{"id":13320,"date":"2009-12-02T00:00:00","date_gmt":"2009-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lincerta-scelta-strategica-di-obama-sullafghanistan\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:27","slug":"lincerta-scelta-strategica-di-obama-sullafghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/12\/lincerta-scelta-strategica-di-obama-sullafghanistan\/","title":{"rendered":"L\u2019incerta scelta strategica di Obama sull\u2019Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>La nuova strategia sull\u2019Afghanistan presentata il primo dicembre dal presidente americano Barack Obama a West Point limita gli obiettivi della missione, fissando l\u2019inizio del ritiro americano nel 2011, attua un <i>surge<\/i> immediato di 30.000 uomini, e cambia il senso politico della guerra. Lo scopo \u00e8 \u201csmantellare e distruggere Al Qaeda\u201d per evitare che possa condurre nuovi attacchi contro gli Stati Uniti. Il presidente non ha parlato di diritti umani e democrazia in Afghanistan e, anzi, ha respinto chiaramente la prospettiva di un <i>nation-building <\/i>che duri anni. Ha escluso impegni che \u201cvadano oltre le nostre responsabilit\u00e0, i nostri mezzi o i nostri interessi\u201d.<\/p>\n<p>Anche per questo ha indicato una data per iniziare il ritiro delle truppe dall\u2019Afghanistan: luglio 2011. Come avvenuto per l\u2019Iraq, il ritiro avverr\u00e0 tenendo presente le condizioni sul terreno, il che fa presupporre un margine di flessibilit\u00e0. Tuttavia il messaggio \u00e8 chiaro: l\u2019America non pu\u00f2 permettersi un impegno a tempo indeterminato in Afghanistan, anche a causa della situazione economica interna e delle condizioni drammatiche del bilancio pubblico.<\/p>\n<p><b>Un <i>surge <\/i>militare e civile<\/b><br \/>Per  sconfiggere Al-Qaeda, la nuova strategia americana seguir\u00e0 tre direttrici. La prima \u00e8 un aumento dell\u2019impegno militare, 30.000 truppe americane in pi\u00f9 da dispiegare all\u2019inizio del 2010. Le truppe americane e alleate avranno tre compiti principali: combattere la guerriglia talebana, rendere sicuri per la popolazione i principali centri abitati, addestrare le forze di sicurezza afgane per passare loro progressivamente la responsabilit\u00e0 sul campo.<\/p>\n<p> La seconda linea di azione \u00e8 un \u201csurge civile\u201d, cio\u00e8 un crescente sostegno al governo centrale e locale afgano, nonch\u00e9 ai leader tribali, per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Questo sostegno non implica per\u00f2  \u201ccambiali in bianco\u201d al governo Karzai, a cui si chiede di combattere la corruzione e l\u2019inefficienza. La strategia civile include anche una politica di \u201cporte aperte\u201d ai talebani che vogliono abbandonare la violenza e riconciliarsi con il governo afgano. Il terzo pilastro della strategia illustrata da Obama \u00e8 la partnership con il Pakistan, da rafforzare e ampliare perch\u00e9 i santuari di Al-Qaeda in territorio pachistano costituiscono una minaccia per Washington, Islamabad e Kabul.<\/p>\n<p><b>La \u201cnarrativa\u201d democratica <\/b><br \/>L\u2019obiettivo fissato da Obama e la strategia per raggiungerlo sono strettamente connessi a un cambio del messaggio politico proposto dalla Casa Bianca all\u2019opinione pubblica americana. Come aveva pronosticato a febbraio il direttore di Chatham House Robin Niblett, una volta diventato presidente Obama ha scoperto che, agli occhi degli americani, la \u201cright war\u201d, la guerra \u201cgiusta\u201d, \u00e8 quella in Iraq perch\u00e9 \u00e8 finita, mentre quella in Afghanistan \u00e8 \u201csbagliata\u201d perch\u00e9 richiede di mandare decine di migliaia di soldati al fronte. In altre parole, mentre l\u2019Iraq non \u00e8 pi\u00f9 un tema controverso perch\u00e9 il ritiro iniziato da Bush procede regolarmente, il sostegno domestico alla guerra in Afghanistan \u00e8 in calo perch\u00e9 non si vede una fine onorevole del conflitto. Inoltre, la crisi economica e l\u2019aumento esponenziale del debito pubblico americano spingono molti elettori, e molti parlamentari democratici, a chiedere la fine dello sforzo militare per concentrare le risorse in America.<\/p>\n<p>Il discorso di Obama ha  tenuto conto di queste crescenti difficolt\u00e0 interne, ridimensionando l\u2019obiettivo ultimo in Afghanistan, e fissando una data  per l\u2019inizio del disimpegno militare. Allo stesso tempo, il presidente ha cercato di costruire una \u201cnarrativa\u201d sulla guerra convincente per il pubblico americano.<\/p>\n<p>Il discorso si \u00e8 aperto, non a caso, con la rievocazione degli attentati dell\u201911 settembre 2001. Obama ha affermato che l\u2019America non ha scelto di combattere questa guerra, ma vi \u00e8 stata costretta dall\u2019attacco terrorista. Subito dopo ha sottolineato che il Congresso autorizz\u00f2 all\u2019unanimit\u00e0 l\u2019uso della forza contro gli stati che ospitano Al-Qaeda, che la Nato  invoc\u00f2 l\u2019Art. 5 e che le Nazioni Unite approvarono l\u2019uso di tutti i mezzi necessari contro Al-Qaeda, dando legittimit\u00e0 internazionale all\u2019intervento.