{"id":13600,"date":"2010-01-12T00:00:00","date_gmt":"2010-01-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-disegno-riformatore-di-medvedev-e-il-passato-che-non-passa\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:19","slug":"il-disegno-riformatore-di-medvedev-e-il-passato-che-non-passa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/il-disegno-riformatore-di-medvedev-e-il-passato-che-non-passa\/","title":{"rendered":"Il disegno riformatore di Medvedev e il passato che non passa"},"content":{"rendered":"<p>La Russia di oggi \u00e8 attraversata da due spinte contrapposte, una rivolta al passato, l\u2019altra proiettata verso il futuro. Una larga parte degli apparati politici, economici e militari non sono disposti a privarsi delle conquiste ottenute durante gli ultimi due decenni e mantengono un\u2019attitudine conservatrice. Un gruppo riformatore, trasversale, desidera invece la modernizzazione del paese. Il primo gruppo aspira anzitutto a recuperare la <i>grandeur <\/i>in campo internazionale; il secondo punta piuttosto a migliorare la qualit\u00e0 della vita, la ricchezza pro capite, la capacit\u00e0 tecnologica e di innovazione.<\/p>\n<p><b>L\u2019ambizioso programma di Medvedev<\/b><br \/>La voglia di modernit\u00e0 del paese \u00e8 personificata dal presidente Dmitri Medvedev. Brillante giurista, politico giovane ancorch\u00e9 navigato, si considera un liberale e vorrebbe dare un volto liberista alla sua presidenza. Sembra guardare pi\u00f9 all\u2019economia sociale di mercato sul modello tedesco che al liberismo di stampo anglosassone, non avendo dimenticato, come non ha dimenticato il popolo russo, il disastro provocato dall\u2019ultraliberismo degli anni novanta.<\/p>\n<p>Medvedev ha esplicitato la sua visione in un discorso alla nazione il 12 novembre scorso. L\u2019opera di modernizzazione che ha prefigurato ha due direttrici principali. La prima punta al rafforzamento democratico delle istituzioni: dal sostegno alle organizzazioni senza scopo di lucro a una maggior trasparenza dei partiti politici. La seconda direttrice prevede una revisione del modello di sviluppo economico russo: una maggiore diversificazione produttiva, la riduzione della presenza dello Stato nell\u2019economia, l\u2019incremento degli investimenti esteri diretti, investimenti massicci in ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p>In un recente editoriale, l\u2019<i>Economist <\/i>ha tracciato un interessante parallelo tra Medvedev e Gorbaciov, paragonando il tentativo di modernizzazione dell\u2019uomo nuovo del Cremlino allo sforzo stabilizzatore dell\u2019ultimo segretario generale del partito comunista sovietico: \u201ca volte i discorsi del presidente Medvedev suonano simili alle interpretazioni postmoderne di Gorbaciov. La sua diagnosi \u00e8 implacabile: un\u2019economia primitiva, basata sulle materie prime incapace di creare prosperit\u00e0; mancanza di riforme; corruzione cronica. E la sua visione del futuro \u00e8 carica di entusiasmo: una Russia che prospera con le nanotecnologie e con la navi spaziali a combustione nucleare. Tuttavia, la sua ricetta per le riforme non \u00e8 praticabile\u201c.<\/p>\n<p><b>Il peso del passato<\/b><br \/>Quattro motivi rendono altamente improbabile che il progetto modernizzatore del presidente Medvedev possa concretizzarsi. <\/p>\n<p>In primo luogo, pur presentandosi come uomo del futuro, Medvedev ha un passato ingombrante.  \u00c8 da sempre un fedelissimo di Putin, a cui \u00e8 legato a doppio filo. Entrambi provengono da San Pietroburgo: si conoscono dai tempi in cui lavoravano per il sindaco Sobchak, nei primi anni novanta. Medvedev fu l\u2019organizzatore della campagna elettorale di Putin alle presidenziali del 2000 ed \u00e8 stato primo vicepremier durante la seconda Presidenza Putin, quindi profondamente inserito nelle dinamiche politiche della precedente gestione. Quando annuncia propositi modernizzatori, ad un anno e mezzo dall\u2019inizio della sua presidenza,  sembra voler mandare un segnale di rottura con il passato, ma quanto \u00e8 credibile? <\/p>\n<p>Si possono fare due ipotesi. La prima \u00e8 che Putin appoggi la linea tracciata da Medvedev. La seconda \u00e8 invece che Medvedev stia lavorando in disaccordo, fosse anche solo parziale, con il suo mentore e attuale Primo Ministro. L\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile \u00e8 senza dubbio la prima.