{"id":13180,"date":"2009-11-20T00:00:00","date_gmt":"2009-11-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-poeta-mediatore-e-la-baronessa-laburista\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:28","slug":"il-poeta-mediatore-e-la-baronessa-laburista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/il-poeta-mediatore-e-la-baronessa-laburista\/","title":{"rendered":"Il poeta mediatore e la baronessa laburista"},"content":{"rendered":"<p>Saranno famosi. E, magari, saranno pure bravissimi. Ma, per il momento, sono solo due carneadi, neppure troppo illustri, messi dai leader dei 27 sugli scranni simbolo dell\u2019Unione europea con l\u2019entrata in vigore, il 1\u00b0 dicembre, del Trattato di Lisbona. Il Vertice delle nomine, una cena a Bruxelles fra capi di Stato o di governo dei paesi dell\u2019Ue, \u00e8 stato pi\u00f9 facile del previsto, perch\u00e9 l\u2019asse franco-tedesco ha ancora una volta funzionato: tutto s\u2019\u00e8 risolto in fretta, con una conferma e una sorpresa.<\/p>\n<p>La conferma \u00e8 la designazione del premier belga <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/Rompuy-Ashton.asp\" target= \"blank\"><b><u> Herman Van Rompuy<\/u><\/b><\/a> a presidente stabile del Consiglio europeo, con un mandato di due anni e mezzo rinnovabile. La sorpresa \u00e8 la scelta di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/Rompuy-Ashton.asp#Ashton\" target= \"blank\"><b><u>Catherine Ashton<\/u><\/b><\/a>, lady Ashton, a responsabile della politica estera e di sicurezza comune, alias \u2018Mr. Pesc\u2019, o \u2018ministro degli esteri europeo\u2019: la Ashton sar\u00e0 pure vice-presidente dell\u2019Esecutivo Ue e commissario alle relazioni esterne.<\/p>\n<p><b>Rischio mercantilismo<\/b><br \/>Van Rompuy, un politico poeta, era da giorni il favorito. La Ashton era un outsider: la corsa in testa, per quel ruolo, l\u2019aveva fatta Massimo D\u2019Alema, ex presidente del Consiglio italiano ed ex ministro degli esteri, un curriculum e un\u2019esperienza di grande spessore. A bocciare D\u2019Alema non \u00e8 stato il Vertice, ma gli otto  capi di governo membri  del Partito socialista europeo, cui il Pd \u00e8 apparentato.<\/p>\n<p>A favore della Ashton, hanno giocato il fatto di essere inglese (il premier britannico Gordon Brown aveva gi\u00e0 incassato l\u2019eliminazione  del suo predecessore Tony Blair dalla presidenza stabile del Consiglio europeo) e di essere donna; ma determinante \u00e8 stato il fatto di non avere un alto profilo politico: inglese, laburista e baronessa (!), Catherine Ashton, finora commissaria Ue al commercio estero, \u00e8 espressione della dimensione mercantile dell\u2019Europa \u2018in salsa britannica\u2019.<\/p>\n<p>Daniel Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo, uno che non usa mezze parole, dice che \u201cl\u2019Europa ha toccato il fondo\u201d, con la nomina dello \u201cscialbo\u201d Van Rompuy e dell\u2019 \u201cinsignificante\u201d Ashton. La frase \u00e8 trita: serve ad annunciare l\u2019alba di un rilancio imminente quando la notte \u00e8 pi\u00f9 buia &#8211; un auspicio senza certezze.<\/p>\n<p>Le scelte di ieri rendono pi\u00f9 attuale la costruzione di quella \u201cEuropa potenza\u201d che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ieri preconizzato da Ankara. \u201cEuropa potenza\u201d \u00e8 un\u2019espressione coniata da Val\u00e8ry Giscard d\u2019Estaing, ex presidente francese e presidente di quella Convenzione europea che doveva redigere un progetto di Costituzione europea: vuole definire una parte dell\u2019Unione \u201csempre pi\u00f9 fortemente integrata con compiti realisticamente delimitati\u201d che ha finora trovato una sua realizzazione nell\u2019Eurogruppo, cio\u00e8 nei Paesi che hanno l\u2019euro.<\/p>\n<p>Per Napolitano, l\u2019Ue di Lisbona \u201cnon pu\u00f2 rimanere sospesa al conseguimento dell\u2019unanimit\u00e0, n\u00e9 pu\u00f2 rinunciare alle nuove possibilit\u00e0 che il Trattato offre per andare avanti alla velocit\u00e0 e sui contenuti che una parte importante dei suoi Stati membri \u00e8 pronta a definire\u201d. Insomma, dove tutti insieme non si arriva, pu\u00f2 arrivare con le cosiddette \u2018cooperazioni rafforzate\u2019 un\u2019avanguardia di coraggiosi.<\/p>\n<p>Intendiamoci, nel valutare le scelte dei leader scaturite dal Vertice di Bruxelles i nomi contano (e sui nomi, infatti, s\u2019era negoziato per settimane senza trovare un\u2019intesa), ma i ruoli contano di pi\u00f9. Nell\u2019Unione del nuovo Trattato, nata al minimo comune denominatore, senza utopie e con ambizioni limitate, le figure del presidente stabile e del \u2018ministro degli esteri europeo\u2019 sono il massimo del simbolismo consentito.