{"id":14270,"date":"2010-03-29T00:00:00","date_gmt":"2010-03-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-diplomazia-flessibile\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:07","slug":"la-diplomazia-flessibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/03\/la-diplomazia-flessibile\/","title":{"rendered":"La diplomazia flessibile"},"content":{"rendered":"<p>Non chiamatela riforma, ma adeguamento dinamico. Al di l\u00e0 del <i>politically correct<\/i>, \u00e8 davvero questo il senso dei \u00ablavori in corso\u00bb avviati nei Ministeri degli Esteri ai quattro angoli del globo. Se si dovessero riassumere in due parole-chiave le sfide che le istituzioni di politica estera hanno davanti, bisognerebbe dire che le <i>strutture<\/i> rigide non riescono pi\u00f9 a gestire i crescenti ed interconnessi <i>flussi <\/i>di informazioni, risorse, finanze, persone. Storicamente, i Ministeri degli esteri sono stati abituati a ragionare per lo pi\u00f9 in termini di \u00abhardware\u00bb (potere economico e militare) piuttosto che di \u00absoftware\u00bb (comunicazione, informazione, connessione). Oggi si tratta di trovare la miscela migliore tra le forze della <i>globalizzazione<\/i>, da un lato, e quelle della <i>geopolitica <\/i>dall\u2019altro. La globalizzazione \u00e8 la proiezione mondiale senza un<i> focus<\/i> territoriale, la geopolitica \u00e8 invece espansione ed influenza su base territoriale.<\/p>\n<p><b>Nuovi fattori<\/b><br \/>Vi sono almeno tre fattori che rendono  urgente svolgere un\u2019approfondita riflessione sull\u2019evoluzione del ruolo dei Ministeri degli esteri. In primo luogo i nuovi assetti geopolitici e il loro impatto sui fori della <i>governante<\/i>globale. Il G20, riconosciuto a Pittsburgh come il principale foro per la cooperazione economica internazionale, \u00e8 destinato a catalizzare il dibattito sui temi globali quali il cambiamento climatico, lo sviluppo, la sicurezza alimentare: tutte questioni \u00abnon tradizionali\u00bb di politica estera. E dunque si pone, ad esempio, il problema della partecipazione delle strutture dei Ministeri degli esteri alla preparazione del G20, che nasce invece principalmente come foro economico-finanziario. <\/p>\n<p>Proprio la crisi finanziaria mondiale ha messo in luce la necessit\u00e0 di una guida politica (anche nel senso di politica internazionale), rendendo evidenti i limiti di un approccio <i>solamente<\/i> tecnico alle tematiche globali. In secondo luogo, occorre adeguarsi all\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona, con una nuova dimensione esterna dell\u2019Unione europea, e soprattutto con la creazione di un Servizio europeo di azione esterna (in pratica, un corpo diplomatico europeo comune). In terzo luogo, vi \u00e8 la crescente internazionalizzazione dei cosiddetti \u00abministeri tecnici\u00bb, che svolgono in modo sempre pi\u00f9 frequente ed incisivo per proprio conto attivit\u00e0 di rilievo internazionale.<\/p>\n<p><b>Approccio tematico<\/b><br \/>Presso il Dipartimento di Stato americano \u00e8 in corso la <i>Quadrennial Diplomacy and Development Review<\/i> (Qddr): un modo di riorganizzare la stessa diplomazia americana intorno alla centralit\u00e0 della <i>partnership <\/i>internazionale per lo sviluppo economico in senso ampio, anche per rispondere in modo strutturale all\u2019insicurezza sistemica sulla scena mondiale. Come si sono attrezzati, in particolare, i Ministeri degli esteri europei? La tendenza generale va nella direzione della centralit\u00e0 dell\u2019approccio tematico, senza ovviamente cancellare la dimensione geografica. Ma l\u2019esigenza fondamentale \u00e8 quella di inserire fattori di coerenza sistemica nella stessa concezione della politica estera, che non possono che essere forniti da una visione d\u2019insieme piuttosto che da una strutturazione troppo segmentata o specialistica. \u00c8 un po\u2019 come se dalle nebbie medievali riemergesse con fattezze post-moderne l\u2019idea (epistemica) di <i>universitas <\/i>rispetto a quella (territoriale) di <i>respublica<\/i> nazionale. L\u2019<i>Ecumene <\/i>piuttosto che il <i>Nomos der Erde <\/i>di Schmitt.