{"id":14500,"date":"2010-05-11T00:00:00","date_gmt":"2010-05-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lopzione-zero-di-obama-e-il-futuro-della-dissuasione-nucleare\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:01","slug":"lopzione-zero-di-obama-e-il-futuro-della-dissuasione-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/05\/lopzione-zero-di-obama-e-il-futuro-della-dissuasione-nucleare\/","title":{"rendered":"L\u2019opzione zero di Obama e il futuro della dissuasione nucleare"},"content":{"rendered":"<p>Barack Obama, nella sua <i>Nuclear Posture Review<\/i>, e in una serie di dichiarazioni pubbliche, si \u00e8 impegnato a perseguire l\u2019obiettivo \u201cGlobal Zero\u201d: l\u2019eliminazione a termine di tutte le armi nucleari esistenti al mondo. Le ragioni di ci\u00f2 sono molteplici, ma Graham Allison, professore alla Kennedy School presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard, ex consigliere del Pentagono durante l\u2019amministrazione Reagan ed ex-assistente segretario alla Difesa con l\u2019amministrazione Clinton, le ha riassunte in questo modo:<\/p>\n<p>1) Nord-Corea contro Comunit\u00e0 Internazionale: 10 a 0. Nel 2000 la Corea del Nord aveva plutonio per un paio di bombe nucleari, la possibilit\u00e0 di ricavare materiale fissile per altri 6 ordigni e un reattore nucleare \u201ccongelato\u201d. Oggi ha condotto 2 esplosioni nucleari sperimentali (oltre a numerosi lanci missilistici), ha materiale per 10 ordigni, ne sta ricavando altro per un 11\u00b0 e ne sta producendo di nuovo. Inoltre ha venduto tecnologia nucleare alla Siria.<br \/>2) Iran contro Comunit\u00e0 internazionale: 4002 a 0. Ancora nel 2006 l\u2019Iran non arricchiva l\u2019Uranio. Oggi circa 4000 centrifughe producono quasi 4 chili di Uranio a basso tasso d\u2019arricchimento al giorno, accumulando ad oggi quasi 2 tonnellate di materiale fissile: sufficiente per costruire 2 bombe nucleari.<br \/>3) Pakistan: negli ultimi 10 anni ha triplicato il numero delle sue armi nucleari e del suo materiale fissile.<br \/>4) India e Pakistan: stanno per far entrare in funzione, o stanno costruendo, importanti stabilimenti nucleari per accrescere lo stoccaggio di materiale fissile, specie Plutonio, e poter cos\u00ec fabbricare centinaia di nuove testate nucleari.<br \/>5) Mega-terroristi: dopo l\u201911 settembre, vari gruppi terroristici hanno compiuto attentati mirando ad uccidere centinaia di persone. Alcuni gruppi hanno dimostrato il loro interesse ad acquisire capacit\u00e0 nucleari. Tra questi, al-Qaeda, i separatisti ceceni, Lashkar-e-Taiba.<\/p>\n<p><b>Cambio di passo<\/b><br \/>\u00c8 quindi necessario riprendere l\u2019iniziativa per cercare di invertire le attuali linee di tendenza, che altrimenti sembrano accrescere la probabilit\u00e0 di un qualche attacco nucleare \u201climitato\u201d da qualche parte nel mondo, e forse sul nostro stesso territorio. Questa \u00e8 stata l\u2019idea al centro del Vertice contro la proliferazione nucleare convocato nei giorni scorsi, a New York, da Obama. La questione \u00e8 se quella del \u201cGlobal Zero\u201d sia l\u2019opzione giusta.<\/p>\n<p>A suo favore c\u2019\u00e8 in primo luogo l\u2019impegno, preso formalmente dalle potenze nucleari che hanno ratificato il Trattato di Non Proliferazione, di \u201cnegoziare in buona fede per arrivare all\u2019eliminazione di tutte le armi nucleari\u201d. \u00c8 evidente che l\u2019incapacit\u00e0 o la mancata volont\u00e0 delle potenze nucleari di rispettare tale impegno offre un fortissimo alibi a tutti coloro che vogliono sviluppare un armamento nucleare nazionale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche una giustificazione realpolitica, valida in particolare per gli Usa. Oggi infatti, e per il prevedibile futuro, gli Stati Uniti sono sostanzialmente inattaccabili sul piano delle armi convenzionali e mantengono una superiorit\u00e0 schiacciante nei confronti di qualsiasi avversario che non abbia o non usi armi nucleari. Essi quindi possono proporre l\u2019eliminazione progressiva e completa delle armi nucleari senza correre gravi rischi e anzi con la prospettiva di guadagnare in superiorit\u00e0 strategica.<\/p>\n<p><b>Obiezioni al \u201cGlobal Zero\u201d<\/b><br \/>Vi sono per\u00f2 anche fortissime obiezioni al \u201cGlobal Zero\u201d. La prima \u00e8 che non \u00e8 possibile disinventare le armi nucleari, e che quindi vi sar\u00e0 sempre la possibilit\u00e0 di reintrodurle negli arsenali. Ci\u00f2 significa in particolare (come ha osservato l\u2019ex-ministro americano della Difesa, Harold Brown) che lo \u201cZero\u201d \u00e8 per sua natura altamente instabile. Esso porta a una situazione che \u00e8 definita dagli analisti della \u201cinstabilit\u00e0 del prevalere dell\u2019offesa\u201d, per la quale il primo a muoversi guadagna un vantaggio decisivo. Ci\u00f2 obbliga a loro volta gli avversari a preparare mosse preventive e pu\u00f2 portare ad una dinamica inarrestabile di mobilitazione e di guerra (scenario simile a quello della I Guerra Mondiale).