{"id":13670,"date":"2010-01-20T00:00:00","date_gmt":"2010-01-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/miliardari-al-governo\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:18","slug":"miliardari-al-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/miliardari-al-governo\/","title":{"rendered":"Miliardari al governo"},"content":{"rendered":"<p>Il successo del candidato delle destre, Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era, nel ballottaggio delle presidenziali cilene non segna solo un\u2019alternanza politica, ma sancisce la fine di un\u2019era. L\u2019ultima vittoria della destra in un contesto democratico risale infatti  al lontano 1958, quando le elezioni presidenziali furono vinte da Jorge Alessandri. Dopo la dittatura del generale Augusto Pinochet (1973-1990), la coalizione di centrosinistra \u201cConcertazione\u201d, formata da cristiano democratici, Partito per la democrazia, socialisti e radical-socialdemocratici, si era imposta in tutte e quattro le elezioni presidenziali succedutesi in un arco di circa 20 anni, garantendo al paese una lunga fase di stabilit\u00e0 politica e crescita economica.<\/p>\n<p><b>Fine di un\u2019epoca<\/b><br \/>In queste ultime presidenziali la maggioranza si \u00e8 presentata con divisioni e lacerazioni, mentre le destre, superando i contrasti del passato, sono confluite su una candidatura unitaria, sotto l\u2019insegna \u201cCoalizione per il cambiamento\u201d, un\u2019alleanza comprendente Rinnovamento nazionale (il partito del presidente eletto, di destra moderata), Unione democratica indipendente (punto di riferimento per i sostenitori del precedente regime) e gruppi minori.<\/p>\n<p>Va ricordato, infatti, che la scelta del senatore cristiano-democratico Eduardo Frei, ex presidente (1994-2000), aveva diviso il centrosinistra, portando un giovane deputato socialista, Marco Enr\u00edquez-Ominami, a uscire dal partito e a presentarsi come indipendente. Il buon risultato ottenuto al primo turno da Enr\u00edquez-Ominami (20,1%) grazie anche a una campagna di aspra polemica verso le forze politiche tradizionali, con toni anti-establishment, aveva gi\u00e0 evidenziato come per \u201cConcertazione\u201d la strada fosse tutta in salita. Una fetta di elettorato che aveva sostenuto al primo turno il dissidente socialista ha poi evidentemente votato per Pi\u00f1era, favorendone la vittoria al ballottaggio (51,6% contro 48,4%). Peraltro gi\u00e0 nelle amministrative del 2008 la coalizione di centrosinistra era stata superata, per la prima volta, dal cartello delle destre.<\/p>\n<p><b>Corsa al centro<\/b><br \/>Pi\u00f1era si \u00e8 sforzato di spostare verso il centro l\u2019asse della sua coalizione, isolando le componenti pi\u00f9 compromesse con la passata dittatura e negando di voler smantellare la politica economica &#8211; basata sul modello dell\u2019economia sociale di mercato &#8211; che ha caratterizzato i governi degli ultimi 20 anni, durante i quali la povert\u00e0 \u00e8 stata ridotta dal 38% al 14%.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 senatore (1990-1998) e candidato sconfitto da Michelle Bachelet nelle precedenti presidenziali, Pi\u00f1era ha 60 anni ed \u00e8 uno degli uomini pi\u00f9 ricchi del paese. Del suo \u201cimpero\u201d fanno parte, tra l\u2019altro, quote rilevanti di azioni della Lan, la compagnia aerea cilena, dell\u2019emittente televisiva Chilevisi\u00f3n e della squadra di calcio Colo Colo. In campagna elettorale ha promesso una crescita del 6%, dopo la contrazione dovuta alla crisi internazionale (-1,6%), un milione di posti di lavoro (la disoccupazione \u00e8 al 9,7%) e una lotta senza quartiere alla criminalit\u00e0. La capacit\u00e0 di mantenere o meno queste promesse dipender\u00e0 non poco dall\u2019evoluzione del prezzo del rame, che pesa per oltre il 50% nelle esportazioni.