{"id":14550,"date":"2010-05-13T00:00:00","date_gmt":"2010-05-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-governo-cameron-e-il-rapporto-con-lue\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:01","slug":"il-governo-cameron-e-il-rapporto-con-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/05\/il-governo-cameron-e-il-rapporto-con-lue\/","title":{"rendered":"Il governo Cameron e il rapporto con l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il governo di coalizione formato in Gran Bretagna da conservatori e liberal-democratici \u00e8 frutto di un compromesso su diverse questioni, inclusa la politica verso l\u2019Europa. L\u2019esecutivo, guidato dal leader dei conservatori David Cameron, con il leader dei lib-dem Nick Clegg come vice primo ministro, pu\u00f2 in teoria contare su una larga maggioranza parlamentare, 363 seggi sui 650 della Camera dei Comuni, ma le differenze programmatiche fra i due partiti potrebbero renderne instabile e precaria la navigazione in una fase particolarmente delicata per la vita politica e istituzionale del paese.<\/p>\n<p>\t<b>Economia in primo piano<\/b><br \/>\tLa svolta si \u00e8 avuta quando i conservatori hanno accettato la proposta di indire un referendum sul sistema elettorale che potrebbe aprire la strada a una riforma in senso proporzionale, da sempre priorit\u00e0 politica per i lib-dem. Un eventuale abbandono &#8211; o una sostanziale correzione &#8211; del sistema uninominale maggioritario  potrebbe  infatti rafforzare notevolmente il ruolo del partito di Clegg, facendone l\u2019ago della bilancia della politica britannica. I due partiti hanno raggiunto un importante compromesso anche sulla politica economica e fiscale, e soprattutto sui tagli al deficit pubblico accumulatosi a causa della crisi finanziaria. <\/p>\n<p>I temi economici sono stati al centro della campagna elettorale ed era inevitabile che facessero la parte del leone anche nei negoziati per la formazione del governo. Deficit e debito hanno infatti raggiunto livelli tali da indurre l\u2019autorevole settimanale <i>The Economist <\/i>ad accomunare la Gran Bretagna ai paesi mediterranei pi\u00f9 a rischio di insolvenza &#8211; Grecia, Spagna e Portogallo. L\u2019aggravarsi dell\u2019emergenza economica \u00e8 stata tra le ragioni principali che hanno spinto tory e lib-dem, nonostante le significative differenze programmatiche, a raggiungere un accordo in tempi rapidi dopo un negoziato interpartitico inusuale per la tradizione politica britannica.<\/p>\n<p><b>Tiro alla fune sui rapporti con l\u2019Ue<\/b><br \/>Particolarmente delicato \u00e8 stato il negoziato tra i due partiti sulla politica verso l\u2019Europa. I lib-dem, che sono il partito britannico pi\u00f9 favorevole all\u2019integrazione europea, ha accettato uno dei punti qualificanti, ma anche pi\u00f9 controversi, della piattaforma elettorale dei conservatori: l\u2019adozione di una legge che obblighi a sottoporre a referendum popolare ogni futura cessione di sovranit\u00e0 all\u2019Unione. Cameron, aveva fatto questa promessa per rassicurare la componente pi\u00f9 euroscettica del suo partito, dopo averla delusa con l\u2019accettazione <i>de facto <\/i>del Trattato di Lisbona. <\/p>\n<p>Il partito di Clegg, che per dieci anni \u00e8 stato parlamentare europeo, ha anche rinunciato a chiedere &#8211; almeno per questa legislatura &#8211; l\u2019ingresso della Gran Bretagna nell\u2019euro, che i tory vedono come fumo negli occhi. In cambio, i conservatori hanno lasciato fuori dal programma di governo due punti qualificanti del loro manifesto elettorale: l\u2019adozione di una legge per riaffermare che la sovranit\u00e0 risiede in ultima istanza nel Parlamento britannico, e l\u2019apertura di negoziati con Bruxelles per ottenere un <i>opt-out <\/i>(esenzione) sia dalla legislazione comunitaria in materia sociale, sia dagli effetti della giurisdizione della Corte di giustizia europea sul diritto penale britannico. Quanto alla politica di difesa, i lib-dem hanno messo da parte i loro dubbi sul programma di riammodernamento del deterrente nucleare britannico basato sui sottomarini Trident, in cambio dell\u2019impegno a valutarne pi\u00f9 attentamente i costi.