{"id":13200,"date":"2009-11-21T00:00:00","date_gmt":"2009-11-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/trionfo-di-barroso\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:28","slug":"trionfo-di-barroso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/trionfo-di-barroso\/","title":{"rendered":"Trionfo di Barroso?"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una stringente logica istituzionale dietro le scelte fatte a Bruxelles nella notte del 19 novembre, che i commenti sui nomi e le letture, tutte politiche, tendono ad oscurare. Ieri il Consiglio europeo era chiamato a completare un puzzle la cui cornice era stata definita, prima dell&#8217;estate, con la nomina di Jos\u00e9 Barroso alla testa della Commissione europea. Quel che ieri \u00e8 successo \u00e8 stato che gli altri pezzi si sono adattati alla cornice, proponendoci in fondo un quadro coerente, anche se, a detta di gran parte degli osservatori, di piccole dimensioni: un piccolo quadro fiammingo.<\/p>\n<p>Avrebbe avuto infatti senso porre alla testa del Consiglio europeo, in un ruolo che il Trattato circonda di cautele, quello che \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 autorevoli e carismatici leader europei degli ultimi 20 anni? Non avrebbe questa scelta finito per oscurare il Presidente della Commissione, ponendo le basi per una riduzione del suo ruolo, come definito nei Trattati? Sarebbe stato coerente e non piuttosto fonte di tensioni porre a fianco, ma pur sempre come vice di Barroso, un autorevole uomo politico europeo <i> plus ag\u00e9 <\/i>ex primo Ministro, ex Ministro degli esteri di un grande Paese?<\/p>\n<p>I pezzi sono stati invece messi tutti in modo da non porre in questione la statura, la figura e il ruolo del Presidente della Commissione, che emerge con nettezza come il pi\u00f9 autorevole e riconoscibile volto della rinnovata Unione europea.<\/p>\n<p><b>L\u2019occasione persa del Parlamento europeo<\/b><br \/>Di questo dobbiamo essere consapevoli, prima e al di l\u00e0 delle considerazioni politiche e nazionali. Su questa conclusione deve interrogarsi innanzitutto il Parlamento europeo, che assecondando un&#8217;interpretazione letterale dei Trattati, ha dato la fiducia a Barroso, senza attendere che l&#8217;intero quadro istituzionale della nuova Unione fosse definito. Certo, a met\u00e0 settembre il Trattato di Lisbona appariva ancora ostaggio del referendum irlandese, delle bizze di due presidenti della Repubblica. Ma in fondo, timoroso del voto irlandese, non aprendo un vero dibattito pubblico sulla riconferma di Barroso, il Parlamento europeo ha finito per assumere un atteggiamento scettico sul Trattato di Lisbona, sulle sue nuove regole. Ed ha perso l&#8217;occasione, la vera occasione, per dare un profilo pi\u00f9 ambizioso al nuovo assetto istituzionale dell&#8217;Unione, bloccato da quella grande coalizione strutturata e permanente fra i gruppi politici che continua sempre pi\u00f9 a produrre compromessi che soffocano nella culla lo sviluppo di un vero dibattito democratico capace di coinvolgere l&#8217;opinione pubblica europea. <\/p>\n<p>Quando verr\u00e0 il momento delle audizioni dei commissari il Parlamento non potr\u00e0 che limitarsi a tenere in ostaggio qualche commissario o ad imporre, come fece nel 2004, piccoli rimaneggiamenti, avendo gi\u00e0 dato la fiducia al Presidente che  appare oggi, insieme al  , il vero vincitore della partita che si \u00e8 conclusa questa notte a Bruxelles. <br \/>20\/ 11\/ 2009<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>C. Merlini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1296\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019asse franco-tedesco, la cabina di regia dell\u2019Ue e il ruolo dell\u2019Italia<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Europa della Quadriga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una stringente logica istituzionale dietro le scelte fatte a Bruxelles nella notte del 19 novembre, che i commenti sui nomi e le letture, tutte politiche, tendono ad oscurare. 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