{"id":14060,"date":"2010-03-09T00:00:00","date_gmt":"2010-03-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-cinesi-in-mozambico-a-caccia-di-risorse\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:11","slug":"i-cinesi-in-mozambico-a-caccia-di-risorse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/03\/i-cinesi-in-mozambico-a-caccia-di-risorse\/","title":{"rendered":"I cinesi in Mozambico a caccia di risorse"},"content":{"rendered":"<p>La presenza cinese nel continente africano ha assunto, negli ultimi dieci anni, caratteri e dimensioni impressionanti. Secondo alcune stime, vi sono oggi oltre un milione di cinesi in Africa, tra residenti e mano d\u2019opera impegnata nei grandi lavori infrastrutturali finanziati dalla potenza asiatica. Una valutazione accurata dell\u2019aiuto cinese all\u2019Africa non risulta facile, sia per le numerose forme che esso assume (prestiti, donazioni, forniture di beni e servizi, assistenza, riduzione del debito, costruzioni civili, ecc.), sia per la variet\u00e0 degli enti cinesi che se ne occupano: per l\u2019anno 2007 l\u2019aiuto veniva valutato in circa 5 miliardi di dollari, a fronte dei circa 45 miliardi messi a disposizione nel 2008 dall\u2019insieme dei Paesi donatori dell\u2019Ocse.<\/p>\n<p>La penetrazione cinese si articola in forme diverse nei vari Paesi interessati, pur seguendo una linea generale d\u2019intervento basata, di fatto, sullo scambio tra aiuti allo sviluppo e possibilit\u00e0 di sfruttamento ed importazione di materie prime.<\/p>\n<p><b>Un paese in crescita<\/b><br \/>In Mozambico, paese povero e privo di infrastrutture adeguate, ma in continua crescita economica, la Cina ha puntato sulle grandi risorse forestali del Paese, pur non tralasciando la possibilit\u00e0 di accordi per lo sfruttamento di miniere (carbone, titanio, oro) di gas e, in prospettiva, del petrolio off-shore.<\/p>\n<p>Il Paese \u00e8 oggi una democrazia in progressivo consolidamento: nelle elezioni dello scorso ottobre il partito al governo, il Frelimo, ha riportato una larga maggioranza. Dal 2000 al 2006 la crescita economica media \u00e8 stata dell\u20198% e nei tre anni successivi non si \u00e8 fermata. Lo scorso agosto \u00e8 stato inaugurato un impressionante ponte sullo Zambesi, il grande fiume che separa il Nord dal Centro e dal Sud del Mozambico, costruito grazie a finanziamenti occidentali (tra cui quelli italiani). Tuttavia il Paese resta tra i pi\u00f9 poveri del mondo e il consistente aiuto cinese trova entusiasti sostenitori.<\/p>\n<p>Si stima che oggi vivano in Mozambico circa 7000 residenti cinesi, peraltro giunti in gran parte da Macao ai tempi della dominazione portoghese per affiancare la mano d\u2019opera locale. Ma diverse migliaia di cinesi sono impegnati nella realizzazione di grandi infrastrutture, come la diga sullo Zambesi, per la quale Pechino ha stanziato 2,3 miliardi di dollari di aiuti.<\/p>\n<p><b>Penetrazione cinese<\/b><br \/>Le imprese di costruzione cinesi tendono infatti ad avvalersi di mano d\u2019opera cinese \u2013 non \u00e8 raro veder passare per le strade di Maputo interi camion stipati di operai cinesi \u2013 dato che la maggior parte della manovalanza mozambicana manca ancora di specializzazione. Questo riduce la possibilit\u00e0 di trasferimento di know-how e la formazione di operai specializzati mozambicani, ma  le imprese cinesi debbono aver valutato che importare operai cinesi specializzati costi meno che formare e utilizzare mano d\u2019opera locale, con i relativi costi qualitativi e non tangibili: dalla barriera linguistica al gap culturale. N\u00e9 \u00e8 escluso che dietro ci siano motivazioni pi\u00f9 generali di politica estera.