{"id":14110,"date":"2010-03-11T00:00:00","date_gmt":"2010-03-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/proliferazione-nucleare-al-bivio\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:11","slug":"proliferazione-nucleare-al-bivio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/03\/proliferazione-nucleare-al-bivio\/","title":{"rendered":"Proliferazione nucleare al bivio"},"content":{"rendered":"<p>La prossima conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione (Tnp), che si terr\u00e0 a New York nel maggio 2010, \u00e8 uno dei principali appuntamenti internazionali in agenda quest\u2019anno. Se non riuscisse a produrre risultati di un qualche rilievo, il regime di non proliferazione nucleare, gi\u00e0 insidiato da una serie di sviluppi tecnologici e politici, sarebbe messo ulteriormente a rischio. Il Tnp, firmato nel 1968 ed entrato in vigore nel 1970 e a cui aderiscono tutti i paesi del mondo eccetto quattro &#8211; Israele, India, Pakistan e Nord Corea, che si \u00e8 ritirata del trattato &#8211; \u00e8 giustamente considerato una pietra miliare della stabilit\u00e0 strategica internazionale.<\/p>\n<p>All\u2019indomani delle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki, era diffusa la convinzione che tutti i paesi con un certo livello di sviluppo tecnologico si sarebbero prima o poi dotati di armi nucleari. Questo non \u00e8 successo proprio grazie al Tnp.<\/p>\n<p><b>Tre pilastri<\/b><br \/>\nSi tratta di un trattato discriminatorio: alcuni paesi &#8211; i cinque che avevano effettuato un test nucleare prima del 1\u00b0 gennaio 1967 e che sono anche i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu &#8211; sono autorizzati a possedere le armi nucleari, mentre ci\u00f2 \u00e8 interdetto agli altri paesi aderenti al trattato, che sono perci\u00f2 definiti \u201cpaesi non nucleari\u201d nel trattato stesso. Nello spirito del Tnp questa discriminazione \u00e8 provvisoria. I paesi nucleari sono infatti tenuti a procedere speditamente e in buona fede alle trattative per l\u2019eliminazione delle loro armi nucleari. Questo \u00e8 il <i>primo pilastro <\/i>del Tnp: il <i>disarmo nucleare<\/i>.<\/p>\n<p>Il <i>secondo pilastro<\/i> \u00e8 la <i>non-proliferazione<\/i>: a nessun paese membro del trattato \u00e8 consentito trasferire o ricevere armi o esplosivi nucleari o parti di essi. Nessun paese nucleare pu\u00f2 fornire assistenza per la costruzione di esplosivi nucleari a paesi non nucleari, n\u00e9 affidare il controllo diretto o indiretto di armi nucleari a paesi non nucleari. Inoltre tutti i paesi non nucleari devono concordare con l\u2019agenzia internazionale dell\u2019energia atomica di Vienna le procedure di controllo delle proprie attivit\u00e0 nucleari pacifiche.<\/p>\n<p>Infine il <i>terzo pilastro<\/i>del Tnp riguarda il diritto inalienabile dei paesi membri del trattato a sviluppare energia nucleare per scopi pacifici e a ricevere l\u2019assistenza relativa.<\/p>\n<p><b>Un appuntamento cruciale<\/b><br \/>\nOgni cinque anni, a partire dal 1970, si svolge alle Nazione Unite una conferenza generale di tutti i paesi membri del Tnp. Questa conferenza \u00e8 detta di riesame perch\u00e9 vi viene esaminato lo stato di applicazione del trattato. Solo nel 1995 la Conferenza ha dovuto prendere una decisione &#8211; se estendere la validit\u00e0 del trattato e per quanto tempo &#8211; e ha deciso di estenderla indefinitamente.<\/p>\n<p>Anche se non ci sono decisioni precise da prendere, l\u2019appuntamento quinquennale delle conferenza di riesame del Tnp \u00e8 importante, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica occasione nella quale tutti paesi i membri del trattato possono discutere lo stato di applicazione dei suoi tre pilastri. Le raccomandazioni che escono dalla conferenza sono ovviamente rilevanti, anche se, come \u00e8 capitato, possono rimanere inapplicate.<\/p>\n<p>La conferenza del 2000 ha adottato un importante e impegnativo documento finale che \u00e8 per\u00f2 restato lettera morta. L\u2019ultima conferenza, quella del 2005, \u00e8 invece finita in un impasse, non riuscendo ad adottare alcun documento finale. Dopo dieci anni di sostanziale immobilismo ci si aspetta, e ci si augura, che la conferenza di quest\u2019anno imprima una svolta decisiva all\u2019attuazione del Tnp.