{"id":14590,"date":"2010-05-21T00:00:00","date_gmt":"2010-05-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/passa-per-il-nord-adriatico-la-futura-via-della-seta\/"},"modified":"2017-11-03T15:37:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:37:00","slug":"passa-per-il-nord-adriatico-la-futura-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/05\/passa-per-il-nord-adriatico-la-futura-via-della-seta\/","title":{"rendered":"Passa per il Nord Adriatico la futura Via della Seta"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019inizio di maggio l\u2019Iniziativa adriatico ionica (Iai) ha avviato il progetto per l\u2019istituzione di una macroregione adriatica. La Iai riunisce tre  membri dell\u2019Ue, (Italia, Slovenia, Grecia) e cinque paesi in via di adesione e pre-adesione, (Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Albania). Il punto pi\u00f9 debole della regione adriatica, nonch\u00e9 della stessa Ue, \u00e8 la sponda Sud-Est: la strategia della Iai \u00e8 di coinvolgere maggiormente i Balcani occidentali. Tale coinvolgimento dovr\u00e0 essere diretto al rafforzamento della <i>governance<\/i> e della capacit\u00e0 economica di questi paesi. Sar\u00e0 bene, tuttavia,  consolidare la strategia di cooperazione con l\u2019area balcanica favorendo l\u2019interazione con le sponde pi\u00f9 forti del Medio e dell\u2019Alto Adriatico. L\u2019istituzione della macroregione \u00e8 prevista per il 2014, durante la presidenza italiana dell\u2019Ue. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/pianta_Le_aree.gif\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Scali adriatici<\/b><br \/>Se il governo italiano avr\u00e0 fatto la sua parte, per quella scadenza sar\u00e0 giunta a buon punto la realizzazione di alcuni importanti progetti avviati dall\u2019Italia nell\u2019alto Adriatico, volti al consolidamento della cooperazione tra le diverse regioni e alla creazione di logiche di sistema. <\/p>\n<p>I progetti hanno l\u2019obiettivo  di espandere la logistica e accrescere l\u2019integrazione tra diverse soluzioni di trasporto e di distribuzione del traffico merci e passeggeri (intermodalit\u00e0). L\u2019obiettivo \u00e8 canalizzare il flusso di scambi provenienti dai mercati del Mediterraneo, dell\u2019Asia o dalla Russia in due direttrici principali: Nord-Sud, dall\u2019Europa al Mediterraneo e nuovi corridoi di transito sull\u2019asse Baltico-Adriatico.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, a marzo del 2010 \u00e8 stata costituita la  North Adriatic Ports Association (Napa).  Questa riunisce i porti di Koper (Capodistria), Ravenna, Trieste e Venezia e ha lo scopo di realizzare la porta marittima di accesso ai pi\u00f9 importanti mercati per la stabilit\u00e0 economica europea. Gli investimenti complessivi, (circa 3,4 miliardi di euro), mirano al consolidamento della competitivit\u00e0 del sistema portuale dell\u2019Alto Adriatico. Le linee di programmazione e i servizi gi\u00e0 potenziati suscitano un forte interesse da parte delle amministrazioni delle regioni europee limitrofe, (Carinzia e Baviera in testa), oltre che negli operatori dei mercati internazionali.<\/p>\n<p>La strategia \u00e8  semplice, perch\u00e9 basata sul rafforzamento di competenze e infrastrutture gi\u00e0 esistenti da inserire in una logica di sistema, convogliando flussi di scambio internazionali da e verso l\u2019Europa. L\u2019intermodalit\u00e0 si accresce con collegamenti con il retroterra, il trasferimento su rotaia del trasporto su strada e l\u2019ampliamento dei terminal. La volont\u00e0 \u00e8 armonizzare regolamenti, tempi e procedure delle operazioni portuali.