<\/p>\n<p><b>Il fragile equilibrio<\/b><br \/>Il presidente stabile attenua la frammentariet\u00e0 del processo decisionale Ue, dando ai negoziati nel Consiglio europeo quella continuit\u00e0 che la rotazione semestrale della presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell\u2019Ue rende impossibile. Dovr\u00e0 essere, parola di Jacques Delors, \u201cpresidente e mediatore\u201d.<\/p>\n<p>Certo, la figura del presidente stabile si sovrappone, e non si sostituisce, a quella dei presidenti a rotazione: i suoi compiti sono interni al clan dei leader, di mediazione, coordinamento, gestione, oltre che esterni, di rappresentanza e di simbolo dell\u2019Unione. E qualche frizione nel triangolo tra presidente stabile, presidente a rotazione e presidente della Commissione europea \u00e8 prevedibile, quando si tratter\u00e0 di sedere per l\u2019Ue in un Vertice multilaterale o di incontrare un Grande della Terra.<\/p>\n<p>Il responsabile della politica estera e di sicurezza comune \u00e8 invece destinato a essere percepito come \u2018ministro degli esteri europeo\u2019 e sar\u00e0 subito chiamato a svolgere davvero il ruolo, ben di pi\u00f9 di quanto non potesse fin qui fare l\u2019ottimo Javier Solana, che \u00e8 stato un \u2018alto rappresentante\u2019 competente, efficace, attivo.<\/p>\n<p>Anche qui, certo, \u00e8 facile prevedere frizioni fra \u2018Mr. Pesc\u2019 e i ministri degli esteri dei singoli Stati Ue, ma ci sono funzioni e posti che competono a \u2018Mr. Pesc senz\u2019ombra di equivoco. Inoltre, il nuovo responsabile far\u00e0 parte della Commissione e non sar\u00e0 estraneo ad essa, come Solana, e sar\u00e0 pure dotato di una vera e propria diplomazia europea, per quanto embrionale.<\/p>\n<p>L\u2019essenziale, ora, \u00e8 che Van Rompuy e Lady Ashton entrino in carica e dimostrino, esercitando i loro poteri, e magari superando le diffidenze, di essere le persone giuste al posto giusto. Per il ruolo di presidente stabile, una personalit\u00e0 concreta e rispettata, ma pi\u00f9 incline a risolvere i problemi che a coltivare la propria immagine, \u00e8 sulla carta meglio di una figura brillante ma poco disponibile alla mediazione sotto traccia. Per il ruolo di \u2018ministro degli esteri europeo\u2019, invece, ci sarebbe voluto, sempre sulla carta, un politico d\u2019esperienza ma ancora dinamico, capace di essere il volto affidabile, convincente e accattivante dell\u2019Unione nei confronti internazionali e l\u00e0 dove il crinale fra pace e conflitto \u00e8 pi\u00f9 stretto.<\/p>\n<p><b>Europa minima<\/b><br \/>La scelta della Ashton, una figura senza esperienza diplomatica, per di pi\u00f9 esponente di un partito che, fra pochi mesi, non conter\u00e0 nulla in patria, d\u00e0 la sensazione che abbia prevalso fra i leader la tentazione di continuare a portare avanti un\u2019Europa al minimo comune denominatore, capace, magari, di allargarsi ed annacquarsi ancora, ma non di approfondire i legami e rafforzare le politiche.<\/p>\n<p>Ovviamente, le dichiarazioni a fine Vertice sono state di segno opposto: il presidente di turno svedese Fredrik Reinfeldt esalta il \u201cmomento storico\u201d, pensando forse pi\u00f9 all\u2019entrata in vigore del Trattato che alle nomine; il presidente della Commissione Jos\u00e8 Manuel Barroso si preoccupa di completare ora l\u2019Esecutivo; e il cancelliere tedesco Angela Merkel parla di \u201cnuova era\u201d. Invece, il presidente francese Nicolas Sarkozy, che, dopo il fallo di mano mondiale, non pu\u00f2 vantare lo scippo europeo, sposta lo sguardo sul prossimo ostacolo: al Vertice sul clima di Copenaghen, l\u2019Europa vuole \u2013 dice &#8211; \u201caccordi vincolanti e cifre precise\u201d. Un impegno a costo zero, tanto a Copenaghen ci penseranno Usa e Cina, il G2 dei Grandi Inquinatori, a vanificare la buona volont\u00e0 della Vecchia Europa.<\/p>\n<p> .<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Europa della Quadriga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>C. Merlini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1296\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019asse franco-tedesco, la cabina di regia dell\u2019Ue e il ruolo dell\u2019Italia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saranno famosi. 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