<\/p>\n<p><b>Disarmo in stallo<\/b><br \/>\nNonostante la drammatica riduzione (ed eliminazione) delle armi nucleari attuata dopo la fine della guerra fredda, il disarmo nucleare \u00e8 in stallo da parecchio tempo. Tuttora esistono circa 23.000 testate nucleari funzionanti sul pianeta. \u00c8 auspicabile che dalla conferenza di New York venga innanzitutto un richiamo all\u2019obbligo degli stati nucleari di procedere al disarmo.<\/p>\n<p>Quando si parla di disarmo nucleare non si intende solo la riduzione del numero delle testate nucleari attive, ma anche il ridimensionamento del ruolo (militare e politico) che viene assegnato alle armi nucleari. Se i paesi nucleari mostrano di considerare le armi nucleari \u201cutili\u201d dal punto di vista militare, o per accrescere la propria proiezione politica a livello regionale e globale, o per condizionare i paesi non nucleari, \u00e8 evidente che i paesi non nucleari saranno, chi pi\u00f9, chi meno, interessati ad acquisire anche loro questi \u201cutili\u201d strumenti.<\/p>\n<p>Ci sono inoltre altri accordi per il controllo degli armamenti nucleari in discussione da tempo che continuano a incontrare forti difficolt\u00e0. In particolare, alcuni paesi nucleari (membri o non membri del Tnp) sono riluttanti ad aderire al trattato che proibisce i test nucleari (Ctbt). Un altro trattato di grande importanza per la non proliferazione nucleare, quello che dovrebbe proibire la produzione di materiale fissile per scopi militari (Fmct) non ha ancora superato neanche la fase di discussione preliminare. Il mancato superamento di queste situazioni di stallo rischia di minare alle fondamenta il regime di non proliferazione. C\u2019\u00e8 poi il problema delle armi nucleari americane ancora stazionate in alcuni paesi europei (tra cui l\u2019Italia), per il quale si rimanda all\u2019articolo di Natalino Ronzitti su questa stessa rivista.<\/p>\n<p><b>Acque torbide<\/b><br \/>\nLo sviluppo attuale e quello programmato dell\u2019energia nucleare civile solleva altri dilemmi di non facile situazione. S\u2019impone una riflessione sulle misure necessarie ad impedire che le attivit\u00e0 nucleari civili, che sono in continua espansione, aprano la strada all\u2019acquisizione di arsenali nucleari. \u00c8 necessario che l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea) di Vienna rafforzi la sua capacit\u00e0 di monitorare le attivit\u00e0 nucleari civili, fermo restando il diritto inalienabile dei paesi non nucleari di sviluppare energia nucleare per scopi pacifici. La spinosa vicenda del programma nucleare dell\u2019Iran, in cui si mischiano legittime preoccupazioni tecniche e un esasperato simbolismo politico, ha certamente intorpidito le acque, alimentando il sospetto che i paesi nucleari utilizzino i controlli della Aiea per tenere sotto pressione i paesi non nucleari che aspirano a un pi\u00f9 elevato sviluppo tecnologico.<\/p>\n<p>Tutti questi temi sono stati discussi in un incontro svoltosi all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano per iniziativa delle Conferenze Pugwash, a cui hanno partecipato numerosi esperti internazionali provenienti da vari paesi del mondo. Nel documento finale dell\u2019incontro sono stati avanzati una serie di suggerimenti e proposte che verranno presentati ai delegati della Conferenza di riesame del Tnp e, prima ancora, verranno fatti circolare tra le capitali degli stati pi\u00f9 impegnati nella gestione della conferenza. Se almeno una parte di queste proposte fosse accolta, la speranza di poter preservare il traballante regime di non proliferazione nucleare si farebbe pi\u00f9 concreta.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Alcaro: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1378\"><b><u> L\u2019opzione zero di Obama alla prova dei fatti <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>E. Sorvillo: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1176\"><b><u>Se il disarmo non basta: verso la Conferenza di riesame del Tnp<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Pugwash: <a href=\"http:\/\/www.pugwash.org\/reports\/nw\/milan-consultation-2010\/Milan_document_jan10.pdf\" target=\"_blank\"><b><u>Milan Document on nuclear Disarmament and Non-Proliferation, 29 January 2010<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prossima conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione (Tnp), che si terr\u00e0 a New York nel maggio 2010, \u00e8 uno dei principali appuntamenti internazionali in agenda quest\u2019anno. 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