<\/p>\n<p><b>Venezia e Trieste<\/b><br \/>Due eccellenze italiane hanno programmi di rilievo. Venezia inaugura la linea \u2018Autostrada del Mare\u2019: camion, autovetture e passeggeri arrivano in 60 ore ad Alessandria d\u2019Egitto e in 68 a Tartous, in Siria. Un altro servizio express integrato servir\u00e0 alla consegna di merci deperibili dall\u2019Egitto a tutta la regione danubiana. Su rotaia, Venezia si collegher\u00e0 all\u2019interporto di Verona entro l\u2019estate per convogliare merci su Monaco. Via fiume, l\u2019Autorit\u00e0 portuale veneta \u00e8 impegnata nella realizzazione di uno snodo logistico ferro-strada-acqua per il nord Italia, attraverso il tratto navigabile e i canali del Po. Il totale dei costi esterni, (ricadenti sulla collettivit\u00e0), verrebbe abbattuto di sette volte rispetto al trasporto merci su strada, con modeste emissioni inquinanti lungo 564 km di via commerciale. Si servirebbero cos\u00ec i mercati della Pianura Padana, che, tra Veneto e Lombardia, rappresentano fino al 31% del Pil nazionale, collegandoli al Mediterraneo e all\u2019Europa centrale.<\/p>\n<p>In Friuli Venezia Giulia, il governo regionale appoggia l\u2019Autorit\u00e0 portuale di Trieste  nello sviluppo del \u2018superporto\u2019 di Trieste \u2013 Monfalcone, che il Gruppo Unicredit vuol realizzare sui due scali per movimentare pi\u00f9 di 2 milioni di container. L\u2019investimento, di un miliardo di euro, richiede 300 milioni da fondi pubblici per infrastrutture ferroviarie di collegamento. L\u2019intenzione \u00e8 di fare della regione una base sull\u2019asse baltico-adriatico. Il progetto sposa l\u2019iniziativa di partner da Austria, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca per la realizzazione dello studio \u201cBaltic-Adriatic Transport Cooperation\u201d, (BATco), finanziato dall\u2019Ue. L\u2019obiettivo \u00e8 collegare i porti polacchi presso Danzica ai porti italiani sull\u2019Adriatico: si unirebbero i due mari dell\u2019Europa a 27. Ci\u00f2 consentirebbe all\u2019Italia e all\u2019Europa centrale di connettersi ai mercati di Polonia, Finlandia e Russia. <\/p>\n<p>Sul fronte dei paesi mediorientali e asiatici, il collegamento da Trieste \u00e8 con la Turchia. Con la coordinazione di un\u2019impresa tedesca, nuove linee su ferrovia trasportano da e per l\u2019Europa merci in transito da o verso la Turchia. Entro il primo semestre 2010 si vorrebbe arrivare a 5 treni in servizio settimanale. Anche Israele \u00e8 interessata a cooperare con lo scalo giuliano nel settore logistico e dirottarvi parte delle merci che giungono da Rotterdam.<\/p>\n<p><b>Dimensione europea e regionale: un\u2019integrazione possibile<\/b><br \/>In tale quadro, i progetti si innestano nei percorsi indicati dalle linee comunitarie che favoriscono la creazione di centri multi porto e il potenziamento dei corridoi marittimi. Questi \u201chub\u201d consentono di ridurre costi, e emissioni inquinanti e tempi di transito rispetto alle rotte via Rotterdam o Amburgo. Questi piani di sviluppo si inseriscono nelle priorit\u00e0 strategiche dell\u2019Unione europea: la possibilit\u00e0 di ridurre emissioni e costi del traffico merci e passeggeri e la logistica competitiva sono  tra gli obiettivi della nuova Strategia 2020 presentata dalla Commissione. Queste iniziative coniugano innovazione e rilancio economico, con conseguente riqualificazione del mercato del lavoro. <\/p>\n<p>L\u2019idea di creare una regione adriatica che si aggiunga alla Baltica e alla costituenda Danubiana, pu\u00f2 apparire strategica. Altrettanto  lo sono le scelte che tra il Nord-Est italiano, la Croazia, l\u2019Europa centro-orientale e baltica puntano ad una nuova versione europea della Via della Seta. Con una corretta integrazione di vedute si eviter\u00e0 il rischio di creare una macroregione adriatica \u2018a due velocit\u00e0\u2019, rilanciando efficacemente l\u2019economia europea e rafforzandone i confini sensibili.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p>F. Caffio: <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1156\" target= \"blank\"><b><u>La \u201cguerra di trincea\u201d tra Slovenia e Croazia per la baia di Pirano<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio di maggio l\u2019Iniziativa adriatico ionica (Iai) ha avviato il progetto per l\u2019istituzione di una macroregione adriatica. La Iai riunisce tre membri dell\u2019Ue, (Italia, Slovenia, Grecia) e cinque paesi in via di adesione e pre-adesione, (Serbia, Croazia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Albania). 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