{"id":13230,"date":"2009-11-26T00:00:00","date_gmt":"2009-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-croazia-al-voto-pensando-allue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:27","slug":"la-croazia-al-voto-pensando-allue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/la-croazia-al-voto-pensando-allue\/","title":{"rendered":"La Croazia al voto pensando all\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>In Croazia \u00e8 iniziata la campagna elettorale per le presidenziali, che si terranno il prossimo 27 dicembre. L\u2019attuale capo dello Stato, Stipe Mesic, sta concludendo il suo secondo quinquennio e la Costituzione non permette un terzo mandato. Comandante supremo delle forze armate, il presidente non ha poteri esecutivi, ma attribuisce l\u2019incarico al capo del governo che deve avere la fiducia del Parlamento. Secondo gli ultimi sondaggi, l\u2019esito sar\u00e0 deciso al ballottaggio del 10 gennaio, perch\u00e9 tra i dodici candidati in lizza nessuno sembrerebbe avere i consensi necessari, cio\u00e8 la maggioranza assoluta, per spuntarla al primo turno.<\/p>\n<p><b>I candidati in lizza<\/b><br \/>La partita pare essere riservata a quattro pretendenti. In primo luogo Ivo Josipovic, rappresentante del Partito socialdemocratico (Sdp), la principale forza d\u2019opposizione. Giurista e deputato, 52 anni, nato nella capitale, Josipovic ha ottenuto la candidatura imponendosi nettamente nelle primarie di partito lo scorso luglio, contro il rivale Ljubo Jurcic.<\/p>\n<p>Tra gli indipendenti spiccano Milan Bandic e Nadan Vidosevic. Il primo, eletto sindaco di Zagabria in una lista Sdp, \u00e8 stato in seguito espulso per la sua candidatura dissidente alla massima carica dello Stato. Popolare e populista, ha 54 anni, \u00e8 originario della Bosnia e gode dell\u2019appoggio dell\u2019Hdssb, la formazione degli estremisti della Slavonia. Vidosevic, ex esponente dell\u2019Hdz, la maggiore forza di governo, \u00e8 il presidente della Camera di commercio croata. Spalatino, 49 anni, si dice abbia il discreto apprezzamento del capo dello Stato uscente ed \u00e8 sostenuto dai regionalisti del Quarnero.<\/p>\n<p>Il candidato ufficiale dell\u2019Hdz \u00e8 invece l\u2019ex ministro Andrija Hebrang, uno dei leader dell\u2019ala destra. Nato a Belgrado nel 1946, medico, Hebrang \u00e8 figlio di un importante e controverso dirigente della Lega dei comunisti jugoslava.<\/p>\n<p>Gli altri in lizza sono Vesna Pusic, leader del piccolo Partito popolare (opposizione), l\u2019indipendente Dragan Primorac, ex ministro Hdz, i regionalisti Damir Kajin (Istria) e Slavko Vuksic (Slavonia), un altro ex ministro Hdz, Vesna Skare Ozbolt, uscita dal partito, gli indipendenti Josip Jurcevic, Boris Miksic e l\u2019imprenditore Miroslav Tudjman, figlio dell\u2019ex presidente. Va aggiunto che le precedenti elezioni hanno mostrato la prevalenza del fattore personale rispetto a quello di partito. Inoltre, deve essere sottolineato che i sondaggi sono effettuati senza considerare i potenziali 300 mila elettori croati della Bosnia-Erzegovina, che si rivelarono decisivi nelle consultazioni politiche del novembre 2007 per la conferma della maggioranza di centro-destra.<\/p>\n<p><b>L\u2019impatto della crisi sulla campagna elettorale<\/b><br \/>Il voto giunge mentre il paese \u00e8 fortemente colpito dalla crisi economica internazionale, che ha portato a un calo del prodotto interno lordo di circa il 6% e a un aumento della disoccupazione. Come evidenziato da un rapporto dell\u2019Ice, la Croazia soffre inoltre di alcuni squilibri macroeconomici, che ne minano la solidit\u00e0, quali l\u2019alto debito estero e il saldo fortemente negativo della bilancia commerciale. In questo quadro, la Banca centrale ha avviato una politica monetaria restrittiva che ha consentito da un lato di affrontare la crisi con un sistema finanziario robusto, dall\u2019altro di mantenere stabile il tasso di cambio della kuna, la moneta nazionale, nei confronti dell\u2019euro.