{"id":13630,"date":"2010-01-13T00:00:00","date_gmt":"2010-01-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-croazia-piu-vicina-allue-dopo-la-vittoria-di-josipovic\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:19","slug":"la-croazia-piu-vicina-allue-dopo-la-vittoria-di-josipovic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/la-croazia-piu-vicina-allue-dopo-la-vittoria-di-josipovic\/","title":{"rendered":"La Croazia pi\u00f9 vicina all\u2019Ue dopo la vittoria di Josipovic"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAccolgo con favore il nuovo presidente, una personalit\u00e0 fortemente pro-europea, determinata a far avanzare i negoziati di adesione\u201d. Cos\u00ec il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, ha commentato, a nome della presidenza di turno Ue, la vittoria del candidato dell\u2019opposizione socialdemocratica (Sdp), Ivo Josipovic, al ballottaggio svoltosi in Croazia lo scorso 10 gennaio. L\u2019ingresso di Zagabria nell\u2019Unione europea \u00e8 infatti l\u2019obiettivo storico che dovr\u00e0 concretizzarsi nel corso del mandato quinquennale del nuovo presidente, che succede a Stjepan Mesic. Josipovic si \u00e8 imposto nettamente, con il 60,26% dei voti contro il 39,74% andato al rivale, Milan Bandic, sindaco della capitale da nove anni ed espulso dall\u2019Sdp per essere sceso in campo contro il candidato ufficiale del partito.<\/p>\n<p><b>La carta vincente di Josipovic<\/b><br \/>Ma chi \u00e8 il nuovo presidente? Giurista, appassionato di musica classica, Josipovic \u00e8 nato a Zagabria nel 1957 ed \u00e8 deputato da due legislature. I critici lo accusano di essere privo di esperienza politica e di carisma, nonch\u00e9 di eccessiva sudditanza nei confronti del leader Sdp, Zoran Milanovic. Tuttavia, le sue ferma prese di posizione contro la corruzione e a favore dello Stato di diritto, temi molto sentiti dall\u2019opinione pubblica croata, sono state la sua carta vincente. <\/p>\n<p>Il successo di Josipovic \u00e8 stato territorialmente omogeneo: ha vinto nella capitale, in 19 regioni su 20 e nei maggiori centri urbani, cogliendo il risultato migliore in Istria (82,6%) anche grazie al sostegno dei regionalisti dell\u2019Ids. Bandic ha prevalso solo nella regione della Lika-Segna, la zona pi\u00f9 povera e arretrata del paese, tradizionale feudo dell\u2019Hdz, il principale partito di governo. Bandic ha trionfato anche tra i croati all\u2019estero (92 a 8), trainato dal plebiscito attribuitogli dagli elettori della Bosnia (94,3%), di cui \u00e8 originario. Il voto \u00e8 avvenuto mentre il paese soffre l\u2019impatto della crisi internazionale, che ha portato l\u2019indice della disoccupazione oltre il 16% e il Pil a -6%.<\/p>\n<p><b>In vista di un miglioramento dei rapporti con la Serbia<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 poi il capitolo dei difficili rapporti con la Serbia. Josipovic ha dichiarato che la Croazia potrebbe ritirare l\u2019accusa di genocidio contro il paese vicino, depositata presso la Corte internazionale di giustizia, se Belgrado collaborasse con la Corte e venisse incontro alle richieste di Zagabria. Il presidente eletto ha sottolineato che l\u2019eventuale decisione sul ritiro della denuncia croata potrebbe essere presa unicamente dal governo. Infatti, va ricordato che, durante l\u2019unica legislatura post-indipendenza in cui ha governato la sinistra (2000-2003), venne cambiata la Costituzione: dalla Repubblica semi-presidenziale si pass\u00f2 a quella parlamentare.<\/p>\n<p> Josipovic ha elogiato i progressi fatti dai serbi  nella ricerca e detenzione di persone accusate di crimini di guerra, sulla questione degli scomparsi e sulla restituzione del patrimonio culturale, ma resta irrisolto il problema della cattura di Ratko Mladic e Goran Hadzic, rispettivamente ex capo militare dei serbi di Bosnia ed ex leader politico dei serbi di Croazia. Sono gli ultimi due ricercati con l\u2019accusa di genocidio e crimini di guerra commessi durante il conflitto degli anni novanta.<\/p>\n<p><b>Aperture verso la Slovenia e le minoranze interne<\/b><br \/>Circa le relazioni con la Slovenia, il ministero degli Esteri di Lubiana ha espresso l\u2019auspicio che l\u2019elezione di Josipovic possa avere effetti positivi sui rapporti bilaterali e la politica di buon vicinato. Il leader dell\u2019opposizione, Janez Jansa, ha per\u00f2 affermato che il risultato non potr\u00e0 influire sul contenzioso territoriale che divide i due paesi. In effetti, Josipovic ha votato in Parlamento contro la ratifica dell\u2019accordo raggiunto con Lubiana sull\u2019arbitrato internazionale (\u201cindebolisce la nostra posizione\u201d), ma ha spiegato che intende comunque accettare la soluzione voluta dal legislatore, tra l\u2019altro espressa a grande maggioranza.