{"id":13150,"date":"2009-11-18T00:00:00","date_gmt":"2009-11-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cameron-e-leuropa-il-rischio-di-un-premier-tentenna\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:29","slug":"cameron-e-leuropa-il-rischio-di-un-premier-tentenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/cameron-e-leuropa-il-rischio-di-un-premier-tentenna\/","title":{"rendered":"Cameron e l\u2019Europa: il rischio di un premier tentenna"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni giorni fa David Cameron ha annunciato la nuova linea politica dei conservatori britannici sul Trattato di Lisbona e, pi\u00f9 in generale, sull\u2019Unione europea. \u00c8 una linea decisamente ambigua, il frutto forse di un preciso calcolo politico. Ma potrebbe anche essere la conseguenza inevitabile dell\u2019incoerenza dell\u2019attuale approccio filosofico dei conservatori nei confronti dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Il ripensamento sul referendum<\/b><br \/>La politica di Cameron presenta alcuni evidenti aspetti positivi: ha rinunciato all\u2019idea di indire un referendum sull\u2019ormai ratificato Trattato di Lisbona, o su altri temi europei durante il primo periodo del suo mandato. Si tratta senza dubbio di una svolta promettente. Oggi Cameron  propone solo una limitata rinegoziazione dei rapporti tra il Regno Unito e l\u2019Ue, che dovrebbe essere portata a temine nell\u2019arco temporale del suo mandato, non pi\u00f9 nei primi mesi o anni.<\/p>\n<p>Che Cameron abbia evitato di precipitare ulteriormente il suo partito nel pericoloso pantano dell\u2019anti-europeismo irrazionale d\u00e0 un fondato motivo di speranza. Il leader conservatore si \u00e8 concesso un biennio di relativa tranquillit\u00e0 sulle questioni comunitarie. Gli ottimisti pi\u00f9 fiduciosi potrebbero perfino ritenere che quando, verso la fine del governo conservatore che probabilmente uscir\u00e0 dalle urne nel maggio 2010, Cameron sar\u00e0 costretto a riconsiderare le sue politiche nei confronti dell\u2019Ue, l\u2019esperienza di governo maturata fino a quel momento attraverso, in particolare, il lavoro nelle strutture di cooperazione dell\u2019Ue, ammorbidir\u00e0 le asprezze di un rinnovato dibattito sull\u2019Europa in seno al partito conservatore.<\/p>\n<p><b>Una rischiosa retorica antieuropea<\/b><br \/>Se ci sono fondate ragioni per nutrire un cauto ottimismo sulla politica europea dei conservatori nel breve termine, il discorso di Cameron contiene almeno altrettanti elementi che destano seria preoccupazione nel pi\u00f9 lungo termine. \u00c8 evidente a chiunque lo abbia ascoltato che il dirigente conservatore nutre una radicata avversione e sfiducia nei confronti dell\u2019Ue. Significativamente Cameron non ha mai parlato di \u201ccondivisione della sovranit\u00e0\u201d in seno all\u2019Unione; ha sempre parlato di \u201ccessione\u201d o di \u201ctrasferimento\u201d della sovranit\u00e0 a \u201dBruxelles\u201d. Sarebbe un errore sottovalutare l\u2019impatto di tale retorica presso l\u2019opinione pubblica britannica mentre si prepara l\u2019ascesa al potere di Cameron e colleghi.<\/p>\n<p>Ad un certo punto del suo mandato Cameron potrebbe avvertire le conseguenze dell\u2019atteggiamento antieuropeo del suo governo. Verr\u00e0 il momento in cui dovr\u00e0 rendere conto dei successi o  insuccessi, sia a livello interno che europeo, delle \u201cmisure di accompagnamento\u201d che ha annunciato per rendere pi\u00f9 digeribile al suo partito la scelta di non indire un referendum sul Trattato di Lisbona. Di sicuro non gli sar\u00e0 facile tracciare un bilancio convincente dei risultati di tali misure.<\/p>\n<p><b>Le velleit\u00e0 di un nuovo negoziato con l\u2019Ue<\/b><br \/>Forti perplessit\u00e0 suscita in particolare  il \u201c<i>British Soveregnty Bill<\/i>\u201d, la proposta di legge sulla sovranit\u00e0 britannica, con cui Cameron spera di rendere la posizione della Gran Bretagna nell\u2019Ue legalmente equivalente a quella della Germania dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca. Non \u00e8 affatto chiaro come si possano fare dei paralleli tra il sistema tedesco, con la sua costituzione scritta e il ruolo consolidato della Corte Costituzionale, e quello britannico, caratterizzato da norme costituzionali molto meno formali.