{"id":13170,"date":"2009-11-18T00:00:00","date_gmt":"2009-11-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-menu-a-la-carte-della-cena-sulle-nomine-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:30","slug":"il-menu-a-la-carte-della-cena-sulle-nomine-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/il-menu-a-la-carte-della-cena-sulle-nomine-ue\/","title":{"rendered":"Il menu \u00e0 la carte della cena sulle nomine Ue"},"content":{"rendered":"<p>Una cena fra i leader dei 27 per decidere i nuovi assetti dell&#8217;Unione europea dopo l&#8217;entrata in vigore, il 1\u00b0 dicembre, del Trattato di Lisbona: si tratta di scegliere il primo presidente stabile del Consiglio europeo, che avr\u00e0 un mandato di due anni e mezzo rinnovabile, e il responsabile della politica estera e di sicurezza comune, alias \u2018Mr. Pesc\u2019, o \u2018ministro degli esteri europeo\u2019, che sar\u00e0 pure vice-presidente dell\u2019esecutivo Ue e commissario alle relazioni esterne.<\/p>\n<p><b>Favoriti e outsider<\/b><br \/>Per i favoriti della vigilia, la cena di Bruxelles potrebbe anche rivelarsi una &#8216;cena delle beffe&#8217;, perch\u00e9 le decisioni non sono affatto scontate e sorprese sono possibili, anzi probabili. L\u2019accordo pare ancora lontano, al punto che s\u2019ipotizzano \u2018tempi supplementari\u2019 nel difficile negoziato, con un breakfast domani mattina o, addirittura, un bis del consulto il 1.o dicembre.<\/p>\n<p>Da giorni, dopo il Vertice europeo di fine ottobre, che non raggiunse un\u2019intesa, e dopo la conclusione del processo di ratifica del Trattato, il 3 novembre, il premier belga Herman Van Rompuy e l&#8217;ex presidente del Consiglio italiano e ministro degli esteri Massimo D&#8217;Alema fanno sui media la corsa in testa: una volata lunga, che li espone a un sorpasso in extremis da parte di chi ha finora corso coperto. C&#8217;\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di rimonta da parte di cavalli che parevano fuori corsa, come l&#8217;ex premier britannico Tony Blair, per cui il suo successore Gordon Brown continua a fare campagna e che piace ad alcuni dei Grandi dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>E chi non ha propri candidati cerca scambi, come la Germania che, secondo il Financial Times, vorrebbe la prossima presidenza della Banca centrale europea, posto per cui viene pure citato il governatore di BankItalia Mario Draghi.<\/p>\n<p>Contano prestigio, nazionalit\u00e0, appartenenza politica; e pesa pure il &#8216;fattore rosa&#8217;, in un&#8217;Unione ai cui vertici ci sono poche donne (al momento, non ve ne sono affatto). Ecco allora fra le altre la candidatura dell\u2019ex presidente lettone Vaira Vike-Freiberga, che, in un&#8217;intervista a <i>Le Figaro<\/i>, si dice &#8220;pronta alla presidenza&#8221;: brava Vaira a farsi avanti, ma che l&#8217;Ue scelga, come primo presidente stabile del Consiglio europeo, una baltica pi\u00f9 &#8216;americana&#8217; che europea per formazione e mentalit\u00e0 suonerebbe davvero sberleffo.<\/p>\n<p>La mediazione della presidenza di turno svedese del Consiglio europeo \u00e8 stata condizionata dagli impegni internazionali degli ultimi giorni: ci sono state a Berlino \u2018consultazioni al Muro\u2019, a margine delle celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro; c\u2019\u00e8 stato il vertice della Fao a Roma, che i leader dei 27 hanno snobbato, quasi all&#8217;unisono &#8211; un bel segnale che l&#8217;Europa (non) c&#8217;\u00e8 dove te l\u2019aspetti, sui fronti dello sviluppo e della solidariet\u00e0; adesso, c\u2019\u00e8 il vertice con la Russia &#8211; crisi, scambi, lotta contro la pirateria nel Golfo di Aden, elicotteristi russi in missioni europee in Africa.<\/p>\n<p><b>Il rebus D\u2019Alema<\/b><br \/>Frastagliata e sfrangiata, la trattativa lascia spazio alle lobby, politiche, nazionali, d\u2019ogni genere. Proprio sul nome di D\u2019Alema, l\u2019intreccio delle prese di posizione \u00e8 stato pi\u00f9 forte. Si va dal pieno appoggio del gruppo socialista al Parlamento europeo alle riserve del Ppe e di alcuni Paesi dell\u2019Europa ex comunista su \u201ccandidati associati a dei regimi oppressivi di destra o di sinistra o che abbiano partecipato a movimenti non democratici o che si siano macchiati di corruzione\u201d, dove si legge un riferimento al passato comunista. C\u2019\u00e8 l\u2019attestato di stima dell\u2019attuale \u2018Mr. Pesc\u2019 Javier Solana e ci sono le critiche al vetriolo del <i>Financial Times<\/i>: \u201cbaffo di ferro \u2013 scrive Tony Barber &#8211; ha familiarit\u00e0 con l\u2019arte oscura dell\u2019intrigo politico italiano\u201d, oltre a essere portatore di posizioni anti-americane e anti-israeliane. Si passa dall\u2019appoggio di Farefuturo, la Fondazione del presidente della Camera Gianfranco Fini, all\u2019acidit\u00e0 del vice ministro leghista Roberto Castelli, che trova la candidatura &#8220;sconcertante&#8221;.