{"id":13960,"date":"2010-02-17T00:00:00","date_gmt":"2010-02-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/afghanistan-le-incognite-del-divide-et-impera\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:14","slug":"afghanistan-le-incognite-del-divide-et-impera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/02\/afghanistan-le-incognite-del-divide-et-impera\/","title":{"rendered":"Afghanistan, le incognite del \u2018divide et impera\u2019"},"content":{"rendered":"<p>I quesiti che si pone e ci pone Stefano Silvestri nell\u2019articolo di replica a Giovanni Sartori,  altro non sono che una colorita sintesi di tutta la problematica afgana. Per quanto i punti interrogativi siano pi\u00f9 che sufficienti per dare dimensione a questo rompicapo, se ne potrebbe aggiungere un altro: l\u2019Afghanistan \u00e8 davvero un problema? S\u00ec e no. S\u00ec, perch\u00e9 da otto anni non ne stiamo venendo a capo. No perch\u00e9, come ci spiegava alle medie il professore di matematica, si chiamano problemi quelli che ammettono una soluzione. Se questa soluzione non c\u2019\u00e8, o non si trova, significa che \u00e8 sbagliata l\u2019enunciazione, che quindi va riformulata, oppure che il problema non ammette percorsi logici, diventando cos\u00ec una mera constatazione, un dato di fatto di cui prendere atto.<\/p>\n<p><b>La chiarezza degli obiettivi<\/b><br \/>           All\u2019inizio l\u2019enunciazione era chiara: abbattere il governo dei talebani che ospitavano i campi di addestramento e i terroristi di al-Qaeda. A questo gli americani, assieme ai tagiki e gli uzbechi dell\u2019Alleanza del Nord, avevano provveduto in pochi mesi. I capi erano fuggiti, e nominalmente il problema appariva risolto, perch\u00e9 all\u2019inizio l\u2019obiettivo era semplice, univoco. Infatti si pu\u00f2 serenamente convenire, credo, che se non ci fosse stato l\u201911 settembre e l\u2019Afghanistan non avesse ospitato i campi dei terroristi arabi, nessuno in occidente si sarebbe mai sognato di andare a disturbare i talebani a casa loro. Avrebbero continuato ad essere una minaccia per i giganti di Bamiyan, ma non certo per noi. E l\u2019Unesco non avrebbe certo mai pensato di inviare eserciti armati fino ai denti per salvare questo \u201cpatrimonio dell\u2019umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>          Se non che, ci siamo messi in testa di portare la democrazia &#8211; della quale l\u00e0 molto probabilmente non importava niente a nessuno &#8211; di tutelare i diritti delle donne, di trasformare il sistema e il corpo giuridico a nostra immagine e somiglianza, di aprire scuole al posto delle madrasse e di estirpare la coltivazione dell\u2019oppio. Siamo andati avanti un po\u2019 di anni cos\u00ec, fino a quando, accorgendoci che la soluzione non c\u2019era, abbiamo cercato una conveniente riformulazione del problema. Non pi\u00f9 democrazia, nuovo corpo giuridico, ecc., ma un presidente ed un governo unitario nazionale eletto dal popolo, in grado di controllare attraverso un nuovo esercito ed una nuova polizia tutto il Paese.<\/p>\n<p><b>Una nuova strategia<\/b><br \/>          Rinnovato impegno, quindi, del presidente degli Stati Uniti e della Nato, con una nuova strategia che porta a combattere i talebani cattivi, a cooptare quelli \u201cbuoni\u201d &#8211; al-Qaeda sembra che non ci sia quasi pi\u00f9, essendosi trasferita in Pakistan, in Somalia e nello Yemen &#8211; e a installare nelle aree liberate dalla presenza dei terroristi, esercito e polizia del governo centrale. Questo si sta facendo in questi giorni nella provincia dell\u2019Helmand, poi bisogner\u00e0 passare in altre province, con l\u2019operazione \u201cinsieme\u201d, alla quale auguriamo tutti il pi\u00f9 ampio successo. <\/p>\n<p>Tuttavia, se l\u2019obiettivo &#8211; ormai ridimensionato e pi\u00f9 credibile &#8211; questa volta sembra pi\u00f9 limitato, non altrettanto lo sono i dati nell\u2019enunciazione del problema. Primo, il presidente Karzai, eletto attraverso elezioni contestatissime, non sembra avere le caratteristiche di  leader carismatico di un Paese assai composito per indole, etnia, religione e cultura. Secondo, l\u2019esercito e la polizia alla lunga potrebbero essere male accettati dai talebani  e dalle milizie dei clan. Terzo, anche se il generale McChristal nel suo intervento alla Nato ha assicurato che gli afghani \u201csentono l\u2019identit\u00e0 nazionale\u201d, altre voci autorevoli sono altrettanto convinte che non sia vero, in