<\/p>\n<p>Obama ha menzionato anche gli attentati di Londra e Bali per sostenere che \u201cquesta non \u00e8 solo una guerra dell\u2019America\u201d, affermando che in Afghanistan \u00e8 in gioco non soltanto la credibilit\u00e0 della Nato, ma la sicurezza degli alleati e del mondo intero. Nella narrativa democratica il punto centrale tuttavia \u00e8 che l\u2019America ha degli \u201cinteressi nazionali vitali\u201d in gioco in Afghanistan, e che la regione tra Kabul e Islamabad rappresenta tuttora una fonte di minacce immediate per la sicurezza nazionale americana. Minacce che vanno combattute preventivamente mantenendo una forte pressione su Al Qaeda per evitare che attui altri attentati in America.<\/p>\n<p><b>Contro-guerriglia a tempo determinato<\/b><br \/>Cosa c\u2019\u00e8 di nuovo nel discorso di Obama? Di fatto, la strategia illustrata non \u00e8 nuova in quanto recepisce in gran parte le linee di guida sulla contro-guerriglia elaborate dal duo McChrystal-Petraeus, rispettivamente comandante delle forze americane e alleate in Afghanistan e comandante del Comando centrale americano responsabile per il Medio Oriente. Tali linee guida \u2013 proteggere la popolazione civile, addestrare le forze di sicurezza afgane, migliorare le condizioni di vita in loco, rafforzare il governo locale &#8211; erano gi\u00e0 contenute nella \u201c<i>ISAF Commander\u2019s Counterinsurgency Guidance<\/i>\u201d  diramata da McChrystal ad agosto, che a sua volta segue i principi del <i>Counterinsurgency Field Manual <\/i>elaborato da Petraeus sulla base del successo raggiunto nella stabilizzazione dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p> Inoltre, gi\u00e0 a marzo 2009 Obama aveva illustrato i punti cardine della nuova strategia americana, esplicitati in un \u201c<i>Libro Bianco<\/i>\u201d pubblicato dalla Casa Bianca. Anche la dimensione internazionale del conflitto, in particolare la partnership con il Pakistan, e la necessit\u00e0 di un \u201ccomprehensive approach\u201d che combini sforzi civili e militari, erano gi\u00e0 presenti nella \u201c<i>ISAF Strategic Vision<\/i>\u201d adottata ufficialmente dal vertice Nato dell\u2019aprile 2008.<\/p>\n<p>\tIn quest\u2019ottica di continuit\u00e0, il discorso di Obama segna due importanti novit\u00e0. La prima \u00e8 costituita dai 30.000 rinforzi americani, che insieme ai 21.000 dispiegati da inizio 2009 traducono in pratica le intenzioni del presidente di contrastare la guerriglia talebana e addestrare le forze di sicurezza afgane.<\/p>\n<p>La seconda novit\u00e0 \u00e8 la fissazione di una data per l\u2019inizio del disimpegno militare: una scelta che invece \u00e8 in contrasto sia con la dottrina di counter-insurgency di McChrystal-Petraeus sia con l\u2019\u201dimpegno di lungo termine\u201d solennemente affermato da documenti Nato, come la <i>Isaf Strategic Vision<\/i>.<\/p>\n<p> Obama ha evidentemente tentato di trovare una sintesi tra le opposte visioni presenti nell\u2019amministrazione. Da un lato le richieste dei vertici militari, sostenute pi\u00f9 o meno decisamente dal Segretario di Stato Hillary Clinton e dall\u2019inviato speciale Richard Holbrooke, sono state accolte con l\u2019invio di 30.000 rinforzi. Dall\u2019altro l\u2019opposizione all\u2019escalation del vice presidente Joe Biden e del capo dello staff della Casa Bianca Rahm Emanuel, condivisa dall\u2019ala sinistra dei democratici, ha ottenuto la fissazione di una data di inizio del ritiro. In altre parole ci\u00f2 che sembrava acquisito a marzo, cio\u00e8 un impegno di lungo termine contro la guerriglia, \u00e8 cambiato alla luce del deludente processo elettorale afgano, della crescita del debito pubblico statunitense, e soprattutto dell\u2019opposizione alla guerra nell\u2019opinione pubblica americana, che \u00e8 particolarmente forte nel campo democratico.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una strategia che punta a fare counter-insurgency secondo le linee guida gi\u00e0 sperimentate con successo in Iraq, ma in un tempo limitato di 18 mesi. Una contraddizione in termini, che rischia di vanificare lo stesso sforzo americano e alleato. Cosa gi\u00e0 sottolineata dai repubblicani, che accusano Obama di aver deciso di correre questo rischio al fine di iniziare il ritiro in tempo per la campagna presidenziale del 2012.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.nato.int\/isaf\/docu\/official_texts\/counterinsurgency_guidance.pdf\" target= \"blank\"><b><u> ISAF Commander\u2019s Counterinsurgency Guidance<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.usgcoin.org\/library\/doctrine\/COIN-FM3-24.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Counterinsurgency Field Manual<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href= \" http:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natolive\/official_texts_8444.htm\" target= \"blank\"><b><u> ISAF Strategic Vision<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1302\" target= \"blank\"><b><u> La nuova strategia per l\u2019Afghanistan e il ruolo dell\u2019Italia<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova strategia sull\u2019Afghanistan presentata il primo dicembre dal presidente americano Barack Obama a West Point limita gli obiettivi della missione, fissando l\u2019inizio del ritiro americano nel 2011, attua un surge immediato di 30.000 uomini, e cambia il senso politico della guerra. 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