<\/p>\n<p>Sul fronte interno, le presidenziali chiudono un anno caratterizzato dalle clamorose dimissioni, lo scorso luglio, del primo ministro, Ivo Sanader (Hdz), alla guida dell\u2019esecutivo dal dicembre 2003, e dall\u2019insediamento del nuovo governo, guidato da Jadranka Kosor, vice premier nel gabinetto precedente e stretta collaboratrice dello stesso Sanader.<\/p>\n<p>Nel contesto internazionale, due sono gli eventi di rilievo. Dapprima l\u2019ingresso nella Nato, formalizzato ad aprile in occasione del vertice convocato per il 60\u00b0 anniversario dell\u2019alleanza, quindi la ripresa del negoziato per l\u2019adesione all\u2019Unione europea, dopo il superamento del veto posto dalla vicina Slovenia.<\/p>\n<p>Lubiana aveva infatti bloccato il processo, fermando 14 dei 35 capitoli negoziali, per un contenzioso territoriale ereditato dall\u2019epoca dell\u2019ex Jugoslavia. Il problema \u00e8 che al momento dell\u2019indipendenza dei due paesi (1991) il tracciato amministrativo del confine terrestre non era coincidente con quello catastale, mentre per le acque territoriali non era stata stabilita alcuna divisione. L\u2019accordo tra le due parti attribuisce l\u2019ultima parola a un arbitrato internazionale, firmato sotto la pressione dell\u2019Ue. L\u2019intesa \u00e8 stata ratificata a larga maggioranza dal Sabor, il Parlamento unicamerale di Zagabria, mentre il governo di Lubiana ha convocato un referendum consultivo e l\u2019opposizione di destra annuncia battaglia. Alla disputa sul confine se ne aggiungono altre due: sullo stoccaggio delle scorie radioattive della centrale nucleare di Krsko in Slovenia e sul debito della Ljubljanska Banka, una banca slovena, nei confronti dei risparmiatori croati, i cui depositi in valuta estera sono stati congelati nel 1991.<\/p>\n<p><b>L\u2019interesse dell\u2019Italia<\/b><br \/>L\u2019Italia ha salutato con soddisfazione il superamento dello stallo. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha affermato che il nostro Paese \u201csi era da tempo attivamente impegnato per sbloccare l\u2019impasse e certo trarr\u00e0 benefici dal nuovo ingresso nella Casa comune europea, come del resto, anzi di pi\u00f9, le nostre minoranze nei due Stati, ora divise da confini e regolate da norme diverse\u201d.<\/p>\n<p>Frattini ha poi sottolineato che l\u2019Italia \u00e8 il maggior partner commerciale della Croazia e che l\u2019adesione \u00e8 importante per la stabilit\u00e0 regionale. Lo scorso ottobre si \u00e8 tenuto a Zagabria il primo Forum economico italo-croato. Alla conferenza, presente il viceministro Adolfo Urso, hanno partecipato i rappresentanti di circa 20 societ\u00e0 italiane e 50 croate, impegnate nei settori dell\u2019energia, edilizia e cantieristica, agricoltura, industria del legno e turismo, bancario e moda. L\u2019incontro ha confermato il comune interesse a rafforzare ulteriormente la cooperazione economica e a cercare opportunit\u00e0 per gli investimenti e l\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo di recente al Quirinale il collega croato Mesic, ha dichiarato: \u201cSiamo molto interessati a che vada rapidamente verso la conclusione il negoziato per l\u2019adesione della Croazia all\u2019Ue\u201d. Il negoziato potrebbe concludersi entro il prossimo anno, per consentire l\u2019ingresso nell\u2019Unione tra il 2011 e il 2012. Compito del nuovo capo dello Stato croato sar\u00e0 proprio quello di guidare il paese verso questo storico traguardo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>Fabio Caffio: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1156\" target= \"blank\"><b><u>La \u201cguerra di trincea\u201d tra Slovenia e Croazia per la baia di Pirano<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Croazia \u00e8 iniziata la campagna elettorale per le presidenziali, che si terranno il prossimo 27 dicembre. L\u2019attuale capo dello Stato, Stipe Mesic, sta concludendo il suo secondo quinquennio e la Costituzione non permette un terzo mandato. 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