{"id":13790,"date":"2010-02-03T00:00:00","date_gmt":"2010-02-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/loffensiva-diplomatica-della-turchia-nei-balcani\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:16","slug":"loffensiva-diplomatica-della-turchia-nei-balcani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/02\/loffensiva-diplomatica-della-turchia-nei-balcani\/","title":{"rendered":"L&#8217;offensiva diplomatica della Turchia nei Balcani"},"content":{"rendered":"<p>Per alcuni analisti le sempre pi\u00f9 numerose iniziative turche nei Balcani, che si sono intensificate negli ultimi sei mesi, segnano il rientro della Turchia nella regione. Il recente attivismo di Ankara coincide suppergi\u00f9 con il centenario dell\u2019uscita dell\u2019Impero ottomano dalla penisola balcanica. Nella prima guerra balcanica (1912), infatti, un\u2019alleanza militare composta da Grecia, Serbia, Montenegro e Bulgaria sconfisse l\u2019Impero, provocando l\u2019inizio del ritiro definitivo della potenza ottomana dai Balcani. Il declino storico dell\u2019impero ottomano, il \u201cgrande malato\u201d, fu completato dalla sconfitta nella prima Guerra mondiale, combattuta a fianco dei suoi alleati, l\u2019Impero austro-ungarico e la Germania guglielmina.<\/p>\n<p><b>Il Balkan Express della Turchia<\/b><br \/>      Un secolo dopo \u00e8 un\u2019altra Turchia quella che torna nei Balcani. Si tratta di un paese di notevole peso, sostanzialmente democratico e moderno, con grandi potenzialit\u00e0 economiche e  un importante dinamismo demografico. Situata in un\u2019area strategica, la Turchia \u00e8 un importante membro della Nato e fedele alleato degli Stati Uniti. <\/p>\n<p>        Riaffacciandosi sui Balcani, la Turchia trova una realt\u00e0 geopolitica per molti versi simile a quella di cent\u2019anni fa: dopo una parentesi storica &#8211; la Jugoslavia tra la prima guerra mondiale e la fine della Guerra fredda &#8211; nella regione sono rinati nuovi\/vecchi piccoli Stati &#8211; in alcuni casi pseudo-Stati &#8211; con forti elementi di protettorato. La Bosnia, che la Turchia fu costretta ad abbandonare al protettorato di Vienna nel 1908, e il Kosovo, il suo <i>vilayet <\/i>perso nel 1912 in seguito alla sconfitta nella prima guerra balcanica, sono oggi Stati <i>sui generis<\/i>. Per uno strano gioco della storia, la Turchia si trova oggi in compagnia dei paesi dei Balcani occidentali nello stesso \u201cpacchetto\u201d di aspiranti all\u2019entrata nell\u2019Unione europea. <\/p>\n<p>      Mentre si prolunga il lungo \u201cfidanzamento\u201d con la Ue &#8211; senza chiare prospettive di matrimonio o rottura &#8211; la Turchia \u00e8 costretta a viaggiare con i paesi balcanici sullo stesso treno, una specie di Balkan Express, che muove lentamente verso la stazione di Bruxelles.<\/p>\n<p>        Se la Croazia, prevedibilmente, entrer\u00e0  tra breve nella Ue, restano in lista d\u2019attesa  &#8211; come si dice informalmente &#8211; il \u201cgruppo ottomano\u201d, cio\u00e8 Macedonia, Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Albania e il non da tutti riconosciuto Kosovo: tutti paesi che, per secoli, hanno fatto parte dell\u2019impero ottomano. Proprio in questi paesi, negli ultimi mesi, la Turchia svolge un\u2019intensa attivit\u00e0 diplomatica. <\/p>\n<p>         Durante la sua visita a Belgrado il 26 ottobre 2009, il Presidente turco Abdullah G\u00fcl, ha dichiarato che \u201cSerbia e Turchia sono paesi chiave nei Balcani\u201d. Durante questa visita alla capitale serba, la prima dopo 23 anni, sono stati firmati molti accordi economici e commerciali. Anche il Presidente serbo Boris Tadi&#263;, considerato moderato e filo-occidentale, ha parlato di una collaborazione  strategica, soprattutto in campo economico, ma anche al fine di rafforzare la stabilit\u00e0 regionale. Recentemente il Presidente G\u00fcl ha visitato anche altri paesi balcanici, ribadendo questa stessa impostazione politica.