{"id":13680,"date":"2010-01-22T00:00:00","date_gmt":"2010-01-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lady-ashton-latita-la-commissione-zoppica\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:18","slug":"lady-ashton-latita-la-commissione-zoppica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/lady-ashton-latita-la-commissione-zoppica\/","title":{"rendered":"Lady Ashton latita, la Commissione zoppica"},"content":{"rendered":"<p>Quando mia figlia Chiara era una bambina, le piaceva molto la sigla di un cartone che faceva cos\u00ec \u201cOh lady lady lady Oscar, tutti fanno festa quando passi tu\u201d. Poco poco adattata, quella canzoncina, divenuta famosa nella versione di Cristina D\u2019Avena, potrebbe essere l\u2019inno di lady Ashton, la baronessa britannica che il vertice europeo di fine novembre ha designato \u2018Mrs Pesc\u2019, cio\u00e8 responsabile della politica estera e di sicurezza comune,  e vice-presidente della Commissione europea con il portafoglio delle relazioni internazionali: in pratica, un vero e proprio \u2018ministro degli esteri\u2019 Ue,  figura simbolo dell\u2019Unione del Trattato di Lisbona agli esordi.<\/p>\n<p><b>Seggio europeo? non ci ho ancora pensato<\/b><br \/>Tutti gli europei farebbero, certo, festa, a vedere passare lady Ashton sulle scene della politica internazionale, portandovi con autorevolezza la parola dell\u2019Ue. Ma le prime battute del mandato della baronessa laburista sono state contrassegnate da una grande discrezione. C\u2019\u00e8 voluto una sorta di \u2018Chi l\u2019ha visto?\u2019 europeo per ritrovarne le tracce e per scovarne qualche dichiarazione nei giorni caldi della recrudescenza della minaccia terroristica, tra il Natale 2009 e il Capodanno 2010.<\/p>\n<p>E quando il Parlamento europeo l\u2019ha finalmente rintracciata, per sottoporla all\u2019esame di rito in commissione esteri, le sue risposte hanno confermato i dubbi e le perplessit\u00e0 sulla sua adeguatezza al nuovo ruolo, che \u00e8 uno dei simboli dell\u2019Unione di Lisbona. Il popolare italiano Mario Mauro (Pdl) le chiede quale strategia intenda adottare per arrivare al seggio europeo alle Nazioni Unite. Lei risponde: \u201cNon lo so, non m\u2019\u00e8 ancora capitato di pensarci\u201d, con un capolavoro di sincerit\u00e0, ma pure d\u2019incompetenza. E neppure il vice-presidente italiano dell\u2019Assemblea di Strasburgo, Gianni Pittella (Pd), nasconde la propria delusione, pi\u00f9 forte della solidariet\u00e0 di gruppo.<\/p>\n<p>Certo, la baronessa \u2018blindata\u2019 dalla benedizione del Vertice europeo non rischiava molto, nell\u2019esame degli eurodeputati. I leader dei 27 l\u2019hanno designata ad essere \u2018lady Europa nel Mondo\u2019 pur sapendo che Catherine Ashton di Upholland, 53 anni, sposata, due figli, ha un curriculum apparentemente inadeguato all\u2019incarico: laurea in economia, non \u00e8 mai stata ministro e non s\u2019\u00e8 mai occupata di relazioni internazionali nella sua carriera, almeno fino a quando, nel 2008, successe a Peter Mandelson nell\u2019Esecutivo Ue come commissario al commercio. Il premier laburista Tony Blair la nomin\u00f2 senatrice a vita nel 1999, conferendole la dignit\u00e0 di baronessa (che lei volle riferita al suo paese natale).<\/p>\n<p>A chi la criticava, lei, al momento della nomina, aveva chiesto: \u201cGiudicatemi per quello che sapr\u00f2 fare\u201d. Bene: le latitanze e le amnesie dei primi passi non depongono a suo favore, anche se, alla fine, s\u2019\u00e8 decisa a partire per l\u2019America e ad avere incontri con il segretario generale dell\u2019Onu Ban Ki-Moon e l\u2019ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, per discutere la situazione ad Haiti dopo il terremoto e il coordinamento degli aiuti. La mossa l\u2019\u00e8 valsa il plauso del ministro degli esteri italiano Franco Frattini che, prima, l\u2019aveva invece sollecitata a farsi sentire &#8211; come le hanno pure \u2018tirato la giacca\u2019 i popolari.<\/p>\n<p><b>Falsa partenza di Barroso 2<\/b><br \/>Le incertezze di \u2018Mrs Pesc\u2019 contribuiscono alla \u2018falsa partenza\u2019 della Barroso 2, la nuova Commissione europea ri-presieduta dal confermato portoghese Jos\u00e8 Manuel Barroso: l\u2019Esecutivo dell\u2019Ue di Lisbona perde un pezzo nell\u2019esame dei suoi membri affidato alle commissioni del Parlamento europeo, mentre s\u2019allungano un po\u2019 i tempi dell\u2019insediamento. Incidenti di percorso che forse sono soltanto \u2018difetti di giovent\u00f9\u2019, da dimenticare in fretta se il presidente e la sua squadra sapranno poi lavorare sodo e bene. &#8220;L\u2019entrata in vigore del Trattato  &#8211; osserva il presidente della Camera Gianfranco Fini, presentando un libro dell\u2019ambasciatore Rocco Cangelosi sul <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libromese.asp?ID=46\" target= \"blank\"><b><u>Ventennio costituzionale dell\u2019Unione europea<\/u><\/b><\/a> &#8211; d\u00e0 ai governi e alle istituzioni l\u2019occasione di coglierne le opportunit\u00e0. Bisogna, per\u00f2, saperlo, e volerlo, fare&#8221;.