{"id":14000,"date":"2010-02-25T00:00:00","date_gmt":"2010-02-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lady-ashton-passi-falsi-e-scelte-sbagliate\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:13","slug":"lady-ashton-passi-falsi-e-scelte-sbagliate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/02\/lady-ashton-passi-falsi-e-scelte-sbagliate\/","title":{"rendered":"Lady Ashton, passi falsi e scelte sbagliate"},"content":{"rendered":"<p>Giampiero Boniperti, uno degli uomini che hanno fatto la storia del calcio italiano, racconta, nel suo bel libro \u201cLa mia Juventus\u201d, che, da ragazzo, la porta gli sembrava grande e larga, fin quando, a 18 anni, non sbagli\u00f2 il primo gol in serie A. A quel punto, la porta gli divenne piccola e stretta. Lady Ashton, che per brevit\u00e0 chiamiamo \u2018ministro degli esteri europeo\u2019, un\u2019esperienza del genere non l\u2019ha mai vissuta: a lei, la porta della politica estera europea dev\u2019essere parsa subito piccola e stretta, perch\u00e9 non le \u00e8 mai riuscito di buttarne dentro una.<\/p>\n<p><b>Passi falsi<\/b><br \/>Si muove poco, arriva tardi, fa scelte sbagliate. Non \u00e8 un giudizio nostro, ma \u00e8 l\u2019opinione generalizzata della stampa europea nel suo complesso. E il parere comincia a essere condiviso anche dai colleghi della baronessa laburista, irritati da alcune sue nomine e delusi da certe sue decisioni. Ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, quella di disertare la riunione dei ministri della Difesa dei 27 a Palma di Maiorca, il 24 e 25 febbraio: Catherine, 53 anni, famiglia numerosa, mai stata ministro, ha preferito andare a Kiev, all&#8217;inaugurazione come presidente ucraino di Viktor Ianukovich, uno che promette d\u2019essere pi\u00f9 amico di Mosca che di Bruxelles.<\/p>\n<p>Il predecessore della Ashton, Javier Solana, a queste riunioni, sia pure informali, era sempre andato. Questo poi era un appuntamento importante, perch\u00e9 i ministri dovevano discutere del rafforzamento della cooperazione europea, inclusa la questione del comando integrato. E, per di pi\u00f9, c\u2019era la questione dell\u2019Afghanistan, dopo l\u2019apertura della crisi di governo in Olanda sulla proroga della missione. Vero \u00e8 che la baronessa non lesina le sue certezze: ha gi\u00e0 detto pubblicamente di non capire a che cosa servirebbe un comando militare integrato europeo, anche per evitare doppioni, dopo aver dichiarato di fronte al Parlamento europeo il suo agnosticismo  sul seggio unico dell\u2019Ue alle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Indubbiamente, la partenza della Ashton \u00e8 stata lenta, forse appesantita dalla molteplicit\u00e0 di incarichi e dalla sorpresa che i capi di Stato e di governo dei 27 abbiano puntato proprio su di lei per essere la voce e il volto dell\u2019Europa nel mondo. Stendiamo pure un velo su quanto avvenuto prima del 9 febbraio, quando  il Parlamento di Strasburgo ha votato l\u2019investitura alla  nuova Commissione europea presieduta per la seconda volta dall\u2019ex premier portoghese Jos\u00e9 Manuel Durao Barroso (Barroso II). E diamo per acquisito che, fino a quel momento, Catherine, alto rappresentante della politica estera e di difesa europea, vice-presidente della Commissione e responsabile delle relazioni esterne, stesse studiando i suoi molti dossier e restasse volutamente dietro le quinte, mantenendo un fragoroso silenzio sulla recrudescenza della minaccia terroristica, a cavallo di capodanno e dopo il terremoto ad Haiti.