<\/p>\n<p>Sta di fatto,comunque, che se c\u2019\u00e8 un qualche sconcerto  nel prendere atto di questa politica delle imprese cinesi, i mozambicani apprezzano le infrastrutture e gli edifici costruiti da imprese che rispettano i tempi e portano a termine le opere senza lungaggini. Una politica del \u201cfare\u201d che alla gente, stanca di opere pubbliche che rimangono solo promesse o che restano mesi o addirittura anni in sospeso per mancanza di fondi o materie prime (come l\u2019acciaio), piace. E tutti possono constatare i benefici pi\u00f9 immediati e tangibili, e soprattutto gratuiti, dell\u2019aiuto cinese: solo a Maputo, ne sono frutto il nuovo Palazzo del Parlamento, la nuova sede del Ministero degli Esteri, le nuove abitazioni della zona militare e il futuro stadio. Sono ben visibili anche le scuole di formazione rurale e i centri di prevenzione della malaria finanziati dalla Cina in varie parti del Paese, oltre a numerosi altri interventi in campo sanitario.<\/p>\n<p><b>Do ut des<\/b><br \/>La potenza asiatica, per parte sua, si interessa alle risorse naturali del Paese. Poich\u00e9 la terra , in Mozambico, \u00e8 in principio di propriet\u00e0 dello stato e comunque non pu\u00f2 essere acquisita da stranieri, la Cina ha cominciato da tempo a finanziare dei mozambicani che ottengono concessioni per sfruttare la terra\/foresta. I beneficiari delle concessioni, a loro volta danno in cambio ai loro finanziatori il frutto di questa concessione, la legna. In vaste estensioni di territorio nel Centro e nel Nord del Paese sono cos\u00ec impiegati  centinaia di contadini per abbattere alberi da cui produrre legname. La Cina, maggior importatore mondiale di legname, ha sete di tale prodotto, che ottiene in tal modo a prezzi contenuti.<\/p>\n<p>Questa politica viene di buon grado accettata da una classe dirigente che  preferisce una concreta e corposa politica di cooperazione senza troppi vincoli e condizioni, come quella offerta dalla Cina, alle politiche di sviluppo piene di \u2018se\u2019 e di \u2018ma\u2019 dei paesi occidentali; e trova terreno fertile tra la popolazione locale, priva di lavoro e risorse economiche e facilmente conquistata da promesse di lavoro stagionale per pochi dollari.<\/p>\n<p>Di fatto, la mancanza di valide alternative economiche e di consolidate politiche di gestione della terra rende  comprensibilmente appetibile, agli occhi dei mozambicani, questo \u2018scambio\u2019 con la Cina: risorse forestali in cambio di lavoro stagionale ed opere pubbliche\/infrastrutture costruite in tempi record.<\/p>\n<p>Certo l\u2019opera di deforestazione \u2013  peraltro da tempo avviata dalle povere popolazioni del Mozambico centrale e settentrionale per produrre e vendere carbone e per creare terreni agricoli \u2013 se proseguisse e si intensificasse, potrebbe avere in futuro preoccupanti conseguenze. Tuttavia , per il momento, ci\u00f2 non sembra costituire un problema prioritario. E l\u2019entit\u00e0 e le caratteristiche degli aiuti cinesi sono tali da mettere in secondo piano, almeno per ora,questo genere di questioni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>G. Casa: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1127\" target= \"blank\"><b><u>Il Sudafrica tra tribalismo e crescente influenza della Cina<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presenza cinese nel continente africano ha assunto, negli ultimi dieci anni, caratteri e dimensioni impressionanti. Secondo alcune stime, vi sono oggi oltre un milione di cinesi in Africa, tra residenti e mano d\u2019opera impegnata nei grandi lavori infrastrutturali finanziati dalla potenza asiatica. 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