{"id":13690,"date":"2010-01-25T00:00:00","date_gmt":"2010-01-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-marcia-a-tappe-verso-il-servizio-diplomatico-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:18","slug":"la-marcia-a-tappe-verso-il-servizio-diplomatico-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/la-marcia-a-tappe-verso-il-servizio-diplomatico-dellue\/","title":{"rendered":"La marcia a tappe verso il servizio diplomatico dell&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019agenda di Catherine Ashton non \u00e8 certo invidiabile: tre \u2018cappelli\u2019 &#8211; oltre a quello gi\u00e0 di Javier Solana e quello di vicepresidente della Commissione \u2018coordinatore\u2019 delle relazioni esterne, ha infatti anche quello di solito portato dal ministro degli Esteri della presidenza di turno Ue &#8211; e una quantit\u00e0 di riunioni (interne ed esterne) e di dossier da far tremare le vene e i polsi. Per assolvere quella che gi\u00e0 appare come una missione (quasi) impossibile, avr\u00e0 bisogno di grande supporto &#8211; in termini politici, ovviamente, ma anche di risorse umane e finanziarie.<\/p>\n<p><b>Coordinamento<\/b><br \/>Per affrontare i numerosissimi impegni, dovr\u00e0 ad esempio far ricorso ad una serie di vice &#8211; vice di fatto, se non di diritto. In ambito Commissione, un ruolo di questo tipo sar\u00e0 probabilmente svolto dai tre Commissari che, secondo la dizione ufficiale, agiranno \u201cin coordinamento\u201d con l\u2019Alto Rappresentante e Vice Presidente (AR\/VP): il lettone Andris Piebalgs, responsabile per gli aiuti allo sviluppo (che sieder\u00e0 anche, a nome del collegio, nel Consiglio affari esteri presieduto appunto dalla Ashton); il ceco Stefan Fuele, che seguir\u00e0 allargamento e vicinato; e la bulgara Kristalina Georgieva, fresca di nomina dopo le (inevitabili) dimissioni di Rumiana Jeleva, a cui faranno capo aiuti umanitari e protezione civile (un portafoglio reso ancora pi\u00f9 pertinente dal disastro di Haiti).<\/p>\n<p>Il termine \u201ccoordinamento\u201d \u00e8 un piccolo <i>escamotage <\/i>giuridico che cerca di conciliare due norme potenzialmente contraddittorie contenute nei nuovi trattati: l\u2019eguaglianza formale fra i commissari (con l\u2019eccezione del presidente) e la posizione ibrida dell\u2019AR\/VP, in realt\u00e0 sovra-ordinata a quella degli altri 25 membri del collegio Barroso-II. Resta da vedere come tutto ci\u00f2 funzioner\u00e0 in pratica: come osserv\u00f2 tempo fa Chris Patten &#8211; incaricato dall\u2019allora Presidente Prodi di presiedere il gruppo di commissari del settore relazioni esterne &#8211; tutti amano il coordinamento, ma nessuno ama <i>essere <\/i>coordinato.<\/p>\n<p>In ambito Consiglio, un primo vice di fatto sar\u00e0 presumibilmente il futuro presidente del Comitato politico e di sicurezza (Cops), che il Trattato prevede sia appunto un \u201crappresentante\u201d dell\u2019AR\/VP. \u00c8 del tutto possibile, inoltre, che il ministro degli Esteri del paese alla presidenza di turno operi come vice a termine, nel corso del suo mandato semestrale, in modo anche da conservare un ruolo e una visibilit\u00e0 che la nuova architettura di Lisbona gli toglie. In parte sta gi\u00e0 succedendo con lo spagnolo Miguel Angel Moratinos, ma pi\u00f9 per motivi pratici pregressi che per decisione condivisa. Infine, non si pu\u00f2 escludere che Catherine Ashton conferisca a qualcuno degli altri 25 ministri degli Esteri incarichi ad hoc: vi ha alluso, fra gli altri, Bernard Kouchner, e il messaggio potrebbe essere recepito &#8211; per scelta o per necessit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Al Servizio dell\u2019AR<\/b><br \/>Ma, soprattutto, l\u2019AR\/VP dovr\u00e0 costruire il Servizio europeo di azione esterna (Sae) previsto dal Trattato di Lisbona: un\u2019opportunit\u00e0, non c\u2019\u00e8 dubbio, ma anche una sfida; una <i>condicio sine qua non <\/i>per la sua riuscita, ma anche una matassa politica e amministrativa difficile da sbrogliare. Il Trattato non dice molto a questo proposito: solo che dovr\u00e0 comprendere in pari misura funzionari dei pertinenti servizi di Commissione e Consiglio e diplomatici dei paesi membri. Nel 2004\/05, dopo la firma della \u2018Costituzione\u2019, e poi di nuovo nel 2007\/08 (prima del fallito referendum irlandese), Consiglio e Commissione avevano intavolato una prima discussione, senza per\u00f2 giungere a conclusioni precise a parte la natura \u201c<i>sui generis<\/i>\u201d del nuovo servizio, che dovrebbe essere distinto e separato, ma \u2018equivicino\u2019 &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; ai due lati di Rue de la Loi.<\/p>\n<p>A fine ottobre 2009 la presidenza di turno svedese dell\u2019Ue ha per\u00f2 licenziato un documento che riflette il consenso raggiunto a 27 e che, pur non essendo vincolante, costituisce il punto di partenza per la \u201cdecisione\u201d che la Ashton deve preparare e presentare entro aprile. Questa scadenza &#8211; resa ancor pi\u00f9 ravvicinata dal ritardo con cui la Commissione europea entrer\u00e0 in servizio &#8211; \u00e8 dettata dall\u2019urgenza di avviare il Sae al pi\u00f9 presto, e in particolare prima della probabile affermazione dei Conservatori nelle elezioni britanniche di maggio, cos\u00ec da evitare ripensamenti o veti da parte di Londra.