{"id":13270,"date":"2009-12-02T00:00:00","date_gmt":"2009-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-potenzialita-della-politica-estera-europea-con-il-trattato-di-lisbona\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:26","slug":"le-potenzialita-della-politica-estera-europea-con-il-trattato-di-lisbona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/12\/le-potenzialita-della-politica-estera-europea-con-il-trattato-di-lisbona\/","title":{"rendered":"Le potenzialit\u00e0 della politica estera europea con il Trattato di Lisbona"},"content":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 1 dicembre 2009 si \u00e8 concluso per l\u2019Unione europea il tormentone del processo di ratifica della Costituzione europea, poi diventata semplicemente Trattato di Lisbona. \u00c8 cos\u00ec giunto finalmente a compimento   il lungo cammino intrapreso a Laeken nel dicembre del 2001, quando i leader europei concordarono sulla necessit\u00e0 di riformare i trattati esistenti al fine di  giungere, tra le altre cose, ad una politica estera pi\u00f9 efficace e coerente. Archiviate le (giuste) polemiche che hanno accompagnato le nomine del belga Hernan Van Rompuy a Presidente del Consiglio europeo e dell\u2019inglese Catherine Ashton ad Alto rappresentante per gli Affari politici e la sicurezza europea, \u00e8 ora di concentrarsi sull\u2019attuazione delle novit\u00e0 introdotte dal Trattato di Lisbona in materia di politica estera.<\/p>\n<p><b>I nuovi poteri del Presidente del Consiglio<\/b><br \/>Sar\u00e0 il presidente del Consiglio europeo, e non pi\u00f9 il Capo di Stato o di governo del paese che detiene la presidenza semestrale dell\u2019Ue ad \u201cesercitare la rappresentanza esterna dell\u2019Unione per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune\u201d. Il che significa che ai prossimi vertici tra l\u2019Ue e i paesi terzi sar\u00e0 il neo-nominato Van Rompuy a rappresentare al massimo livello l\u2019Ue. In particolare, il prossimo semestre sar\u00e0 particolarmente ricco di vertici, ben nove, il pi\u00f9 importante dei quali sar\u00e0 quello con gli Stati Uniti, che si terr\u00e0 a Madrid il 24-25 maggio del 2010. In quell\u2019occasione Van Rompuy rappresenter\u00e0 il corrispettivo di Obama, anche se \u00e8 destinata a rimanere la trojka, che come giustamente ha fatto notare Stefano Silvestri  su questa rivista, potrebbe diventare una quadriga. <\/p>\n<p>Tuttavia, il ruolo del Presidente del Consiglio europeo in materia di politica estera non sar\u00e0 solo di rappresentanza, in quanto dovr\u00e0 anche \u201cfacilitare la coesione e il consenso in seno al Consiglio europeo\u201d. Ed \u00e8 proprio il Consiglio europeo il luogo dove vengono prese le decisioni strategiche dell\u2019Ue, anche per quanto riguarda la politica estera. Van Rompuy sar\u00e0 dunque chiamato a dare prova delle sue migliori doti di mediatore e facilitatore: in ogni caso appare chiaro che nel caso della politica estera, un\u2019area ancora fondamentalmente intergovernativa, gli Stati saranno ancora gli attori principali, come viene pignolamente ricordato dalle dichiarazioni 13 e 14, fatte aggiungere a margine del Tratto di Lisbona per volont\u00e0 di alcuni paesi euroscettici tra i quali il Regno Unito, da cui proviene la neo-eletta Alto Rappresentante.<\/p>\n<p><b>Tutte le spine di Lady Pesc<\/b><br \/>I poteri di quest\u2019ultima in materia di politica estera e di sicurezza sono certamente rilevanti. Nella formulazione di Nizza, precedentemente in vigore, all\u2019Alto Rappresentante spettava gi\u00e0 la guida della politica estera e di sicurezza comune dell\u2019Unione, che si articolava nell\u2019elaborazione di proposte prima e nella loro attuazione poi. Ora, con Lisbona, il nuovo Alto Rappresentante avr\u00e0 un ruolo fondamentale anche nell\u2019adozione di tali proposte, in quanto presieder\u00e0 le riunioni dei Ministri degli esteri nel Consiglio \u201cRelazioni esterne\u201d. \u00c8 chiaro che in questo modo avr\u00e0 maggiori probabilit\u00e0 di fare approvare le proprie proposte, anche se potrebbero nascere delle tensioni tra la sua funzione di chairman\/mediatore in seno al Consiglio relazioni esterne e quella di \u201ccapo\u201d della politica estera.<\/p>\n<p>L\u2019altra importante novit\u00e0 \u00e8 che sar\u00e0 chiamato ad esercitare anche le funzioni finora svolte dal Commissario per le relazioni esterne e diventer\u00e0 vicepresidente della Commissione. Inoltre, se prima il coordinamento dei commissari aventi un ruolo \u201cesterno\u201d era svolto dal Presidente della Commissione, ora diventa competenza dell\u2019Alto Rappresentante. Se la <a href= \"barroso2.asp\" target= \"blank\"><b><u>composizione della Commissione <\/u><\/b><\/a>indicata dal Presidente Barroso il 27 novembre passer\u00e0 il test di voto al Parlamento europeo, comprese le audizioni dei singoli commissari designati davanti allo stesso, il nuovo esecutivo europeo potrebbe cominciare ad operare gi\u00e0 il primo febbraio 2010. Nella nuova Commissione, quindi, l\u2019Alto Rappresentante dovr\u00e0 coordinare i seguenti commissari: il belga Karel de Gucht (Commercio), il lituano Andris Piebags (sviluppo), la bulgara Rumiana Jeleva (aiuto umanitario e risposta alle crisi) ed il ceco Stefan F\u00fcle (Allargamento e politica europea di vicinato).