{"id":14430,"date":"2010-04-23T00:00:00","date_gmt":"2010-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-soft-power-della-cina-in-asia-centrale-e-i-ritardi-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:03","slug":"il-soft-power-della-cina-in-asia-centrale-e-i-ritardi-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/04\/il-soft-power-della-cina-in-asia-centrale-e-i-ritardi-dellue\/","title":{"rendered":"Il soft power della Cina in Asia centrale e i ritardi dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>La centralit\u00e0 nei traffici commerciali intercontinentali e la ricchezza di risorse naturali hanno fatto del Kazakistan un terreno di crescente competizione tra Russia, Cina ed Unione Europea. La determinazione del governo di Pechino ad accrescere la sua influenza in Asia centrale e il progressivo arretramento della Russia stanno mettendo a dura prova le prospettive strategiche dell\u2019Ue nella regione. <\/p>\n<p><b>Serbatoio energetico <\/b><br \/>Recentemente il governo kazako ha deciso di concedere alla Cina un milione di ettari di terra per la coltivazione di soia e colza per la produzione di olio. Poco dopo il governo cinese ha espresso la volont\u00e0 di aumentare la produzione nazionale di gas naturale dell\u20198%. Le esportazioni kazake per\u00f2, secondo diverse proiezioni, non ne risentiranno: la cooperazione tra la China National Petroleum Corporation (Cnpc) e la KazMunaiGas permetter\u00e0 al Kazakistan di rimanere il serbatoio energetico principale, assieme a Uzbekistan e Turkmenistan, dell\u2019economia cinese. <\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea, invece, sembra in ritirata dall\u2019Asia centrale: l\u2019unico risultato recente della cooperazione europea \u00e8 stato il varo, avvenuto a febbraio per opera della  Commissione, di un piano d\u2019aiuto di 7,3 milioni di euro volto a ridurre la vulnerabilit\u00e0 della regione davanti a possibili disastri naturali. <\/p>\n<p>Nonostante i programmi di cooperazione dell\u2019Ue configurino interventi volti ad uno sviluppo complessivo, abbracciando la sfera sociale, politica, economica ed istituzionale dei paesi coinvolti, l\u2019Unione non risulta ancora un referente politico ed economico privilegiato. Il programma attualmente sviluppato dall\u2019Ue nella regione, il  \u2018<i>Central Asia Indicative Programme 2007-2010<\/i>\u2019, prevede varie forme di supporto tecnico e finanziario per aiutare le riforme amministrative ed economiche in vista della creazione di un\u2019autentica economia di mercato. Ma il governo di Astana sembra poco incline a mettere in discussione equilibri che attualmente gli garantiscono di mantenere il controllo del paese. <\/p>\n<p><b>Ambizioni regionali<\/b><br \/>Il governo kazako ha lasciato le porte aperte a varie forme di collaborazione con una molteplicit\u00e0 di attori. Governato da un sistema corporativo chiuso e verticistico, che ruota attorno al presidente Nazarbayev, il Kazakistan pu\u00f2 beneficiare di una discreta capacit\u00e0 di manovra in politica estera. L\u2019equilibro politico interno \u00e8 fondato sulla capacit\u00e0 del governo di mantenere una crescita stabile e di perseguire politiche di redistribuzione volte ad appianare le sperequazioni esistenti tra le aree urbane e quelle rurali. <\/p>\n<p>Un\u2019economia basata sull\u2019esportazione di materie prime (gas, greggio e minerali) ha garantito, negli ultimi due lustri, un afflusso di entrate che, grazie alla gestione oculata dei fondi sovrani gestiti dalla Banca Centrale kazaka, ha permesso una crescita tendenzialmente bilanciata. Negli ultimi anni, per\u00f2, il governo ha intrapreso un deciso percorso di differenziazione economica (promosso dal presidente Nazarbayev all\u2019interno del pi\u00f9 ampio progetto \u2018Kazakhstan 2030\u2019), che ambisce a traghettare il paese verso una posizione di primazia economica, finanziaria e politica nella regione. L\u2019istituzione di diversi fondi volti a finanziare, tra l\u2019altro, il progresso tecnologico e lo sviluppo del settore manifatturiero e agricolo, non ha tuttavia riscosso il successo sperato. Due tra i maggiori  investitori esteri (Russia e Ue) non hanno contribuito a sostenere le politiche governative: hanno investito risorse nell\u2019estrazione mineraria e petrolifera, ma hanno ignorato del tutto sia il settore manifatturiero che quello agricolo. <\/p>\n<p><b>Soft power cinese<\/b><br \/>Gli interventi della Cina in Kazakistan dimostrano, invece, che investire in diversi settori dell\u2019economia bilanciando la presenza commerciale con interventi non invasivi, permette di consolidare i rapporti senza la ratifica di veri e propri trattati. Invece di lanciare iperbolici programmi di investimento, Pechino si \u00e8 limitata ad appoggiare il piano di sviluppo governativo, guadagnandosi cos\u00ec la fiducia dell\u2019elite e acquisendo la possibilit\u00e0 di muoversi nell\u2019ambito del settore delle materie prime e dei gasdotti. <\/p>\n<p>L\u2019Unione europea non si \u00e8 dimostrata altrettanto capace di intavolare un dialogo e una cooperazione efficaci con gli stati dell\u2019Asia centrale. A differenza dell\u2019Ue, la Cina ha privilegiato una penetrazione economica puntuale ma continua, basata su interventi mirati, sulla disponibilit\u00e0 di grandi capitali e su un intervento politico non invasivo. Il governo cinese \u00e8 infatti sempre intervenuto <i>ex post <\/i>rispetto ai singoli contratti commerciali, promuovendo l\u2019istituzionalizzazione di relazioni economiche gi\u00e0 in atto. L\u2019Unione europea, al contrario, \u00e8 intervenuta <i>ex ante<\/i>, venendo spesso percepita come un soggetto normativo, che ha la pretesa di dettare le regole del gioco come condizione per il dialogo. <\/p>\n<p>Per poter competere con l\u2019intraprendenza cinese, le politiche di cooperazione dell\u2019Ue devono adattarsi meglio alle dinamiche regionali, valutando con maggiore realismo interessi e bisogni degli interlocutori locali. Senza una buona dose di pragmatismo, l\u2019Ue rischia di perdere la partita con la Cina prima ancora di cominciare a giocarla. <\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche: <\/p>\n<p>N. Sartori: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1344\" target= \"blank\"><b><u>Gas e sfere di influenza in Asia centrale<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La centralit\u00e0 nei traffici commerciali intercontinentali e la ricchezza di risorse naturali hanno fatto del Kazakistan un terreno di crescente competizione tra Russia, Cina ed Unione Europea. 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