<\/p>\n<p><b>Staff all\u2019altezza<\/b><br \/>Allo stato attuale, uno <i>Steering Committee <\/i>presieduto dalla Ashton stessa &#8211; e comprendente i segretari generali di Commissione e Consiglio (Catherine Day e Pierre de Boissieu), i direttori dei rispettivi servizi giuridici, e i direttori generali Relex e Pesc (Joao Vale de Almeida e Robert Cooper) &#8211; \u00e8 al lavoro per stendere una prima bozza, che andr\u00e0 poi illustrata al Parlamento europeo (il cui parere non \u00e8 per\u00f2 vincolante) e sottoposta al vaglio dei paesi membri. Ma \u00e8 possibile che, sia per rispettare la scadenza di aprile che per dare all\u2019AR\/VP uno staff adeguato con cui lavorare, si riveli necessario stralciare dalla decisione gli aspetti riguardanti la riforma del regolamento finanziario (linea di bilancio separata) e quella del regolamento del personale (intricatissima), sulle quali Strasburgo ha diritto di co-decisione.<\/p>\n<p>In altre parole, si potrebbe adottare al pi\u00f9 presto una decisione \u201cquadro\u201d che, innanzitutto, crei il Sae e gli assegni un primo nucleo di funzionari \u2018distaccati\u2019 da Consiglio, Commissione e ministeri nazionali, per passare poi agli aspetti di implementazione che richiedono complesse trattative inter-istituzionali. Il rischio di questa soluzione in due tempi \u00e8 che rischi di prolungare la situazione attuale (considerata inefficiente da molti diplomatici) e renda l\u2019operativit\u00e0 del Sae ostaggio del Parlamento. In ogni caso, il documento dell\u2019ottobre scorso prevede la necessit\u00e0 di una costruzione <i>in progress <\/i>del Servizio e l\u2019opportunit\u00e0 di fare \u2018tagliandi\u2019 &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; in corso d\u2019opera: nel 2012 e, di nuovo, nel 2014, anche alla luce delle nuove prospettive finanziarie per il bilancio Ue.<\/p>\n<p>\u00c8 anche per questo che, al momento, qualsiasi ragionamento sulla \u2018taglia\u2019 finale e la precisa natura giuridico-amministrativa del Sae appare prematuro. Ci\u00f2 che appare gi\u00e0 abbastanza chiaro, tuttavia, \u00e8 che comprender\u00e0 tutte le delegazioni Ue nei paesi terzi (oltre 120), nonostante il Trattato non lo dica esplicitamente; che sar\u00e0 guidato da una sorta di Segretario generale e concentrer\u00e0 i <i>desks <\/i>geografici attualmente \u2018duplicati\u2019 in Consiglio e Commissione (anche se alcune DG potrebbero conservare le <i>task forces <\/i>che si occupano di singoli paesi in chiave commerciale, di adesione o vicinato); che incorporer\u00e0 i vari rappresentanti speciali, ampliando il ricorso al \u2018doppio cappello\u2019; e che supporter\u00e0 anche il lavoro di Herman van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, in modo da evitare la nascita di staff paralleli e in competizione fra loro.<\/p>\n<p>Ancora difficili da decifrare appaiono pure le posizioni dei diversi paesi membri. Se i partner pi\u00f9 piccoli sembrano soprattutto preoccupati delle loro \u2018quote\u2019 di personale (e sono gi\u00e0 sottorappresentati in molte strutture) e dell\u2019eventuale egemonia dei grandi, alla Germania si attribuisce una preferenza per un Sae molto ampio, anche a Bruxelles, a cui inviare tra l\u2019altro i diplomatici in soprannumero dell\u2019Auswaertiges Amt; alla Gran Bretagna, che con la Ashton e i suoi collaboratori potrebbe comunque creare una \u2018catena di comando\u2019 britannica ai vertici, un interesse particolare a piazzare funzionari del Foreign Office nelle delegazioni-chiave all\u2019estero (alla testa delle quali dovrebbe comunque aumentare il numero dei politici, sulla scia della positiva esperienza fatta a Washington con l\u2019ex premier irlandese John Bruton); e alla Francia una posizione intermedia, con la consueta assertivit\u00e0 nell\u2019imporre propri nomi nelle posizioni di controllo.<\/p>\n<p>Si tratta, com\u2019\u00e8 evidente, di un processo che assorbir\u00e0 tempo ed energie (politiche e burocratiche), ma dalla cui riuscita dipender\u00e0 in gran parte anche il successo del nuovo assetto istituzionale creato da Lisbona &#8211; e di Catherine Ashton.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>M.Comelli: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1327\" target= \"blank\"><b><u>Le potenzialit\u00e0 della politica estera europea con il Trattato di Lisbona<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p> R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1319\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019eroica missione del nuovo ministro degli esteri dell\u2019Ue <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Avery: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1198\" target= \"blank\"><b><u>Il trattato di Lisbona e la nuova diplomazia europea<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019agenda di Catherine Ashton non \u00e8 certo invidiabile: tre \u2018cappelli\u2019 &#8211; oltre a quello gi\u00e0 di Javier Solana e quello di vicepresidente della Commissione \u2018coordinatore\u2019 delle relazioni esterne, ha infatti anche quello di solito portato dal ministro degli Esteri della presidenza di turno Ue &#8211; e una quantit\u00e0 di riunioni (interne ed esterne) e di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[118],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13690"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13690"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66962,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13690\/revisions\/66962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}