<\/p>\n<p><b>Compromesso pragmatico<\/b><br \/>L\u2019accordo sulla politica europea si \u00e8 realizzato nonostante le posizioni di partenza fossero molto distanti. Da un lato Cameron, pur non essendo ideologicamente euroscettico, deve fare i conti con l\u2019influente e agguerrita ala antieuropea del suo partito, che tra l\u2019altro ha ottenuto, dopo le ultime elezioni europee, l\u2019uscita dal gruppo del Partito popolare europeo nel Parlamento europeo. \u201cVoglio restare in Europa, ma non essere guidato dell\u2019Europa\u201d \u00e8 la frase con cui Cameron ha riassunto la sua posizione. Dall\u2019altro lato, i lib-dem sono il partito pi\u00f9 europeista nello spettro politico britannico: non solo hanno sostenuto il Trattato di Lisbona e costantemente ribadito che l\u2019Unione \u00e8 importante e utile per la Gran Bretagna, ma sono a favore, in linea di principio, dell\u2019adesione all\u2019euro. Anche questa per\u00f2 \u00e8 una posizione pi\u00f9 pragmatica che ideologica, frutto della convinzione, per dirla con Clegg, che \u201ci problemi non si fermano alle scogliere di Dover\u201d.<\/p>\n<p>Il compromesso \u00e8 stato possibile perch\u00e9 n\u00e9 i tory n\u00e9 i lib-dem hanno fatto delle rispettive agende europee una questione di vita o di morte, alla luce del fatto che ci sono problemi molto pi\u00f9 urgenti e gravi da affrontare, a partire dalla riduzione del deficit pubblico. Inoltre, Cameron \u00e8, per certi aspetti, meno euroscettico di  altri leader conservatori del passato.<\/p>\n<p><b>Il banco di prova della difesa europea<\/b><br \/>Non sar\u00e0 facile per il nuovo governo  trovare un punto di equilibrio tra l\u2019europeismo dei lib-dem e il nazionalismo e l\u2019atlantismo propri della tradizione tory. Un importante banco di prova sar\u00e0 la cooperazione europea nel campo della difesa. Il nuovo governo dovr\u00e0 fare consistenti tagli al bilancio pubblico ed \u00e8 probabile che la scure si abbatta anche sulle spese per la difesa. In questo quadro, Londra potrebbe essere interessata a una cooperazione europea pi\u00f9 stretta in campo militare, puntando su una partnership bilaterale con la Francia, tradizionalmente considerata l\u2019interlocutore militare pi\u00f9 rilevante oltre Manica, oppure su un ambito di cooperazione pi\u00f9 ampio, che coinvolga anche altri paesi europei e si avvalga delle istituzioni Ue. <\/p>\n<p>Tuttavia, la decisione di rinnovare il programma nucleare Trident sembra andare nella direzione del mantenimento di un\u2019autonomia nazionale anche nel campo della difesa. Pi\u00f9 in generale, la nomina di due conservatori al Ministero della Difesa e al Foreign Office, rispettivamente William Hague e Liam Fox, indica che la politica estera \u00e8 saldamente nelle mani dei tory. Non \u00e8 detto quindi che i lib-dem riescano a far valere le proprie istanze.<\/p>\n<p> Resta da vedere se il compromesso raggiunto sulla politica estera e di sicurezza, cos\u00ec come su altri punti dell\u2019accordo di coalizione, regger\u00e0 alla prova dei fatti. Anche perch\u00e9 \u00e8 la prima volta nella storia britannica che conservatori e liberaldemocratici governano insieme. In ogni caso, per la Gran Bretagna si \u00e8 aperta una stagione politica nuova, che avr\u00e0 caratteristiche pi\u00f9 simili a quelle di alcune democrazie dell\u2019Europa continentale che al tradizionale modello bipartitico di Westminster.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>S. Silvestri: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1380\" target= \"blank\"><b><u>L\u2019entente franco-britannica sulla difesa europea<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>B. Donnelly: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1315\" target= \"blank\"><b><u>Cameron e l\u2019Europa: il rischio di un premier tentenna<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo di coalizione formato in Gran Bretagna da conservatori e liberal-democratici \u00e8 frutto di un compromesso su diverse questioni, inclusa la politica verso l\u2019Europa. 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