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la Russia ambisce a ridiventare una grande potenza. Ma non dispone dei mezzi per raggiungere tale obiettivo. \u00c8 quanto hanno sottolineato sia  Zaki Laidi in un articolo recente sul <i>Financial Times <\/i>sia Dmitri Trenin su <i>Foreign Affairs<\/i>. Trenin, in particolare, ritiene che negli ultimi cinque anni i decisori politici russi non siano riusciti a chiudere il capitolo relativo alla perdita dell\u2019impero sovietico, scegliendo di intraprendere una politica da grande potenza. Ci\u00f2 ostacola ogni proposito riformatore.<\/p>\n<p>In terzo luogo, \u00e8 vero, Medvedev vuole la modernizzazione dell\u2019economia, cos\u00ec come la auspicava Cicerin negli anni \u201920 del ventesimo secolo. Ma, come le idee liberali di Cicerin trovavano un\u2019opposizione in Lenin, cos\u00ec l\u2019impianto modernizzatore immaginato da Medvedev si scontra inevitabilmente con gli interessi economici costituiti, rappresentati in modo particolare da una parte consistente dei siloviki: gli  uomini provenienti dai servizi segreti, amici intimi dell\u2019attuale primo ministro, inseriti nei gangli del sistema di potere politico, economico e militare. <\/p>\n<p>Si tratta delle oligarchie economiche, detentrici del monopolio statale nei settori economici di importanza vitale per il paese. Basti pensare che il colosso del gas Gazprom produce il 6% della reddito nazionale. La crisi economica globale potrebbe rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 irripetibile per ripensare l\u2019economia del paese. La classe politica si sta infatti interrogando su come uscirne. Ed \u00e8 avvertita diffusamente la necessit\u00e0 di una ristrutturazione del sistema economico. Tuttavia, gli assetti oligopolistici appaiono troppo consolidati per essere rimessi in discussione.<\/p>\n<p>Il quarto ostacolo ai progetti riformisti di Medvedev \u00e8 rappresentato dalla crescente nostalgia verso l\u2019epopea sovietica. In un discorso tenuto il 30 ottobre scorso, giorno del ricordo delle vittime della repressione politica, Medvedev ha condannato gli orrori perpetrati nei gulag staliniani. Un\u2019affermazione non scontata in Russia; un sondaggio televisivo del 2008 incoronava Stalin come il terzo pi\u00f9 grande statista della storia russa. Non \u00e8  facile per Medvedev fare un discorso realistico sul futuro quando lo sguardo dei russi \u00e8 cos\u00ec rivolto al passato.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 del Presidente russo di cambiare il paese, liberandolo dal peso del passato, appare genuina. Tuttavia, l\u2019impegno di Medvedev non necessariamente riflette un\u2019autentica rottura con il passato; potrebbe anzi essere parte di una strategia volta pi\u00f9 a conservare che a innovare. Importanti ostacoli di natura politica, economica e culturale rendono molto impervia la strada che, con molte titubanze e non poche contraddizioni, hanno imboccato i riformatori russi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1266\" target= \"blank\"><b><u>La mano tesa degli Usa e la riforma del sistema militare russo <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p> Travaglini: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1295\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Italia nell\u2019asse tra Mosca e Pechino<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libromese.asp?ID=36\" target= \"blank\"><b><u>La Russia e l\u2019Occidente \u201cvicini distanti\u201d<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Russia di oggi \u00e8 attraversata da due spinte contrapposte, una rivolta al passato, l\u2019altra proiettata verso il futuro. Una larga parte degli apparati politici, economici e militari non sono disposti a privarsi delle conquiste ottenute durante gli ultimi due decenni e mantengono un\u2019attitudine conservatrice. Un gruppo riformatore, trasversale, desidera invece la modernizzazione del paese. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13600"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13600"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62829,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13600\/revisions\/62829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}