{"id":1330,"date":"2006-05-22T00:00:00","date_gmt":"2006-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-palestinesi-hamas-e-i-dilemmi-per-israele\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:29","slug":"i-palestinesi-hamas-e-i-dilemmi-per-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/05\/i-palestinesi-hamas-e-i-dilemmi-per-israele\/","title":{"rendered":"I palestinesi, Hamas e i dilemmi per Israele"},"content":{"rendered":"<p>Due importanti eventi lasciano intravedere uno spiraglio, se non di trattativa di pace, almeno dell\u2019avvio di una pi\u00f9 pragmatica concretezza, dopo l\u2019immobilismo di alcuni mesi, successivi all\u2019ascesa al potere di Hamas. <\/p>\n<p>Il primo \u00e8 costituito dalla decisione del Quartetto di fornire aiuti di carattere umanitario ai palestinesi, attraverso un meccanismo per il quale i flussi finanziari non transitino per l\u2019Anp. La decisione consentir\u00e0 di fornire assistenza d\u2019emergenza al fine di evitare l\u2019implodere della societ\u00e0 palestinese in una crisi economico-sociale di estrema gravit\u00e0. Il blocco degli aiuti (circa 1 miliardo di dollari l\u2019anno), il rifiuto di Israele di trasferire all\u2019Anp il gettito di dazi sui beni importati in Palestina (circa 60 milioni di dollari al mese), le restrizioni ai movimenti di merci fra la striscia di Gaza e Israele e all\u2019interno della Cisgiordania hanno fortemente aggravato le condizioni dell\u2019economia palestinese. <\/p>\n<p>Secondo il rapporto reso pubblico da J. Wolfensohn, il reddito pro capite potrebbe crollare di un quarto nel 2006 qualora le attuali condizioni si protraessero. Secondo un <a href= http:\/\/siteresources.worldbank.org\/INTWESTBANKGAZA\/Resources\/PalestinianFiscalCrisis,PotentialRemedies.pdf target= \"blank\"><b><u>rapporto della Banca Mondiale,<\/u><\/b><\/a> &#8220;nelle attuali circostanze, i palestinesi occupati dall\u2019Anp o dipendenti dai salari dell\u2019Anp (circa il 30% della popolazione) subiranno forti cadute del reddito, mentre la Anp non riuscir\u00e0 ad assicurare i servizi essenziali e a mantenere l\u2019ordine pubblico&#8221;. Ne potrebbero conseguire una crisi umanitaria; condizioni di insicurezza diffuse, con atti di violenza contro l\u2019Anp da parte di individui depauperati e frustrati; una vera paralisi istituzionale dell\u2019Anp messa in condizioni di non potere pi\u00f9 erogare servizi, come l\u2019istruzione, che verrebbero trasferiti di fatto a privati, ovviamente di matrice religioso-fondamentalista.<\/p>\n<p>La seconda novit\u00e0 \u00e8 l\u2019appello sottoscritto da esponenti palestinesi, condannati e detenuti nelle carceri israeliane, quali Marwan Barghouti (dei Tanzim, formazione paramilitare di Al Fatah) e Abdal Khaleq Natche (di Hamas). Nel documento i firmatari sostengono la soluzione di \u201cdue stati per due popoli\u201d, con il riconoscimento implicito della legittima esistenza dello stato di Israele e l\u2019invocazione di uno stato palestinese pienamente sovrano entro i confini del giugno 1967, inclusa la divisione di Gerusalemme, che diverrebbe capitale dei due stati. Il negoziato dovrebbe essere condotto dal Presidente Abbas e l\u2019eventuale accordo sottoposto al Parlamento o a un referendum popolare.<\/p>\n<p>In che senso questi due sviluppi possono dischiudere uno spiraglio negoziale? Quali condizioni devono realizzarsi perch\u00e9 riprenda slancio un percorso a cui il ritiro israeliano da Gaza dell\u2019estate scorsa sembrava preludere? L\u2019elemento che oggi prevale \u00e8 quello dell\u2019unilateralismo. Gli israeliani restano convinti della mancanza di una controparte disponibile a una trattativa di pace; il governo proceder\u00e0 a ulteriori ritiri unilaterali, la cui entit\u00e0 e geografia restano incerte, ma non oltre il confine segnato dalla \u201cbarriera di separazione\u201d in Cisgiordania, implicando quindi l\u2019annessione de facto a Israele di vaste aree dove si addensano gli insediamenti israeliani pi\u00f9 popolosi. Tra i palestinesi, Hamas soggiace alla assolutezza ideologica del \u201crifiuto di Israele\u201d: il rifiuto di abbandonare la pratica della violenza, di riconoscere Israele e di negoziare con esso.