{"id":14120,"date":"2010-03-11T00:00:00","date_gmt":"2010-03-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/armi-nucleari-americane-in-italia-che-fare\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:11","slug":"armi-nucleari-americane-in-italia-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/03\/armi-nucleari-americane-in-italia-che-fare\/","title":{"rendered":"Armi nucleari americane in Italia: che fare?"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente si \u00e8 riacceso il dibattito sulle armi nucleari in Europa, peraltro mai sopito. Esso \u00e8 stato preceduto dal proposito annunciato, lo scorso anno a Praga, dal Presidente Obama di pervenire a un mondo senza armi nucleari, cui ha fatto seguito l\u2019approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu di un\u2019apposita risoluzione (n.1887 del 2009). Imminente \u00e8 poi la Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione (Tnp), che avr\u00e0 luogo il prossimo maggio.<\/p>\n<p>In questo fervore di iniziative si colloca sullo sfondo, ma non tanto, la proposta del governo di coalizione tedesca di rimuovere le armi atomiche attualmente esistenti in Germania. Ad assumere la leadership per l\u2019eliminazione delle armi nucleari in Europa sono poi stati i paesi del Benelux, primo fra tutti il Belgio, sostenuti dalla Norvegia, che tuttavia non ospita armi nucleari sul suo territorio.<\/p>\n<p><b>Italia a rischio isolamento<\/b><br \/>Secondo gli analisti esistono attualmente circa 200 armi nucleari tattiche americane in Europa. Francia e Regno Unito hanno il loro autonomo deterrente nucleare. Le armi nucleari americane sono stazionate in cinque paesi Nato: Belgio, Germania, Italia (che a quanto pare ne avrebbe un numero cospicuo nelle due basi di Aviano e Ghedi Torre), Olanda e Turchia.<\/p>\n<p>Il dibattito sul destino del deterrente nucleare americano \u00e8 particolarmente vivace in Belgio, Olanda e Germania, mentre \u00e8 quasi completamente assente in Italia, dove il governo non ha ancora preso posizione, neppure in vista della Conferenza di riesame del Tnp. Evidentemente l\u2019Italia non vuole scoprire le carte prima che la questione nucleare sia stata affrontata e decisa con gli alleati. Ma cos\u00ec rischia di rimanere isolata sulla scena europea  e si preclude la possibilit\u00e0 di influenzare il dibattito in corso. L\u2019unico paese ad aver assunto la stessa posizione dell\u2019Italia fino ad ora \u00e8 la Turchia, che in quanto vicina dell\u2019Iran, ha interessi strategici diversi da quelli dell\u2019Italia.<\/p>\n<p><b>Deterrenza di nuova generazione<\/b><br \/>La posizione tedesca \u00e8 stata aspramente  criticata (e sbeffeggiata) da Lord Robertson, gi\u00e0 ministro britannico degli affari esteri e segretario generale della Nato, che preferirebbe un dibattito tra esperti e diplomatici, piuttosto che una discussione pubblica. Secondo Robertson, la Germania vorrebbe restare sotto l\u2019ombrello nucleare americano e trasferire ad altri paesi europei le armi atomiche americane presenti nel suo territorio. In realt\u00e0 il governo di coalizione tedesco, segnatamente il suo ministro degli esteri liberale, Guido Westervelle, hanno ipotizzato uno scenario diverso, che prefigura, contestualmente alla graduale rimozione di  armi nucleari non strategiche dal territorio europeo, l\u2019avvio di un\u2019incisiva iniziativa negoziale nei confronti della Russia affinch\u00e9 riduca significativamente il numero delle sue armi nucleari.<\/p>\n<p>La deterrenza ha giocato un ruolo insostituibile durante tutto l\u2019arco della Guerra fredda, e ha assicurato la sopravvivenza delle democrazie in Europa occidentale. Ma tale epoca \u00e8 tramontata. Oggi le domande principali sono due:<br \/>&#8211; La deterrenza pu\u00f2 essere assicurata solo dall\u2019arma nucleare, oppure si pu\u00f2 far affidamento sui nuovi ordigni convenzionali (<i>prompt global strike<\/i>), attualmente allo studio negli Stati Uniti, evitando il rischio di far scattare un conflitto nucleare?<br \/>&#8211; Le armi nucleari tattiche attualmente schierate in Europa non assicurano la deterrenza, poich\u00e9 sono completamente superate e i tempi di reazione sono troppo lunghi: si sostituiscono con ordigni moderni ed efficienti o si eliminano?<\/p>\n<p><b>Questioni aperte<\/b><br \/>Gli Stati Uniti sono impegnati a definire la nuova <i>nuclear posture review <\/i>e la Nato il nuovo concetto strategico. Nel dibattito sarebbe opportuno che rientrassero anche due questioni centrali:  se adottare per le armi nucleari una politica di \u201cno first use\u201d, opzione  finora avversata dagli Stati Uniti; e se sia lecito o meno reagire con armi nucleari ad un eventuale attacco chimico o biologico. Ma contro chi? Contro un gruppo terroristico? In questo caso le armi nucleari non costituiscono un deterrente, e colpire un attore non statale con armi nucleari significherebbe provocare una catastrofe.