{"id":13710,"date":"2010-01-28T00:00:00","date_gmt":"2010-01-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-un-anno-duro-ma-restiamo-forti\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:17","slug":"obama-un-anno-duro-ma-restiamo-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/01\/obama-un-anno-duro-ma-restiamo-forti\/","title":{"rendered":"Obama: un anno duro, ma restiamo forti"},"content":{"rendered":"<p>Nel discorso sullo stato dell\u2019Unione, Barack Obama prova a rilanciare la sua presidenza, dopo l\u2019anno d\u2019esordio alla Casa Bianca reso un calvario dalla crisi economica e dalla recrudescenza della minaccia terroristica. Il primo presidente nero degli Stati Uniti non elude i problemi dell\u2019America e neppure i fallimenti della sua Amministrazione: \u201c\u00c8 stato un anno duro\u201d, ammette; \u201cma noi non molliamo\u201d e \u201crestiamo forti, nonostante le difficolt\u00e0\u201d, promette.<\/p>\n<p><b>Popolarit\u00e0 in calo<\/b><br \/>Gli indici di popolarit\u00e0 sono sotto il 50%, la riforma della sanit\u00e0 \u00e8 in panne, gli ultimi risultati elettorali sono stati negativi &#8211; Virginia, New Jersey, Massachussetts, tre schiaffi forti &#8211; la crisi continua a mordere e la disoccupazione \u00e8 su livelli record e salir\u00e0 ancora. L\u2019attenzione della gente \u00e8 quasi tutta sui fronti interni: Obama promette di raddoppiare gli sforzi per rimettere in sesto il Paese \u201cmesso alla prova\u201d e per ridare il lavoro agli americani che l\u2019hanno perso.<\/p>\n<p>Il presidente parla per 70 minuti, ne dedica solo nove agli affari internazionali, il terrorismo, l\u2019Afghanistan, l\u2019Iran: l\u2019attenzione per gli Usa sovrasta quella per il resto del mondo 6 a 1. Eppure, l\u2019eco delle sue parole accompagna i ministri degli esteri che a Londra, in queste ore, discutono come mettere l\u2019Afghanistan in grado di cavarsela da solo e come evitare l\u2019apertura nello Yemen di un nuovo fronte. E, infatti, Hillary Clinton, il segretario di Stato, non \u00e8 nell\u2019aula del Senato ad ascoltare il discorso.<\/p>\n<p>Ci sono, invece, in prima fila, come vuole la tradizione, alcuni giudici della Corte Suprema, che ascoltano la reprimenda di Obama contro la sentenza che ha recentemente smantellato le dighe ai finanziamenti delle <i>corporation <\/i>alla politica e alle campagne elettorali: il presidente la definisce \u201cun attacco alla democrazia\u201d e mette in guardia dall\u2019influenza che potranno avere i capitali stranieri sulle scelte statunitensi. Samuel Alito, giudice conservatore, italo-americano voluto da George Bush fra i nove \u2018a vita\u2019, si fa cogliere dalle telecamere mentre commenta &#8220;Non \u00e8 vero&#8221;. La sua \u00e8 l&#8217;unica contestazione palese: evoca il &#8216;bugiardo&#8217; indirizzato ad Obama dal deputato Joe Wilson un anno fa, quando il presidente, appena insediato, aveva parlato per la prima volta al Congresso riunito.<\/p>\n<p><b>Bipartisanship<\/b><br \/>\u00c8 stato un discorso a 360\u00b0, come deve essere quello sullo stato dell\u2019Unione. Nel suo intervento, che l\u2019assemblea congiunta di deputati e senatori accoglie con meno entusiasmo di quello d\u2019esordio, il presidente conferma l\u2019impegno suo e dell\u2019Amministrazione per la riforma della sanit\u00e0 e sollecita il Congresso a non abbandonarla; e ribadisce che la priorit\u00e0 resta l\u2019uscita dalla crisi con una crescita che produca anche posti di lavoro &#8211; \u00e8 gi\u00e0 pronto un piano di stimolo bis.