{"id":13240,"date":"2009-11-26T00:00:00","date_gmt":"2009-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/commissione-europea-squadra-fatta-barroso-cambia-tutto\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:28","slug":"commissione-europea-squadra-fatta-barroso-cambia-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/11\/commissione-europea-squadra-fatta-barroso-cambia-tutto\/","title":{"rendered":"Commissione europea: squadra fatta, Barroso cambia tutto"},"content":{"rendered":"<p>La squadra \u00e8 fatta, i ruoli sono stati assegnati. Molte le richieste dei Governi, molte le sorprese rispetto alle previsioni: nessuno dei veterani resta al proprio posto, quasi nessuno dei nuovi ottiene tutto quello che vuole. <\/p>\n<p>\u201cAlla fine, ho deciso io\u201d dice, con qualche orgoglio, il presidente Jos\u00e8 Manuel Durao Barroso, che manda in campo con il 9 sulla maglia Lady Ashton, donna di punta della formazione, responsabile della politica estera e di sicurezza comune. L\u20198 e il 10, i numeri di chi gioca a tutto campo, vanno al finlandese che non t\u2019aspetti Olli Rehn &#8211; affari economici e monetari &#8211; e al francese che tutti pronosticavano Michel Barnier &#8211; mercato interno con in pi\u00f9 i servizi finanziari, nonostante gli strepiti di Londra.<\/p>\n<p>L\u2019Italia esce bene: Antonio Tajani, confermato vice-presidente, lascia i trasporti e prende l\u2019industria e l\u2019imprenditoria, con il turismo che il Trattato di Lisbona fa diventare materia comunitaria. Benino la Germania (l\u2019energia a un esordiente), meglio la Spagna (concorrenza allo sperimentato Joaquin Almunia, che lascia, per\u00f2, affari economici e monetari).<\/p>\n<p><b>Valanga rosa<\/b><br \/>La <a href= \"barroso2.asp\" target= \"blank\"><b><u>Commissione europea 2009\/2014<\/u><\/b><\/a>, la seconda presieduta dal portoghese Barroso, la prima dell\u2019Unione del Trattato di Lisbona, \u00e8 stata completata molto in fretta, dopo che i leader dei 27 avevano assegnato il 19 novembre le due nuove cariche simbolo Ue, il presidente stabile del Consiglio europeo e il \u2018ministro degli esteri\u2019 europeo (rispettivamente al premier belga Herman Van Rompuy e a Lady Ashton).<\/p>\n<p>Chiesta a gran voce dalle lobbies femminili, auspicata dal presidente Barroso, anche per sventare una minaccia di ostruzionismo nel Parlamento, una \u2018valanga rosa\u2019 ha investito il Berlaymont, il palazzo a stella d\u2019acciaio che ospita la Commissione: nove le donne, un terzo del totale dei commissari; 13 i volti nuovi, quasi la met\u00e0. Tra i 27, ci sono ben otto liberali, solo sei socialisti e 13 esponenti della famiglia dei popolari.<\/p>\n<p>La \u2018Barroso 2\u2019 sar\u00e0 &#8211; \u00e8 attesa diffusa, negli ambienti comunitari &#8211; una Commissione  ben diversa dalla \u2018Barroso 1\u2019: il presidente, non pi\u00f9 condizionato dai calcoli per ottenere una conferma &#8211; nessun suo predecessore \u00e8 mai oltre il secondo mandato &#8211; potr\u00e0 sentirsi pi\u00f9 svincolato dalle volont\u00e0 dei governi dei 27 e prendere quindi decisioni coraggiose, avendo al massimo un occhio di riguardo per l\u2019opinione pubblica portoghese se progettasse un futuro presidenziale nel suo paese. Gli eurocrati pi\u00f9 ottimisti s\u2019attendono, dunque, una Commissione \u201cpi\u00f9 politica e meno burocratica\u201d, avendo sempre come punto di riferimento gli anni ormai mitici (1985-\u201994) dei collegi europei presieduti da Jacques Delors.<\/p>\n<p><b>Nuovi poteri, diverse priorit\u00e0 <\/b><br \/>In forza del Trattato di Lisbona, che ne aumenta la legittimit\u00e0 e le prerogative, Barroso sar\u00e0 il presidente pi\u00f9 potente nella storia dell\u2019integrazione europea. Ed \u00e8 pure uscito vincente dal \u2018match delle nomine\u2019: i leader dei 27 hanno scelto in Lady Ashton un \u2018ministro degli esteri\u2019 europeo che non pu\u00f2 fargli ombra. Diverso sarebbe stato se Barroso si fosse trovato come vice-presidente e commissario alle relazioni esterne un \u2018Mr Pesc\u2019 di grande prestigio e di notevole visibilit\u00e0, come, ad esempio, sarebbe stato l\u2019ex presidente del Consiglio ed ex ministro degli esteri italiano Massimo D\u2019Alema.<\/p>\n<p>Analogamente,  la relativa visibilit\u00e0 internazionale di molti nuovi commissari, con eccezioni di spicco, come il francese Barnier, un \u2018cavallo di ritorno\u2019 che \u00e8 stato, nel frattempo, capo della diplomazia francese e ministro dell\u2019agricoltura, pare, a priori, lasciare pi\u00f9 spazio a \u2018tenori\u2019 confermati, fra cui lo spagnolo Joaquin Almunia, l\u2019olandese Neelie Kroes e la lussemburghese Viviane Reding (non a caso, si ritrovano tutti e tre vice-presidenti, accanto allo Ashton, a Tajani e a due veterani dell\u2019Est Europa).