<\/p>\n<p>Piuttosto vale la pena evocare nel dibattito alcuni argomenti che sono generalmente trascurati.<br \/>Il primo riguarda le garanzie di sicurezza negative, cio\u00e8 l\u2019obbligo di non usare l\u2019arma nucleare contro uno Stato non nucleare membro del Tnp. Tali garanzie vengono meno, qualora l\u2019attacco, anche se convenzionale, sia sferrato in associazione con uno Stato nucleare. \u00c8 il caso di riconsiderarle? <\/p>\n<p>Il secondo riguarda l\u2019obbligo di uno stato non nucleare, membro del Tnp, di non possedere o ricevere armi nucleari. Per aggirare l\u2019ostacolo \u00e8 stato escogitato il sistema della doppia chiave. L\u2019ordigno nucleare pu\u00f2 essere impiegato dallo Stato nucleare, purch\u00e9 non vi sia l\u2019opposizione dello Stato non nucleare sul cui territorio le armi sono stanziate. Ma siamo sicuri che questo sistema non finisca per tradire lo scopo e l\u2019oggetto del Tnp, specialmente quando le armi atomiche potrebbero essere usate solo se imbarcate su tornado italiani, come accade per quelle presenti nella base di Aviano?<\/p>\n<p>Il terzo punto da discutere riguarda l\u2019applicazione del diritto internazionale umanitario. La Corte internazionale di giustizia, nel parere del 1996 sulle armi nucleari, ha affermato che il loro uso \u00e8 contrario al diritto internazionale umanitario. L\u2019Italia ha ratificato tutti i pi\u00f9 importanti strumenti di diritto umanitario, ma, avendo sul proprio suolo armi nucleari, \u00e8 stata costretta a effettuare una dichiarazione secondo cui il protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra non si applica alle armi nucleari. La dichiarazione dovrebbe essere revocata: si darebbe cos\u00ec anche un contributo alla prossima Conferenza di riesame del Tnp.<\/p>\n<p><b>Sciogliere il nodo gordiano <\/b><br \/>In conclusione le armi nucleari tattiche che stazionano sul territorio italiano sono inutili e l\u2019Italia dovrebbe unirsi alla Germania e agli altri paesi continentali che ne chiedono una rimozione, tranne che non voglia invece chiederne un ammodernamento. Questa seconda opzione, oltre che controcorrente,  non sarebbe in sintonia con alcuni recenti atti della politica estera italiana, come il Trattato italo-libico del 2008, che all\u2019art. 21 impegna i due paesi a fare del Mediterraneo una regione priva di armi di distruzione di massa. Non si pu\u00f2, in ogni caso, rimanere inerti in attesa che il nodo gordiano sia sciolto da altri. La rimozione delle armi nucleari tattiche, quantunque di scarso valore negoziale, dovrebbe andare di pari passo con l\u2019apertura di una trattativa con la Russia per la riduzione delle sue armi nucleari di teatro.<\/p>\n<p>\u00c8 immaginabile lo scenario di un\u2019Europa priva di deterrenza e in balia di un potenziale aggressore? Restano le garanzie Nato, ma occorre anche pensare alle prospettive aperte dal Trattato di Lisbona e al fatto che due membri Ue &#8211; Francia e Gran Bretagna &#8211;  sono dotati di armi nucleari che stazionano sui loro territori. Il Trattato di Lisbona ha trasformato la solidariet\u00e0 tra i paesi membri in un patto di difesa collettiva, con l\u2019obbligo di venire in soccorso dello stato aggredito. Quale ruolo potrebbe giocare il deterrente anglo-francese a protezione degli Stati europei? \u00c8 un argomento di cui si dovrebbe quanto meno cominciare a discutere.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1397\" target= \"blank\"><b><u>Nato, attenzione al due di briscola!<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>E. Greco: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1118\" target= \"blank\"><b><u>La stella polare dell\u2019opzione zero<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>N. Ronzitti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1111\" target= \"blank\"><b><u> Il disarmo nucleare dopo Praga<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente si \u00e8 riacceso il dibattito sulle armi nucleari in Europa, peraltro mai sopito. Esso \u00e8 stato preceduto dal proposito annunciato, lo scorso anno a Praga, dal Presidente Obama di pervenire a un mondo senza armi nucleari, cui ha fatto seguito l\u2019approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu di un\u2019apposita risoluzione (n.1887 del 2009). 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