<\/p>\n<p><b>Allergia ai viaggi<\/b><br \/>Ma anche l\u2019avvio ufficiale \u00e8 stato infelice. Proprio il giorno dell\u2019insediamento della Commissione, i corrispondenti da Bruxelles della stampa francese e britannica la mettono sotto tiro: poche missioni all\u2019estero, troppi week-end a Londra. E c\u2019\u00e8 pure lo schiaffo del rinvio del Vertice Ue-Usa: la presidenza di turno spagnola del Consiglio europeo l\u2019aveva messo in agenda il 23 e 24 maggio a Madrid, ma lo ha dovuto far slittare dopo avere saputo che il presidente statunitense Barack Obama non pensava d\u2019essere in Europa in quei giorni.<\/p>\n<p>Il quotidiano francese <i>Liberation <\/i>rimprovera alla Ashton la gestione della crisi di Haiti, gi\u00e0 contestata da gruppi in Parlamento: di non essersi recata subito a Port au Prince, come ha fatto invece il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, e di non avere garantito coordinamento e visibilit\u00e0 dell&#8217;intervento Ue. &#8221;L&#8217;Unione europea, che fornisce la maggior parte degli aiuti ad Haiti (430 milioni di euro contro i 100 milioni di dollari Usa) e il maggior numero delle equipe di soccorso \u00e8 politicamente assente, a causa dei week-end londinesi&#8221; del suo \u2018ministro\u2019, scriveva Jean Quatremer, ricordando che la baronessa tiene marito e figli a Londra, dove li raggiunge tutti i venerd\u00ec pomeriggio.<\/p>\n<p>Proprio la scarsa vocazione a muoversi e viaggiare inquieta diplomatici e funzionari. Lady Asthon non intende percorrere 300mila chilometri l&#8217;anno come faceva Solana, &#8221;ma un ministro degli esteri che non viaggia non esiste&#8221;, era il commento riferito da <i>Lib\u00e9ration<\/i>. E pure il reclutamento dello staff, composto &#8221;per met\u00e0 da britannici&#8221;, finiva sotto accusa: nella squadra &#8221;c&#8217;\u00e8 un solo francese, per giunta uno junior&#8221;, e i funzionari prescelti sono quasi tutti specializzati sui Balcani quando &#8221;ci\u00f2 che interessa i nostri partner, soprattutto gli americani, sono l&#8217;Afghanistan, l&#8217;Iran e l&#8217;Iraq&#8221;.<\/p>\n<p><b>In ordine sparso<\/b><br \/>Punture di spillo francesi?, Gelosie chauviniste? Pu\u00f2 darsi. Ma l\u201911 febbraio, con il \u2018ministro degli esteri\u2019 ormai a pieni poteri, si assiste alla grottesca presenza in ordine sparso dei diplomatici europei alle celebrazioni a Teheran per l\u2019anniversario della rivoluzione islamica, due giorni dopo le aggressioni ad alcune ambasciate europee, fra cui quella italiana: qualche paese non ci va proprio &#8211; fra questi, l\u2019Italia &#8211; qualcuno ci manda l\u2019incaricato d\u2019affari, qualcuno ci va con l\u2019ambasciatore in pompa magna. Bell\u2019esempio di politica estera europea, quando un comportamento coordinato non sarebbe costato nulla!<\/p>\n<p>A quel punto, la Ashton decide di rompere gli indugi e di partire. E dove ti va, per la prima missione? Nei Balcani, dove si sente pi\u00f9 forte, o dove almeno \u00e8 forte il suo staff: visita Sarajevo, Belgrado e Pristina, nel secondo anniversario dell\u2019indipendenza kosovara, dispensando promesse condizionate di futura adesione all\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Poi, scopre altre carte: il 3 marzo andr\u00e0 ad Haiti &#8211; dopo, per\u00f2, la collega bulgara Kristalina Georgieva &#8211; per presentare una sorta di \u2018piano Marshall\u2019 per la ricostruzione del Paese, in vista della conferenza dei donatori del 31 marzo; e il 17 marzo andr\u00e0 in Israele (ancora si ignorano le altre tappe del suo viaggio).