e8 ancora chiaro quale sar\u00e0 l\u2019orientamento del nuovo governo tedesco: nonostante il tendenziale favore dei liberali della Fdp all\u2019ingresso della Turchia, i primi segnali successivi all\u2019insediamento del governo non sembrano favorevoli a questa ipotesi.<\/p>\n<p>Il rischio precipuo del non considerare con la dovuta attenzione il processo di adesione della Turchia,  rimandando all\u2019infinito una possibile data utile, risiede nella disaffezione turca verso il progetto europeo e nel suo conseguente allontanamento dal campo occidentale; tendenza peraltro gia in atto, come osservato recentemente anche da Phil Stephens sul <i>Financial Times <\/i>e da Soner Cagaptay su <i>Foreign Affairs<\/i>. <\/p>\n<p>In un\u2019intervista al <i>Guardian<\/i>, il primo ministro turco Erdogan arriva ad affermare che Francia e Germania \u201channo pregiudizi verso la Turchia\u201d mentre il Ministro degli Esteri Davutoglu, in un\u2019intervista concessa ad <i>Al Jazeera<\/i>, chiede a Bruxelles un impegno maggiore nel promuovere la pace nell\u2019Isola di Cipro. \u00c8 molto importante  per l\u2019Unione europea riportare il dossier turco al vertice della sua agenda. Il limbo in cui si trova ora la Turchia non potr\u00e0 durare ancora per molto; al duraturo desiderio di Europa del popolo turco, manifesto sin dagli anni sessanta, si sta infatti gradualmente sostituendo un pericoloso risentimento, che nel medio periodo potrebbe accrescersi, diventando deleterio sia per la Turchia che per l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>D. Cugliandro: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1013\" target= \"blank\"><b><u> Una nuova strategia di comunicazione per la Turchia <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>A. Bonzanni: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1235\" target= \"blank\"><b><u>La corsa al gas e la strategia tous azimuts della Turchia <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente rapporto della Commissione europea sullo stato di avanzamento del processo di adesione all\u2019Unione europea ha confermato la condizione di limbo nella quale versa la candidatura della Turchia. 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