<\/p>\n<p>Tra gli Europei, il <i>Foreign Office <\/i>britannico \u00e8 stato organizzato attorno a sei direzioni generali tematiche, le pi\u00f9 importanti delle quali sono \u00abEuropa e Globalizzazione\u00bb, \u00abDifesa e intelligence\u00bb; \u00abPolitica\u00bb (internazionale). La Francia ha adottato un modello analogo; il Quai d\u2019Orsay ha creato, tra le altre articolazioni, una Direzione generale per gli affari politici e di sicurezza (che comprende le direzioni \u00abgeografiche\u00bb) e una Direzione generale per gli affari globali (con competenze \u00aborizzontali\u00bb). In Germania il processo di trasformazione (\u00abchange process\u00bb) \u00e8 appena iniziato, ma le problematiche da affrontare sono sostanzialmente simili a quelle dei principali partner europei.<\/p>\n<p> <b>E l\u2019Italia? <\/b><br \/>Anche da noi \u00e8 in atto un processo di ristrutturazione. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura lo scorso 17 dicembre un progetto di Dpr sulla riorganizzazione della Farnesina. Le scelte operate sono sostanzialmente in linea con quelle dei principali paesi europei. Oltre a due direzioni \u00abtecniche\u00bb (per le risorse e l\u2019innovazione e per l\u2019amministrazione, l\u2019informatica e le comunicazioni) e a due direzioni consolidate (italiani all\u2019estero e politiche migratorie; cooperazione allo sviluppo) sono quattro le direzioni generali caratterizzanti del cambiamento: affari politici e di sicurezza, mondializzazione e questioni globali, Unione Europea, promozione del sistema Paese. <\/p>\n<p>Le competenze geografiche (esclusive e non ripartite) sono state inserite all\u2019interno della direzione per gli affari politici e di quella per la mondializzazione e le questioni globali. Prima del 2000, nella struttura della Farnesina (organizzata per materie) vi erano ripetizioni, sovrapposizioni e conseguenti competizioni tra gli uffici geografici. Poi intervenne la riforma \u00abpan-geografica\u00bb del 2000, che rappresent\u00f2 un\u2019innovazione importante. Il cambiamento attuale pare voler trarre lezioni dai due assetti precedenti. \u00c8 la soluzione perfetta? Il mondo contemporaneo \u00e8 talmente complesso che appare una mera chimera volerlo inseguire con opzioni \u00abdefinitive\u00bb. La diplomazia del futuro sar\u00e0 di tipo <i>flessibile e creativo<\/i>; se i Ministeri degli esteri ne assicurano le condizioni d\u2019esercizio, \u00e8 gi\u00e0 un ottimo risultato.<\/p>\n<p><i>Pasquale Ferrara \u00e8 capo dell\u2019Unit\u00e0 di Analisi e programmazione del Ministero degli Affari Esteri<\/i>.<\/p>\n<p>Articolo pubblicato anche su .<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>R. Matarazzo: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1357\" target= \"blank\"><b><u> Ministero degli esteri, cosa cambia con la Riforma <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non chiamatela riforma, ma adeguamento dinamico. Al di l\u00e0 del politically correct, \u00e8 davvero questo il senso dei \u00ablavori in corso\u00bb avviati nei Ministeri degli Esteri ai quattro angoli del globo. Se si dovessero riassumere in due parole-chiave le sfide che le istituzioni di politica estera hanno davanti, bisognerebbe dire che le strutture rigide non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14270"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63608,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14270\/revisions\/63608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}