<\/p>\n<p><b>Nomine discutibili<\/b><br \/>Dunque, la baronessa fa missioni e lavora alla creazione del \u2018corpo diplomatico\u2019 dell\u2019Unione europea, che dovrebbe nascere in primavera. Rodaggio finito e critiche sepolte? Neanche per sogno: la nomina dell\u2019ex ministro degli esteri lituano Vygaudas Usackas, 46 anni, come inviato speciale dell\u2019Ue a Kabul le scatena addosso un\u2019altra polemica. E non \u00e8 una campagna di bandiera italiana, anche se il posto era, dal maggio del 2008, dell\u2019ambasciatore Ettore Sequi e anche se Roma aveva gi\u00e0 perduto un mese fa il posto di rappresentante civile della Nato in Afghanistan, ricoperto dal diplomatico Fernando Gentilini. Il ministro degli esteri Franco Frattini parla di \u201cnormale rotazione\u201d, ma altri, anche nel governo, come il ministro delle politiche europee Andrea Ronchi, denunciano \u201cla marginalizzazione del sistema Italia: dobbiamo puntare i piedi e abbiamo un credito\u201d. Credito che Frattini ritiene di riscuotere piazzando Gentilini come inviato per l\u2019Ue nei Balcani e Sequi nel gabinetto dell\u2019alto rappresentante.<\/p>\n<p>La Ashton pesca Usackas in una rosa ristretta di quattro nomi, l\u2019italiano uscente, il lituano, un polacco e un ungherese. E poteva scegliere meglio: Usackas, un ex ambasciatore lituano a Londra e Washington, prima di diventare ministro degli esteri, \u00e8 appena uscito, perdente, da uno scontro politico con il presidente lituano Dalia Grybauskaite, che lo ha costretto, il 22 gennaio, a dimettersi da ministro. Tutto verte intorno al problema dell\u2019esistenza o meno di carceri segrete della Cia in territorio lituano, un lascito delicato della presidenza Bush e dei suoi metodi disinvolti e criminali di lotta al terrorismo.<\/p>\n<p>La Grybauskaite dice che le prigioni c\u2019erano, Usackas lo nega, fino a essere smentito da un\u2019inchiesta del Parlamento lituano, che conferma che i servizi di Vilnius collaborarono con la Cia tra il 2002 e il 2006 nelle catture e detenzioni illegali. Difficile immaginare che un uomo coinvolto nella \u2018guerra sporca\u2019 possa essere il migliore rappresentante dell\u2019Ue in Afghanistan, dove la guerra al terrorismo \u00e8 in pieno corso. Se ne preoccupa pure il Parlamento europeo: il deputato italiano dell\u2019Idv, Pino Arlacchi, che di lotta internazionale alla criminalit\u00e0 organizzata se n\u2019intende, avverte: \u201cCome minimo abbiamo bisogno di chiarezza e trasparenza sul ruolo di Usackas, se vogliamo che abbia credibilit\u00e0 sul terreno\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, da Frattini e da altri ministri parte la richiesta alla Ashton di discutere insieme \u201ci criteri per le nomine\u201d, prima della creazione del corpo diplomatico Ue: la baronessa rischia di ritrovarsi commissariata. Tanto pi\u00f9 che un\u2019altra nomina, questa attribuita al presidente Barroso, crea malumori nelle capitali europee: Barroso ha infatti scelto un suo fedelissimo, il portoghese Joao Vale de Almeida, portoghese e suo ex capo di gabinetto, a capo della rappresentanza della Commissione a Washington, al posto dell\u2019ex premier irlandese John Bruton. La nomina di Almeida, appena fatto direttore generale della Dg relazioni esterne, non \u00e8 piaciuta ad almeno una dozzina di paesi dell\u2019Ue e ha provocato una lettera di protesta del ministro degli esteri svedese Carl Bildt, per mancata consultazione. Bildt, per\u00f2, non ha scritto a Barroso, ma alla Ashton: c\u2019\u00e8 posta per Catherine, e non \u00e8 sempre del cuore.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>A.\tMissiroli: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1369\" target= \"blank\"><b><u> La marcia a tappe verso il servizio diplomatico dell&#8217;Ue<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>G. Gramaglia: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1368\" target= \"blank\"><b><u> Lady Ashton latita, la Commissione zoppica<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giampiero Boniperti, uno degli uomini che hanno fatto la storia del calcio italiano, racconta, nel suo bel libro \u201cLa mia Juventus\u201d, che, da ragazzo, la porta gli sembrava grande e larga, fin quando, a 18 anni, non sbagli\u00f2 il primo gol in serie A. A quel punto, la porta gli divenne piccola e stretta. 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