{"id":13700,"date":"2010-01-27T00:00:00","date_gmt":"2010-01-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-debutto-di-zapatero-alla-presidenza-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:17","slug":"il-debutto-di-zapatero-alla-presidenza-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/il-debutto-di-zapatero-alla-presidenza-dellue\/","title":{"rendered":"Il debutto di Zapatero alla presidenza dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>La presidenza semestrale dell\u2019Ue a guida spagnola che si \u00e8 aperta il primo gennaio \u00e8 la prima dell\u2019era del Trattato di Lisbona e il primo ministro spagnolo Zapatero vuol farne l\u2019occasione di un rilancio sia interno che internazionale. Istituendo il presidente stabile del Consiglio europeo il trattato di Lisbona ha inaugurato un nuovo modello di <i>governance <\/i>europea, pur mantenendo in vita, parallelamente, un ridimensionato sistema di presidenza a turno. Anche se la divisione dei ruoli fra presidente del Consiglio europeo &#8211; permanente ed indipendente &#8211; e presidenza di turno &#8211; semestrale e nazionale &#8211; sono a grandi linee definiti, il modo in cui la Spagna gestir\u00e0 la presidenza semestrale creer\u00e0 un importante precedente che non potr\u00e0 non influenzare la prassi successiva.<\/p>\n<p><b>Programma iberico<\/b><br \/>Sfogliando il documento degli impegni e obiettivi per i prossimi diciotto mesi, stilato dalla triade costituita dalla Spagna e dai due paesi  &#8211; Belgio ed Ungheria &#8211; che assumeranno la presidenza dopo la Spagna, non si sfugge all\u2019impressione che il programma dell\u2019Unione sia destinato a continuare ad essere influenzato, come di consuetudine, dagli interessi dei paesi che detengono la presidenza di turno.<\/p>\n<p>Prendiamo innanzitutto la politica estera dell\u2019Unione che \u00e8 tra le materie di pi\u00f9 diretta competenza di governi ed \u00e8 ancora soggetta alla regola dell\u2019unanimit\u00e0. Le aree indicate come prioritarie nel programma della presidenza spagnola riflettono gli interessi tradizionali della politica estera iberica, come l\u2019America Latina, con un interesse specifico per la ripresa delle relazioni con Cuba, e il versante Mediterraneo, con particolare attenzione al Marocco.<\/p>\n<p>Minore spazio trovano invece i rapporti con la Russia e i Balcani. Nonostante infatti altri paesi, fra cui l\u2019Italia, abbiano sottolineato l\u2019importanza di completare i negoziati per un Accordo di partenariato rafforzato con la Russia, Zapatero nel discorso al Parlamento europeo del 20 gennaio ha  fatto solo un generico accenno alla riduzione della dipendenza energetica europea tramite la creazione di un mercato integrato dell\u2019energia. In varie occasioni, inoltre, rappresentanti del governo spagnolo hanno sottolineato la necessit\u00e0 di compiere nuovi sforzi per l\u2019integrazione della Turchia e il rafforzamento dei rapporti con i paesi della sponda sud del Mediterraneo, mettendo in secondo piano quelli con l\u2019area balcanica.<\/p>\n<p><b>Obiettivo occupazione<\/b><br \/>In pi\u00f9 occasioni Zapatero ha ribadito l\u2019obiettivo di dare la pi\u00f9 fedele e completa attuazione al nuovo trattato di Lisbona in stretta e costante cooperazione con le nuove istituzioni, ma in questo periodo di crisi economica globale questo non pu\u00f2 essere n\u00e9 l\u2019unico n\u00e9 il pi\u00f9 pressante compito dell\u2019Unione. Il primo ministro spagnolo dovr\u00e0 cercare di dare il necessario impulso alle politiche dell\u2019Unione volte a fronteggiare gli effetti della crisi economica che si fanno ancora sentire soprattutto sul fronte dell\u2019occupazione. Peseranno per\u00f2 su Zapatero i gravi limiti della politica economica del suo governo che ha registrato la peggiore <i>performance<\/i> europea proprio nel campo dell\u2019occupazione: il tasso di disoccupazione in Spagna ha raggiunto il 19%, contro il 9,5% della media Ue.