<\/p>\n<p>      Ma il vero protagonista della politica turca nei Balcani \u00e8 stato il ministro degli Esteri, Ahmet Davuto&#287;lu, ex-professore di relazioni internazionali in diverse Universit\u00e0, tra cui quella di Malaysia ed ex-consigliere diplomatico del Primo ministro Erdo&#287;an. Davutoglu ha pi\u00f9 volte  illustrato quello che vorrebbe essere il nuovo ruolo della Turchia nella regione, e soprattutto nelle zone ove vivono maggioranze musulmane. L\u2019incontro che Davutoglu ha avuto a met\u00e0 gennaio col ministro degli Esteri bosniaco, Sven Alkalaj, e con quello serbo Vuk Jeremic, \u00e8 stato il quarto negli ultimi quattro mesi. Il ministro turco \u00e8 persino riuscito a \u201criconciliare\u201d due gruppi musulmani del Sangiaccato in territorio serbo.<\/p>\n<p><b>Sarajevo ottomana<\/b><br \/>       Ma l\u2019impressione \u00e8 che al centro dell\u2019iniziativa diplomatica turca nei Balcani ci sia la Bosnia Erzegovina. Grande interesse, e diversi commenti, ha destato l\u2019ispirato intervento del Ministro Davutoglu  al Convegno \u201cEredit\u00e0 ottomana e comunit\u00e0 musulmane nei Balcani di oggi\u201d (16 ottobre 2009), tenutosi all\u2019albergo \u201cHollywood\u201d di Sarajevo:  \u201dIn breve, la nostra storia \u00e8 comune. Il nostro destino \u00e8 comune. Il nostro futuro \u00e8 comune. Come nel XVI secolo, nel periodo dell\u2019ascesa dei Balcani ottomani a centro della politica mondiale, faremo di nuovo dei Balcani, del Medio Oriente e del Caucaso, insieme alla Turchia, il centro della politica mondiale. Questo \u00e8 l\u2019obiettivo della politica estera turca, e lo conseguiremo\u2026Un diplomatico a proposito del nostro sempre pi\u00f9 intenso impegno diplomatico in Bosnia Erzegovina  mi ha chiesto \u2018Come mai improvvisamente vi occupate della Bosnia, come foste caduti dal cielo?\u2019 Ho risposto che \u2018non siamo scesi col paracadute ma siamo arrivati con i cavalli\u2019 \u2026 Lo spirito di Sarajevo e di Bascarsia (il centro della Sarajevo musulmana) \u00e8 lo stesso spirito della nostra storia. Senza capire Sarajevo non si pu\u00f2 capire la storia dei Balcani. Sarajevo \u00e8 il prototipo della civilt\u00e0 ottomana\u2026I secoli ottomani nei Balcani sono la storia di un successo\u201d. (La citazione \u00e8 tratta dalla rivista <i>Dani<\/i>, pubblicata a Sarajevo il 23 ottobre 2009).<\/p>\n<p>       In occasione delle sue altre visite nei Balcani il ministro turco ha evocato con analogo tono altri momenti della comune storia. Il problema \u00e8 che gli storici serbi e croati in Bosnia non condividono del tutto questa interpretazione del passato, a partire dal giudizio secondo cui la secolare occupazione ottomana dei Balcani sarebbe stata per i loro popoli una storia di successo. <\/p>\n<p>        Ma nello stesso giorno in cui il ministro Davutoglu passeggiava entusiasta nella Bascarsia di Sarajevo, il primo ministro dell\u2019entit\u00e0 serba di Bosnia, Milorad Dodik, si trovava all\u2019aeroporto di  Belgrado accanto al presidente Tadic ad attendere il presidente russo Dmitry Medvedev. Il che testimonia che, nel definire le sue mosse in Bosnia e in altre zone dei Balcani, Ankara non potr\u00e0 prescindere da quelle di Mosca.