{"id":1440,"date":"2006-06-07T00:00:00","date_gmt":"2006-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-longa-manus-di-al-qaeda-in-somalia-e-afghanistan\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:28","slug":"la-longa-manus-di-al-qaeda-in-somalia-e-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/06\/la-longa-manus-di-al-qaeda-in-somalia-e-afghanistan\/","title":{"rendered":"La longa manus di Al Qaeda in Somalia e Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>Nel colpevole disinteresse di molti, abbiamo subito nei giorni scorsi  in Somalia una grave sconfitta nella lotta al terrorismo:  le milizie fondamentaliste che fanno capo alle scuole islamiche, parenti strette dei Talebani,  hanno preso il controllo di Mogadiscio e, in prospettiva, di tutto il Paese, sconfiggendo una coalizione di signori della guerra armata e finanziata dagli Stati Uniti (e sembra, in maniera surrettizia, anche dall\u2019Italia).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il fondato sospetto che queste milizie siano la longa manus di Al Qaeda, e che il loro obbiettivo sia di trasformare quel \u201cnon Stato\u201d che \u00e8 ormai da vari anni la Somalia nella nuova base per il terrorismo islamico, cio\u00e8 nel luogo dove radunare e addestrare coloro che, nei disegni di Osama Bin Laden,  dovranno proseguire l\u2019assalto alla civilt\u00e0 occidentale. Per impedire questa iattura senza intervenire direttamente, gli Stati Uniti non hanno esitato ad appoggiarsi a personaggi assai poco raccomandabili, corresponsabili della attuale disastrosa situazione del Paese, ma ancora una volta sembrano avere sbagliato cavallo. Ora, se vorranno impedire che la Somalia diventi la nuova centrale del terrorismo, compensando in qualche modo Al Qaeda della perdita del suo \u201cemiro\u201d Al Zarqawi in Iraq, dovranno trovare nuovi mezzi e nuovi alleati.<\/p>\n<p><b>La grande incognita Afghanistan <\/b><\/p>\n<p>Uno scontro parallelo sta intanto sviluppando in Afghanistan, che rivest\u00ec il ruolo di centro operativo di Al Qaeda fino a quando \u2013 in seguito all\u201911 settembre \u2013 gli Stati Uniti non intervennero e, con l\u2019aiuto dell\u2019Alleanza del nord, sconfissero il regime del mullah Omar. Sembrava che, con lo svolgimento di regolari elezioni, l\u2019insediamento alla presidenza di un leader filo-occidentale come Karzai e l\u2019immissione di cospicui aiuti, la situazione fosse abbastanza stabilizzata. Purtroppo, non \u00e8 cos\u00ec. I Talebani hanno gradualmente rialzato la testa e nonostante la presenza sia di un corpo di spedizione americano di 12.000 uomini, sia di un contingente NATO di quasi 20.000, stanno riprendendo il sopravvento nelle province sudorientali. Al contrario di quanto avviene in Somalia, qui l\u2019Occidente \u00e8 impegnato in prima persona: ma, a causa della vastit\u00e0 del Paese, dell\u2019ambiguit\u00e0 di molti leader tribali, delle difficolt\u00e0 del terreno e della tradizionale ostilit\u00e0 degli afgani verso qualsiasi presenza straniera il risultato non \u00e8 affatto scontato. In altre parole, a quasi cinque anni dall\u2019intervento americano, si rischia che almeno una parte del territorio afgano torni sotto il controllo indiretto degli alleati di Osama, che probabilmente \u00e8 appostato appena al di l\u00e0 della frontiera, nelle regioni tribali del Pakistan.<\/p>\n<p><b>Intervento indiretto<\/b><\/p>\n<p>Impedire agli estremisti islamici di insediarsi stabilmente in qualche parte del mondo, con tutti i vantaggi che questo gli porterebbe, \u00e8 diventato un imperativo categorico per l\u2019Occidente. Per questo, una serie di Stati, o anche solo di province, sono stati posti sotto costante monitoraggio, al fine di potere intervenire, preferibilmente in maniera indiretta, prima che la situazione sia compromessa. Tra i sorvegliati speciali c\u2019\u00e8 anche la striscia di Gaza, dove la situazione esplosiva potrebbe favorire un insediamento di Al Qaeda. Ma ci sono anche diversi Paesi musulmani con forte presenza fondamentalista e regimi strutturalmente fragili. <br \/>Questa partita \u00e8 destinata a durare a lungo, e non \u00e8 meno importante della attivit\u00e0 di intelligence e di repressione finalizzata a impedire nuovi attentati negli Stati Uniti e in Europa. Si tratta di una partita in parte alla luce del sole, ma in parte anche combattuta dietro le quinte con metodi e strumenti cui si cerca di dare la minore pubblicit\u00e0 possibile. Ma, data la posta in gioco, vale senz\u2019altro il machiavellico motto \u201cil fine giustifica i mezzi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel colpevole disinteresse di molti, abbiamo subito nei giorni scorsi in Somalia una grave sconfitta nella lotta al terrorismo: le milizie fondamentaliste che fanno capo alle scuole islamiche, parenti strette dei Talebani, hanno preso il controllo di Mogadiscio e, in prospettiva, di tutto il Paese, sconfiggendo una coalizione di signori della guerra armata e finanziata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1440"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1440"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67089,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1440\/revisions\/67089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}