<\/p>\n<p>A conti fatti, i rappresentanti della presidenza svedese dell\u2019Ue, il premier Fredrik Reinfeldt e il ministro degli esteri Carl Bildt, arrivano alla cena di Bruxelles senza menu fisso. Bildt conta una decina di candidati, avverte che non \u00e8 neppure certo quello che appariva sicuro a fine ottobre, cio\u00e8 che il presidente stabile sia espresso dalla famiglia politica del Partito popolare europeo e il &#8216;ministro degli esteri&#8217; dalla famiglia socialista, cui il Pd \u00e8 apparentato. Per entrambi i ruoli, circolano nomi di Paesi e famiglie politiche diversi, compresi conservatori, liberali, indipendenti.<\/p>\n<p><b>Candidati a go-go<\/b><br \/>Van Rompuy, con il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, e D&#8217;Alema, insieme con l\u2019enigmatica figura del ministro degli esteri britannico David Miliband, sono i nomi che tornano con maggiore frequenza nei pronostici, o nelle cronache delle trattative.<\/p>\n<p>Ma i nomi di cui si discute sono di pi\u00f9. Un documento che circola nelle cancellerie, e cui l\u2019Ansa faceva riferimento il 17 novembre, ne cita almeno 14 con un sostegno politico o istituzionale, senza contarne altri \u2018poco probabili\u2019, ma non da escludere: otto gli \u2018aspiranti presidente\u2019 e sei gli \u2018aspiranti ministro degli esteri\u2019.<\/p>\n<p>Fra i primi, con Van Rompuy, Juncker, Blair e la Freiberga, il premier olandese Jan Balkenende, il premier francese Francois Fillon, l\u2019ex cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel, l\u2019ex presidente finlandese Tarja Halonen. Fra i secondi, oltre a d\u2019Alema e Miliband, ecco lo stesso Bildt, i commissari europei all\u2019allargamento Oli Rehn e al commercio estero Catherine Ashton, baronessa, l\u2019ex ministro degli esteri austriaco Ursula Plassnik.<\/p>\n<p>Nelle ultime ore, \u00e8 spuntato e ha preso quota il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, contro cui sta il fatto di essere spagnolo (si tratta di succedere allo spagnolo Javier Solana) e iberico (il presidente dell\u2019Esecutivo Barroso \u00e8 portoghese), ma che i bookmakers di Londra danno 5\/1, mentre D\u2019Alema \u00e8 2\/1 e Milliband 10\/1. Alle scommesse, va forte pure l\u2019ex ministro degli esteri romeno Adrian Severin, 6\/1.<\/p>\n<p>Si accettano puntate anche su altri italiani: come presidente stabile, Romano Prodi \u00e8 35\/1 e Giuliano Amato 66\/1; come \u2018ministro degli esteri\u2019 Franco Frattini \u00e8 12\/1 e ancora Amato, che sarebbe un\u2019eccellente soluzione e che ottiene una citazione del <i>Financial Times<\/i>, 14\/1.<\/p>\n<p>Se andiamo a vedere gli outsider, ci troviamo, fra i \u2018presidenti\u2019, accanto a Reinfeldt, l\u2019ex presidente finlandese e Nobel per la Pace Martti Ahtisaari e l\u2019ex premier finlandese Paavo Lipponen, l\u2019ex capo del governo spagnolo Felipe Gonzales, l\u2019ex presidente irlandese Mary Robinson, e l\u2019ex premier irlandese Bertie Aherns, il presidente estone Toomas Hendrik, l\u2019ex cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer.<\/p>\n<p><b>Il rischio di una scelta di basso profilo<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 di che giustificare i timori italiani, espressi sia dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sia dal ministro degli esteri Franco Frattini, che \u201csi vada verso una scelta di persone non conosciute e senza esperienza\u201d: un duo di \u2018frilli\u2019 non farebbe ombra a nessuno, ma non contribuirebbe al prestigio e alla credibilit\u00e0 dell\u2019Unione del Trattato di Lisbona (e, inoltre, sarebbe una campana a morto per la candidatura D\u2019Alema).<\/p>\n<p>In un\u2019ottica europea, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che, dalla cena di Bruxelles, esca un consenso alto e unanime. Ma un voto a maggioranza non \u00e8 escluso. Bildt avverte che c\u2019\u00e8 il rischio di mancare \u201cun\u2019occasione storica\u201d. E, sul Messaggero di domenica 15, l\u2019ex presidente del Consiglio italiano ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi scriveva che le nomine devono dare all\u2019Unione la spinta per riaprire il \u201claboratorio\u201d dell\u2019integrazione, che ora pare \u201cun museo\u201d, e per rilanciare l\u2019Europa ed evitare \u201cil rischio che diventi irrilevante nel futuro della politica e dell\u2019economia mondiale\u201d. Ci vogliono persone \u201cautorevoli e fornite di reale spirito comunitario, per riprendere il cammino dell\u2019integrazione che da qualche anno segna il passo\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>F. Eichberg:  <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1308\" target= \"blank\"><b><u> Un atto di coraggio per la guida dell\u2019Ue<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Europa della Quadriga <u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cena fra i leader dei 27 per decidere i nuovi assetti dell&#8217;Unione europea dopo l&#8217;entrata in vigore, il 1\u00b0 dicembre, del Trattato di Lisbona: si tratta di scegliere il primo presidente stabile del Consiglio europeo, che avr\u00e0 un mandato di due anni e mezzo rinnovabile, e il responsabile della politica estera e di sicurezza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13170"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66974,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13170\/revisions\/66974"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}