<\/p>\n<p><b>Pragmatismo<\/b><br \/>       Al di l\u00e0 della retorica sulle comuni radici storiche, la Turchia \u00e8 impegnata soprattutto in iniziative concrete e pragmatiche al fine di contribuire ad una stabilizzazione della regione. Per questo  il suo interesse si concentra principalmente sulla Bosnia. <\/p>\n<p>         Pi\u00f9 precisamente, il dinamico ingresso della diplomazia turca sulla scena balcanica avviene dopo il fallimento il 9 ottobre del vertice di Butmir (l\u2019aeroporto di Sarajevo). Si \u00e8 trattato di un incontro organizzato da europei e americani &#8211; secondo molti commentatori abbastanza improvvisato &#8211; che avrebbe dovuto preparare cambiamenti a livello istituzionale, superando la situazione prevista dagli accordi di Dayton (1995). <\/p>\n<p>       Molti si chiedono se l\u2019iniziativa turca sia totalmente autonoma o se sia stata ispirata anche dagli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri turco ha infatti dichiarato che, durante il suo incontro con Clinton a Zurigo dedicato alla questione armena, avrebbe alla fine parlato molto pi\u00f9 a lungo della Bosnia che dei rapporti con la repubblica caucasica. <\/p>\n<p>        Per il momento, negli incontri tra diplomatici turchi e balcanici dominano i bei discorsi sulle comuni tradizioni storiche e la volont\u00e0 di stabilire nuove partnership strategiche. Da questo punto di vista, l\u2019offensiva diplomatica turca nei Balcani ha ottenuto risultati nel complesso positivi. Ma in tal modo la Turchia, dopo aver assunto importanti ed ambiziose iniziative in Medio Oriente e nel Caucaso, si presenta come rilevante attore geopolitico anche in Europa. I rappresentanti turchi hanno  pi\u00f9 volte negato che le loro iniziative diplomatiche abbiano una connotazione neo-ottomana e pan-islamica, sottolineando che gli storici legami con la popolazione musulmana dei Balcani, specialmente in Bosnia, potrebbero favorire la ricerca di una maggiore stabilit\u00e0 nella regione.<\/p>\n<p>           Resta il fatto che nei Balcani occidentali molti problemi geo-politici sono rimasti dolorosamente aperti ed \u00e8 ancora presto per esprimere un giudizio sull\u2019impatto della politica turca nella regione. Quel che \u00e8 chiaro \u00e8 che la Turchia \u00e8 ormai parte della partita balcanica ed \u00e8 intenzionata a giocarvi un ruolo da protagonista.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Casa: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1363\" target= \"blank\"><b><u> La Croazia pi\u00f9 vicina all\u2019Ue dopo la vittoria di Josipovic<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>M. Lekic: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1073\" target= \"blank\"><b><u>Ue-Serbia: un passo avanti, due indietro<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per alcuni analisti le sempre pi\u00f9 numerose iniziative turche nei Balcani, che si sono intensificate negli ultimi sei mesi, segnano il rientro della Turchia nella regione. Il recente attivismo di Ankara coincide suppergi\u00f9 con il centenario dell\u2019uscita dell\u2019Impero ottomano dalla penisola balcanica. Nella prima guerra balcanica (1912), infatti, un\u2019alleanza militare composta da Grecia, Serbia, Montenegro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,111],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13790"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62754,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13790\/revisions\/62754"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}