quanto l\u2019Afghanistan solo in alcuni periodi \u00e8 stato uno Stato, ma mai una Nazione. Almeno cos\u00ec come il termine Nazione \u00e8 definito dai vecchi geopolitici. <\/p>\n<p>Senza contare che estirpare i talebani \u201ccattivi\u201d, quelli che condividono la dottrina dei terroristi di al-Qaeda e prima o poi tornerebbero a ospitarla, sembra un\u2019impresa molto simile a vuotare il mare con il secchiello. Non perch\u00e9 sia impossibile ucciderli tutti, ma perch\u00e9 si riproducono velocemente. Quelli dell\u2019Helmand, infatti, sono di \u201cseconda generazione\u201d. Quando ero bambino &#8211; c\u2019era il fascismo &#8211; si sentiva parlare del pericolo giallo. \u201cSe i cinesi si mettessero in fila indiana e cominciassero a marciare verso l\u2019Europa\u201d &#8211; ci diceva la maestra &#8211; \u201cseguiterebbero ad arrivare per sempre, perch\u00e9 continuerebbero a nascere e mettersi in fila\u201d. Non riesco a scacciare questo buffo pensiero quando leggo che, in Pakistan, nelle aree tribali e dintorni ci sono 13 mila madrasse, di cui solo una minima parte sotto controllo governativo. Ma questa, sebbene faccia una certa impressione, \u00e8 solo una nota di colore.<\/p>\n<p><b>La realt\u00e0 afgana<\/b><br \/>          La realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019Afghanistan storicamente non \u00e8 mai stato unitario, e che mai i signori della guerra, i coltivatori di oppio, i gestori delle mafie dei trasporti, i capi delle varie trib\u00f9 che, ciascuno con la propria milizia, controllano le centinaia di valli in cui si articola il territorio, accetteranno di essere fedeli a un capo dello Stato che manda il \u201cproprio\u201d esercito, la \u201cpropria\u201d polizia ed i \u201cpropri\u201d funzionari a presidiare territori dove le milizie hanno sempre operato senza altro controllo se non quello del clan. <\/p>\n<p>Certo, qualcosa sar\u00e0 cambiato, ma il tempo non \u00e8 molto, se \u00e8 vero che il prossimo anno le truppe venute dall\u2019occidente gi\u00e0 inizieranno il ripiegamento. Se dobbiamo credere al giornalista pachistano Ahmed Rashid &#8211; che di quei paesi e quelle genti se ne intende &#8211; vi fu un solo periodo in cui l\u2019Afghanistan era Stato unitario, quando Abdul Rehman, l\u2019\u201demiro di ferro\u201d che regn\u00f2 tra il 1880 e il 1901 sostenuto dagli inglesi, alla guida delle fanatiche milizie <i>pashtun<\/i>,  mise a ferro e fuoco il territorio, facendo strage di oppositori, imponendo la <i>shari\u2019a<\/i> come unica legge e soffocando nel sangue oltre quaranta rivolte. Erano null\u2019altro che i talebani di allora, gli unici capaci di tenere in pugno le trib\u00f9 e i loro capi. Ma Nato e americani non vogliono certo questo, n\u00e9 Karzai sarebbe in alcun modo in grado di personificare Abdul Rehman.<\/p>\n<p>          Allora, i conti non tornano. Se a guidare la nuova dottrina \u00e8 davvero un presupposto di Stato unitario e sovrano, c\u2019\u00e8 il pericolo che, dopo tanto combattere e presidiare, i clan e le loro milizie non accettino che il loro potere sia permanentemente scalzato, dopo secoli, da quello dell\u2019esercito e della polizia di Karzai, o di chi per lui. E allora? Se l\u2019approccio \u201ctop-down\u201d non dovesse funzionare &#8211; come probabile &#8211; ci sar\u00e0 da riformulare per la terza volta l\u2019enunciazione del problema. Che potrebbe essere: partiamo dal basso, potenziamo ed accettiamo le milizie dei clan, rendiamole &#8211; con il denaro &#8211; impermeabili ai talebani cattivi e ad al-Qaeda. E accontentiamoci di questo; sembra gi\u00e0 tanto.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p><a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=1\" target= \"blank\"><b><u>Speciale Afghanistan<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I quesiti che si pone e ci pone Stefano Silvestri nell\u2019articolo di replica a Giovanni Sartori, altro non sono che una colorita sintesi di tutta la problematica afgana. Per quanto i punti interrogativi siano pi\u00f9 che sufficienti per dare dimensione a questo rompicapo, se ne potrebbe aggiungere un altro: l\u2019Afghanistan \u00e8 davvero un problema? S\u00ec [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[68],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13960"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63667,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13960\/revisions\/63667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}