{"id":14320,"date":"2010-04-02T00:00:00","date_gmt":"2010-04-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-medvedev-ritorno-al-futuro\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:06","slug":"obama-medvedev-ritorno-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/04\/obama-medvedev-ritorno-al-futuro\/","title":{"rendered":"Obama-Medvedev, ritorno al futuro"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019accordo sulla riduzione degli armamenti strategici tra americani e russi, firmato l\u20198 aprile, \u00e8 il primo in campo nucleare dopo un lungo periodo di stasi. Risale infatti ad otto anni fa l\u2019ultimo accordo strategico Sort (<i>Strategic Offensive Arms Reduction Treaty<\/i>) tra russi e americani. I critici affermano che si tratt\u00f2 di un successo parziale poich\u00e9 non prevedeva l\u2019eliminazione vera e propria delle testate da tagliare &#8211; tra 1.700 e 2.200 &#8211; bens\u00ec il loro rischieramento nei depositi. Inoltre il Sort non contemplava alcuna disposizione sul fronte delle verifiche. Infine, era previsto che scadesse il giorno stesso in cui sarebbero state completate le riduzioni. L\u2019accordo venne sottoscritto a pochi mesi dalla denuncia americana del trattato Abm sulla limitazione dei sistemi anti-balistici sino ad allora considerato uno dei pilastri dell\u2019equazione strategica.<\/p>\n<p><b>Lacuna colmata<\/b><br \/>L\u2019intesa dell\u20198 aprile colma dunque una lacuna importante, anche se rimane ancora un vuoto  cospicuo in materia di accordi di disarmo nucleari di natura multilaterale: l\u2019ultimo, il Trattato sulla messa al bando degli esperimenti nucleari (Ctbt), risale al 1996 e non \u00e8 ancora entrato in vigore.<\/p>\n<p>Il raggiungimento del nuovo accordo si \u00e8 rivelato pi\u00f9 difficile del previsto. Nonostante la volont\u00e0 politica delle due parti di rilanciare (<i>reset<\/i>) il dialogo strategico, non \u00e8 stato possibile raggiungere l\u2019obiettivo originario di concludere l\u2019intesa entro la scadenza dell\u2019accordo Start I nel dicembre del 2009. Negli ultimi mesi si era pertanto prodotta una singolare \u201cvacatio legis\u201d in campo strategico, particolarmente preoccupante per il fatto che era venuto a scadere il regime delle ispezioni e verifiche, essenziale per mantenere un clima di fiducia tra le parti, che \u00e8 una delle componenti della stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il \u201cnuovo Start\u201d prevede anzitutto una riduzione delle testate nucleari. Dalla \u201cforchetta\u201d massima prevista dall\u2019accordo Sort si dovrebbe passare a circa 1.500 testate. Anche in questo caso la riduzione non comporterebbe lo smantellamento vero e proprio degli ordigni. Significativo \u00e8 per\u00f2 il fatto che l\u2019accordo preveda anche una cospicua riduzione dei vettori (missili intercontinentali e bombardieri strategici): il loro numero dovrebbe essere dimezzato passando da 1.600 a circa 700.<\/p>\n<p><b>Novit\u00e0 del trattato<\/b><br \/>Essenziali sono le disposizioni, ammodernate e semplificate, in materia di verifiche. Il vuoto legislativo provocato dalla scadenza dello Start I si prolungher\u00e0 formalmente sino all\u2019entrata in vigore del nuovo trattato, ma le due parti hanno convenuto di mantenere in piedi, su base pragmatica e volontaria, l\u2019essenza delle disposizioni sulle verifiche formalmente non pi\u00f9 in vigore. I negoziatori delle due parti hanno dedicato grande attenzione all\u2019accettabilit\u00e0 delle nuove disposizioni per i parlamenti dei rispettivi paesi. Ci\u00f2 lascia sperare in una pronta ratifica. \u00c8 da prevedere che le incertezze ed i condizionamenti permarranno sino all\u2019ultimo, nonostante la solidit\u00e0 delle maggioranze parlamentari di cui godono i due governi e la tradizionale tendenza del Congresso Usa a dare un voto di approvazione bipartisan sugli accordi strategici.<\/p>\n<p>Molti hanno posto in luce l\u2019importanza dell\u2019accordo per il consolidamento politico interno dei due protagonisti, il presidente americano Obama e quello russo Medvedev. L\u2019accordo li rafforza anche sul piano internazionale poich\u00e9 avviene a poche settimane dalla grande Conferenza che si terr\u00e0 a New York sul riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Si tratta di un progresso importante in uno dei tre <i>pilastri<\/i> del Tnp, quello del disarmo. I critici sosterranno che le riduzioni giungono tardi, sono insufficienti e lamenteranno la mancanza di progressi sul fronte del disarmo multilaterale. Ma nessuno potr\u00e0 negare che si tratta di un passo nella giusta direzione. Anche nei periodi pi\u00f9 bui della guerra fredda, Mosca e Washington hanno cercato di cooperare per il rafforzamento del regime di non proliferazione attraverso misure di disarmo nucleare. A maggior ragione hanno interesse a farlo ora che la guerra fredda \u00e8 alle spalle e la proliferazione rappresenta una delle maggiori minacce.<\/p>\n<p><b>Verso New York<\/b><br \/> Se risultati positivi fossero raggiunti anche sul fronte della non proliferazione vera e propria e  degli usi pacifici dell\u2019energia nucleare &#8211;  gli altri due pilastri del Tnp &#8211; e si riuscisse ad evitare che le controversie sulle questioni regionali degenerino in uno scontro politico, si potrebbe legittimamente sperare in un esito consensuale della conferenza di New York.<\/p>\n<p>L\u2019accordo di Praga non pu\u00f2 che essere la tappa di un processo che dovr\u00e0 svilupparsi nei prossimi anni. Mentre i sistemi strategici vengono ora sottoposti ad una nuova intesa Start e quelli a raggio intermedio sono gi\u00e0 totalmente proibiti ai russi e agli americani, sfuggono ancora ad ogni disciplina giuridicamente vincolante le cosiddette <i>armi nucleari non strategiche<\/i>. Si tratta di armamenti a corta gittata, numerosi e a volte problematici sotto il profilo della sicurezza e della sorveglianza.<\/p>\n<p>Rimane peraltro aperta la questione degli altri paesi possessori di armi nucleari. Russia e Stati Uniti posseggono per\u00f2 oltre il 90% delle testate esistenti ed \u00e8 naturale che da loro ci si aspettino le maggiori riduzioni prima di allargare l\u2019esercizio agli altri paesi nucleari nel quadro dell\u2019obiettivo, sempre pi\u00f9 largamente condiviso, di un mondo privo di armi nucleari.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>N. Ronzitti: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1412\" target= \"blank\"><b><u>Armi nucleari americane in Italia: che fare?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>E. Greco: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1118\" target= \"blank\"><b><u> La stella polare dell\u2019opzione zero<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>P. Cotta-Ramusino:  <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1411\" target= \"blank\"><b><u> Proliferazione nucleare al bivio<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Alcaro: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1378\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019opzione zero di Obama alla prova dei fatti <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019accordo sulla riduzione degli armamenti strategici tra americani e russi, firmato l\u20198 aprile, \u00e8 il primo in campo nucleare dopo un lungo periodo di stasi. 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