<\/p>\n<p><b>Strategia 2020<\/b><br \/>La nuova strategia di crescita dell\u2019Ue per il 2020 mira a un modello di crescita sostenibile sotto il profilo economico e ambientale. La speranza \u00e8 di ottenere risultati migliori della disattesa Strategia di Lisbona per il 2010. La presidenza spagnola ha indicato come obiettivi principali l\u2019incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo e l\u2019istituzione di authorities di supervisione finanziaria, capaci di ergersi al di sopra dei regolatori nazionali. In campo ambientale le priorit\u00e0 sono la creazione di un mercato comune dell\u2019energia e lo sviluppo delle energie rinnovabili anche in vista di un rilancio della leadership europea nella lotta al cambiamento climatico appannata dai magri risultati della Conferenza di Copenaghen di dicembre.<\/p>\n<p>Ma il cavallo di battaglia della presidenza spagnola \u00e8 il rafforzamento dell\u2019Europa sociale. L\u2019obiettivo \u00e8 di fare dell\u2019Europa una \u201cfabbrica di diritti\u201d, soprattutto per quanto riguarda la legislazione contro la discriminazione di genere.<\/p>\n<p><b>Corsa contro il tempo<\/b><br \/>La nuova strategia di crescita approntata dalla Commissione verr\u00e0 esaminata in un Vertice europeo a febbraio, ma per giungere alla sua approvazione entro primavera sar\u00e0 necessaria una laboriosa opera di mediazione. Zapatero dovr\u00e0 lottare contro il tempo per arrivare al voto prima delle elezioni politiche di maggio nel Regno Unito.<\/p>\n<p>Quello che appare ormai come l\u2019inesorabile ritorno dei conservatori al governo inglese spaventa infatti molti membri delle istituzioni europee. Il leader dei conservatori britannici David Cameron ha infatti dichiarato di voler rimpatriare le politiche sociali ed occupazionali ed effettuare un completo <i>opt-out <\/i>dalla Carta dei diritti fondamentali, su cui gi\u00e0 Tony Blair aveva fatto apporre una riserva. I conservatori inglesi sono inoltre intenzionati ad opporsi alla creazione di <i>authorities <\/i>di supervisione dotate di poteri vincolanti e a ostacolare la messa in opera del nuovo Servizio diplomatico europeo.<\/p>\n<p><b>Priorit\u00e0 immigrazione<\/b><br \/>Nel campo della sicurezza, la Spagna intende dar seguito al Programma di Stoccolma, votato dal Consiglio europeo il 10 e 11 dicembre, e riguardante la cooperazione in materia di polizia, confini, immigrazione e sistema penale. Tale programma, in combinato disposto con l\u2019articolo 71 del Trattato per il Funzionamento dell\u2019Unione europea, che stabilisce la creazione di un Comitato permanente per la sicurezza interna  (Cosi) in seno al Consiglio europeo, \u00e8 per Zapatero la base giuridico-politica per la promozione di una politica europea di immigrazione e di asilo, per lo sviluppo della quale la Spagna conterebbe sul forte sostegno dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Sulle altre questioni concernenti la sicurezza internazionale &#8211; Afghanistan, Iran e Medio Oriente &#8211;  il programma spagnolo sembra avvicinarsi molto ai nuovi orientamenti degli Stati Uniti, con i quali in primavera \u00e8 previsto un incontro bilaterale. Sono soprattutto le iniziative multilaterali che si prestano a un rilancio della partnership transatlantica. A partire da quelle sul clima: al vertice di Copenaghen l\u2019Ue si \u00e8 ritrovata isolata, ma ora la presidenza spagnola pu\u00f2 tentare di ristabilire un legame di cooperazione pi\u00f9 stretto con Obama in vista della conferenza di <i>follow-up <\/i>che si terr\u00e0 a giugno a Bonn, riguadagnando cos\u00ec un ruolo centrale nella strategia di <i>governance <\/i>globale prospettata dagli Usa.<\/p>\n<p>Ma per attuare questo ambizioso programma \u00e8 essenziale che si stabilisca una divisione dei ruoli e delle responsabilit\u00e0 funzionale e trasparente tra le quattro personalit\u00e0 di spicco dell\u2019Unione &#8211; Presidente del Consiglio europeo, Presidente di turno, Alto rappresentante per la Politica estera, Presidente della Commissione &#8211; anche per evitare che invece dell\u2019agognata voce unica europea si riproduca la solita cacofonia che \u00e8 una delle ragioni che impedisce all\u2019Ue di essere credibile sulla scena mondiale anche in settori nei quali potrebbe invece avere un ruolo guida.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presidenza semestrale dell\u2019Ue a guida spagnola che si \u00e8 aperta il primo gennaio \u00e8 la prima dell\u2019era del Trattato di Lisbona e il primo ministro spagnolo Zapatero vuol farne l\u2019occasione di un rilancio sia interno che internazionale. 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