<\/p>\n<p>Quello che stiamo vedendo non \u00e8 un film davvero nuovo. La bulgara Rumina Jeleva, 40 anni, ministro degli esteri a casa sua, designata commissario agli affari umanitari, getta la spugna, dopo essere rimasta sulla graticola per giorni e giorni, accusata di scarsa trasparenza sui suoi interessi economici e di non essere sufficientemente qualificata. Nel 2004, era stato l\u2019italiano Rocco Buttiglione a rinunciare alla candidatura all\u2019Esecutivo dopo la sollevazione degli europarlamentari contro sue dichiarazioni sulla politica della famiglia e gli omosessuali. Al suo posto, l\u2019Italia sped\u00ec a Bruxelles Frattini, che ebbe la responsabilit\u00e0 della giustizia.<\/p>\n<p>A rendere incerti e contrastati i primi passi dell\u2019Unione del Trattato di Lisbona non sono, per\u00f2, solo le signore Jeleva e Ashton. Il Parlamento europeo, cui il nuovo Trattato conferisce maggiori poteri, avverte la tentazione, proprio come avvenne nel 2004,di battere un colpo sul tavolo delle Istituzioni e di fare sentire la propria autorit\u00e0 (senza contare le ripicche politiche fra i diversi gruppi). E il Consiglio dei Ministri dei 27 e anche il Consiglio europeo mostrano divisioni e incertezze: il coordinamento sulla reazione alla minaccia terroristica manifestatasi il giorno di Natale, come pure sugli aiuti ad Haiti dopo il sisma, \u00e8 faticoso, talora assente. Di un\u2019iniziativa franco-americana per le vittime del terremoto, lady Ashton viene informata \u201cdalla stampa\u201d: le colpe non sono solo sue.<\/p>\n<p><b>Tigre dai denti a sciabola<\/b><br \/>Immolata la Jeleva sull\u2019altare del Moloch del Parlamento, la strada della Barroso 2 \u00e8, ora, pi\u00f9 agevole: gli altri commissari designati hanno tutti ottenuto il \u2018placet\u2019 delle commissioni dell\u2019Assemblea. E l\u2019investitura in plenaria dell\u2019intera Commissione slitta di appena due settimane: era prevista il 26 gennaio, si far\u00e0 il 9 febbraio. Quel giorno, il nuovo Esecutivo entrer\u00e0 ufficialmente in carica, per la prima volta con i poteri ed i meccanismi del nuovo Trattato.<\/p>\n<p>Il gruppo socialista ha avuto la sua vittima sacrificale, nonostante i servizi giuridici europei non avessero avallato le obiezioni politiche sulla documentazione finanziaria della commissaria bulgara, che aveva omesso di dichiarare una sua partecipazione alla Global Consult, impresa del marito di consulenza sulle privatizzazioni. &#8220;Non abbiamo bisogno per vivere di sangue e cadaveri&#8221;, non siamo dei vampiri, aveva detto il capogruppo Ppe Joseph Daul, criticando l&#8217;accanimento contro la Jeleva dei socialisti. Ma i popolari non sono poi stati ostinati nel difenderla, anche perch\u00e9, per il presidente Barroso, che \u00e8 dei loro, la decisione della signora di farsi da parte era la migliore.<\/p>\n<p>Con una lettera al premier bulgaro Boiko Borisov, la designata agli affari umanitari, che in patria tutti chiamano \u2018la tigre dai denti a sciabola\u2019 per la grinta (e i canini sporgenti), ha rinunciato a tutti i suoi incarichi, europei e nazionali, senza ammettere colpe. E il governo bulgaro ha scelto al suo posto Kristalina Georgieva, vice-presidente della Banca Mondiale, cui Barroso destina lo stesso portafoglio: gli eurodeputati le faranno l\u2019esame il 3 febbraio.<\/p>\n<p>La candidata bulgara non \u00e8 stata l\u2019unico commissario \u2018in pectore\u2019 a farfugliare, davanti alle commissioni parlamentari: lo slovacco Marcos Sefcovic, socialista,\u00e8 stato criticato per affermazioni antirom, ma se l\u2019\u00e8 cavata lo stesso, sfuggendo al rischio di una ritorsione dei popolari nei confronti delle sinistre. E il lituano Algirdas Semeta ha dovuto ricorrere alle \u2018domande di riserva\u2019 per passare il test.Ma c\u2019\u00e8 anche chi ha fatto bene o benissimo, come i \u2018cavalli di razza\u2019 della scuderia di Barroso: lo spagnolo Joaquin Almunia e il francese Michel Barnier. Bene pure l\u2019italiano Antonio Tajani, un vice-presidente, designato all\u2019industria dopo avere gestito i trasporti: agli eurodeputati, \u00e8 apparso \u201cconvincente\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1319\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019eroica missione del nuovo ministro degli esteri dell\u2019Ue<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1284\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019Europa della Quadriga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando mia figlia Chiara era una bambina, le piaceva molto la sigla di un cartone che faceva cos\u00ec \u201cOh lady lady lady Oscar, tutti fanno festa quando passi tu\u201d. Poco poco adattata, quella canzoncina, divenuta famosa nella versione di Cristina D\u2019Avena, potrebbe essere l\u2019inno di lady Ashton, la baronessa britannica che il vertice europeo di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13680"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13680"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13680\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66963,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13680\/revisions\/66963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}