<\/p>\n<p>Secondo alcuni, inoltre, il processo stesso di riduzione progressiva degli armamenti nucleari, una volta arrivato a numeri realmente bassi, potrebbe aprire falle e problemi nella dissuasione nucleare, accrescendo il rischio di un conflitto prima di raggiungere lo \u201cZero\u201d. Inoltre,  l\u2019idea stessa del \u201cGlobal Zero\u201d rischia nel frattempo di compromettere il valore e la credibilit\u00e0 della dissuasione nucleare (in particolare di quella \u201cestesa\u201d a copertura degli alleati).<\/p>\n<p>Un altro grave problema \u00e8 la pratica impossibilit\u00e0 di disporre di sistemi pienamente efficaci di controllo e di verifica (e se decidessimo di nasconderne una o due?). D\u2019altro canto, come assicurare la punizione e la neutralizzazione di coloro che fossero scoperti in violazione delle \u201cZero\u201d? \u00c8 difficile immaginare un sistema efficace che non equivalga ad una sorta di Governo multilaterale globale (forse anche dotato di armamento nucleare\u2026).<\/p>\n<p>La stessa schiacciante superiorit\u00e0 convenzionale americana \u00e8 evidentemente una spinta alla ricerca di capacit\u00e0 perequative da parte dei potenziali avversari e concorrenti: l\u2019arma nucleare \u00e8 stata anche ribattezzata \u201cil grande equalizzatore\u201d.<\/p>\n<p>Infine \u00e8 sempre valida la constatazione che le motivazioni che spingono alcuni stati a dotarsi di armi nucleari, o quelle dei terroristi che vorrebbero disporne, hanno ben poco a che vedere con l\u2019esistenza o meno degli arsenali nucleari dei cinque paesi firmatari del Tnp, ma discendono piuttosto dal timore della forza convenzionale americana, da considerazioni legate agli equilibri regionali, da volont\u00e0 nazionalistiche di affermazione della propria potenza o infine dal desiderio di terrorizzare e piegare la volont\u00e0 della comunit\u00e0 internazionale (il che, nel caso dei terroristi, come notava Thomas Schelling, potrebbe essere ottenuto anche solo con una minaccia credibile di uso di una bomba nucleare, senza effettivamente farla esplodere\u2026).<\/p>\n<p>La conclusione degli scettici \u00e8 che vale per il \u201cGlobal Zero\u201d quello che \u00e8 stato confermato sin dal 1139, dal tentativo del Papa Innocenzo II di bandire l\u2019uso della balestra, e cio\u00e8 che nessun trattato pu\u00f2 efficacemente eliminare un sistema d\u2019arma.<\/p>\n<p><b>Instabilit\u00e0 crescente<\/b><br \/>D\u2019altro canto la situazione attuale sta chiaramente evolvendo verso una crescente instabilit\u00e0 della dissuasione e verso il rischio dell\u2019uso di ordigni nucleari. Il Tnp, da solo, non sembra in grado di bloccare tale tendenza. Possono certamente aiutare a rafforzare il regime di non proliferazione alcuni trattati che ancora non sono entrati in vigore o sono tuttora in fase negoziale, come il Ctbt (Comprehensive Test Ban Treaty), del 1998, o il Fmct (Fissile Material Cut-Off Treaty). Tuttavia \u00e8 probabile che una spinta decisiva verso una maggiore stabilit\u00e0 degli equilibri nucleari (e quindi verso una maggiore credibilit\u00e0 della dissuasione) debba passare prioritariamente dalla istituzione di efficaci sistemi di sicurezza regionale, che diano risposta alle esigenze primarie di sicurezza espresse dai paesi proliferatori, o che costruiscano efficaci sistemi di contenimento e dissuasione a protezione dei loro potenziali avversari regionali. Ci\u00f2 per\u00f2 preannuncia pi\u00f9 l\u2019esigenza di un maggiore impegno di \u201cdissuasione allargata\u201d da parte delle cinque potenze nucleari firmatarie del Tnp, e in particolare degli Usa, che un loro rapido disarmo nucleare.<\/p>\n<p>In ogni caso, come notava recentemente Sir Lawrence Freedman, il mutamento della situazione globale \u00e8 talmente rapido e profondo da imporre la necessit\u00e0 di un ripensamento generale della dissuasione e della stessa teoria del disarmo nucleare: un processo che oggi \u00e8 ancora solo abbozzato e sperimentale. Nel frattempo, \u00e8 essenziale non compiere scelte che destabilizzino ancora pi\u00f9 rapidamente la situazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>E. Greco: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1118\" target= \"blank\"><b><u>La stella polare dell\u2019opzione zero<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Alcaro: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1378\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019opzione zero di Obama alla prova dei fatti<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Barack Obama, nella sua Nuclear Posture Review, e in una serie di dichiarazioni pubbliche, si \u00e8 impegnato a perseguire l\u2019obiettivo \u201cGlobal Zero\u201d: l\u2019eliminazione a termine di tutte le armi nucleari esistenti al mondo. Le ragioni di ci\u00f2 sono molteplici, ma Graham Allison, professore alla Kennedy School presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard, ex consigliere del Pentagono durante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[126,101,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14500"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14500"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61871,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14500\/revisions\/61871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}