{"id":13570,"date":"2010-01-05T00:00:00","date_gmt":"2010-01-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ministero-degli-esteri-cosa-cambia-con-la-riforma\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:20","slug":"ministero-degli-esteri-cosa-cambia-con-la-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/ministero-degli-esteri-cosa-cambia-con-la-riforma\/","title":{"rendered":"Ministero degli esteri, cosa cambia con la riforma"},"content":{"rendered":"<p>Dovrebbe diventare operativa gi\u00e0 nella prossima primavera\/estate l\u2019attesa riforma del Ministero degli esteri recentemente passata al vaglio del Consiglio dei ministri. Adeguando la struttura del Mae a quelle dei principali partner europei, la riforma prevede una riduzione delle direzioni generali da tredici a otto, divise non pi\u00f9 per aree geografiche ma per grandi temi; l\u2019avvio di un rapporto stabile e strutturato tra Ministero degli esteri (Mae) e Ministero dell\u2019economia (Mef); la creazione della figura degli ambasciatori manager, che saranno chiamati a gestire in modo sempre pi\u00f9 autonomo ed imprenditoriale i bilanci delle sedi all\u2019estero.<\/p>\n<p><b>Fare sistema <\/b><br \/>Da diverso tempo il Ministero degli esteri cerca di dotarsi di un\u2019organizzazione pi\u00f9 flessibile e in grado di coordinare lo spettro sempre pi\u00f9 articolato delle presenze e delle attivit\u00e0 italiane all\u2019estero. \u00c8 infatti diffusa la consapevolezza che la crescente competitivit\u00e0 internazionale non possa essere affrontata al livello dei singoli attori: richiede un rafforzamento del sistema paese nel suo insieme e la promozione delle componenti economico-finanziarie e culturali, in costante coordinamento con l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>L\u2019idea ispiratrice della riforma, coordinata dal Segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo, \u00e8 dunque di rendere pi\u00f9 efficace e autonoma la rete di ambasciate e consolati, accrescendone i collegamenti e le sinergie con amministrazioni statali, enti locali, imprese e universit\u00e0. In questo modo, e rinnovando anche l\u2019organizzazione interna, la Farnesina mira a conoscere e coordinare meglio le attivit\u00e0 di questi soggetti, evitando duplicazioni o diseconomie.<\/p>\n<p>Impresa, questa, particolarmente complessa per l\u2019Italia, non solo per le tradizionali resistenze nazionali a \u201cfare sistema\u201d,  ma anche per i vincoli di bilancio sempre pi\u00f9 stretti: la percentuale del bilancio dello Stato per gli Esteri \u00e8 passata dallo 0,35% del 2008 allo 0,27% del 2009, con un ritorno alle percentuali del 1997-1998 e un taglio netto del 19,7% (da 2.546 milioni di euro nel 2008 a 2.044,1 milioni nel 2009). Nonostante la crisi economica in atto, si tratta di una scelta abbastanza paradossale in un periodo di crescente globalizzazione. Come percentuale del bilancio dello Stato, la spesa pubblica per la politica estera italiana rimane al di sotto degli standard dei principali partner europei.<\/p>\n<p><b>L\u2019esempio europeo  <\/b><br \/>Passando da tredici a otto, le direzioni generali all\u2019interno della Farnesina non saranno pi\u00f9 divise per aree geografiche (considerate troppo settoriali per l\u2019attuale contesto internazionale), ma per grandi temi, coincidenti con le priorit\u00e0 strategiche dell\u2019Italia: affari politici e sicurezza, mondializzazione e questioni globali, promozione del sistema paese, Unione europea. A queste Dg se ne affiancano altre due, anch\u2019esse tematiche, gi\u00e0 esistenti, quella per gli italiani all\u2019estero e le politiche migratorie (tradizionalmente rilevante per l\u2019Italia) e quella per la cooperazione allo sviluppo.  Infine, un\u2019apposita Dg per le risorse e l\u2019innovazione \u00e8 prevista per la gestione delle risorse, umane e finanziarie, mentre una Dg per il patrimonio, l\u2019informatica e le comunicazioni curer\u00e0 gli aspetti collegati all\u2019uso delle nuove tecnologie, i beni d\u2019investimento, la valorizzazione del patrimonio immobiliare all\u2019estero e le esigenze della sede centrale.<\/p>\n<p>\u00c8 una scelta strategica compiuta anche da Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, nei cui ministeri degli esteri le articolazioni che curano i rapporti bilaterali sono sempre ricondotte ad un livello sovraordinato (Direzioni generali o, nel caso spagnolo, Segreterie di Stato) che riunisce competenze tematiche e geografiche.  I rapporti bilaterali con i paesi membri dell\u2019Ue sono inoltre sempre attribuiti alla Direzione generale competente in materia di integrazione europea.<\/p>\n<p>Al Quai d\u2019Orsay, ad esempio, la <i>Direction de l\u2019Union europ\u00e9enne <\/i>ha competenza anche sui rapporti bilaterali dei Paesi membri e la <i>Direction G\u00e9n\u00e9rale des Affaires Politiques et de S\u00e9curit\u00e9 <\/i>comprende tutte le direzioni geografiche. Anche a Berlino, le relazioni bilaterali con i Paesi Ue sono di competenza della Direzione generale per l\u2019Unione europea, mentre le competenze geografiche sono distribuite tra due direzioni generali politiche. Al Foreign Office britannico, infine, su sei direttori generali tre hanno competenze sia tematiche che geografiche.