{"id":13840,"date":"2010-02-10T00:00:00","date_gmt":"2010-02-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lucraina-in-crisi-guarda-ad-est\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:15","slug":"lucraina-in-crisi-guarda-ad-est","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/02\/lucraina-in-crisi-guarda-ad-est\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina in crisi guarda ad est"},"content":{"rendered":"<p>Instabilit\u00e0 in politica interna e riavvicinamento alla Russia in politica estera. Sembrano queste le conseguenze prevedibili del ballottaggio delle presidenziali ucraine, vinto di misura dall\u2019ex primo ministro, Viktor Yanukovich, contro il premier in carica, Yulia Timoshenko. Lo scarto tra i due candidati \u00e8 di poco superiore al 3% (48,9% contro 45,5%), pari a circa 800 mila voti, mentre oltre un milione di consensi ha ottenuto l\u2019opzione \u201ccontro tutti\u201d, indicata dal capo dello Stato uscente, Viktor Yushenko.<\/p>\n<p>Nelle prime dichiarazioni dopo lo spoglio, il fronte sconfitto ha dichiarato di non riconoscere la vittoria del rivale, parlando di brogli, in particolare nelle regioni orientali del paese, roccaforte di Yanukovich. Tuttavia, lo scenario appare ben diverso da quello del 2004, quando le denunce e le proteste, anche internazionali, portarono alla ripetizione del secondo turno e al successo della \u201cRivoluzione arancione\u201d. A livello interno, infatti, prevale una sfiducia generalizzata verso la classe politica e non sembrano all\u2019orizzonte mobilitazioni di piazza; inoltre, le reazioni diplomatiche questa volta hanno dato una sostanziale legittimit\u00e0 all\u2019esito del voto.<\/p>\n<p>La delegazione degli osservatori dell\u2019Osce ha definito le elezioni \u201cuna dimostrazione impressionante di democrazia, una vittoria per tutti\u201d. L\u2019Alto rappresentante per la politica estera dell\u2019Unione europea, Catherine Ashton, ha affermato che l\u2019Ue \u201c\u00e8 pronta a collaborare con il nuovo presidente per approfondire le relazioni con l\u2019Ucraina e sostenere l\u2019attuazione dell\u2019agenda delle riforme\u201d, sottolineando \u201cil forte impegno dimostrato verso il processo democratico\u201d da parte dell\u2019elettorato. Un\u2019analoga valutazione \u00e8 stata espressa dal presidente del Parlamento europeo, il polacco Jerzy Buzek, mentre una nota dell\u2019ambasciata degli Usa a Kiev, senza citare il nuovo presidente e i rapporti bilaterali, ha evidenziato l\u2019ulteriore \u201cpasso verso il consolidamento della democrazia ucraina\u201d. I vincitori non sembrano preoccuparsi troppo per l\u2019annunciata raffica di ricorsi, sostenendo che al massimo potranno ritardare di qualche giorno l\u2019insediamento presidenziale.<\/p>\n<p><b>Una crisi che morde<\/b><br \/>Il vero terreno di scontro \u00e8 quello del controllo del governo. Timoshenko non \u00e8 obbligata a dimettersi e non ha alcuna intenzione di farlo, mentre Yanukovich, al momento, non ha una maggioranza parlamentare. In primo luogo cercher\u00e0 di reclutare transfughi dalla disciolta coalizione arancione, formata dal \u201cBlocco Yulia Timoshenko\u201d e da \u201cNostra Ucraina-Autodifesa popolare\u201d di Yushenko. L\u2019extrema ratio \u00e8 quella di sciogliere la Rada, il Parlamento unicamerale di Kiev, e andare a elezioni anticipate rispetto alla scadenza del settembre 2011, anche se questo scenario risulta assai impopolare e di non facile attuazione costituzionale, visto che il paese pare stanco di continue chiamate alle urne, mentre la crisi economica morde.<\/p>\n<p>Lo scorso anno il Pil \u00e8 sceso in picchiata del 15% e il Fmi ha sospeso un programma di aiuti, pari a 16 miliardi di dollari. I settori pi\u00f9 coinvolti dalla crisi sono quelli della produzione delle macchine utensili (-45%), l\u2019industria leggera (-26%) e quella chimica (-23%). Per l\u2019anno in corso si prevede un flebile aumento del Pil (+2,5%).<\/p>\n<p>La vittoria di Yanukovich archivia l\u2019obiettivo strategico, tentato da Yushenko, di un orientamento del paese verso le principali istituzioni euro-atlantiche ed \u00e8 destinata a migliorare i rapporti con Mosca. Subito dopo il primo turno, il Cremlino aveva inviato un segnale inequivocabile, mandando il proprio ambasciatore a Kiev dopo mesi di stallo. Lo scontro diplomatico durissimo avvenuto per la guerra in Georgia resta un ricordo del passato, tanto che alcuni ritengono possibile il riconoscimento di Ossezia del Sud e Abkhazia da parte del nuovo presidente.