{"id":13090,"date":"2009-11-15T00:00:00","date_gmt":"2009-11-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/difesa-e-sicurezza-dopo-lisbona\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:31","slug":"difesa-e-sicurezza-dopo-lisbona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/difesa-e-sicurezza-dopo-lisbona\/","title":{"rendered":"Difesa e sicurezza dopo Lisbona"},"content":{"rendered":"<p>Il Trattato di Lisbona incider\u00e0 significativamente sugli assetti istituzionali e le procedure dell\u2019Unione europea nel settore delle relazioni esterne e della politica di sicurezza e difesa. Una serie di nuove disposizioni contenute nel trattato costituiscono in particolare una buona base per accrescere la solidariet\u00e0 e coesione fra gli Stati membri contro le nuove minacce, rafforzare la cooperazione militare e creare nuove sinergie tra sicurezza interna ed esterna. Potr\u00e0 riceverne nuovo impulso anche il progetto di creare un mercato della difesa e della sicurezza pi\u00f9 integrato.<\/p>\n<p><b>Verso una crescente proiezione esterna?<\/b><br \/>Bench\u00e9 il trattato attribuisca all\u2019Ue personalit\u00e0 giuridica, eliminando formalmente la vecchia struttura a pilastri, la politica estera e di sicurezza comune continuer\u00e0 ad essere gestita attraverso il metodo intergovernativo: sar\u00e0 soggetta a norme e procedure specifiche, e definita e attuata all\u2019unanimit\u00e0, tranne eccezioni marginali, dal Consiglio europeo e dal Consiglio dei ministri. A livello istituzionale il Trattato prevede una proliferazione di attori incaricati di gestire a vari livelli le relazioni esterne dell\u2019Unione, rischiando di creare spericolate sovrapposizioni di ruoli e funzioni.<\/p>\n<p>A livello sostanziale il nuovo trattato innanzitutto rafforza, perfeziona o chiarisce precedenti disposizioni. All\u2019Agenzia europea per la difesa viene data una base giuridica ben pi\u00f9 solida della semplice \u201cazione comune\u201d attraverso cui \u00e8 stata istituita; compiti e funzionamento rimarranno tuttavia invariati. Il trattato consolida anche la vocazione militare dell\u2019Unione, estendendo le possibilit\u00e0 di intervento all\u2019estero dei contingenti europei previste dalle cosiddette missioni di Petersberg, che verranno integrate con azioni congiunte in materia di disarmo, consulenza e assistenza in materia militare e prevenzione dei conflitti.<\/p>\n<p>Vengono inoltre introdotte due clausole, di mutua assistenza e di solidariet\u00e0 tra gli Stati membri nel caso in cui uno di loro sia, rispettivamente, oggetto di un\u2019aggressione armata sul suo territorio, o vittima di un attacco terroristico o di un disastro naturale. Infine il trattato prevede per la prima volta la possibilit\u00e0 di attivare cooperazioni rafforzate in settori con rilevanza militare o per la difesa.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 pi\u00f9 interessante introdotta dal nuovo testo \u00e8 tuttavia la Cooperazione strutturata permanente, che fornisce una solida base giuridica a quei paesi che ritengano opportuno migliorare le proprie capacit\u00e0 militari e intensificare il grado di integrazione in vista di future operazioni militari in ambito Ue. Il Protocollo n\u00b0 10 sulla Cooperazione strutturata contiene disposizioni, in particolare quelle sui livelli di investimenti per gli equipaggiamenti della difesa, sull\u2019armonizzazione dei requisiti militari e sui programmi comuni per lo sviluppo di equipaggiamenti europei che potrebbero avere rilevanti ripercussioni per il mercato della difesa.<\/p>\n<p> <b>Strumenti pi\u00f9 forti per la sicurezza interna<\/b><br \/>Nell\u2019ambito della sicurezza interna, il Trattato di Lisbona sembra spostare in modo rilevante gli equilibri istituzionali disegnati a suo tempo dal Trattato di Maastricht, introducendo (sebbene con rilevanti eccezioni) la procedura legislativa ordinaria per lo spazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia.<\/p>\n<p>In materia di giustizia il trattato introduce alcune interessanti novit\u00e0, a partire dal rafforzamento di Eurojust: la struttura, il funzionamento, la sfera d&#8217;azione ed i compiti dell\u2019agenzia potranno essere determinati attraverso procedura ordinaria. A partire dalla stessa Eurojust potrebbe inoltre essere creata, attraverso procedura speciale o cooperazione rafforzata, una Procura europea: inizialmente il nuovo organo avrebbe la competenza di individuare, perseguire e rinviare a giudizio solo gli autori di reati che ledono gli interessi finanziari dell&#8217;Unione. Tuttavia il testo prevede la possibilit\u00e0 di estendere le attribuzioni della Procura europea anche alla lotta contro altre forme gravi di criminalit\u00e0 che abbiano una dimensione transnazionale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la cooperazione di polizia il trattato prevede il rafforzamento di Europol (che diventer\u00e0 agenzia dell\u2019Unione europea a partire dal 2010), alla quale il nuovo testo affida specifici compiti di raccolta, archiviazione, trattamento, analisi e scambio delle informazioni, nonch\u00e9 di coordinamento, organizzazione e svolgimento di indagini e di azioni operative, da condurre congiuntamente con le autorit\u00e0 competenti degli Stati membri o nel quadro di squadre investigative comuni collegate ad Eurojust.