<\/p>\n<p>In linea con quanto avviene negli altri principali paesi europei, anche alla Farnesina le competenze geografiche verranno dunque ripartite all\u2019interno delle diverse Dg tematiche, in modo che ogni direttore generale sia portatore, nel suo campo, di una visione complessiva, frutto del coordinamento tra le diverse competenze settoriali attribuite ai vice direttori generali\/direttori centrali. Una competenza primaria verr\u00e0 tuttavia attribuita al Direttore generale per gli affari politici e la sicurezza, ripristinando quel \u201cprimato\u201d che era stato abolito con la riforma del 2000 attraverso l\u2019istituzione delle Direzioni generali geografiche. Con questa riforma la Dg per gli affari politici torna invece al centro della struttura organizzativa della Farnesina, con un potere trasversale e di intervento nelle questioni di natura politico-strategica e di sicurezza internazionale.<\/p>\n<p><b>Il partenariato con il Mef e ambasciatori manager<\/b><br \/>La riforma mira anche a stabilire un rapporto pi\u00f9 stabile e strutturato tra la Farnesina e il Ministero dell\u2019Economia, meno incentrato sulle esigenze di \u201ctagli di bilancio\u201d e orientato, invece, ad un pi\u00f9 efficace utilizzo delle risorse ottenute attraverso il riassetto dell\u2019amministrazione centrale (con la riduzione delle Dg e dei centri di responsabilit\u00e0), la razionalizzazione della rete delle sedi e del patrimonio immobiliare all\u2019estero.<\/p>\n<p>Il Ministero degli esteri potr\u00e0 reinvestire tali risparmi direttamente nel \u201csistema Mae\u201d, come previsto, ad esempio, da una norma di legge allo studio per lo svolgimento del concorso diplomatico nei prossimi anni, che tiene conto anche del contributo di diplomatici che a breve l\u2019Italia dovr\u00e0 fornire al Servizio europeo per l\u2019azione esterna previsto dal Trattato di Lisbona. Si tratta della formalizzazione di un coordinamento tra i due ministeri che a livello politico \u00e8 gi\u00e0 stato avviato da tempo con risultati positivi. Analogamente, si intende strutturare maggiormente anche il dialogo con il Ministero della Difesa e, soprattutto, con la Presidenza del Consiglio, che negli ultimi anni \u00e8 andata assumendo sempre maggiore influenza sulla politica estera.<\/p>\n<p>Un ultimo cambiamento di rilievo \u00e8 costituito dalle nuove responsabilit\u00e0 di bilancio che verranno attribuite agli ambasciatori: potranno gestire autonomamente le dotazioni finanziarie delle rispettive sedi con ampia autonomia e flessibilit\u00e0, avendo anche la possibilit\u00e0 di procurarsi donazioni o sponsorizzazioni attraverso contratti ad hoc. Il nuovo modello di gestione consentir\u00e0 al capo missione di rimodulare l\u2019allocazione delle risorse in base alle priorit\u00e0 e alle emergenze cui la sede \u00e8 chiamata a far fronte. In parallelo verranno attuate una riduzione e riorganizzazione delle sedi consolari all\u2019estero: un processo che comunque non rientra direttamente nella riforma e seguir\u00e0 un iter parzialmente diverso.<\/p>\n<p>Nel complesso, si tratta dunque di una riforma largamente attesa ed opportuna. Tra gli aspetti positivi, il fatto che la Dg per l\u2019Unione europea (che riunir\u00e0 le due Dg \u201cPaesi Europa\u201d e \u201cIntegrazione europea\u201d) favorir\u00e0 un maggiore coordinamento del Mae con le nuove strutture diplomatiche dell\u2019Ue, a partire dal nuovo Servizio europeo per l\u2019azione esterna. La politica europea, che acquista una crescente rilevanza strategica, far\u00e0 dunque capo alla rafforzata Dg per l\u2019Unione europea, ma il nuovo potente Dg per gli affari politici avr\u00e0 la responsabilit\u00e0 sui singoli dossier di sicurezza internazionale, pur se trattati a livello europeo.<\/p>\n<p> Il nuovo assetto organizzativo del Mae potr\u00e0 esprimere a pieno le sue potenzialit\u00e0 se verranno sviluppandosi politiche europee pi\u00f9 efficaci nei confronti delle aree regionali prioritarie. Il che dipender\u00e0, beninteso, anche dal ruolo propositivo e di stimolo che l\u2019Italia avr\u00e0 la capacit\u00e0 (e la volont\u00e0 politica) di svolgere. Superando le troppe incertezze e personalizzazioni che negli ultimi tempi ne hanno appannato slancio e influenza, soprattutto \u2013 ma non solo \u2013 nei confronti dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p><i>Raffaello Matarazzo \u00e8 ricercatore dello Iai e caporedattore di Affarinternazionali<\/i>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/Italia-estera.asp\" target= \"blank\"><b><u> Ruolo internazionale dell\u2019Italia: opinioni a confronto<\/u><\/b><\/a> <a href=\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dovrebbe diventare operativa gi\u00e0 nella prossima primavera\/estate l\u2019attesa riforma del Ministero degli esteri recentemente passata al vaglio del Consiglio dei ministri. 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