<\/p>\n<p>Con i finanzieri, Obama \u00e8 pi\u00f9 duro che con i giudici: c\u2019\u00e8 bisogno \u2013 asserisce &#8211; di mettere le redini a Wall Street, i cui eccessi &#8220;minacciano l&#8217;intera economia\u201d. Il presidente dice: &#8220;Se c&#8217;\u00e9 una cosa che unisce democratici e repubblicani \u00e8 che tutti odiano il salvataggio delle banche. Io l&#8217;ho odiato. Voi l&#8217;avete odiato. Ma \u00e8 stato come la devitalizzazione di un dente&#8221;. Adesso, per\u00f2, \u00e8 l\u2019ora di fare i conti.<\/p>\n<p>Al Congresso, che il 2 novembre sar\u00e0 largamente rinnovato nelle elezioni di mid-term &#8211; in gioco, tutti i seggi della Camera e un terzo del Senato &#8211; e dove la maggioranza democratica \u00e8 a rischio, Obama chiede \u201cun\u2019azione bipartisan per il bene del Paese\u201d: vuole la capacit\u00e0 di guardare ai giovani, pensando, in particolare, all\u2019istruzione e alla formazione.<\/p>\n<p>Il presidente dice con orgoglio: \u201cSiamo forti, nonostante le difficolt\u00e0\u201d; e non fa marce indietro: mentre conferma le critiche gi\u00e0 espresse alla finanza e alle banche, come pure alla Corte Suprema; non \u00e8 condiscendente verso deputati e senatori, cui chiede maggiore trasparenza e, cio\u00e8, di esporre online le leggine che spesso causano emorragie al bilancio con scambi di favore a livello locale.<\/p>\n<p><b>Il peggio \u00e8 passato<\/b><br \/>Nel discorso sullo stato dell\u2019Unione, Obama tocca, com\u2019\u00e8 consuetudine, una miriade di punti: invita il Paese a superare le divisioni; annuncia la creazione di una commissione anti-deficit e si dichiara pronto a congelare la spesa pubblica; conferma di volere l\u2019abolizione della norma che vieta ai gay l\u2019arruolamento nelle forze armate (e anche il superamento dell\u2019ipocrita formula \u2018<i>don\u2019t ask, don\u2019t tell<\/i>\u2019); dice che il peggio della tempesta della crisi \u00e8 passato, ma che la devastazione degli effetti permane; e, nel contempo, esprime grande speranza nel futuro dell\u2019America che non pu\u00f2 \u2013 afferma &#8211; \u201cperdere il primo posto\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente ammette gli errori, ma afferma pure con orgoglio di avere salvato due milioni di posti di lavoro; indica l\u2019obiettivo di raddoppiare l\u2019export in cinque anni;  conferma la volont\u00e0 di bandire le torture dalle carceri americane e rinnova l\u2019impegno per la sicurezza dell\u2019Unione e la lotta contro Al Qaeda.<\/p>\n<p>\u00c8 un discorso pi\u00f9 volto ai problemi interni che alla politica internazionale, Ma Obama trova modo di ricordare all\u2019Iran, che, restando isolato, rischia di sopportare le conseguenze -sotto forma per ora di sanzioni &#8211; delle sue scelte in materia di nucleare e della sua sfida all\u2019esistenza di Israele.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1355\" target= \"blank\"><b><u>Le sfide del 2010 <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1364\" target= \"blank\"><b><u>Un anno di Obama alla Casa Bianca: la crisi, le speranze, il terrore<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel discorso sullo stato dell\u2019Unione, Barack Obama prova a rilanciare la sua presidenza, dopo l\u2019anno d\u2019esordio alla Casa Bianca reso un calvario dalla crisi economica e dalla recrudescenza della minaccia terroristica. Il primo presidente nero degli Stati Uniti non elude i problemi dell\u2019America e neppure i fallimenti della sua Amministrazione: \u201c\u00c8 stato un anno duro\u201d, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[102,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13710"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13710"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13710\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63436,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13710\/revisions\/63436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}