<\/p>\n<p>Viene inoltre prevista la creazione, all\u2019interno del Consiglio, di un Comitato permanente per la sicurezza interna con il compito di promuovere e rafforzare la cooperazione operativa dell\u2019Unione nel settore. Il Comitato potrebbe diventare l\u2019<i>alter ego <\/i>del Comitato politico e di sicurezza (Cops) in materia di sicurezza interna, accentrando su di s\u00e9 notevoli poteri di indirizzo e controllo politico. Infine, il Trattato contiene disposizioni specifiche sul terrorismo, che permettono a Consiglio e Parlamento europeo di definire, attraverso procedura legislativa ordinaria, una serie di disposizioni e misure economiche e finanziarie per contrastare l\u2019emergere di attivit\u00e0 di stampo terroristico.<\/p>\n<p><b>L\u2019impatto sui mercati della sicurezza e della difesa<\/b><br \/>Il trattato non avr\u00e0 conseguenze dirette e immediate sull\u2019evoluzione dei mercati della sicurezza e della difesa, e ancor meno sull\u2019eventuale convergenza dei due comparti in un unico grande settore. Tuttavia le nuove disposizioni forniscono una base pi\u00f9 solida per l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Unione in materia, accrescendo il ruolo delle istituzioni europee nella gestione comune della sicurezza, sia interna che esterna.<\/p>\n<p>Se adeguatamente sostenute dalla volont\u00e0 politica degli Stati membri, le normative introdotte dal trattato possono effettivamente influenzare lo sviluppo dei mercati di sicurezza e difesa, incidendo in particolare sul lato della domanda. L\u2019estensione dei compiti in seno alla Pesd, l\u2019espansione della cooperazione operativa in materia di polizia, il rafforzamento istituzionale dell\u2019Eda nell\u2019identificazione di obiettivi e metodi comuni per i piani di riarmo e per il <i>procurement<\/i>, e soprattutto gli ambiziosi obiettivi in materia di requisiti militari ed equipaggiamenti contenuti nel Protocollo sulla Cooperazione strutturata permanente potrebbero fornire una buona base per lo sviluppo di un mercato della difesa e della sicurezza sempre pi\u00f9 integrato e coeso.<\/p>\n<p><b>Potenziale convergenza tra difesa e sicurezza interna<\/b><br \/>Si avranno anche una maggiore convergenza e integrazione fra sicurezza interna ed esterna? Il trattato non fornisce chiare indicazioni in materia, lasciando la situazione in seno all\u2019Unione sostanzialmente inalterata. Vi sono tuttavia una serie di aree nelle quali una potenziale sinergia, se non compenetrazione,  sembra poter emergere. La prima \u00e8 la lotta contro il terrorismo, disciplinata parallelamente nelle disposizioni sulla Pesc e da quelle sullo spazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia. La seconda, implicitamente contenuta nella clausola di solidariet\u00e0, contempla il ricorso allo strumento militare (tipico della sicurezza esterna) sul territorio di Stati membri in risposta a minacce di chiara natura interna quali attacchi terroristici, calamit\u00e0 naturali o disastri provocati dall&#8217;attivit\u00e0 umana. La terza \u00e8 rappresentata dalla crescente connotazione \u201cdi sicurezza\u201d che caratterizza i compiti delle forze europee in ambito Pesd, come evidentemente dimostrato dall\u2019estensione delle missioni di Petersberg introdotta dal nuovo testo.<\/p>\n<p>Il Trattato di Lisbona apre quindi nuove prospettive per un rafforzato ruolo esterno dell\u2019Unione e per  una maggiore sinergia tra i vari strumenti della sicurezza e della difesa. Spetter\u00e0 per\u00f2 ai singoli Stati membri e alle nuove figure istituzionali create dal trattato cogliere appieno queste potenzialit\u00e0, traducendole in iniziative e politiche concrete.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u> L\u2019Europa della Quadriga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>M. Nones:<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1231\" target= \"blank\"><b><u> Un passo avanti verso l\u2019integrazione del mercato europeo della difesa<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Avery:<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1198\" target= \"blank\"><b><u> Il trattato di Lisbona e la nuova diplomazia europea<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Trattato di Lisbona incider\u00e0 significativamente sugli assetti istituzionali e le procedure dell\u2019Unione europea nel settore delle relazioni esterne e della politica di sicurezza e difesa. 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