<\/p>\n<p>Il progetto di legge sulla sovranit\u00e0 britannica rischia in realt\u00e0 di ridursi a una semplice riaffermazione della situazione attuale, che consente alla Gran Bretagna di sottrarsi alla supremazia delle leggi comunitarie uscendo dall\u2019Ue in qualsiasi momento lo desideri; oppure a una vera e propria violazione degli obblighi della Gran Bretagna nei confronti dell\u2019Ue con il pretesto della supremazia della legge britannica sulla legge comunitaria nel caso in cui esse entrino in conflitto. Entrambi questi risultati potrebbero, in pari misura, mettere in seria difficolt\u00e0 Cameron.<\/p>\n<p>Il leader conservatore propone anche di sottoporre a referendum i futuri trattati europei, ma, quando si tratter\u00e0 di passare concretamente alla redazione del relativo progetto di legge (<i>Referendum Bill<\/i>), incontrer\u00e0 molti pi\u00f9 ostacoli giuridici e politici di quanto pensi. Non gli sar\u00e0 facile, in particolare, decidere se includervi o meno i futuri trattati di adesione.<\/p>\n<p>Anche se Cameron riuscisse a destreggiarsi tra i pericoli che insidiano il suo programma legislativo sulle materie europee, i rapporti con gli altri 26 governi dell\u2019Unione porranno una serie di problemi. Bench\u00e9 si proponga di rinegoziare con l\u2019Ue solo un numero ristretto di questioni, essenzialmente limitate alla politica sociale, alla Carta dei diritti fondamentali e alla giustizia penale, \u00e8 altamente improbabile che ottenga  risultati sostanziali.<\/p>\n<p>Il presidente ceco Vaclav Klaus ha usato l\u2019arma del ricatto per costringere i suoi colleghi del Consiglio Europeo a fare un\u2019ultima concessione sull\u2019applicazione del Trattato di Lisbona al suo paese. Ma ora che il Trattato di Lisbona \u00e8 stato finalmente &#8211; e con tanta fatica &#8211; ratificato, la stragrande maggioranza dei paesi membri sar\u00e0 ben poco disposto a rinegoziarne le disposizioni; vorr\u00e0 invece che vengano applicate. La regola dell\u2019unanimit\u00e0, che ha reso cos\u00ec lunghi i negoziati sul Trattato Costituzionale e sul Trattato di Lisbona, pone un ostacolo formidabile a un nuovo negoziato, per quanto limitato, come quello che chiede Cameron.<\/p>\n<p><b>Un nodo da sciogliere<\/b><br \/>Cameron ha esplicitamente ipotizzato che, qualora non dovesse riuscire a rinegoziare le relazioni con l\u2019Ue, il manifesto dei conservatori per le elezioni del 2014 o del 2015 potrebbe includere la promessa di un referendum sull\u2019Unione. Se lo storico capo di governo della Repubblica popolare cinese Chou-en-Lai esitava ad esprimere un giudizio sulla Rivoluzione francese a 150 anni di distanza dagli eventi, s\u2019impone una non minore prudenza nel predire ci\u00f2 che potr\u00e0 accadere a Cameron e ai conservatori nel 2014 o 2015. Se il discorso di Cameron ha chiarito ci\u00f2 che bisogna aspettarsi nel breve periodo, non si pu\u00f2 certo prevedere con altrettanta sicurezza quale posizione assumer\u00e0 il Regno Unito all\u2019interno dell\u2019Ue nel pi\u00f9 lungo periodo.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento britannico nei confronti dell\u2019Ue rimarr\u00e0 oscillante finch\u00e9 i conservatori non decideranno se abbandonare il loro radicale antieuropeismo o, al contrario, portarlo fino alle logiche conclusioni. Cameron \u00e8 palesemente restio a compiere tale scelta. Tuttavia gli eventi &#8211; e le promesse che sta facendo &#8211; potrebbero obbligarlo a scegliere, se non nell\u2019immediato futuro, di sicuro prima di quanto vorrebbe.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p> Vedi anche:<\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?id=1316\" target= \"blank\"><b><u> David Cameron: A Europe policy that people can believe in<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>W. Wallace: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=908\" target= \"blank\"><b><u>Il paradosso britannico<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>B. Donnelly: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=903\" target= \"blank\"><b><u>Se Dublino piange Londra non ride<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni giorni fa David Cameron ha annunciato la nuova linea politica dei conservatori britannici sul Trattato di Lisbona e, pi\u00f9 in generale, sull\u2019Unione europea. \u00c8 una linea decisamente ambigua, il frutto forse di un preciso calcolo politico. Ma potrebbe anche essere la conseguenza inevitabile dell\u2019incoerenza dell\u2019attuale approccio filosofico dei conservatori nei confronti dell\u2019Ue. 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