<\/p>\n<p>Se non \u00e8 possibile, in queste condizioni, riattivare un negoziato, si pu\u00f2 almeno immaginare un percorso fatto di passi unilaterali che consentano di rompere l\u2019immobilismo? Hamas potrebbe accettare il piano proposto dalla Lega Araba nel 2002, che prevedeva il riconoscimento di Israele, se si fosse ritirato dai territori occupati nel 1967, avesse accettato uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale, e una soluzione equa e concordata alla questione dei rifugiati. Un secondo punto \u00e8 la rinuncia alla violenza. Ma su questo vi \u00e8 una distinzione da fare: il diritto alla lotta armata contro l\u2019occupante \u00e8 riconosciuto internazionalmente, come ha ammesso la stessa Livni, Ministro degli Esteri israeliano. Quello a cui Hamas deve rinunciare \u00e8 il terrorismo contro i civili, impegnandosi a contrastare chi vi ricorre. Ma la cosa essenziale \u00e8 che venga prorogata a lungo termine la tregua di fatto, la \u201cHudna\u201d, sostanzialmente rispettata da Hamas dal febbraio 2005.<\/p>\n<p>Per quanto concerne Israele, il governo test\u00e9 formato potrebbe decidere di bloccare gli omicidi mirati (se la tregua regge), di liberare un consistente numero di prigionieri palestinesi e di prendere misure per alleviare la vita quotidiana della popolazione palestinese sotto l\u2019occupazione. Resta la questione Hamas: Israele dovrebbe continuare a isolarlo, forzando la caduta del governo democraticamente eletto nel voto di gennaio, oppure avviare qualche forma di negoziato? L\u2019attuale atteggiamento di \u201cwait and see\u201d in attesa del crollo delle istituzioni palestinesi, e del caos anarcoide che ne potrebbe scaturire, non sembra un\u2019avveduta scelta diplomatica. L\u2019estremismo, la violenza terroristica, e il consenso popolare di Hamas sarebbero rafforzati da un\u2019azione diretta a rovesciare il governo. Hamas si volgerebbe all\u2019Iran sciita. <\/p>\n<p>L\u2019interesse genuino di Israele \u00e8 invece quello di spingere Hamas verso posizioni di un islamismo radical-nazionalista, ma non fondamentalista-jihadista, cercando di volgere le ambiguit\u00e0 della sua leadership e del sostegno dei palestinesi ad essa in favore di una coesistenza di fatto fra i due popoli. Non \u00e8 trascurabile la forza legittimatrice che un\u2019intesa anche parziale tra Israele e Hamas rivestirebbe presso i palestinesi e che oggi Al-Fatah, in opposizione ad Hamas, non sarebbe in grado di assicurare. Israele potrebbe negoziare con il Presidente dell\u2019Anp, con il sostegno indiretto di Hamas e l\u2019impegno comune di sottoporre a referendum gli eventuali accordi raggiunti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due importanti eventi lasciano intravedere uno spiraglio, se non di trattativa di pace, almeno dell\u2019avvio di una pi\u00f9 pragmatica concretezza, dopo l\u2019immobilismo di alcuni mesi, successivi all\u2019ascesa al potere di Hamas. Il primo \u00e8 costituito dalla decisione del Quartetto di fornire aiuti di carattere umanitario ai palestinesi, attraverso un meccanismo per il quale i flussi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1330"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1330"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1330\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67092,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1330\/revisions\/67092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}