<\/p>\n<p>Come potrebbero utilizzare il presidente e la Commissione il loro potere e il loro coraggio politico, se ne avranno? Fra le priorit\u00e0 del nuovo collegio, c\u2019\u00e8 la riforma gi\u00e0 avviata del bilancio comunitario, con lo sforzo di ridare all\u2019Unione risorse proprie autonome, e la \u2018green economy\u2019, cio\u00e8 l\u2019attenzione ai temi dell\u2019ambiente, del clima e dell\u2019energia, che si \u00e8 tradotta in un portafoglio \u2018ad hoc\u2019 simbolicamente affidato a Connie Hedegaard (<i>nella foto<\/i>), il ministro danese che ha preparato e organizzato la conferenza sul clima che sta per aprirsi a Copenaghen. Inoltre, Barroso e la Ashton hanno davanti la grande avventura del servizio diplomatico europeo, lo strumento per dare concretezza alle ambizioni di una vera politica estera comune.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stata fra gli ultimi Paesi a ufficializzare, con una lettera a Barroso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la designazione del suo commissario europeo. L\u2019attesa non dipendeva da incertezze sul nome di Tajani, che il premier aveva gi\u00e0 detto di voler confermare: c\u2019era di mezzo il tentativo di D\u2019Alema di divenire \u2018ministro degli esteri\u2019 europeo, il che avrebbe escluso Tajani. Andata a vuoto la candidatura D\u2019Alema, cui i leader socialisti europei hanno anteposto la Ashton, laburista e  baronessa, la conferma di Tajani \u00e8 presto giunta. Portavoce di Berlusconi agli esordi in politica e al potere, per anni elemento di riferimento di Forza Italia nel Ppe al Parlamento europeo, Tajani \u00e8 diventato per la prima volta membro della Commissione nell\u2019aprile 2008, dopo il rientro in Italia di Franco Frattini per assumere la guida della Farnesina.<\/p>\n<p><b>Il rebus dei portafogli<\/b><br \/>Barroso \u00e8 stato molto rapido nel \u2018dare le carte\u2019 ai suoi commissari, cio\u00e8 nel ripartire i portafogli: se l\u2019\u00e8 cavata in 48 ore, da quando ha conosciuto tutta la composizione della sua squadra. Il presidente \u00e8 stato abile e saggio: l\u2019esercizio crea tensioni e produce insoddisfazioni ed \u00e8 meglio lasciare poco spazio alle pressioni governative. Barroso l\u2019ha fatto sparigliando  le previsioni, che andavano tutte prese con beneficio d\u2019inventario.<\/p>\n<p>Ora, prima che la nuova Commissione s\u2019insedi, la parola sar\u00e0 al Parlamento europeo: audizioni dei vari commissari nelle commissioni specializzate &#8211; dall\u201911 gennaio, con l\u2019eccezione di Lady Ashton che deve prendere servizio il primo  dicembre &#8211; e poi voto in plenaria, non prima del 20 gennaio, ma forse a febbraio. Sorprese e incidenti di percorso non sono esclusi: in passato, ne fece le spese un italiano, Rocco Buttiglione.<\/p>\n<p>Nominati il presidente stabile del Consiglio europeo e \u2018Mrs Pesc\u2019, fatto il collegio, dopo avere appena rinnovato nel giugno scorso il Parlamento europeo, gli assetti dell\u2019Unione sono definiti per qualche tempo? In realt\u00e0, il valzer delle poltrone non si ferma mai: a fine 2010, ci sar\u00e0 da assegnare la presidenza dell\u2019Eurogruppo &#8211; l\u2019Italia potrebbe mettere in campo il ministro dell\u2019Economia Giulio Tremonti, per rimpiazzare il lussemburghese JeanClaude Juncker; e, a fine 2011, ci sar\u00e0 da rinnovare la presidenza della Banca centrale europea, e l\u2019Italia potrebbe candidare il governatore di BankItalia Mario Draghi, al posto del francese JeanClaude Trichet.<\/p>\n<p>Ma su entrambi i fronti la concorrenza \u00e8 elevata e, nel Risiko dei posti che contano nell\u2019Unione, alcuni giochi potrebbero essere gi\u00e0 stati fatti a margine dei negoziati su Van Rompuy e la Ashton. Francia Germania, infatti, non hanno partecipato a quella corsa, forse perch\u00e9 Parigi intende piazzare l\u2019attuale ministro delle Finanze Christine Lagarde alla guida del \u2018club\u2019 dei colleghi dei Paesi dell\u2019euro, mentre Berlino vuole la presidenza della Bce e ha un candidato eccellente, l\u2019attuale presidente della Bundesbank Alex Weber.<\/p>\n<p>Se l\u2019Italia, gi\u00e0 rimasta al palo al momento dell\u2019elezione del presidente del Parlamento europeo, restasse di nuovo fuori dal giro, tornerebbe fuori il ritornello della \u2018logica del bilancino\u2019 e del \u2018gioco delle compensazioni\u2019 tra i maggiori Paesi europei, in cui Roma non riuscirebbe a entrare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1319\" target= \"blank\"><b><u> L\u2019eroica missione del nuovo ministro degli esteri dell\u2019Ue <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Europa della Quadriga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La squadra \u00e8 fatta, i ruoli sono stati assegnati. 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