<\/p>\n<p>L\u2019importanza strategica dell\u2019Ucraina \u00e8 data dalla sua collocazione geopolitica di cerniera tra l\u2019Ue e la Russia, trovando cos\u00ec nuova coerenza il millenario significato del nome (Ucraina vuol dire, infatti, \u2018terra presso il confine\u2019), e da due motivi specifici: l\u201980% del gas russo diretto all\u2019Europa transita proprio per l\u2019Ucraina; inoltre, il paese ospita la flotta russa del Mar Nero, cruciale per la politica e le ambizioni di Mosca.<\/p>\n<p>Lo scorso anno \u00e8 stato firmato un accordo sui gasdotti dal premier Timoshenko con il collega russo Putin, paradossalmente criticato da Yanukovich perch\u00e9 ritenuto troppo oneroso per Kiev. Lo staff del vincitore intende creare un consorzio che associ la russa Gazprom, l\u2019ucraina Naftogaz e compagnie europee, al fine di gestire la rete di gasdotti. <\/p>\n<p>Coinvolgendo i russi, Yanukovich punta a ottenere prezzi migliori per l\u2019acquisto del gas russo e dissuadere il Cremlino dal costruire due gasdotti (North Stream e South Stream) che eviterebbero il territorio ucraino. Gazprom preferisce ottenere il controllo dei gasdotti ucraini in cambio di una riduzione delle tariffe. \u00c8 poco probabile che Mosca rinunci a costruire North Stream e South Stream, anche per cautelarsi nei confronti di possibili diverse future leadership ucraine.<\/p>\n<p><b>Polarizzazione<\/b><br \/>Non meno delicato \u00e8 la questione della flotta russa del Mar Nero, ereditata dal collasso dell\u2019Unione sovietica. Nel 1997, durante il primo mandato del presidente Kuchma, l\u2019Ucraina aveva firmato un Trattato di amicizia e cooperazione con Mosca. Da un lato, la Russia si era impegnata a non avanzare pretese territoriali verso lo Stato vicino, dall\u2019altro Kiev aveva concesso in affitto per 20 anni la base per la flotta russa del Mar Nero, con il quartier generale a Sebastopoli, in Crimea. La sua ubicazione consente una credibile proiezione verso il Mediterraneo e la  sua perdita sarebbe per la Russia un grave colpo. Yushenko aveva ripetutamente espresso l\u2019intenzione di non rinnovare la concessione, chiedendo inoltre un aumento dell\u2019affitto annuale (98 milioni di dollari).<\/p>\n<p>\u00c8 prevedibile che Yanukovich, sostenuto dalla componente filo-russa del paese, sar\u00e0 molto pi\u00f9 morbido nei confronti di Mosca. Il voto, tuttavia, conferma la profonda spaccatura della societ\u00e0 ucraina: cos\u00ec come per Yushenko \u00e8 stata di intralcio la fiera opposizione delle regioni orientali, storicamente legate a Mosca sia per motivi etnici che linguistici, non \u00e8 difficile prevedere che una forte opposizione al nuovo presidente verr\u00e0 dalle regioni occidentali del paese, dove tradizioni, storia, lingua, cultura e religione hanno riferimenti a Ovest.<\/p>\n<p>Il dato elettorale segna, infatti, una polarizzazione che \u00e8 difficile riscontrare altrove. Timoshenko, che si \u00e8 imposta in 17 circoscrizioni su 27, ha ottenuto pi\u00f9 dell\u201980% in quattro regioni occidentali (Ivano-Frankivs\u2019k, Ternopil\u2019, Leopoli e  Volinia), mentre Yanukovich ha trionfato con percentuali analoghe nelle circoscrizioni orientali (Donetsk e Luhansk) e a Sebastopoli.<\/p>\n<p>Le divisioni interne, la mancata lotta alla corruzione e il collasso economico sono stati fatali alla maggioranza uscente, ma lo svolgimento di elezioni complessivamente regolari e un risultato aperto &#8211; merce rara nel gigantesco spazio politico ex-sovietico &#8211; sono, come ha scritto il giornale di Anna Politkvoskaja, \u201cla fine dell\u2019epoca della paura della democrazia. Se in Ucraina esiste veramente la democrazia, \u00e8 merito di Yushenko\u201d. Non \u00e8 poco.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1238\" target= \"blank\"><b><u>Le pressioni del Cremlino e l\u2019incerto futuro dell\u2019Ucraina<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Instabilit\u00e0 in politica interna e riavvicinamento alla Russia in politica estera. Sembrano queste le conseguenze prevedibili del ballottaggio delle presidenziali ucraine, vinto di misura dall\u2019ex primo ministro, Viktor Yanukovich, contro il premier in carica, Yulia Timoshenko. 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