<\/p>\n<p><b>L\u2019insidioso intreccio tra allargamento e vicinato<\/b><br \/>\u00c8 proprio con riferimento a quest\u2019ultimo portafoglio, che riunisce insieme allargamento e politica di vicinato, che si sono registrate delle reazioni di sorpresa a Bruxelles e non solo. Innanzitutto, bench\u00e9 ideata all\u2019interno della Direzione generale Allargamento, la Politica di vicinato (Pev) ha cercato in tutti questi anni di avere un suo profilo autonomo, anche perch\u00e9 l\u2019associazione con l\u2019allargamento ha sempre suscitato eccessive speranze per alcuni paesi, come l\u2019Ucraina e la Moldova, interessate all\u2019adesione all\u2019Ue. Secondo questi paesi, infatti, l\u2019anticamera dell\u2019adesione dovrebbe essere proprio la Pev. Di converso, paesi candidati all\u2019adesione come i paesi balcanici e la Turchia temono che l\u2019inserimento dei loro dossier insieme a quelli dei paesi del vicinato significhi un indebolimento della propria posizione. Per i vicini del Sud invece, non cambier\u00e0 molto.<\/p>\n<p>In secondo luogo, si apre un potenziale conflitto di competenza tra Commissario all\u2019allargamento e alla Pev ed Alto Rappresentante. Una nota a pi\u00e8 di pagina specifica che le competenze di Stefan F\u00fcle sono da intendersi \u201csenza pregiudizio per la futura creazione del Servizio europeo per l\u2019azione esterna\u201d, ma questo non aiuta di certo a capire che cosa succeder\u00e0. Si potrebbero verificare due ipotesi: la prima \u00e8 che lo staff che si occuper\u00e0 di Politica di vicinato rimarr\u00e0 alla Commissione e risponder\u00e0 al commissario Stephan F\u00fcle. La seconda \u00e8 che Stephan F\u00fcle sar\u00e0 a capo dell\u2019unit\u00e0 sulla Pev all\u2019interno del nuovo Servizio europeo per l\u2019azione esterna. In questo caso, vi potrebbe essere una divisione di ruoli con l\u2019Alto rappresentante. Ques\u2019ultimo potrebbe essere incaricato degli aspetti politico-strategici del vicinato, mentre il commissario potrebbe occuparsi della gestione dei programmi nell\u2019ambito della Pev. In questo caso sarebbe interessante vedere come sar\u00e0 diviso il budget, anche perch\u00e9 i fondi destinati alla Politica di vicinato occupano una parte consistente dei fondi Relex: 12 miliardi su 49 (circa il 25%) nel periodo 2007-2013.<\/p>\n<p>Il Servizio europeo per l\u2019azione esterna \u00e8 l\u2019embrione di un nuovo servizio diplomatico europeo: sar\u00e0 composto da circa 4000 funzionari e diplomatici e che sar\u00e0 per l\u2019appunto presieduto dalla Ashton. Nel mese di aprile dovrebbe uscire per l\u2019appunto la proposta dell\u2019Alto rappresentante, che dovr\u00e0 essere approvata dalla Commissione previa consultazione con il Parlamento europeo ed infine deliberata dal Consiglio. Per quel momento molti dei nodi istituzionali dovranno essere sbrogliati, in modo che il nuovo corpo diplomatico entri in funzione. <\/p>\n<p>A distanza di pochi mesi ci confronteremo con nuovi problemi, ma certamente l\u2019Ue potr\u00e0 contare su nuovi strumenti per una politica estera pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 credibile.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>M. Comelli, A. Eralp, \u00c7. \u00dcst\u00fcn: <a href= \"http:\/\/www.ces.metu.edu.tr\/docs\/european_neighbourhood_policy.pdf\" target= \"blank\"><b><u> The European Neighbourhood Policy in the Southern Mediterranean<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1319\" target= \"blank\"><b><u> L\u2019eroica missione del nuovo ministro degli esteri dell\u2019Ue<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284 \" target= \"blank\"><b><u> L\u2019Europa della Quadriga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 1 dicembre 2009 si \u00e8 concluso per l\u2019Unione europea il tormentone del processo di ratifica della Costituzione europea, poi diventata semplicemente Trattato di Lisbona. \u00c8 cos\u00ec giunto finalmente a compimento il lungo cammino intrapreso a Laeken nel dicembre del 2001, quando i leader europei concordarono sulla necessit\u00e0 di riformare i trattati esistenti al fine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[118],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13270"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66967,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13270\/revisions\/66967"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}