<\/p>\n<p>Affrontando il delicato tema dei rapporti con le minoranze interne il presidente eletto ha affermato, in una recente intervista, che la Croazia \u201cdispone di un\u2019ottima legislazione costituzionale. \u00c8 per\u00f2 vero che alcune disposizioni non sono state rispettate in tutte le regioni del paese: lavorer\u00f2 affinch\u00e9 questo non avvenga pi\u00f9. E il mio impegno vale per la minoranza italiana quanto per le altre, compresa quella serba. Ogni comunit\u00e0 ha il diritto di coltivare la propria identit\u00e0 nazionale\u201d.<\/p>\n<p><b>La marcia di avvicinamento all\u2019Ue<\/b><br \/>Ma il tema pi\u00f9 rilevante della presidenza \u00e8 senz\u2019altro la marcia di avvicinamento all\u2019Ue. La scorsa settimana, il governo guidato da Jadranka Kosor ha approvato il piano per le attivit\u00e0 legislative necessarie per concludere con successo il negoziato per l\u2019adesione. Si tratta di varare 12 nuove leggi, necessarie per creare le condizioni che consentirebbero di chiudere tutti i capitoli. Lo scorso anno, sono stati aperti 6 capitoli e ne sono stati chiusi 10.  Il bilancio complessivo \u00e8 di 29 dossier aperti su 35, di cui 17 temporaneamente chiusi. La Slovenia continua per\u00f2 a bloccare l\u2019apertura di tre capitoli, per i quali Zagabria \u00e8 tecnicamente pronta, relativi alla politica estera, sicurezza e difesa; all\u2019ambiente e pesca; e alla giustizia e diritti fondamentali.<\/p>\n<p>Dal canto suo, l\u2019Ue ha sottolineato che per concludere con successo i negoziati, la Croazia deve assicurare piena collaborazione con il Tribunale dell\u2019Aja, creare i presupposti per l\u2019indipendenza della magistratura e lottare con forza contro la corruzione e il crimine organizzato. Con l\u2019Aja, il problema principale \u00e8 costituito dalla mancata consegna dei diari dell\u2019artiglieria sull\u2019attacco a Knin (1995), richiesti dal Tribunale per il processo ai generali croati accusati di crimini di guerra. Un altro dossier scottante \u00e8 quello della concorrenza, con il nodo delle sovvenzioni statali alla cantieristica e il conseguente processo per la privatizzazione degli stabilimenti navali. La speranza di Zagabria \u00e8 che l\u2019adesione possa giungere entro il 2011.<\/p>\n<p> <b>Una difficile coabitazione<\/b><br \/>L\u2019elezione di Josipovic apre un non facile periodo di coabitazione con il governo di centro-destra, il cui mandato terminer\u00e0 alla fine del prossimo anno. La premier Kosor \u00e8 attualmente il politico pi\u00f9 popolare del paese, avendo avviato una campagna contro la corruzione nell\u2019alta amministrazione e nelle imprese di Stato che ha convinto l\u2019opinione pubblica. Il suo partito \u00e8 per\u00f2 fortemente diviso, tanto che il candidato alle presidenziali, Andrija Hebrang, \u00e8 stato indebolito dalla presenza di due dissidenti, fallendo l\u2019obiettivo minimo del ballottaggio. Inoltre, tra il primo e il secondo turno, al termine di un durissimo regolamento di conti, l\u2019ex premier Ivo Sanader \u00e8 stato cacciato dall\u2019Hdz, dopo aver tentato di riprenderne il controllo, in rotta di collisione con Kosor, un tempo sua fedelissima. I prossimi mesi chiariranno se la vittoria di Josipovic abbia annunciato o meno un cambio di maggioranza di governo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Casa: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1323\" target= \"blank\"><b><u>La Croazia al voto pensando all\u2019Ue<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>F. Caffio: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1156\" target= \"blank\"><b><u>La \u201cguerra di trincea\u201d tra Slovenia e Croazia per la baia di Pirano<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAccolgo con favore il nuovo presidente, una personalit\u00e0 fortemente pro-europea, determinata a far avanzare i negoziati di adesione\u201d. Cos\u00ec il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, ha commentato, a nome della presidenza di turno Ue, la vittoria del candidato dell\u2019opposizione socialdemocratica (Sdp), Ivo Josipovic, al ballottaggio svoltosi in Croazia lo scorso 10 gennaio. 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