<\/p>\n<p>Dopo il voto Pi\u00f1era ha fatto dichiarazioni concilianti, lanciando un appello per l\u2019unit\u00e0 nazionale. \u00c8 un segno della maturit\u00e0 della democrazia cilena che sta attraversando una fase che ricorda il passaggio in Spagna dai socialisti di Felipe Gonz\u00e1lez ai popolari di Jos\u00e9 Mar\u00eda Aznar. Ma la cautela del neoletto presidente \u00e8 anche dettata dall\u2019esito delle contemporanee elezioni politiche. Al Senato, la coalizione di centrosinistra \u201cConcertazione\u201d ha addirittura la maggioranza, anche se risicata (19 a 16), mentre alla Camera la \u201cCoalizione per il cambiamento\u201d di Pi\u00f1era ha ottenuto 58 seggi su 120 e per arrivare alla maggioranza deve appoggiarsi sulla piccola pattuglia degli indipendenti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dalla formazione del governo e dal modo in cui verr\u00e0 applicato lo <i>spoil system <\/i>si vedr\u00e0 come sar\u00e0 declinata questa linea di apertura. Va infatti tenuto presente che il regime presidenziale cileno attribuisce al capo dello Stato non solo la guida dell\u2019esecutivo, ma anche un ruolo rilevante nelle nomine della macchina pubblica. Alla vigilia del voto, il maggiore quotidiano del paese ha pubblicato un\u2019analisi dei poteri del presidente, elencando le cariche da rinnovare: oltre 1.300 tra ministri, sottosegretari, ambasciatori, rappresentanti negli organismi internazionali e responsabili degli enti locali (in Cile, infatti, i presidenti di regione e di provincia sono di nomina presidenziale), pi\u00f9 circa 850 dirigenti di alto livello nella pubblica amministrazione che il presidente pu\u00f2 designare o rimuovere.<\/p>\n<p><b>Riallineamento in politica estera<\/b><br \/>Sul fronte internazionale, \u00e8 da attendersi un riallineamento della politica estera di Santiago nel contesto latinoamericano. Bachelet aveva tenuto il paese in una posizione di equilibrio, lontano sia dall\u2019asse anti-americano (Venezuela, Bolivia, Nicaragua etc.) sia dai fiancheggiatori degli Usa (Colombia, Per\u00fa, Messico). Si pu\u00f2 presumere che Pi\u00f1era orienter\u00e0 la politica estera pi\u00f9 verso il secondo polo, anche se la posizione geografica spinge in primo luogo a rafforzare i legami con l\u2019area del Pacifico.<\/p>\n<p>Il maggior contenzioso che il nuovo presidente eredita \u00e8 quello con il confinante Per\u00fa, retaggio di un conflitto dell\u2019Ottocento. Dal 1879 al 1884  il Cile combatt\u00e9 quella che \u00e8 passata alla storia come la \u201cGuerra del Pacifico\u201d contro un\u2019alleanza tra Per\u00fa e Bolivia per il controllo di un territorio ricco di minerali. Secondo Lima, i trattati siglati dopo la guerra non hanno mai definito i confini marittimi. La Bolivia, dal canto suo, rivendica una striscia di terra che la collegherebbe al mare.<\/p>\n<p>Due anni fa, il Per\u00fa aveva investito della questione la Corte di giustizia internazionale dell\u2019Aja, una decisione che aveva riaperto la disputa diplomatica. Il governo cileno aveva reagito, richiamando l\u2019ambasciatore per consultazioni (a marzo presenter\u00e0 una contromemoria alla Corte del\u2019Aja). Nuove tensioni si sono avute alla fine dello scorso anno. La magistratura peruviana ha ordinato l\u2019arresto di due militari cileni, accusandoli di aver pagato un ufficiale della Marina di Lima per ottenere informazioni segrete. Le forze armate cilene hanno poi effettuato nel deserto di Atacama un\u2019esercitazione insieme a militari di Usa, Francia, Argentina e Brasile che simulava la risposta a un attacco da Nord.<\/p>\n<p>Va aggiunto che il principale quotidiano peruviano ha pubblicato di recente un allarmato editoriale, sottolineando il rischio derivante per il paese dall\u2019imminente lancio del satellite cileno Ssot, di fabbricazione francese, dal centro aerospaziale di Kourou (Guayana francese). Il satellite, che sar\u00e0 controllato da una base a 15 km da Santiago, darebbe al Cile, paventa il quotidiano, \u201cla supremazia militare regionale definitiva\u201d. Il presidente eletto, che si insedier\u00e0 l\u201911 marzo, ha per\u00f2 promesso di migliorare i rapporti bilaterali. A 200 anni dall\u2019inizio del processo di indipendenza dalla Spagna, questa \u00e8 solo una delle tante sfide che attende il \u201cpresidente del Bicentenario\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Casa: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1131\" target= \"blank\"><b><u>La scommessa di Uribe<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p> M. Del Pero, L. Zanatta: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1096\" target= \"blank\"><b><u>Obama e il dilemma venezuelano<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il successo del candidato delle destre, Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era, nel ballottaggio delle presidenziali cilene non segna solo un\u2019alternanza politica, ma sancisce la fine di un\u2019era. L\u2019ultima vittoria della destra in un contesto democratico risale infatti al lontano 1958, quando le elezioni presidenziali furono vinte da Jorge Alessandri. 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